Categoria: Ambiente

  • Ambiente/ Goletta dei Laghi 2023 rivela dati inquinamento sul Lago di Garda: segnali positivi ma criticità persistenti

    A Desenzano la presentazione dei dati dei monitoraggi sulle sponde lombarda e veneta del lago: dei 13 punti campionati uno risulta “inquinato” e uno “fortemente inquinato”

    DESENZANO LAGO DI GARDA – La Goletta dei Laghi 2023, la campagna di Legambiente dedicata alla difesa delle acque dei bacini lacustri italiani, ha fatto tappa sul Lago di Garda, incrociando i rilievi effettuati sulle sponde lombarda e veneta.

    Sono stati prelevati 13 campioni, di cui 7 in Lombardia e 6 in Veneto. Sulle sponde lombarde del lago risulta fortemente inquinata la foce del torrente in località Santa Maria di Lugana a Sirmione. È inoltre fuori dai limiti di legge il nuovo punto di campionamento di Toscolano Maderno, precisamente la foce del rio Lefà. Tuttavia, ci sono anche segnali positivi: i punti di Salò, Padenghe sul Garda, la foce del Rio nell’oasi San Francesco del Garda e la foce del Torrente Toscolano risultano entro i limiti, a differenza dell’anno scorso in cui erano risultati inquinati o fortemente inquinati. Sulla sponda veneta del Lago di Garda, tutti i punti campionati hanno riportato concentrazioni inferiori ai limiti di legge previsti dalla normativa vigente in Italia sulle acque lacustri.

    “In generale si nota un miglioramento su entrambe le sponde, con meno superamenti rispetto agli anni passati”, dichiara Elisa Scocchera, portavoce Goletta dei Laghi di Legambiente. “La sponda veneta conferma i risultati con tutti i punti risultati entro i limiti, come nel 2022. Per la sponda lombarda: il punto di Salò, quello di Padenghe sul Garda, la foce del Rio nell’oasi San Francesco del Garda e la foce del Torrente Toscolano risultano entro i limiti al contrario dello scorso anno, in cui erano risultati inquinati o fortemente inquinati. Nello specifico, il punto campionato a Salò, campionato sin dal 2012, è risultato fuori dai limiti per molti anni di fila, come il punto a Padenghe, campionato dal 2011 e sempre risultato al di sopra dei limiti di legge. Ci auguriamo che questa tendenza positiva rimanga e anzi sia solo l’inizio per avere un lago più pulito e sicuro.”

    “Come ogni anno, oltre alla qualità delle acque, è importante fare il punto sulle principali problematiche che affliggono il lago” dichiarano Cristina Milani e Paolo Bonsignori del Circolo Legambiente per il Garda, “soprattutto quelle legate al turismo, tanto che anche sul Garda si comincia a parlare di overtourism: nessuno si rende conto che in un luogo così attrattivo già di suo per clima, paesaggi e cultura non serve creare nuovi richiami. Uno di questi è la Ciclovia del Garda, con alcuni tratti progettati a sbalzo senza tener conto del rischio geologico. A nostro avviso, non promuove un turismo sostenibile, ma attira turisti di passaggio in auto senza un vero interesse per il lago. Un altro dei grandi problemi che causa criticità nella parte lombarda del lago è la mancanza di un sistema di depurazione unitario: ogni regione ha fatto da sé, con il risultato di aver frammentato la progettazione, oggi in Lombardia ferma al palo per le contestazioni di comitati e cittadini rispetto al luogo in cui ubicare il nuovo depuratore lombardo.

    Infine, si continua a costruire, soprattutto alberghi. Solo a Salò sono in dirittura d’arrivo 2 hotel super lusso per almeno 1500 ospiti, a Gargnano una residenza turistico alberghiera di 14 mt di altezza capace di ospitare 400 persone, realizzata in mezzo ai boschi. Insomma, una pressione sul territorio che non si sa fino a quando saremo in grado di sopportare”.

    Il dettaglio delle analisi microbiologiche

    Sono stati prelevati 13 campioni di acqua, di cui 7 in Lombardia e 6 in Veneto.

    In Lombardia, la foce del torrente in località Santa Maria di Lugana a Sirmione risulta fortemente inquinata. Inoltre, il nuovo punto campionato a Toscolano Maderno, precisamente la foce del rio Lefà, è al di fuori dei limiti di legge.

