Categoria: Sport

  • Il saluto di Samir Handanovic agli Interisti. Adesso che Batman non c’è più….

    “Dopo 11 anni non so se riesco a descrivere tutto… ci provo, perché sono amareggiato e triste ma nello stesso tempo felice di avere reso un sogno realtà per tanto tempo.
    L’Inter, lo stadio di San Siro, i tifosi e quel brivido quando lo stadio spinge mi mancheranno”.

    Ti insegnano e lasciano il segno, ti spiegano cosa sono passione e coraggio e perché ogni giorno bisogna sacrificarsi per provare certe emozioni.
    Tante battaglie, sfide vinte e sfide perse, delusioni e gioia. Essere se stessi per me conta piu di tutto nel nostro mondo (calcistico intendo) degli ipocriti, ho cercato di essere uomo prima di calciatore.

    Ringrazio tutti. I compagni di tanti anni in nerazzurro, allenatori, staff, medici, fisioterapisti, magazzinieri tutti i collaboratori, i presidenti e i dirigenti di questi anni che sono stati così diversi, che ho vissuto in maniera così profonda e con un senso di appartenenza così forte da non poterlo immaginare prima.

    Ringrazio il nostro angolo di magazzino dove si vincevano partite perse e festeggiavano quelle vinte, anche se tanti non capiranno mai…

    Un ringraziamento speciale lo voglio dedicare alla Curva Nord. Oltre all’amore per questi colori ci ha accomunati il modo diretto, pratico, onesto e coerente di vedere il calcio che non è quello di parole e chiacchiere. L’attitudine.
    Perché ho sempre avuta chiara in me la consapevolezza della differenza e del differente rispetto che merita chi paga per giudicare e commentare, anche sbagliando, e chi per farlo, nei diversi modi possibili, viene pagato.

    Quanto orgoglio avere indossato questa maglia e questa fascia. Ho vissuto questo privilegio dando sempre il massimo.

    Cercherò di giocare ancora qualche anno, questo è un arrivederci ma resterò sempre uno di NOI.

    Grazie ??

  • Ciclismo. G.S. Rancilio. Lo sprint vincente di Silvia Zanardi al Trofeo Rancilio Ladies 2023

    I risultati del Trofeo Antonietto Rancilio – Ladies 2023

    PARABIAGO – Primo atto del Trofeo Antonietto Rancilio andato in scena a Parabiago mercoledì sera.
    La competizione, intitolata all’imprenditore noto per l’omonima azienda produttrice di macchine per caffè, si è aperta con la prova tutta al femminile con al via circa 80 atlete delle 90 iscritte, presenti le migliori formazioni: BePink GOLD, Isolmant-Premac-Vittoria, Mendel Speck, Born to Win-Ziraf e Israel Premier Tech Roland.

    Dopo un primo momento di gara che ha visto una situazione di gruppo compatto sviluppato ad andatura sostenuta ma regolare, la corsa improvvisamente si infiamma quando evadono in 3: Silvia Zanardi (BePink GOLD), Silvia Magri(Israel Premier Tech Roland) e Carmela Cipriani (Isolmant-Premac-Vittoria), che ottengono abbastanza velocemente un vantaggio di 40″, grazie al controllo di BePink e Isolmant.

    Le 3 atlete insistono nella propria azione con Cipriani in particolare che spende parecchie energie e acquisiscono un vantaggio di quasi 2″ sul gruppo; la situazione si stabilizza finchè tutta sola dal gruppo evade Giorgia Vettorello (BePink GOLD) che cerca di raggiungere le 3 atlete di testa.
    A 3 giri dalla conclusione, il gruppo guidato da Milena Delsarto (Aromitalia Basso Vaiano) assieme ad altre formazioni cerca di ridurre il gap sulle fuggitive che nel frattempo è arrivato a superare i 2’30”, purtroppo nulla da fare.

    Al suono della campana dell’ultimo giro, alle fuggitive non resta che impostare la volata finale che vede lo spunto vincente di Silvia Zanardi (BePink GOLD) davanti a Silvia Magri (Israel Premier Tech Roland) e una stanchissima Carmela Cipriani (Isolmant-Premac-Vittoria).

