Categoria: Politica

  • Il PD incalza ancora: “Cimitero abbandonato a se stesso”

    Il PD incalza ancora: “Cimitero abbandonato a se stesso”

    Degrado, mancanza di posti e furti: il cimitero è un luogo caro a tutta la comunità e mai come in questi mesi sembra abbandonato a se stesso.

    Il mancato sfalcio del verde in estate, l’assenza di innaffiatoi e scale, gli atti vandalici e l’incuria generale hanno portato diversi cittadini a lamentarsi più volte – anche con cartelli e denunce pubbliche – delle condizioni in cui versa il cimitero cittadino. Per questo abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti al Comune per fare chiarezza sui doveri e i servizi che dovrebbero essere erogati dalla cooperativa che gestisce il cimitero comunale.

    Al momento, il Sindaco Del Gobbo continua a trascurare tutti questi appelli, impiegando scarse risorse che sono rivolte soltanto alle manutenzioni urgenti legate ai danni causati dal maltempo estivo. Si tratta di misure assolutamente insufficienti, perché oggi, oltre al problema del degrado, c’è un grave tema riguardante la mancanza di loculi.

    Chiediamo, ancora una volta, al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di mettersi nei panni di chi sta soffrendo per la scomparsa di un proprio familiare e attivarsi il prima possibile per l’ampliamento del cimitero (una pianificazione che oggi non è presente nel piano triennale dei lavori pubblici). Sentirsi dire di dover momentaneamente trovare una soluzione alternativa per i propri cari defunti – come ci hanno raccontato alcuni cittadini – rende ancora più penosa una situazione di dolore.

    A tutto questo si aggiungono, come spesso accade quando un luogo non viene curato, i furti. La civiltà di un popolo si misura anche dal rispetto nei confronti dei propri defunti: Magenta può sottrarsi a questo dovere civile?

  • Scuola: Lombardia dote merito, 1.500 euro per gli studenti eccellenti

    Scuola: Lombardia dote merito, 1.500 euro per gli studenti eccellenti

    In Lombardia al via le domande per ottenere la Dote merito, che premia i migliori studenti con un finanziamento fino a 1.500 euro.

    La Regione fa sapere che da oggi, martedi’ 17 ottobre, fino a giovedi’ 23 novembre 2023 sara’ possibile presentare la domanda per ottenere la Dote merito, indipendentemente dall’Isee.

    A richiederla possono essere gli studenti residenti in Lombardia, di eta’ fino ai 21 anni, che nell’anno scolastico 2022/2023 abbiano ottenuto risultati di eccellenza negli ultimi anni del Sistema di istruzione (valutazione media pari o superiore a 9 nelle classi terze e quarte del Sistema di Istruzione) e gli studenti che hanno ottenuto la votazione massima all’esame di Stato o al termine del percorso di istruzione e Formazione professionale (valutazione di 100 e lode, all’esame di Stato del Sistema di Istruzione; valutazione finale di 100 all’esame di diploma professionale del IV anno del Sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).

    La Dote merito corrisponde a un contributo a fondo perduto per l’acquisto di libri, dotazioni tecnologiche e strumenti per la didattica o a copertura dei costi di iscrizione e frequenza di Istituti di Formazione Tecnica Superiore (Ifts), Istituti Tecnici Superiori (Its), Universita’ e altre istituzioni di formazione accademica.

    Il contributo per gli studenti varia da 500 a 1.500 euro. “Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore all’Istruzione Formazione e Lavoro Simona Tironi – ha stanziato 1,780 milioni di euro per premiare il merito degli studenti che hanno avuto un percorso di studi eccellente”.

  • Magenta: il ritorno di Forza Nuova. Sabato gazebo in piazza Liberazione

    Magenta: il ritorno di Forza Nuova. Sabato gazebo in piazza Liberazione

    Ci eravamo lasciati all’epoca dei presidi e della manifestazioni, anche piuttosto poderose nei numeri e nel relativo dispiegamento delle Forze dell’Ordine a sorvegliare, quando, il tema dell’ex Vincenziana e dei profughi (o presunti tali… visto che diversi poi sparirono e per altri non ci fu alcun permesso di soggiorno concesso…) che lì venivano accolti, era un argomento incendiario sotto ogni punto di vista.