    Tutti con concentrazioni inferiori ai limiti di legge previsti dalla normativa vigente in Italia sulle acque lacustri, i sei punti campionati sulla sponda veneta del Lago di Garda, nel Veronese: la foce del torrente Gusa a Garda; il lago di fronte alla foce del torrente San Severo in località Punta Cornicello a Bardolino; la foce del torrente Marra e la foce del torrente Bosca a Lazise; la foce del rio Duganale dei Ronchi in località Ronchi a Castelnuovo del Garda; la foce del torrente Rielo a Peschiera del Garda.

    I prelievi di Goletta dei laghi vengono eseguiti da tecnici, volontari e volontarie di Legambiente. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli).

  • Estate e caldo.. condizionatore o ventilatore?

    Con l’arrivo dell’estate, la ricerca di soluzioni efficaci per combattere le alte temperature e l’afa è sempre più urgente. La possibilità di incorrere in bollette eccessive a causa dell’utilizzo del condizionatore d’aria spesso rappresenta un freno. Ma ecco una buona notizia: i prezzi dell’energia, che nel 2022 avevano raggiunto cifre vertiginose, sembrano essere ormai un ricordo lontano.

    Le attuali tariffe elettriche, sia sul mercato a maggior tutela sia su quello libero, consentono di poter utilizzare il condizionatore o il ventilatore senza incorrere in spese insostenibili. Tuttavia è importante conoscere i trucchi per potersi godere un’estate fresca senza pesare troppo sulla bolletta.

    L’estate fresca e a costo ridotto: segreti per risparmiare sulla bolletta
    Per ridurre i costi legati all’uso del condizionatore, è fondamentale prendere in considerazione diversi fattori. Innanzitutto, bisogna valutare attentamente la classe di efficienza energetica dell’apparecchio: optare per un condizionatore appartenente alla classe A+++, la migliore in termini di consumo annuo, può significare una bolletta notevolmente più leggera rispetto a un condizionatore di classe G.

    Inoltre, è importante considerare il tipo di condizionatore scelto. Si può optare tra climatizzatori e condizionatori, con questi ultimi che consentono solo il raffreddamento dell’aria senza la possibilità di regolare la temperatura. Inoltre, alcuni modelli sono dotati della funzionalità pompa di calore, che permette di utilizzare il condizionatore anche come sistema di riscaldamento durante i mesi invernali.

    Tuttavia, è importante tenere presente che l’uso prolungato del condizionatore in entrambe le modalità comporta un aumento delle ore di utilizzo e, di conseguenza, dei costi sulla bolletta.

    Ma vediamo alcune buone pratiche per ottimizzare l’utilizzo del condizionatore e contenere i costi:

    Impostare una temperatura confortevole (24-26°C).

    Utilizzare la modalità di risparmio energetico.

    Programmare il timer per accensione e spegnimento automatico.

    Utilizzare ventole e finestre per la circolazione dell’aria.

    Tenere tende e persiane chiuse durante le ore più calde.

    Pulire regolarmente i filtri del condizionatore.

    Isolare la casa per evitare dispersioni di calore.

    Evitare di utilizzare apparecchi che generano calore durante le ore calde.

    Basta seguire alcuni accorgimenti, come la scelta di un condizionatore efficiente, un utilizzo oculato e la ricerca delle tariffe più convenienti. In questo modo, sarà possibile godersi l’estate con freschezza e risparmiare sulla bolletta energetica.

    Condizionatore e Ventilatore: Quanto pesano sulla bolletta luce
    Quando si parla di comfort durante l’estate, il condizionatore d’aria e il ventilatore sono due alleati preziosi. Tuttavia, è importante considerare il loro impatto sulla bolletta della luce. Il costo dell’energia elettrica può variare in base all’offerta sottoscritta con il fornitore e alla tipologia di tariffa

    Nel mercato tutelato, il costo del kWh è regolato da ARERA ed è pari a 0,067 €/kWh.

    Nel mercato libero, invece, il costo viene stabilito dai fornitori di energia.

    Per quanto riguarda i ventilatori, il consumo medio dell’energia elettrica dipende dal tipo:.

    Un ventilatore a piantana può consumare dai 25 ai 50 W, mentre

    un ventilatore da tavolo può variare dai 10 ai 25 W, con modelli più economici che possono arrivare a 5-8 W.

    I ventilatori a soffitto, invece, hanno un consumo che va da 45 a 70 W, con modelli più potenti che possono arrivare a 120 W.

    Passando al condizionatore d’aria, il suo consumo energetico può variare da un minimo di 0,5 kWh a un massimo di 1,5 kWh.

