Categoria: Politica

  • Salvini: “La Lega in piazza a Milano il 4 novembre a difesa dei valori dell’Occidente”

    Salvini: “La Lega in piazza a Milano il 4 novembre a difesa dei valori dell’Occidente”

    Il 4 novembre, festa delle forze armate, la Lega scendera’ in piazza a Milano per “manifestare a favore dei valori dell’Occidente del diritto alla sicurezza”.

    Lo annuncia Matteo Salvini, in un colloquio con ‘Libero’. “A Milano – spiega il leader della Lega – chiameremo a raccolta la maggioranza pacifica silenziosa di italiani e stranieri non piu’ disposti a vivere nella paura.

    Ci sara’ la maggioranza amica della liberta’ e dei diritti, indisponibile a cedere altro spazio a fanatici ed estremisti islamici che purtroppo sono presenti in tantissime nostra citta’. Aspettiamo a Milano – prosegue Salvini – famiglie, ragazzi che sono contro la violenza sulle donne, l’obbligo del velo islamico, minacce e violenza. La manifestazione non sara’ solo della Lega ma aperta a tutti, e sindacati, alle associazioni culturali, agli altri partiti”.

    “Quanti terroristi sono passati per Lampedusa?” si chiede Salvini. “La sinistra mi ha mandato a processo per aver difeso l’Italia gli italiani e oggi ci sono anche dei giudici che liberano immigrati ritenuti pericolosi e da espellere da questori e forze dell’ordine.

    Dio non voglia, ma se qualcuno di questi commette violenza ai danni di un cittadino chi paghera’? Il killer di Bruxelles era sbarcato a Lampedusa e poi era uscito da un centro per i rimpatri, gli attuali Cpr.
    Quanti personaggi come lui sono in giro anche la luce delle sentenze degli ultimi giorni?” Salvini poi chiede “controlli a tappeto sulle moschee, regolare o abusivi” anche “il blocco della costruzione di nuovi luoghi di culto islamico fino a quando non sara’ controllata la provenienza dei fondi usati per la realizzazione dell’opera e saranno controllati gli iman che guideranno la preghiera”.

    E lancia l’allarme “sulla rotta balcanica, meno appetibile a livello di notizia ma che ha numeri davvero preoccupanti”. “Serve piu’ presto la riforma della giustizia e le pratiche su migranti andrebbero tolte alle sezioni speciali dei tribunali affidati a magistrati che non hanno preclusioni ideologiche”, conclude

  • Meno social, più territorio. Consigli di comunicazione politica con Matteo Spigolon

    Meno social, più territorio. Consigli di comunicazione politica con Matteo Spigolon

    “Ti do ragione in tutti i sensi. Non si può negare quello che pubblichi. Aggiungo che mi dispiace vedere il paese dove vivo e pago le tasse come tutti andare in direzione opposta a tutto quello che è stato sbandierato in campagna elettorale. Mio modesto parere: dopo il secondo mandato in molti si sono ritirati dietro le “quinte ” e molti sono presenti più spesso sui social. Nessuna critica, ma solo una riflessione da cittadino come è giusto che sia.”

    Tralasciamo il motivo del contendere, che è irrilevante ai nostri fini.Sorvoliamo anche su quel “…andare in direzione opposta…”, che può essere considerato come opinione personale e non necessariamente rappresentare il sentimento della maggioranza della popolazione.

    La parte che ritengo più importante è quella che fa riferimento a una minor presenza sul territorio compensata da una maggior presenza sui social.

    Non posso dare torto a questo utente.

    Non tanto per il caso specifico, ma per un andamento generale che è visibile a occhio nudo: vedo e sento molti amministratori pubblici di ogni livello letteralmente ossessionati dai social.

    Sembra diventata quasi una dipendenza.

    Non tanto e non solo per l’utilità che ricoprono nell’attività di propaganda elettorale, ma quanto per la considerazione di cui godono come fossero la panacea a tutti i mali.

    Se la ludopatia (argomento caldo di questi giorni) è una malattia, anche la socialmania lo è per certi versi.

    Sostituire (o ridurre parecchio) il contatto diretto con gli elettori in luogo di una maggior presenza sui social media, per me è un grosso errore che alla lunga si paga.

    Non è detto che porti per forza di cose a una sconfitta immediata, ma è come una piccola crepa su una diga che piano piano si allarga.

    A quel punto anche avere 10 milioni di seguaci non ti salverà dalla frana.