    Poi il silenzio, o per meglio dire ancora, la sparizione. Forza Nuova, il partito dell’estrema destra radicale, il partito anti sistema che non lesina critiche assai pesanti alla Meloni e al suo governo, accusata di una politica totalmente soggiacente al ‘nemico’ americano, era completamente sparita da Magenta.

    Il gruppetto che faceva riferimento a Christian Milanesi, si era sfaldato, disciolto come neve al sole. L’oblio totale per almeno un lustro. Poi, da qualche mese a questa parte i primi segnali.

    Christian Milanesi ha avuto mandato dal Provinciale di Forza Nuova di tentare di ‘rimettere’ un seme di quello che era la presenza di Forza Nuova all’epoca dell’Amministrazione di centrosinistra di Marco Invernizzi.

    “Abbiamo rimesso in pista il nostro progetto – commenta Milanesi – quello di sabato per noi è la prima uscita ufficiale. Per noi è un momento molto importante. Abbiamo ottenuto tutti i permessi del caso. Sappiamo che per noi è sempre un po’ più difficile…. però, vogliamo solo mettere in campo le nostre idee che come ripetiamo da tempo vanno oltre la dicotomia destra vs sinistra”.

    Perché Forza Nuova da questo punto di vista è altro. Il partito di Roberto Fiore, non a caso, si colloca tra le forze extraparlamentari….

    “Abbiamo raccolto un buon gruppo di persone, alcune facce nuove. Persone stufe della solita politica e che non si riconoscono in questi personaggi…Siamo circa una ventina” dice Milanesi.

    “Ordine contro caos”. E’ quanto sta scritto su una maglia (ovviamente nera….) dei forzanovisti. Il tema della lotta al degrado, quello della finta accoglienza con la questione migranti sempre quanto mai d’attualità e con l’Italia ‘che è diventata l’hot spot più grande d’Europa, grazie a questa politica supina anche a Bruxelles…”.

    Insomma, Forza Nuova è cambiata? Ma mica tanto. “Ordine, sicurezza, ma anche attenzione al sociale e alle fasce deboli”. Un argomento quello del “Prima gli Italiani” che pare essere sparito anche dall’agenda del leghista Salvini che qualche tempo fa girava l’Italia cambiando felpa a seconda di dove si trovava e ripeteva questo mantra….

    “Ma quella di Salvini era semplicemente una strategia elettorale….”. Come dire…. “NOI siamo altro”.

    “Per noi quella di sabato – conclude Milanesi – vuole essere anche e soprattutto una giornata di festa. Una giornata per manifestare, per informare le persone, per esprimere il proprio pensiero”.

    Già perchè sta scritto nella nostra Costituzione: tutti hanno la Libertà di farlo. Anche quelli che sono scomodi o hanno scelto per il politicamente corretto …. di stare dalla ‘parte sbagliata’.

  • Santo Stefano Ticino, Alessio Zanzottera (Lega) vede bene un Tunesi tris: “Avrà il nostro sostegno”

    Santo Stefano Ticino, Alessio Zanzottera (Lega) vede bene un Tunesi tris: “Avrà il nostro sostegno”

    Alessio Zanzottera, assessore con delega alla Programmazione e al Bilancio, vede bene un Dario Tunesi tris. Il Sindaco di Santo Stefano potrà ricandidarsi “e se lo vorrà fare avrà tutto il nostro sostegno”, ha detto Zanzottera. Leghista e segretario provinciale della Lega del Ticino che guarda al prossimo anno con grande attenzione con ben 38 comuni che andranno al voto, 8 dei quali nel magentino.