    Apparecchio

    Consumo energetico (W)

    Consumo giornaliero (kWh)

    Consumo mensile (kWh)

    Costo mensile (€)

    Ventilatore piantana

    25 – 50

    0,1 – 0,2

    3 – 6

    0,60 – 1,20

    Ventilatore da tavolo

    10 – 25

    0,04 – 0,1

    1,2 – 3

    0,29 – 0,71

    Ventilatore soffitto

    45 – 70

    0,18 – 0,28

    5,4 – 8,4

    1,29 – 2,00

    Condizionatore d’aria

    500 – 1500

    2 – 6

    60 – 180

    14,28 – 42,84

    Facendo una stima approssimativa, consideriamo una potenza media di 1 kWh per il nostro condizionatore. Oltre alla potenza, bisogna tenere conto del costo dell’energia elettrica, che secondo le stime di ARERA a partire dal 1° luglio 2023, si aggira intorno a 23,85 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.

    Supponendo un utilizzo giornaliero di 4 ore, il consumo mensile di un condizionatore sarebbe quindi di circa 120 kWh.

    Considerando il costo previsto per l’energia questa estate, il condizionatore avrà un impatto sulla bolletta di circa 28 euro al mese.

    Sia il condizionatore d’aria che il ventilatore possono incidere sulle spese energetiche. Se si desidera ridurre l’impatto sulla bolletta della luce, è consigliabile utilizzarli in modo oculato preferendo impostazioni di temperatura moderate e limitando il loro utilizzo solo quando necessario. Inoltre, è sempre utile valutare l’efficienza energetica degli apparecchi prima dell’acquisto, optando per modelli con classificazione energetica più elevata. In questo modo, si può garantire il massimo comfort durante l’estate, mantenendo sotto controllo i costi energetici.

    Fonte: Studio Energia-Luce

  • Lombardia, oggi giornata regionale della Montagna

    MILANO “La Giornata regionale per le montagne lombarde vuole testimoniare la grande importanza delle montagne per la nostra regione: sono luoghi che oltre ad offrire dei paesaggi naturalistici straordinari, custodiscono un grande patrimonio artistico e storico.

    La Giornata e’ stata istituita anche con l’obiettivo di valorizzare le comunita’ che vivono tutto l’anno nei luoghi di montagna, le cui culture, tradizioni e saperi rappresentano un’importante identita’ da preservare e valorizzare”. Lo dichiara l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, in occasione della Giornata regionale per le montagne lombarde istituita da Regione Lombardia con Legge Regionale 3 del 2020 che si celebra ogni anno la prima domenica di luglio.

    “Ogni anno migliaia di turisti e escursionisti hanno l’opportunita’ non solo di immergersi nell’immenso patrimonio delle montagne lombarde e di godere ad alta quota dell’enorme bellezza della nostra Regione, ma anche di toccare con mano il prezioso valore culturale e storico che i borghi e i piccoli territori di montagna custodiscono. In questi primi mesi di mandato sto conoscendo numerose iniziative che si svolgono nei piccoli paesi di montagna e che hanno un riconoscibilita’ nazionale ed internazionale. Sono realta’ che hanno puntato tutto su manifestazioni specifiche che valorizzino tratti distintivi di quel territorio dove si innestano. La montagna e’ una grande scuola di vita e le comunita’ locali hanno un professionismo ed una pianificazione culturale impeccabile”, aggiunge Caruso. “E’ nelle mie intenzioni – conclude l’assessore – rendere sempre piu’ importanti la circuitazione delle attivita’ culturali in quel giusto binomio tra grandi centri e piccoli borghi. La contaminazione di queste buone pratiche puo’ diventare fondamentale per una crescita sia per gli uni che per gli altri. E’ fondamentale quindi continuare a promuovere le montagne lombarde e l’importante valenza turistica, culturale e identitaria che rappresentano per il nostro territorio”.

  • Trecate: ieri col ministro Pichetto via alla produzione di biocarburante da Sarpom

    TRECATE – Avviata a Trecate (Novara) la produzione di biocarburante avanzato da biomasse di seconda generazione nella raffineria Sarpom, società partecipata dalla Esso e dalla Italiana petroli.