    4° posto per Giorgia Vettorello (BePink GOLD) che conclude a 2′ mentre il gruppo viene regolato a 2’24” da Emma Bernardi (Mendelspeck) davanti a Milena Delsarto (Aromitalia Basso Vaiano) che si classifica al 5^ posto.

    Tra le Junior vince Lucia Brillante (Valcar travel & Service), 8° assoluta.

  • A Church Road è tempo di semifinali. Fragole, panna, Wimbledon.. e Sinner- di Teo Parini

    Il tabellone di Wimbledon si è allineato alle semifinali. Che, insieme ad Alcaraz, Djokovic e Medvedev, quindi il gotha della disciplina, ci sia il nostro Jannik Sinner è motivo di campanilistica soddisfazione anche se, per onestà intellettuale, occorre riconoscere che è difficile immaginare un cammino più agevole di quello toccato in sorte all’azzurro, fatto di avversari più da Challenger che da Slam.

    E se è vero che gli assenti hanno sempre torto, il computer che ha spedito il novantanove per cento della qualità tennistica nella parte alta di tabellone – quindi non la sua – resta inequivocabilmente uno sfacciato colpo di fortuna che, tuttavia, ha avuto il grande merito di sfruttare e non era affatto scontato visto il recente scempio parigino che preferiremmo non rimembrare.

    Jannik, pertanto, si giocherà l’ingresso in finale incontrando Djokovic e la notizia non è ovviamente buona ma, forse, nemmeno così terribile considerate le alternative. Con Medvedev, infatti, ci ha sempre perso, spesso malamente e senza capire molto di quanto gli stesse capitando intorno. La capacità difensiva e di contrattacco del russo, infatti, sono per l’azzurro due quesiti ancora senza risposta. I prati lo avvantaggerebbero, o meglio penalizzerebbero un po’ il rivale, ma il peso delle recenti scoppole sarebbe stato un fardello non indifferente da portare a spasso per il court. Daniil, pure sui sassi, è sempre un cliente da evitare come la peste. Con Alcaraz, invece, ha sempre fatto partita alla pari, talvolta vincendo. Ma lo spagnolo è in quella fase ascendente di carriera per la quale ciò che è stato ieri potrebbe tranquillamente non essere più oggi e figuriamoci domani. Tecnicamente il più forte di questo e altri eventuali pianeti, Carlitos ha il talento sfacciato di chi impara e migliora alla svelta di partita in partita e c’è da pensare che, rispetto all’ultimo incontro disputato tra loro, sia cresciuto in rendimento di un ordine di grandezza in più rispetto a quanto abbia fatto Sinner. Insomma, Alcaraz che ha demolito Rune, uno che probabilmente già oggi si fa preferire al nostro giocatore, è fuori categoria, inavvicinabile almeno finché non siano i crampi a metterlo al tappeto. Anche con Djokovic ha sempre perso, vero, ma un anno fa sugli stessi campi in simil-erba si è trovato avanti in scioltezza per due set a zero grazie all’unica condotta di gara che ha nelle corde: tirare forte e sulle righe. Purtroppo per lui, un vecchio marpione come il serbo gli seppe prendere le misure per il rotto della cuffia evidenziando il fatto che, una volta neutralizzato il bazooka, sono ancora troppo poche le alternative di gioco a disposizione di Sinner che, infatti, sulla lunga distanza ha finito per soccombere.

    Questo Djokovic versione 2023, però, appare meno performante rispetto a trecentosessantacinque giorni fa. Rublev, con un copione tattico non così dissimile da quello di Sinner e una psiche assai più ballerina, per almeno tre set ci ha fatto partita spalla a spalla, portandosi a casa più di un rimpianto per ciò che non è stato. Anche Hurkacz, in precedenza, deve aver passato qualche notte insonne dopo essere riuscito nell’impresa titanica di perdere i primi due set al tie-break già vinti per poi soccombere definitivamente l’indomani in quattro parziali tutti lottati. Morale, Djokovic in questo Wimbledon è stato più vicino alla sconfitta di quanto non dicano i numeri da tritatutto, al cospetto di avversari ai quali Jannik ha poco da invidiare. In più, a quanto pare, il Sinner versione Top 10 per sua stessa ammissione gode di un’autostima tutta nuova, di una rinnovata consapevolezza nei suoi mezzi, di una meccanica al servizio ottimizzata e, soprattutto, di un anno di esperienza in più ad alto livello. Una sua vittoria sarebbe comunque una sorpresa epocale ma l’ipotesi di un successo ha comunque qualche fondamento teorico al quale è bene restare aggrappati con le unghie.