  • Nidi Gratis: Regione Lombardia raddoppia i fondi,  16 milioni di euro

    Nidi Gratis: Regione Lombardia raddoppia i fondi, 16 milioni di euro

    A partire da lunedì 23 ottobre e fino a venerdì 17 novembre le famiglie potranno presentare domanda di adesione, sul portare regionale ‘bandi online’ alla Misura Nidi Gratis – Bonus 2023/2024.

    In merito è intervenuto Floriano Massardi Consigliere regionale della Lega e presidente della Commissione ‘Agricoltura, montagna e foreste’ di Regione Lombardia.

    Rinnovato un provvedimento fondamentale per abbattere i costi sostenuti dalle famiglie per il pagamento della retta di frequenza di nidi e micronidi pubblici e privati convenzionati. Per l’anno 2023 i fondi sono stati raddoppiati per un ammontare di ben 16 milioni di euro”.

    “Questa misura continua il percorso, avviato nel 2016, per il sostegno economico dei servizi per l’infanzia destinati ai nuclei familiari più deboli. L’obiettivo è anche quello di facilitare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne, favorendo la permanenza ma anche il loro reinserimento nel mercato. Questi 16 milioni sosterranno la genitorialità e la natalità, temi importanti che Regione Lombardia affronta, da sempre, con ingenti risorse” conclude Massardi.

    618 COMUNI ADERENTI – I comuni lombardi che hanno scelto di aderire sono stati 618 per un totale di 1060 strutture interessate (400 pubbliche e 660 private).

    SOSTEGNO CONCRETO – “Regione Lombardia – ha dichiarato l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini – considera centrali i bisogni delle famiglie. Con la misura ‘Nidi Gratis’ vogliamo offrire un sostegno concreto, con particolare attenzione a quelle famiglie che si trovano in condizione di vulnerabilità economica e sociale”.

    CONCILIARE VITA E LAVORO – Resta, infatti, prioritario per l’azione del nostro governo regionale, ha sottolineato l’assessore, “facilitare l’accesso ai servizi per la prima infanzia e rispondere ai bisogni di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. E’ un intervento fondamentale la genitorialità, particolarmente atteso per sostenere le madri nella permanenza, nell’inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro”.

    SOGGETTI DESTINATARI – I soggetti destinatari sono i bambini e le loro famiglie ammessi alla misura. I bambini dovranno frequentare nidi e micronidi pubblici e/o o posti acquistati in convenzione dall’ente locale (Comune in forma singola o associata) presso privati autorizzati, relativi a strutture ammesse alla misura.

    BUONI SERVIZIO – La misura prevede una forma di sostegno alle famiglie attraverso ‘buoni servizio’ per la frequenza degli asili nido e micronido per il periodo settembre 2023-luglio 2024. La retta a carico dei genitori è quella espressamente prevista dal regolamento comunale in relazione al proprio ISEE, calcolata al netto dell’importo rimborsabile da INPS, pari a 272,72 euro.

    REQUISITI – Il nucleo familiare deve possedere i seguenti requisiti:
    a) indicatore della situazione economica equivalente – ISEE ordinario/corrente inferiore o uguale a 20.000 euro. Oppure ISEE minorenni nel caso in cui il Comune lo richieda per l’applicazione della retta;
    b) retta mensile superiore all’importo rimborsabile da INPS, pari a 272,72 euro.

    AVVISO IN DUE FASI – L’intervento regionale copre l’intera quota di retta mensile che eccede l’importo rimborsabile da INPS, pari a 272,72 euro. La misura ha previsto due fasi: il primo avviso per l’adesione da parte dei Comuni lombardi e l’avviso per la partecipazione delle famiglie.

  • Il PD incalza ancora: “Cimitero abbandonato a se stesso”

    Il PD incalza ancora: “Cimitero abbandonato a se stesso”

    Degrado, mancanza di posti e furti: il cimitero è un luogo caro a tutta la comunità e mai come in questi mesi sembra abbandonato a se stesso.

    Il mancato sfalcio del verde in estate, l’assenza di innaffiatoi e scale, gli atti vandalici e l’incuria generale hanno portato diversi cittadini a lamentarsi più volte – anche con cartelli e denunce pubbliche – delle condizioni in cui versa il cimitero cittadino. Per questo abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti al Comune per fare chiarezza sui doveri e i servizi che dovrebbero essere erogati dalla cooperativa che gestisce il cimitero comunale.