    L’inaugurazione ieri, alla presenza del ministro all’Ambiente, Giberto Pichetto: “è un momento importante – ha detto – perché è l’avvio di una produzione di biocarburanti che possono essere utilizzato nei motori endotermici ma che hanno un livello di emissione bassissimo. Dopo aver dimostrato al G7 in Giappone l’importanza di questo tipo di produzione, dobbiamo andare avanti per farla prendere in considerazione all’Unione Europea. La speranza è che le trattative ci diano ragione. I produttori maggiori di biocarburante siamo noi”. Il direttore della Sarpom, Giuseppe Buonaerba, ha fatto notare come si tratti di “un processo innovativo brevettato con la collaborazione di nostri ingegneri. Un’innovazione che può portare un valido contributo alla riduzione delle emissioni climalteranti”. “Oggi abbiamo avviato un cambiamento importante .- ha sottolineato Matteo Marnati, assessore all’Ambiente della Regione Piemonte – Questo impianto potrebbe triplicare la produzione quando si individuerà altra materia prima. E c’è anche la volontà di trovare una filiera che sia il più possibile locale”. Il caso dell’impianto di Trecate è “quello di una raffineria che ha sempre usato il petrolio e ora sta cambiando per essere più sostenibile a livello ambientale”. La Sarpom è stata fondata nel 1947 e ha iniziato la sua attività nel 1952.

  • Fotografare l’impatto della crisi climatica nella provincia di Varese

    Il contest di Fondazione Cariplo “F2Click. Obiettivo Clima” amplia il territorio da immortalare e posticipa al 30 settembre la data per candidare i propri scatti

    VARESE – “F2Click. Obiettivo Clima” è il concorso fotografico promosso da F2C – Fondazione Cariplo per il Clima con l’obiettivo di raccontare l’impatto del cambiamento climatico nella provincia di Varese.

    Il contest vuole coinvolgere attivamente la cittadinanza e creare un atlante fotografico collaborativo e collettivo mostrando 4 tematiche principali: la trasformazione del territorio e le relative conseguenze delle scelte urbanistiche; il rapporto uomo-natura, evidenziando anche i rischi per il mantenimento della biodiversità; l’attivismo dei cittadini; le azioni di adattamento e mitigazione portate avanti dalle istituzioni locali.

    Possono partecipare gratuitamente tutti i cittadini maggiorenni e le classi delle scuole elementari, medie e superiori, ed è anche possibile candidare fotografie già scattate in passato.

    È stato inoltre esteso fino al 30 settembre 2023 il periodo durante il quale è possibile inviare i propri scatti e, grazie alla richiesta degli utenti, è stato anche ampliato a tutta la provincia di Varese il territorio nel quale immortalare i segnali della crisi climatica.

    La giuria composta da Fabiano Ventura, Sara Melotti e Denis Curti, fotografi professionisti, decreterà i vincitori. Quattro i criteri di valutazione: attinenza alla categoria di partecipazione, riferimento al territorio, originalità e valori simbolici dell’elaborato. Un premio speciale sarà poi assegnato da Fondazione Cariplo ad una fotografia per categoria che più avrà colto nel segno le azioni legate al progetto “F2C – Fondazione Cariplo per il Clima”. Questi contributi saranno pubblicati su tutti i canali della Fondazione.

    Il risultato finale del contest sarà una mostra diffusa outdoor lungo le strade dei comuni delle Valli del Verbano e anche per le vie del Comune di Milano. Le fotografie selezionate potranno inoltre essere proposte per l’esposizione in festival nazionali e internazionali.

    La scelta di coinvolgere la provincia di Varese nasce dalla presenza sul territorio di “Bosco Clima”, Strategia di Transizione Climatica redatta col supporto di Fondazione Cariplo nell’ambito della Call for Ideas “Strategia Clima”, che vede il coinvolgimento della Comunità Montana Valli del Verbano e del Parco Campo dei Fiori.

    Oltre ai comuni di Varese, anche i territori di Monza e Brianza, Bergamo, Brescia e Mantova interessati dal progetto “Strategia Clima” di Fondazione Cariplo saranno oggetto del contest.

    Tutte le informazioni relative al concorso sono consultabili al link: https://f2click.fondazionecariplo.it

  • Lombardia, direttiva Ue sulla qualità dell’aria. Pase(Lega): “Lombardia penalizzata fortemente da proposte irragionevoli”

    Via libera dal Consiglio Regionale Lombardo alla Mozione proposta dal Gruppo Lega, primo firmatario il consigliere Riccardo Pase, che interviene sulle Criticità relative alla proposta della Direttiva EU sulla qualità dell’aria. “La mozione – precisa Pase, vicepresidente della commissione Ambiente al Pirellone – che si inserisce all’interno di una seduta d’aula interamente dedicata ai temi ambientali, fa seguito anche alle preoccupazioni espresse dal Presidente Fontana nel recente incontro al Parlamento Europeo, proprio relativo alle politiche della qualità dell’aria in Europa.