    Tra le donne, infine, ci sono in lizza la meravigliosa Ons Jabeur e altre tre. Purtroppo, per la tunisina sarà Sabalenka la prossima avversaria, tuttavia, prima di disperare, una considerazione positiva è d’obbligo. È solo giocando contro il pronostico del computer che l’interprete di un tennis senza tempo diventa letale. Speriamo non sia, quella con la bielorussa, la più classica delle eccezioni che confermano la regola. Perché va bene Sinner, siamo pur sempre italiani, ma vuoi mettere Jabeur che solleva il piatto più famoso del tennis quale prima tennista africana della secolare storia del gioco? Lo diciamo: noi non ci penseremmo un istante a fare il cambio, Jannik per Ons. Troppo forte il richiamo della bellezza.

    Buone semifinali a tutti.

    di Teo Parini

  • Ciclismo: 24h allo start del Trofeo Antonietto Rancilio 2023

    24 ore separano il GS Rancilio dallo start del Trofeo Antonietto Rancilio 2023, la classica del ciclismo dilettantistico che ricorda la figura dell’imprenditore scomparso nel 1983 che è arrivata alla 39^ edizione per la prova maschile e alla 6^ per quella femminile.

    PARABIAGO – Saranno quindi due serate di grandissimo ciclismo quelle che si apriranno domani mercoledì 12 luglio dalle ore 19:45 e si concluderanno giovedì 13 dove gli atleti/e regaleranno tanto spettacolo al pubblico presente..

    Sarà proprio la prova Femminile ad aprire il programma con 90 atlete che animeranno il 6^ Trofeo Antonietto Rancilio; dando uno sguardo all’elenco delle formazioni iscritte, possiamo citarne alcune tra cui BePink GOLD, Isolmant-Premac-Vittoria, Mendel Speck, Born to Win-Ziraf e Israel Premier Tech Roland.

    Ottimo spunto quello del Team BePink GOLD già dominatore della prova lo scorso anno, grazie allo spunto di Valentina Basilico che ha anticipato il gruppo; il Team Manager Walter Zini ha come freccia del suo arco un asso del calibro di Silvia Zanardi, pluricampionessa europea su pista.

    Presente anche Silvia Magri, atleta della Israel Premier Tech Roland, considerata atleta di casa poiché abita a pochi kilometri da Parabiago; Silvia arriva al Trofeo Rancilio dopo aver concluso la scorsa settimana il Giro d’Italia Femminile mettendosi in mostra in alcune tappe.

    Scorrendo invece l’elenco delle formazioni presenti per la prova maschile, possiamo citare: Namedsport – Uptivo, Zalf Euromobil Desirèe Fior, Team Colpack, Biesse Carrera, U.C. Trevigiani, Team Sias Rime e U.C. Pregnana.

    Nel gruppo spiccano i nomi di Manlio Moro – medaglia di bronzo ai Campionati Europei nell’inseguimento individuale su pista a Monaco di Baviera, Samuel Belleri che ha concluso al 4° posto il Giro del Medio Brenta e il Gran Premio Città di Brescia di martedì scorso; presente inoltre anche Marco Rancilio che certamente conosce ogni centimetro del tracciato poiché corre sulle strade di casa.

  • La morte del grande Luisito Suarez e quell’incontro fortuito in aereo con Pietro Pierrettori

    Il Presidente della Pro Loco con un post ha commemorato la morte del regista dell’Inter del Mago. Quando l’Inter veniva a Magenta per i prepartita all’Hotel Excelsior….su imbeccata del ‘Magia’ Mereghetti di Ossona….