    Al momento, il Sindaco Del Gobbo continua a trascurare tutti questi appelli, impiegando scarse risorse che sono rivolte soltanto alle manutenzioni urgenti legate ai danni causati dal maltempo estivo. Si tratta di misure assolutamente insufficienti, perché oggi, oltre al problema del degrado, c’è un grave tema riguardante la mancanza di loculi.

    Chiediamo, ancora una volta, al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di mettersi nei panni di chi sta soffrendo per la scomparsa di un proprio familiare e attivarsi il prima possibile per l’ampliamento del cimitero (una pianificazione che oggi non è presente nel piano triennale dei lavori pubblici). Sentirsi dire di dover momentaneamente trovare una soluzione alternativa per i propri cari defunti – come ci hanno raccontato alcuni cittadini – rende ancora più penosa una situazione di dolore.

    A tutto questo si aggiungono, come spesso accade quando un luogo non viene curato, i furti. La civiltà di un popolo si misura anche dal rispetto nei confronti dei propri defunti: Magenta può sottrarsi a questo dovere civile?

  • Scuola: Lombardia dote merito, 1.500 euro per gli studenti eccellenti

    Scuola: Lombardia dote merito, 1.500 euro per gli studenti eccellenti

    In Lombardia al via le domande per ottenere la Dote merito, che premia i migliori studenti con un finanziamento fino a 1.500 euro.

    La Regione fa sapere che da oggi, martedi’ 17 ottobre, fino a giovedi’ 23 novembre 2023 sara’ possibile presentare la domanda per ottenere la Dote merito, indipendentemente dall’Isee.

    A richiederla possono essere gli studenti residenti in Lombardia, di eta’ fino ai 21 anni, che nell’anno scolastico 2022/2023 abbiano ottenuto risultati di eccellenza negli ultimi anni del Sistema di istruzione (valutazione media pari o superiore a 9 nelle classi terze e quarte del Sistema di Istruzione) e gli studenti che hanno ottenuto la votazione massima all’esame di Stato o al termine del percorso di istruzione e Formazione professionale (valutazione di 100 e lode, all’esame di Stato del Sistema di Istruzione; valutazione finale di 100 all’esame di diploma professionale del IV anno del Sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).

    La Dote merito corrisponde a un contributo a fondo perduto per l’acquisto di libri, dotazioni tecnologiche e strumenti per la didattica o a copertura dei costi di iscrizione e frequenza di Istituti di Formazione Tecnica Superiore (Ifts), Istituti Tecnici Superiori (Its), Universita’ e altre istituzioni di formazione accademica.

    Il contributo per gli studenti varia da 500 a 1.500 euro. “Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore all’Istruzione Formazione e Lavoro Simona Tironi – ha stanziato 1,780 milioni di euro per premiare il merito degli studenti che hanno avuto un percorso di studi eccellente”.

  • Magenta: il ritorno di Forza Nuova. Sabato gazebo in piazza Liberazione

    Magenta: il ritorno di Forza Nuova. Sabato gazebo in piazza Liberazione

    Ci eravamo lasciati all’epoca dei presidi e della manifestazioni, anche piuttosto poderose nei numeri e nel relativo dispiegamento delle Forze dell’Ordine a sorvegliare, quando, il tema dell’ex Vincenziana e dei profughi (o presunti tali… visto che diversi poi sparirono e per altri non ci fu alcun permesso di soggiorno concesso…) che lì venivano accolti, era un argomento incendiario sotto ogni punto di vista.

    Poi il silenzio, o per meglio dire ancora, la sparizione. Forza Nuova, il partito dell’estrema destra radicale, il partito anti sistema che non lesina critiche assai pesanti alla Meloni e al suo governo, accusata di una politica totalmente soggiacente al ‘nemico’ americano, era completamente sparita da Magenta.

    Il gruppetto che faceva riferimento a Christian Milanesi, si era sfaldato, disciolto come neve al sole. L’oblio totale per almeno un lustro. Poi, da qualche mese a questa parte i primi segnali.

    Christian Milanesi ha avuto mandato dal Provinciale di Forza Nuova di tentare di ‘rimettere’ un seme di quello che era la presenza di Forza Nuova all’epoca dell’Amministrazione di centrosinistra di Marco Invernizzi.

    “Abbiamo rimesso in pista il nostro progetto – commenta Milanesi – quello di sabato per noi è la prima uscita ufficiale. Per noi è un momento molto importante. Abbiamo ottenuto tutti i permessi del caso. Sappiamo che per noi è sempre un po’ più difficile…. però, vogliamo solo mettere in campo le nostre idee che come ripetiamo da tempo vanno oltre la dicotomia destra vs sinistra”.