    photograph of sky

    LOMBARDIA – In particolare- spiega Pase- gli standard qualitativi imposti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, pubblicata il 26 ottobre 2022, risultano essere decisamente troppo stringenti per i principali inquinanti come il PM10, PM2.5 e NO2 (biossido di azoto). La Lombardia, che rappresenta una delle Regioni più industrializzate d’Europa e con il Pil più elevato, ne uscirebbe duramente colpita. E come – Pase azzarda un paragone – se si chiedesse ad una persona che non riesce a perdere chili di tagliarsi un braccio o una gamba per raggiungere il peso forma. Tutto deve esse fatto secondo il buon senso. La Lombardia ha un tasso di inquinamento medio tra i più bassi d’Italia e d’Europa, e questo deriva anche dalla nostra particolare conformazione territoriale di cui l’Europa deve tenere conto”.

    “Secondo uno studio effettuato da ARPA Lombardia, per raggiungere gli obiettivi imposti, non basterebbero le sole misure tecnologiche, ma bisognerebbe anche diminuire drasticamente una serie di attività fondamentali e imprescindibili per una Regione come la nostra. Ad esempio, sarebbe necessario ridurre il 75% dei veicoli circolanti, il 75% degli impianti di riscaldamento a metano e il 100% degli impianti di riscaldamento domestico a biomassa. Non solo, bisognerebbe anche ridurre del 60% il bestiame (bovini e suini) e il 75% delle attività industriali. Consideriamo – aggiunge Pase – che durante il lockdown, dove tutto si è fermato, l’inquinamento è calato meno del 3%. Una situazione, dunque, che comporterebbe una paralisi della produttività della Lombardia, ma anche delle Regioni del bacino padano”.

    “Va detto- prosegue Pase- che negli ultimi 15 anni Regione Lombardia non è rimasta indifferente alle problematiche relative alla qualità dell’aria ma ha lavorato con molteplici strumenti a misure ed azioni destinate a cittadini e imprese ottenendo risultati importanti, tra cui la riduzione del 39% del PM10, del 40% del PM2.5 e del 45% di No2”.

    “Per tutti questi motivi, la mozione del gruppo Lega, impegna il Presidente e la Giunta Regionale a continuare a rappresentare le istanze della Lombardia congiuntamente alle altre regioni che partecipano alla Air Quality Initiative (Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto,Comunitad de Madrid, Dutch Provinces, Generalitat de Catalunya, Steienmark), in tutte le sedi opportune, sottolineando le criticità della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria e a perseguire una politica di transizione ecologica attenta alle peculiarità del territorio, delle sue caratteristiche economiche, sociali, ambientali e morfologiche. Infine – conclude Pase – la mozione impegna la Giunta anche a chiedere all’Europa percorsi di miglioramento della qualità dell’aria “Ad Hoc”, attraverso lo stanziamento di ulteriori risorse finanziarie sia a livello nazionale che Europeo, finalizzate al perseguimento degli obiettivi specifici di miglioramento della qualità dell’aria da declinarsi negli appositi strumenti di pianificazione, e a promuovere la cooperazione tra tutti i livelli di governo compresa l’Unione Europea”.

  • Dissesto idrogeologico: in Lombardia 600 interventi per 632 milioni di euro a difesa del suolo

    MILANO L’obiettivo primario di Regione Lombardia è l’attuazione di misure di prevenzione e protezione che riducano il rischio alluvionale e idrogeologico, così da incrementare la sicurezza del territorio. Il percorso per raggiungere gli obiettivi prefissati lo ha illustrato questa mattina l’assessore regionale al Territorio e Sistemi Verdi, Gianluca Comazzi, durante il suo intervento in Aula consiliare nel dibattito dedicato al contrasto al disseto idrogeologico e alla difesa del suolo.

    Il territorio lombardo presenta infatti il 44% dei Comuni a rischio idrogeologico ‘elevato’ e ‘molto elevato’, 1.224 Comuni (su 1.504) sono a rischio frana e 1.280 a rischio alluvione.

    “Per la protezione del territorio – ha affermato l’assessore Comazzi – la Lombardia ha investito più del doppio rispetto allo Stato dimostrando che la difesa del suolo è un obiettivo strategico della propria politica territoriale”. Nello specifico, negli ultimi cinque anni, sono stati attivati oltre 600 nuovi interventi per 632,3 milioni euro, di cui la gran parte, 441,3 milioni, di fondi regionali.