    MAGENTA – Il 26 novembre 2007, sul volo Milano–Madrid, incontrai Luis Suàrez Miramontes detto “Luisito”.
    Con grande emozione mi presentai e gli raccontai che da ragazzino l’avevo visto molte volte a Magenta quando l’Inter di Herrera veniva (anni 1961-62) in ritiro all’Hotel Excelsior (inaugurato nel 1959 per il Centenario della Battaglia).
    Suarez, vincitore del Pallone d’Oro nel 1960 era appena arrivato dal Barcellona (1961) chiamato all’Inter da Helenio Herrera.
    Mi disse che ricordava perfettamente quel periodo in cui venivano a Magenta.
    Appiano Gentile non esisteva ancora e, all’Inter, necessitava un luogo per il ritiro prima delle partite casalinghe, a San Siro.
    Suarez continuò raccontandomi che era stato il suo compagno, l’ossonese Mario Mereghetti (detto Màgia), centrocampista nerazzurro, a trovare la soluzione Magenta.
    Il rituale prevedeva che la squadra arrivasse il venerdì e per due giorni l’Hotel Excelsior rimaneva rigorosamente blindato.
    A noi ragazzini e ai tifosi non rimaneva che attendere la passeggiata mattutina dei giocatori.
    Li ho ancora nella mente tutti i giovanissimi campioni della grande Inter.

    In fila ordinata, giocatori davanti e il “Mago”, Helenio Herrera, dietro a tutti, con l’occhio del vigile controllore.
    Itinerario della passeggiata era via Cattaneo, via Roma, piazza Liberazione, via 4 Giugno, via Brocca e in Hotel per il pranzo.
    Quanti foglietti pieni di autografi ci mettevamo in tasca… (non so più dove sono finiti).
    Non ci pareva vero poter guardare, a pochi centimetri, quelli che sarebbero stati impressi nella memoria dell’Italia del pallone con la famosa “filastrocca”…Sarti, Burgnich, Facchetti….
    Onorato di aver fatto la sua conoscenza, signor Suarez…, un vero “signore” del calcio

    Pietro Pierrettori

    P.S. Purtroppo non ho mai visto foto di quelle passeggiate dell’Inter per la nostra Città anche se ricordo che qualche Magentino, armato di macchina fotografica, scattava istantanee.
    Se, frugando nei cassetti dei nonni ne saltasse fuori qualcuna, ben felice di poterla pubblicare.

  • Wimbledon, Berrettini cede con onore ad Alcaraz: mancò la fortuna, non il valore- di Teo Parini

    Lo si diceva ieri, qualche condizione al contorno favorevole e il morale ritrovato avrebbero potuto consentire a Berrettini di disputare una partita dignitosa contro l’inarrivabile – almeno per lui – Alcaraz e, magari, prendersi lo scalpo di un set.

    Così è stato, quindi bravo. Matteo avrà alcuni difetti tecnici ma ha il pregio di disputare sempre la migliore partita possibile; insomma, è uno che il suo la fa sempre e non è un aspetto banale per un tennista. Aiutato involontariamente da Carlitos, la cui capacità di convertire le palle break per una sera pareva quella di Federer e che a dirsi deficitaria gli si fa un complimento, Berrettini, dopo aver vinto un primo set giocato con precisione chirurgica sull’asse servizio e dritto, ha financo avuto la chance di strappare per primo la battuta all’avversario all’inizio del secondo parziale sulla scia di una certa inerzia costruita con caparbietà. Insomma, è uscito dai blocchi come un tuono sfruttando quel minimo effetto sorpresa che ancora destabilizza Alcaraz sui prati.

    Pur non dando mai l’impressione di potercela davvero fare anche nei frangenti a lui più favorevoli, Matteo, ancorandosi alle solide certezze del suo purtroppo scarno bagaglio, è rimasto in campo con dignità tennistica e abnegazione, forse con poche gambe per via dell’avvicinamento tribolato ai Championships. Il risultato è stato quello di offrire agli spettatori una partita senza pathos ma tutto sommato piacevole. Sarà che Alcaraz vale da solo il prezzo del biglietto contro qualunque avversario e che l’evidente confronto stilistico è anch’esso motivo di interesse, ma nell’ottica del bicchiere mezzo pieno, ripensando anche al tunnel nero in cui era precipitato, è stata una buona giornata per l’azzurro. Più in generale, un buon torneo, soprattutto in ottica classifica che, riportata intorno alle posizioni che sono nelle sue corde, potrà assicurargli in futuro tabelloni più agevoli nei quali lo spauracchio Alcaraz dovrebbe palesarsi solo in dirittura d’arrivo e non già agli ottavi come accaduto in questo Wimbledon.