    “Se Tunesi vorrà rimettersi in gioco avrà il diritto di prelazione – aggiunge – Se va avanti lui tutta la squadra lo seguirà”. Squadra che vince non si tocca, quindi. Salvo alcuni ricambi fisiologici di membri della giunta attuale che non continueranno l’attività politica. “Stiamo portando avanti i grandi progetti che erano stati inseriti nel programma elettorale – aggiunge – l’ampliamento e l’efficientamento delle scuole elementari prima di tutto. Per l’ampliamento dell’edificio scolastico di via Repubblica abbiamo appena affidato i lavori”. Intanto si sono chiusi i lavori all’auditorium per 200mila euro finanziati dalla Regione. Non ci sarà nessuna inaugurazione ufficiale, come si ipotizzava, perché la struttura è già operativa e disponibile per le consuete attività.

    Zanzottera è realista e guarda alla sua delega guardando alle cose più urgenti da fare: “Stiamo mettendo in sicurezza le voci più importanti. Dal sostegno minori ai costi relativi al sociale e alle famiglie. Stiamo cercando di mettere ordine sul pacchetto assistenza. Da nove anni non abbiamo più riacceso un mutuo”. Nonostante le difficoltà per Zanzottera le scelte fatte si sono rivelate importanti garantendo stabilità al paese. “Il bilancio 2024 che stiamo costruendo ha risentito notevolmente del caro bollette – afferma – Un po’ si sono calmierate, quindi la spesa salirà nel prossimo anno”.

  • Stadio dell’Inter a Rozzano. Pollice verso di PD e Movimento 5 Stelle: “Sarà il caos”

    Stadio dell’Inter a Rozzano. Pollice verso di PD e Movimento 5 Stelle: “Sarà il caos”

    A Rozzano c’è chi dice no. Se la maggioranza è entusiasta del progetto stadio dell’Inter, e lo è ancora di più dopo la presentazione dei rendering, cresce il fronte del no. Con il Movimento 5 Stelle e i Dem a capeggiare la protesta

    “Considerata l’accelerazione degli ultimi giorni in merito alla vicenda legata alla costruzione dello stadio dell’Inter sul nostro territorio, non possiamo non esprimere in modo ancora più netto la nostra posizione contraria a quest’opera monstre e rilanciamo annunciando iniziative per raccogliere lo scontento cittadino verso questa operazione – spiega Andrea Bonazzi del Movimento 5 Stelle in una Nota –.

    In più, questa amministrazione continua a prostrarsi supinamente alla società calcistica unicamente in virtù di un futuro aumento dei gettiti economici nelle nostre casse comunali, di cui la giunta ha disperatamente bisogno considerato lo stato in cui versano le finanze cittadine, che vedono sulla carta un segno positivo solo perché sono riusciti a vendere due beni cittadini come il teleriscaldamento e le farmacie comunali ai privati.

    E per loro sarà fondamentale continuare a generare entrate straordinarie per non vedere quel segno rosso sul bilancio che caratterizza le attività ‘core’ del nostro Comune”.

    Anche Oscar Bersi, neosegretario del Pd locale, esprime grande preoccupazione: ” Ci allarma soprattutto la viabilità che già è in sofferenza e abbiamo la certezza di non riuscire ad assorbire flussi di persone così alti anche se solo per 4 o 5 partite al mese”.

    Insomma, l’opera monstre fa discutere e non poco. E dopo la riapertura di Beppe Sala, c’è chi spera in un ripensamento operoso da parte dell’Inter.

    Del resto, “La Scala del Calcio” con tutto il rispetto per il centro del Sud Ovest milanese resta una location di tutt’altro impatto e spessore e con un fascino immortale…

  • Da Abbiategrasso a Roma: Nai, Albetti e Bonomi da Matteo Salvini per il raddoppio

    Da Abbiategrasso a Roma: Nai, Albetti e Bonomi da Matteo Salvini per il raddoppio

    Importante visita istituzionale, ieri a Roma, del sindaco Cesare Nai, con gli Assessori Roberto Albetti e Chiara Bonomi, il Consigliere Di Giacomo -Presidente della Commissione II- e il Dirigente del Settore LLPP arch. Drago, che si sono recati presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Roma dove il Ministro Salvini li ha ricevuti per esaminare lo sviluppo e lo stato di attuazione del progetto di raddoppio ferroviario Albairate-Abbiategrasso.