    La Giunta regionale, recentemente, ha approvato anche un nuovo piano di finanziamento per oltre 80 milioni che ha permesso, tra l’altro, l’attivazione di 38 interventi strategici.

    “A breve – ha proseguito l’assessore – sarà avviato un secondo piano di interventi che utilizzerà circa 38 milioni di fondi regionali, già stanziati dal ‘Piano Lombardia’, dedicato alla realizzazione di aree di laminazione per i corsi d’acqua a rischio esondazione”.

    Tra le azioni strategiche già attuate si evidenzia la sottoscrizione di accordi di programma per la soluzione dei problemi del nodo idraulico di Milano, per il quale sono stati investiti 194 milioni per il fiume Seveso.

    “Sono stati poi affidati i lavori per 4 vasche di laminazione – ha aggiunto – che hanno l’obiettivo di intercettare eventuali piene”. Sono quelle di Senago (37 milioni), Parco Nord Milano Bresso (30 milioni), Paderno Dugnano – Varedo (56 milioni) e Lentate sul Seveso (21 milioni).

    “Regione Lombardia non è attiva solo sull’area metropolitana milanese, ma opera per mitigare il rischio su tutto il territorio lombardo. È per questo che sono state già finanziate opere di laminazione per 148,9 milioni di euro”.

    Tra questi, interventi sul Torrente Lura, in provincia di Como, per 12,5 milioni; per il torrente Bozzente, in provincia di Varese, per 20,4 milioni; e il Molgora, in provincia di Monza-Brianza, per 13,5 milioni. Tra le opere più strategiche sono state ultimate 26 aree di laminazione dislocate su tutto il territorio lombardo per un totale di 165 milioni di euro. L’attuale Legislatura intende proseguire nel solco già tracciato.

    “Il nostro intento – ha concluso l’assessore al Territorio e Sistemi Verdi – è quello di proseguire negli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, nella difesa del suolo e nella riduzione del rischio in seguito a calamità naturali. Vogliamo inoltre completare l’attuazione dei regolamenti relativi alla gestione delle acque meteoriche e di depurazione. Infine, è nostra intenzione potenziare i soggetti attuatori e intensificare i rapporti con gli enti di ricerca che si occupano di adattamento al cambiamento climatico”.

  • Comitato Cittadini Varallo: su sviluppo Malpensa cosa dicono Sea ed Enac?

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    MALPENSA Nelle integrazioni al Masterplan Malpensa 2035, conseguenti alle osservazioni & controsservazioni proposte da questo Comitato, le Modifiche progettuali e integrazioni documentali volontarie predisposte in seguito alle osservazioni formulate sulle integrazioni trasmesse in data 16/11/2021 – INT-102 AREA CARGO – APPROFONDIMENTO TEMATICHE DI SAFETY PER LE ALTERNATIVE DI INSEDIAMENTO DELLA ZONA DI SVILUPPO, erano risultate oltremodo esplicite.

    Nelle pagine dell’ALLEGATO “Safety assessment opzioni di sviluppo area cargo” il Final Report versione 1.1 del 14/7/2022, oltre 30 pagine della società berlinese “c airsight- GmbH”, sottoposte a COPYRIGHT e Diritto di riservatezza, lo studio richiesto dalla SEA, viene impedita, di fatto, una analisi trasparente e, innanzitutto divulgabile. Le valutazioni integrative, il confronto di sintesi tra le ipotesi considerate – caratteri dimensionali, gli elementi di valutazione, con l’esito del confronto sul posizionamento, avevano identificato l’opzione compatibile nella localizzazione del Cargo City con l’espansione dei 44 ettari della Brughiera. Il Parere n.443 del 21 Aprile 2023 della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha espresso il parere positivo con il taglio del Cargo City esterno al sedime, ma non ha risolto la criticità dei livelli di “Safety Assesment”. Per assicurare i livelli adeguati degli “Hazards” correlati all’opzione 2 e 2A dell’attività del Cargo City, escludendo l’opzione denominata 7, ritenuta unica praticabile, si impone un interrogativo ed una soluzione correlata: tra il taglio dei movimenti aerei e la rinuncia all’insediamento della Cargo City entro il sedime aeroportuale. Cosa fare? Enac e SEA devono decidere, operare con un “matrix cargo” critico o spostare la “Cargo City” a Montichiari?

    Comitato dei Cittadini di Varallo Pombia per l’Aeroporto di Malpensa

  • Brughiera da salvare: lettera di cittadini da Gallarate

    Riceviamo e pubblichiamo

    LETTERA COLLETTIVA ALLA STAMPA: LA BRUGHIERA DA SALVARE, SALVIAMO LA BRUGHIERA!