    Tolti lo spagnolo e Djokovic, la sensazione è che un Berrettini in buona salute psicofisica possa avere sull’erba una possibilità di vincere con tutti. Alcaraz, invece, sui prati non ha ancora la confidenza necessaria per essere pressoché invincibile o comunque infondere quella impressione. Talvolta, infatti, la sua dinamica del moto tradisce qualche imbarazzo nella ricerca della palla – in soldoni pare dimenticarsi che sotto ai piedi non ci sia il cemento – al quale sopperisce con tutto il talento che abita nei suoi arti superiori. I set persi e le fatiche annesse contro il non irresistibile Jarry e con Berrettini dicono che il margine di sicurezza che interpone tra sé e i suoi rivali è decisamente ampliabile, questione di tempo.

    L’attualità, però, significa per Carlitos poter concedere a Djokovic di restare aggrappato al match e tutti sappiamo che un eventuale arrivo in volata potrebbe premiare il Mario Cipollini della racchetta. Oltre al fatto che l’incognita infortunio fisico – la sua kryptonite – è sempre presente e non serve ricordare che la possibilità di una noia muscolare improvvisa è direttamente proporzionale alle ore di gioco, tutte cose che un vecchio marpione come il serbo conosce a menadito. La finale dell’ultimo Roland Garros, con Djokovic che ha saputo far melina tennistica allungando a costo di sfiancarsi ogni quindici nell’idea di cui sopra, è l’emblema di quanto possa essere diabolico il tennis, costringendo il più talentuoso del circus a dare il via libera ad un avversario che in termini di manualità non lo vede nemmeno col binocolo. Roba da uscirne pazzi. Realisticamente non si vede come Djokovic possa mancare l’appuntamento con la finale considerato uno spicchio di tabellone morbido come il burro mentre dall’altra parte, invece, il numero uno del ranking potrebbe avere qualche grattacapo da un piantagrane come Rune, talmente odioso che farebbe perdere la pazienza a Giobbe e Alcaraz farebbe bene ad armarsi di benzodiazepine prima di scendere in campo.

    In tutto ciò ci siamo dimenticati di Sinner che la Dea bendata ha sospinto a colpi di avversari impresentabili fino al quarto di finale odierno contro il carneade Safiullin, un’occasione più unica che rara per centrare il traguardo della semifinale nobile proprio contro Djokovic. Per finire, un pensiero alle donne. In lizza per il titolo c’è ancora Ons Jabeur ed è la notizia in assoluto più rilevante di questa edizione di Wimbledon. Perché? La tunisina non gioca a tennis, dipinge capolavori. Un inno alla bellezza che ci fa dimenticare l’esistenza del resto.

    di Teo Parini

  • Abbiategrasso, via all’assegnazione palestre per il 2023-24

    ABBIATEGRASSO Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale intende procedere all’assegnazione delle palestre alle società sportive aventi diritto.

    “l’Amministrazione comunale di Abbiategrasso riconosce il ruolo fondamentale delle associazioni sportive quali strumento di promozione e organizzazione di attività con finalità ludiche, ricreative e formative, sia a carattere amatoriale che agonistico e di crescita nella qualità della vita cittadina” sostiene l’assessore allo Sport Beatrice Poggi, “Per questo, in un’ottica di valorizzazione delle potenzialità aggregative e di promozione al benessere insite nello sport, il Comune di Abbiategrasso concede annualmente l’utilizzo delle palestre comunali e degli impianti sportivi alle associazioni, società sportive e privati interessati”.

    A tale scopo è stato pubblicato un avviso, al fine di poter iniziare a programmare la prossima stagione sportiva 2023/2024.
    L’utilizzo degli spazi a carattere sportivo oggetto dell’avviso dovrà essere compatibile con l’uso degli stessi per l’attività prevalente curriculare ed extracurriculare da parte degli Istituti Scolastici. Nello specifico possono partecipare le Associazioni e le Società sportive dilettantistiche, le Federazioni sportive nazionali e discipline associate affiliate riconosciute con decreto ministeriale, le Associazioni del tempo libero per lo svolgimento di attività motorie e/o formative, ricreative ed amatoriali di carattere sportivo.