    Perché Forza Nuova da questo punto di vista è altro. Il partito di Roberto Fiore, non a caso, si colloca tra le forze extraparlamentari….

    “Abbiamo raccolto un buon gruppo di persone, alcune facce nuove. Persone stufe della solita politica e che non si riconoscono in questi personaggi…Siamo circa una ventina” dice Milanesi.

    “Ordine contro caos”. E’ quanto sta scritto su una maglia (ovviamente nera….) dei forzanovisti. Il tema della lotta al degrado, quello della finta accoglienza con la questione migranti sempre quanto mai d’attualità e con l’Italia ‘che è diventata l’hot spot più grande d’Europa, grazie a questa politica supina anche a Bruxelles…”.

    Insomma, Forza Nuova è cambiata? Ma mica tanto. “Ordine, sicurezza, ma anche attenzione al sociale e alle fasce deboli”. Un argomento quello del “Prima gli Italiani” che pare essere sparito anche dall’agenda del leghista Salvini che qualche tempo fa girava l’Italia cambiando felpa a seconda di dove si trovava e ripeteva questo mantra….

    “Ma quella di Salvini era semplicemente una strategia elettorale….”. Come dire…. “NOI siamo altro”.

    “Per noi quella di sabato – conclude Milanesi – vuole essere anche e soprattutto una giornata di festa. Una giornata per manifestare, per informare le persone, per esprimere il proprio pensiero”.

    Già perchè sta scritto nella nostra Costituzione: tutti hanno la Libertà di farlo. Anche quelli che sono scomodi o hanno scelto per il politicamente corretto …. di stare dalla ‘parte sbagliata’.

  • Santo Stefano Ticino, Alessio Zanzottera (Lega) vede bene un Tunesi tris: “Avrà il nostro sostegno”

    Santo Stefano Ticino, Alessio Zanzottera (Lega) vede bene un Tunesi tris: “Avrà il nostro sostegno”

    Alessio Zanzottera, assessore con delega alla Programmazione e al Bilancio, vede bene un Dario Tunesi tris. Il Sindaco di Santo Stefano potrà ricandidarsi “e se lo vorrà fare avrà tutto il nostro sostegno”, ha detto Zanzottera. Leghista e segretario provinciale della Lega del Ticino che guarda al prossimo anno con grande attenzione con ben 38 comuni che andranno al voto, 8 dei quali nel magentino.

    “Se Tunesi vorrà rimettersi in gioco avrà il diritto di prelazione – aggiunge – Se va avanti lui tutta la squadra lo seguirà”. Squadra che vince non si tocca, quindi. Salvo alcuni ricambi fisiologici di membri della giunta attuale che non continueranno l’attività politica. “Stiamo portando avanti i grandi progetti che erano stati inseriti nel programma elettorale – aggiunge – l’ampliamento e l’efficientamento delle scuole elementari prima di tutto. Per l’ampliamento dell’edificio scolastico di via Repubblica abbiamo appena affidato i lavori”. Intanto si sono chiusi i lavori all’auditorium per 200mila euro finanziati dalla Regione. Non ci sarà nessuna inaugurazione ufficiale, come si ipotizzava, perché la struttura è già operativa e disponibile per le consuete attività.

    Zanzottera è realista e guarda alla sua delega guardando alle cose più urgenti da fare: “Stiamo mettendo in sicurezza le voci più importanti. Dal sostegno minori ai costi relativi al sociale e alle famiglie. Stiamo cercando di mettere ordine sul pacchetto assistenza. Da nove anni non abbiamo più riacceso un mutuo”. Nonostante le difficoltà per Zanzottera le scelte fatte si sono rivelate importanti garantendo stabilità al paese. “Il bilancio 2024 che stiamo costruendo ha risentito notevolmente del caro bollette – afferma – Un po’ si sono calmierate, quindi la spesa salirà nel prossimo anno”.

  • Stadio dell’Inter a Rozzano. Pollice verso di PD e Movimento 5 Stelle: “Sarà il caos”

    Stadio dell’Inter a Rozzano. Pollice verso di PD e Movimento 5 Stelle: “Sarà il caos”

    A Rozzano c’è chi dice no. Se la maggioranza è entusiasta del progetto stadio dell’Inter, e lo è ancora di più dopo la presentazione dei rendering, cresce il fronte del no. Con il Movimento 5 Stelle e i Dem a capeggiare la protesta

    “Considerata l’accelerazione degli ultimi giorni in merito alla vicenda legata alla costruzione dello stadio dell’Inter sul nostro territorio, non possiamo non esprimere in modo ancora più netto la nostra posizione contraria a quest’opera monstre e rilanciamo annunciando iniziative per raccogliere lo scontento cittadino verso questa operazione – spiega Andrea Bonazzi del Movimento 5 Stelle in una Nota –.