    Siamo un gruppo di cittadine e cittadini impegnati in Comitati locali per la tutela del verde pubblico e dei boschi del nostro territorio. Sentiamo l’esigenza di pronunciarci sulle reazioni seguite al parere della Commissione tecnica su Masterplan 2035, che ha bloccato l’espansione Cargo su 44 ettari di brughiera per il suo pesante impatto ambientale. Numerosi e autorevoli soggetti politici ed economici hanno definito questo blocco una decisione catastrofica per lo sviluppo e persino per il futuro della provincia e invocano a gran voce che si aggiri il parere della Commissione, imponendo con un colpo di mano governativo l’esecutività del progetto nella sua forma originaria. La stampa locale ha dato vasta eco e spesso ha sposato queste posizioni, culminate nelle dichiarazioni del ministro Giorgetti. Noi non possiamo più tacere di fronte alla gravità di queste voci, che ipotizzano di elevare l’espansione Cargo a “interesse nazionale” con un decreto che metta a tacere chiunque voglia tutelare la brughiera, fosse anche un’istituzione dello Stato. Siamo allibiti di fronte alla sfacciata disinvoltura con cui personalità politiche e figure istituzionali tentano apertamente di vanificare la decisione di una Commissione che ha agito nella piena legittimità e imparzialità del suo ruolo. Al di là delle opinioni nel merito, mettere in discussione i suoi esiti e delegittimare gli organismi tecnici significherebbe consegnare la valutazione ambientale alla pura discrezionalità dei decisori politici. Un colpo di mano sarebbe una condanna a morte per qualsiasi meccanismo regolatorio e di tutela minima dell’ambiente di fronte agli scempi sul territorio, sulla natura e sulla salute dei cittadini. Il processo di VIA sul Masterplan 2035 non è frutto di “burocratismi” come da alcuni affermato, ma di analisi di tecnici competenti e super partes. La Commissione tecnica ha accolto alcune delle circostanziate osservazioni inviate in pieno agosto dello scorso anno da associazioni e cittadini che da tempo studiano e difendono la brughiera. Questi cittadini hanno rappresentato il loro territorio e si sono civilmente mobilitati dimostrando in modo argomentato che il progetto Cargo si può realizzare all’interno del sedime aeroportuale senza distruggere un patrimonio naturale unico in Europa. Questi cittadini e associazioni hanno organizzato iniziative per far conoscere la brughiera che sarebbe devastata irreparabilmente da Cargo City. Migliaia di persone hanno camminato in quell’ambiente meraviglioso che da alcuni è stato definito “brullo”. Sicuramente chi lo ha descritto così non ha mai camminato con noi nel periodo della fioritura della brughiera, non ha mai ascoltato il verso del succiacapre, uccello rarissimo che la popola, e non sa nulla della ninfa della brughiera, una farfalla che ha scelto il nostro territorio come uno degli ultimi lembi d’Europa in cui potersi riprodurre. Difendere questo patrimonio non è poesia, è la nostra sopravvivenza e il nostro futuro. Siamo indignati dal fatto che oggi si tenti nuovamente di contrapporre lo sviluppo economico alla tutela dell’ambiente. La valutazione ministeriale non cancella l’area Cargo, come si continua falsamente ad affermare, ma impone che Sea scelga un progetto meno impattante, forse più costoso e complesso, ma previsto dalla stessa Sea tra le alternative presentate, e concretamente realizzabile, come le associazioni ambientaliste e lo stesso Parco del Ticino hanno dimostrato con studi di tecnici aeroportuali. Non è la valutazione ambientale a creare disoccupati, ma è un’idea di sviluppo senza regole a creare lavoro di bassa qualità, precario e sottopagato, come ormai ripetono molti sindacati che a Malpensa abbiamo ritrovato al nostro fianco a difendere un buon lavoro e, insieme, una buona qualità della vita per tutti. Come abbiamo trovato al nostro fianco tanti sindaci che hanno dichiarato la loro contrarietà al Protocollo Sea, che invece i pochi sindaci coinvolti hanno sottoscritto in tutta fretta e senza una minima consultazione dei cittadini e dei Consigli comunali. Certo disturba che una Commissione di esperti abbia ascoltato i tanti cittadini, sindaci, associazioni, naturalisti che invece sono stati e sono tuttora ignorati o screditati da logiche e gruppi di interesse. Da queste logiche è guidato chi rifiuta un sistema aeroportuale equilibrato e diffuso sul territorio, a favore dell’idea insensata di un unico aeroporto per il 65% del traffico cargo nazionale, in un Paese lungo più di mille chilometri e al centro di una Pianura padana estesa per altre centinaia. Capiamo bene che cittadini e associazioni mobilitati per salvare la brughiera non abbiano il potere dei soggetti che occupano oggi le prime pagine dei giornali. Ma non smetteremo di impegnarci, perché siamo consapevoli che la salvaguardia del nostro territorio non è per nulla garantita. Siamo certi che, se si tenterà di sovvertire illegittimamente i vincoli ambientali posti dalla VIA, ci ritroveremo ancora più numerosi per difendere quella brughiera che appartiene a tutti noi e in cui vogliamo continuare a camminare nei decenni a venire e per le future generazioni.