    Le domande d’uso delle palestre comunali e scolastiche per la stagione 2023/2024 dovranno essere presentate, complete di tutta la modulistica, entro il 25 agosto 2023 secondo le seguenti modalità:

    presso l’ufficio Protocollo del Comune di Abbiategrasso, sito in piazza Marconi 1, aperto al pubblico nei seguenti giorni ed orari: lunedì, giovedì e venerdì dalle 9.15 alle 12.45, martedì dalle 9.15 alle 13.45, mercoledì dalle 16 alle 18.
    Via e -mail seguente indirizzo: protocollo@comune.abbiaterasso.mi.it
    Via Pec al seguente indirizzo: comune.abbiategrasso@legalpec.it

    Si rammenta che gli impianti sportivi saranno assegnati solamente alle seguenti condizioni:

    aver saldato le pendenze debitorie relative alla stagione in corso;
    essere iscritti all’Albo Comunale delle Associazioni del Comune di Abbiategrasso.
    Il periodo di utilizzo delle palestre avverrà in concomitanza con l’inizio e la fine dell’anno scolastico.

    Per maggiori informazioni e la modulistica, si rimanda al bando https://abbiategrasso.trasparenza-valutazione-merito.it/web/trasparenza/papca-g/-/papca/display/8008143

  • Wimbledon: oggi Berrettini-Alcaraz. Dov’eravamo rimasti, Matteo? Di Teo Parini

    Matteo Berrettini non incarna la nostra idea di tennis e, lo ammettiamo, a volte fatichiamo a comprendere come abbia potuto raggiungere risultati enormi con così pochi dardi nella faretra. Gli amanti dei numeri, all’uopo, provano a venirci in soccorso: l’azzurro, infatti, nelle sue più redditizie cavalcate Slam – vedi Wimbledon 2021 ma non solo – non ha mai battuto un Top 10 e, checché se ne dica, è un discreto colpo di fortuna. Ma non basta come giustificazione.

    Perché Zverev, che ha liquidato ieri con relativa tranquillità, pur non essendo più il giocatore che fu prima di distruggersi la caviglia, sull’erba vale molto più del suo ranking attuale e ci ha lasciato lo stesso le penne.

    Probabilmente l’erba, anche nella sua versione odierna non particolarmente infida, gli perdona in parte i deficit tecnici dal lato del tremebondo rovescio, dove uno slice pessimo allo sguardo ma sufficiente nel rendimento è una scialuppa di salvataggio per stare alla larga dal colpo bimane che a questi livelli è impresentabile. Anche i problemi di mobilità, potendo giocare i quindici di battuta sul binomio minimal servizio-dritto da primo della classe, sono meno evidenti sui prati, semplicemente perché la possibilità di accorciare i rally è più alta qui che altrove e la pesantezza strutturale nel mulinare i piedi alla ricerca della palla non è aggravata, appunto, dallo stancante perdurare dello scambio.

    Se a tutto ciò sommiamo una garra non comune e una capacità di restare con la testa nel match anche nei momenti più complessi, forse ci siamo dati la risposta che andavamo cercando. Matteo è quel che si dice ancorare il proprio gioco a una o due certezze; la qualità globale al ribasso fa il resto.
    Detto ciò, Berrettini, a valle di un periodaccio orribile fatto di mille infortuni e dalla fiducia sotto alle scarpe, sembra essere tornato quello capace ogni volta di fornire la sua migliore versione possibile. La vittoria al primo turno in questi Championships contro l’amico Sonego deve avergli fatto scattare qualcosa perché il body language è passato in un amen da negativo a positivo ed è tornato a vincere le partite da vincere, quelle in cui è favorito. Piantata la bandierina sugli ottavi, la seconda settimana di uno Slam è di per sé un buon risultato se non fai Djokovic di cognome, gli dèi del tennis hanno concesso a Berrettini due possibilità in un colpo solo. Quella di fare fuori un Top 10 dal tabellone principale di un Major e, insieme, di misurarsi contro un giocatore che a differenza sua di frecce ne ha un’infinità non misurabile: Alcaraz. Tennista epocale che, il giorno in cui risolverà qualche lacuna fisica che lo accompagna tipo nuvoletta carica d’acqua da vacanza fantozziana, smetterà di perdere partite a tempo indeterminato. Se in qualunque altro contesto Matteo avrebbe dovuto ritenere accettabile l’idea di poter forse strappare un set allo spagnolo, c’è da dire che a Wimbledon il pensiero che possa sfruttare un pizzico di inesperienza erbivora del suo giovane avversario per inventarsi un match alla pari, anche solo nella sensazione di trovarsi nel posto giusto, non è così peregrina. Insomma, incontrare Alcaraz al di là della rete è come vedere Tyson che dagli spogliatoi punta dritto verso il ring, ma per Matteo le condizioni al contorno sono le più auspicabili. Lo favoriscono e, al contempo, insinuano qualche minuscolo dubbio nelle certezze epocali di Carlitos che, tanto per dirne una, contro Jarry, mica Edberg, ha faticato e non poco per venirne a capo.
    Da segnalare il carro azzurro di nuovo pieno dopo settimane di precipitose discese.