    In più, questa amministrazione continua a prostrarsi supinamente alla società calcistica unicamente in virtù di un futuro aumento dei gettiti economici nelle nostre casse comunali, di cui la giunta ha disperatamente bisogno considerato lo stato in cui versano le finanze cittadine, che vedono sulla carta un segno positivo solo perché sono riusciti a vendere due beni cittadini come il teleriscaldamento e le farmacie comunali ai privati.

    E per loro sarà fondamentale continuare a generare entrate straordinarie per non vedere quel segno rosso sul bilancio che caratterizza le attività ‘core’ del nostro Comune”.

    Anche Oscar Bersi, neosegretario del Pd locale, esprime grande preoccupazione: ” Ci allarma soprattutto la viabilità che già è in sofferenza e abbiamo la certezza di non riuscire ad assorbire flussi di persone così alti anche se solo per 4 o 5 partite al mese”.

    Insomma, l’opera monstre fa discutere e non poco. E dopo la riapertura di Beppe Sala, c’è chi spera in un ripensamento operoso da parte dell’Inter.

    Del resto, “La Scala del Calcio” con tutto il rispetto per il centro del Sud Ovest milanese resta una location di tutt’altro impatto e spessore e con un fascino immortale…

  • Da Abbiategrasso a Roma: Nai, Albetti e Bonomi da Matteo Salvini per il raddoppio

    Da Abbiategrasso a Roma: Nai, Albetti e Bonomi da Matteo Salvini per il raddoppio

    Importante visita istituzionale, ieri a Roma, del sindaco Cesare Nai, con gli Assessori Roberto Albetti e Chiara Bonomi, il Consigliere Di Giacomo -Presidente della Commissione II- e il Dirigente del Settore LLPP arch. Drago, che si sono recati presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Roma dove il Ministro Salvini li ha ricevuti per esaminare lo sviluppo e lo stato di attuazione del progetto di raddoppio ferroviario Albairate-Abbiategrasso.

    “Ringraziamo il Ministro per la disponibilità di averci incontrato tempestivamente- affermano Sindaco e Assessori. Con lui abbiamo condiviso e approfondito alcune criticità emerse nelle fasi progettuali di questo importante intervento assolutamente necessario per lo sviluppo del nostro territorio.” Il Ministro, nel sottolineare l’importanza strategica dell’infrastruttura, si è impegnato ad approfondire con RFI lo stato della progettazione e la necessità di reperire le risorse mancanti rispetto a quanto già stanziato nel PNRR per garantire l’avvio delle procedure e completare l’opera. Il Ministro ha condiviso altresì la necessità di portare a compimento la realizzazione di tutte le infrastrutture in programma che interessano il nostro territorio”.

    A questo punto si attende un crono programma esatto dei lavori ed ovviamente il bando di gara prodromico al via dell’intervento atteso da decenni.

  • L’attacco di Hamas visto da Est. A cura di Emanuele Rossi

    L’attacco di Hamas visto da Est. A cura di Emanuele Rossi

    Chuck Schumer, leader della maggioranza al Senato statunitense, ha incontrato a Pechino il segretario del Partito Comunista Cinese, Xi Jinping. Schumer, tra i democratici più vicini a Joe Biden, ha guidato una delegazione parlamentare nella capitale cinese che fa parte dei contatti messi in campo da Washington per mantenere vivi i rapporti bilaterali tra le due principali potenze globali.

    Il leader politico americano ha usato la visita e la sua standing personale per criticare la Cina di non aver espresso chiaramente il proprio supporto a Israele e ha suggerito a Pechino di esercitare influenza sull’Iran — che a suo dire sarebbe stata confermata da Xi stesso — per impedire l’estensione del conflitto. La base della discussione è stata una dichiarazione blanda rilasciata da Pechino sulla situazione in Medio Oriente. Il governo cinese invitava “le parti interessate a rimanere calme, esercitare moderazione e porre immediatamente fine alle ostilità per proteggere i civili ed evitare un ulteriore deterioramento della situazione”.