    24/06/2023 LETTERA FIRMATA DA: Sonia Scandolara Olivia Pastorelli Laura Pastorelli Daniele Porrini Maurizio Brambilla Nicoletta De Stefani Ferruccio Boffi Alberto Marchesi Carlo Naggi Albino Ferri Valentina Pacelli Marta Sarti Graziella Botta Valeria Scandolara Anna Cattoretti Francesca Tronca Cinzia Colombo Marco Grasso Giorgio Montagnana Massimo Uboldi Carlo Cattorini Luisella Torregiani Luisa Colombo Lucia Urso Annapaola Mazzucchelli Clarissa Ferrario Luisa Di Matteo Vittoria Guenzani Giuseppe F.F.Guenzani Michele Carlucci Alfredo Guenzani Alessandro Aspesi Laura Notarangelo Gabriella Venturini Anna Assunta Passoni Nahid Bentouja Arturo Bortoluzzi Massimo Ferrario Raffaella Filippini Daniela Tomasini Dario Andrea Vergazzini Elena Torri Alessandra Maria Scurati Lorella Rossetto Mariaceleste Brambilla Filiberto Zago Rosa Fazzini Michele Tellatin Sandra Giovacchini Giuseppina Quadrio Flavio Castiglioni Oreste Magni Stefano Bianchi Florio Todeschini Maurizio Canazza Antonio Maginzali Marisa Boatto Sandra Salmini Morris Berto Lucio Bassola Anna Bonicalzi Martina Grasso Sabrina Bergantin Isabella Arosio Lucio Parente Paolo Parente Michela Grasso Roberto Cortese

  • Domenica 25 ‘Verde Pulito’ a Sesto Calende col Parco del Ticino

    In zona Pasturazza è previsto anche l’intervento dei sommozzatori e dei volontari del Parco del Ticino a supporto su due gommoni per il recupero di molti pneumatici

    SESTO CALENDE Domenica 25 giugno quindici volontari del Parco del Ticino, distaccamento di Sesto Calende, parteciperanno alla “Giornata Del Verde Pulito”, promossa da Regione Lombardia, con l’obiettivo di ripulire anche quest’anno le aree verdi dalla presenza dei rifiuti.

    L’attività dei volontari e dei cittadini che parteciperanno alla giornata sarà organizzata in cinque aree ‘cantieri’ di Sesto Calende, più precisamente nelle zone di Lentate, Oriano, San Vincenzo, Mulini, e Pasturazza.

    “Per i volontari del Parco – commenta il consigliere delegato del Parco del Ticino Massimo Braghieri -, questa giornata sarà l’occasione per contribuire non solo alla raccolta dei rifiuti, ma soprattutto per proseguire nel prezioso lavoro di informazione ai cittadini sui corretti comportamenti da tenere per conservare questo splendido patrimonio naturalistico. Purtroppo, a seguito della forte siccità invernale, in zona Pasturazza sono emersi molti pneumatici di autoveicoli che saranno rimossi grazie alla collaborazione del nucleo di sommozzatori dell’associazione “Emozione Sub”. I volontari del Parco come supporto logistico saranno presenti con due gommoni da rafting. Voglio ancora una volta ringraziare le nostre Guardie Ecologiche volontarie, i Guardiaparco e i volontari della Protezione Civile per l’insostituibile lavoro che svolgono quotidianamente”.
    Alla giornata del verde pulito hanno già dato la loro adesione alcune associazioni di volontariato di Sesto Calende tra le quali l’associazione tutela anfibi Basso Verbano con la quale le GEV del Parco del Ticino collaborano e per il salvataggio degli anfibi durante il periodo di riproduzione.
    Il ritrovo per i volontari del Parco e per i cittadini che vorranno partecipare è alla casetta del C.A.I. alle ore 9.00.