    I tifosi prestati al tennis sono fatti così, pensano di adattare ad una disciplina diabolica alcuni principi mutuati da sport meno complessi. Matteo non era un fenomeno quando stava a due set dal vincere Wimbledon e non era un brocco quando non portava a casa un match nemmeno giocando da solo. L’equilibrio del tennista, sempre se di cognome non fai Djokovic, è archetipo di instabilità, basta un niente per perturbarlo e palle che ieri spazzolavano le righe cominciano a uscire di un palmo senza un motivo apparente. La disdetta è che per tornare a mettere le palle in campo possa volerci un sacco di tempo, anche se la meccanica dei colpi è sempre la stessa dei giorni belli e non ti sai dare un perché al prezzo di diventare matto. Il tunnel nero in cui era precipitato Berrettini e dal quale sembra essere finalmente uscito.

    Ora siamo di fronte ad un dilemma. Umanamente, per campanilismo e per avere un’altra bella storia da raccontare, sarebbe magnifico che Matteo battesse il più bravo di tutti sul campo, per distacco, più prestigioso. Per amore della disciplina, invece, ci piacerebbe potere tornare a dire che per un tennista saper fare con facilità più cose degli altri – avere più talento, in altre parole – sia sinonimo di vittoria, evenienza niente affatto scontata. Per convincersene è sufficiente ricordare che Federer ha perso in carriera qualche centinaio di incontri pur esibendo una qualità non replicabile. Casino, né?

    In bocca al lupo, Matteo. Abbiamo altre preferenze tennistiche ma il tuo martello ci è mancato.

    di Teo Parini

  • Basket: si ritira Gigi Datome. L’omaggio dell’Olimpia Milano

    MILANO “La Pallacanestro Olimpia Milano ringrazia Gigi Datome per tutto quello che ha fatto e significato in questi tre anni trascorsi insieme. Durante le sue tre stagioni a Milano, Gigi Datome ha vinto lo scudetto nel 2022 e nel 2023, la Coppa Italia nel 2021 e nel 2022, la Supercoppa nel 2020, ed è diventato il primo realizzatore italiano nella storia di EuroLeague.

    Con lui l’Olimpia ha anche giocato le Final Four del 2021. È stato MVP delle Final Eight di Coppa Italia nel 2021 e dei playoff del 2023. Ha anche segnato 23 punti in Gara 6 della finale scudetto del 2022. Era venuto per vincere in Italia da protagonista”. Con una nota sul proprio sito ufficiale l’Olimpia Milano ringrazia Gigi Datome, che ha annunciato il suo ritiro dopo i mondiali della prossima estate. “Con cinque trofei in tre anni ha raggiunto il suo obiettivo. Ma molto più di questo, insieme a Sergio Rodriguez, Kyle Hines, Nicolò Melli, ha contribuito in modo determinante a costruire non tanto una squadra vincente ma una cultura, un modo di essere e di fare che verranno tramandati alle nuove generazioni di giocatori Olimpia. Anche per questo, Gigi Datome continuerà a far parte della famiglia dell’Olimpia, mettendo a frutto l’esperienza maturata nel corso della carriera e continuando a promuoverne i valori fuori del campo così come ha fatto da giocatore”, conclude il comunicato dell’Olimpia Milano.