    Le ragioni di Schumer La mossa di Schumer ha avuto un effetto immediato, con Xi che dopo l’incontro ha leggermente aumentato la consistenza della linea cinese sostenendo la “condanna di tutte le azioni contro i civili”, sebbene non sia stata menzionata Hamas. Il democratico americano è stato mosso da due generi di interessi: primo, un coinvolgimento iraniano potrebbe essere l’unica motivazione che porterebbe gli americani a essere effettivamente attirati nel conflitto in corso (cosa che Washington vuole evitare); secondo, la crisi è un test delle capacità politiche diplomatiche della Cina (come scrive anche l’Asia Nikkei) e dunque gli Stati Uniti potrebbero andare a vedere il gioco cinese. La situazione espone i limiti della capacità di Pechino, come ha notato l’ex direttore delle attività sulla Cina al Consiglio di sicurezza nazionale statunitense, Ryan Hass.

    I tre punti di Xi La risposta cinese agli attacchi di Hamas si è basata su tre punti: condannare atti contro la popolazione civile che portano a escalation e destabilizzazione, riattivare i dialoghi per la pace e portare avanti la creazione di uno Stato palestinese, fa notare Enrico Fardella, promotore del progetto China Med e docente all’Orientale. “Cosi facendo da una parte pone Israele e Hamas su uno stesso piano morale, condannando le azioni contro i civili compiute da entrambi, e dall’altra sostiene la creazione di uno stato palestinese come soluzione della crisi.
    Pechino assume dunque una posizione simile a quella presa sul fronte ucraino”.

    “Neutralità” La linea cinese sulla guerra russa in Ucraina è stata spesso criticata, accusata di ambiguità e scarsa trasparenza. Se in Ucraina si parlava di una “neutralità pro-russa” in questo caso si tratta di una “neutralità-pro palestinese”. “La neutralità è funzionale a massimizzare la propria flessibilità diplomatica proponendosi come unica grande potenza capace di dialogare con entrambe le parti. Ciò serve a conquistare consensi al centro (tra tutti quegli attori critici verso il governo Netanyahu ma al contempo disgustati dalle brutalità di Hamas), mostrando la superiorità della propria azione diplomatica a fronte di quella americana decisamente orientata a favore di Israele. La componente pro-palestinese invece serve a raccogliere consensi a sinistra, ossia nell’area filo-palestinese, anti-israeliana (e dunque anti americana) dentro e fuori il Medio Oriente”, spiega Fardella.

    Pechino-Teheran L’obiettivo di Pechino dunque non è tanto quello di investire per risolvere i conflitti locali, tantomeno lasciarsi coinvolgere in essi, quanto quello di bilanciare la propria presenza regionale al fine di espandere le proprie aree di influenza, ridimensionare gli spazi di azione degli Stati Uniti e promuovere modelli cinesi di governance. Nella posizione sulla crisi Israele-Hamas si legge questo: la linea scelta da Schumer lo evidenzia. Ciò porta al secondo punto sollevato dai senatori americani nel loro incontro con il leader cinese: il ruolo dell’Iran. “Chiedere a Pechino di utilizzare la propria influenza sull’Iran per evitare l’escalation — continua il docente italiano, che ha anni di esperienza in Cina —significa tentare di rafforzare la parte più di ‘centro’ della sua diplomazia, quella effettivamente neutrale, utile a smussare gli angoli del rapporto bilaterale con Washington per provare a co-gestire la crisi in atto. Se la Cina ha una reale influenza sull’Iran, come lo stesso XI avrebbe dichiarato, un’eventuale coinvolgimento di Teheran nella crisi attuale rivelerebbe infatti un posizionamento più radicale di Pechino nel conflitto regionale”. Sul fronte Ucraino questa manovra è stata tentata varie volte sia dagli Stati Uniti che dalla Unione Europea, con l’obiettivo di far parlare la Repubblica popolare con la Russia, ma nonostante qualche oscillazione tattica il neutralismo pro-russo di Pechino è rimasto intatto.

    Tigri di carta Fardella fa notare che Ali Barakeh, uno dei leader di Hamas che vive protetto a Beirut, in un’intervista alla Associated Press ha definito le forze armate israeliane (il Tsahal) una “tigre di carta” richiamando uno dei simboli più cari a Mao Zedong. “Gli americani sono tigri di carta diceva Mao: sembrano potenti ma sono fragili e il Partito Comunista Cinese ha il compito di rivelarne la debolezza collaborando con tutte le forze ostili alla loro influenza Se questa tradizione continuerà a influenzare l’azione di Pechino in questa regione è evidente che in Medio Oriente, come in Ucraina, la posizione cinese resterà invariata”.