  • Basket. ASD Virtus Abbiatense il bilancio di una stagione e le novità per il futuro: sabato l’Open Day

    Presso la sede sociale di Via Dante 87 ad Abbiategrasso parla il presidente Adriano Bedin: “Al termine di un lungo e faticoso anno sportivo, vorrei tracciare un resoconto dei risultati ottenuti, ed esprimere la soddisfazione per quanto fatto e per i traguardi raggiunti. La prima squadra, la punta di diamante della nostra società, è riuscita nella non facile impresa di mantenere la seconda categoria FIGC alla quale partecipiamo ormai da tre anni. La squadra, affidata alle cure quest’anno di mister Ugo Calvi, è arrivata a classificarsi al decimo posto del girone pavese. Esprimo la soddisfazione della società e mia personale per il risultato e speriamo tutti vivamente di continuare a mantenere la categoria anche per il prossimo campionato, nel corso del quale vorremmo riuscire ad inserire stabilmente nell’organico della prima squadra molti giovani provenienti da nostro vivaio, e perché no anche chi, da esterno, abbia il piacere di entrare a far parte della nostra società.”

    ABBIATEGRASSO – Fanno eco al presidente Bedin anche il vice presidente Nando de Gaetano, il direttore generale Franco Chillico ed il direttore sportivo Massimo Napoli, i quali esprimono la massima soddisfazione per i risultati ottenuti anche dalle categorie giovanili, in primis gli juniores, i giovanissimi 2009 e gli esordienti 2011 e 2012 che hanno fatto man bassa di vittorie nei campionati di categoria e nei tornei arricchendo di trofei la bacheca societaria. Massimo Napoli, da buon allenatore, ha il piacere di menzionare anche i pulcini 2013 e 2014 ed i più piccoli che hanno mosso i loro primi passi in campo ben comportandosi nei campionati disputati.


    (il coach Massimo Napoli)

    “Stasera però”, continua il presidente Bedin, “Ho il piacere di comunicarvi una bella novità: la ASD VIRTUS ABBIATENSE cambia!
    Stante le numerose richieste avanzate dalla cittadinanza, insieme ai componenti del consiglio direttivo abbiamo deciso di cambiare il nostro statuto sociale e di trasformarci in polisportiva, abbracciando l’esigenza dimostrata di implementare nella nostra città anche il gioco della pallacanestro.
    Dal prossimo campionato 2023/2024, infatti, qualora ce ne venga data la possibilità, abbiamo intenzione di iscrivere ai campionati federali una o più squadre di atleti che abbiano già giocato a pallacanestro oppure ragazzi che abbiano la voglia di giocare per la prima volta, contando sulla disponibilità di un gruppo di allenatori già formati che possono insegnare loro a praticare questo nuovo sport nella nostra città.
    Con questa notizia noi ci rivolgiamo non solo alla popolazione residente, ma anche a tutti quelli che, provenienti dalle città del circondario, per affinità o per voglia, abbiano il piacere o l’intenzione di giocare con noi e far parte della nostra famiglia.
    Ciò perché, ci teniamo a ricordare, che la Virtus Abbiatense è prima di tutto una famiglia di persone a cui piace lo sport in tutte le sue forme, che hanno voglia di mettersi in gioco e perché no, continuare a sognare.

    Il nostro sogno sarebbe di vedere inoltre anche le ragazze praticare calcio e pallacanestro ad ogni livello, sotto i colori della Virtus Abbiatense. Contiamo di coinvolgere pertanto anche le famiglie in questa scelta con la certezza che, una volta conosciuti i nostri programmi, ci affideranno con piacere i loro figli per affiancarli nel loro percorso di crescita. Il nostro desiderio è quello di non fermarci qua, ma di andare oltre, inserendo altri sport in futuro. Stiamo lavorando perché tutto ciò accada e contiamo sul supporto di coloro che sono interessati”.
    Il direttore generale Franco Chillico invita quindi tutti coloro che vogliono avere informazioni a rivolgersi alle mail istituzionali: INFO@VIRTUSABBIATENSEBASKET.COM e VIRTUSABBIATENSE@TISCALI.IT per avere informazioni sull’offerta che la società ha intenzione di promuovere.

    Ciò anche mediante open day sul territorio rivolti ai ragazzi ed alle loro famiglie, cosi come la partecipazione agli eventi ed alle varie manifestazioni indette dai comuni del circondario mentre prossimamente verranno attivati anche i siti internet ed i contatti telefonici, che verranno comunicati successivamente.