    “Ringraziamo il Ministro per la disponibilità di averci incontrato tempestivamente- affermano Sindaco e Assessori. Con lui abbiamo condiviso e approfondito alcune criticità emerse nelle fasi progettuali di questo importante intervento assolutamente necessario per lo sviluppo del nostro territorio.” Il Ministro, nel sottolineare l’importanza strategica dell’infrastruttura, si è impegnato ad approfondire con RFI lo stato della progettazione e la necessità di reperire le risorse mancanti rispetto a quanto già stanziato nel PNRR per garantire l’avvio delle procedure e completare l’opera. Il Ministro ha condiviso altresì la necessità di portare a compimento la realizzazione di tutte le infrastrutture in programma che interessano il nostro territorio”.

    A questo punto si attende un crono programma esatto dei lavori ed ovviamente il bando di gara prodromico al via dell’intervento atteso da decenni.

  • L’attacco di Hamas visto da Est. A cura di Emanuele Rossi

    L’attacco di Hamas visto da Est. A cura di Emanuele Rossi

    Chuck Schumer, leader della maggioranza al Senato statunitense, ha incontrato a Pechino il segretario del Partito Comunista Cinese, Xi Jinping. Schumer, tra i democratici più vicini a Joe Biden, ha guidato una delegazione parlamentare nella capitale cinese che fa parte dei contatti messi in campo da Washington per mantenere vivi i rapporti bilaterali tra le due principali potenze globali.

    Il leader politico americano ha usato la visita e la sua standing personale per criticare la Cina di non aver espresso chiaramente il proprio supporto a Israele e ha suggerito a Pechino di esercitare influenza sull’Iran — che a suo dire sarebbe stata confermata da Xi stesso — per impedire l’estensione del conflitto. La base della discussione è stata una dichiarazione blanda rilasciata da Pechino sulla situazione in Medio Oriente. Il governo cinese invitava “le parti interessate a rimanere calme, esercitare moderazione e porre immediatamente fine alle ostilità per proteggere i civili ed evitare un ulteriore deterioramento della situazione”.

    Le ragioni di Schumer La mossa di Schumer ha avuto un effetto immediato, con Xi che dopo l’incontro ha leggermente aumentato la consistenza della linea cinese sostenendo la “condanna di tutte le azioni contro i civili”, sebbene non sia stata menzionata Hamas. Il democratico americano è stato mosso da due generi di interessi: primo, un coinvolgimento iraniano potrebbe essere l’unica motivazione che porterebbe gli americani a essere effettivamente attirati nel conflitto in corso (cosa che Washington vuole evitare); secondo, la crisi è un test delle capacità politiche diplomatiche della Cina (come scrive anche l’Asia Nikkei) e dunque gli Stati Uniti potrebbero andare a vedere il gioco cinese. La situazione espone i limiti della capacità di Pechino, come ha notato l’ex direttore delle attività sulla Cina al Consiglio di sicurezza nazionale statunitense, Ryan Hass.

    I tre punti di Xi La risposta cinese agli attacchi di Hamas si è basata su tre punti: condannare atti contro la popolazione civile che portano a escalation e destabilizzazione, riattivare i dialoghi per la pace e portare avanti la creazione di uno Stato palestinese, fa notare Enrico Fardella, promotore del progetto China Med e docente all’Orientale. “Cosi facendo da una parte pone Israele e Hamas su uno stesso piano morale, condannando le azioni contro i civili compiute da entrambi, e dall’altra sostiene la creazione di uno stato palestinese come soluzione della crisi.
    Pechino assume dunque una posizione simile a quella presa sul fronte ucraino”.

    “Neutralità” La linea cinese sulla guerra russa in Ucraina è stata spesso criticata, accusata di ambiguità e scarsa trasparenza. Se in Ucraina si parlava di una “neutralità pro-russa” in questo caso si tratta di una “neutralità-pro palestinese”. “La neutralità è funzionale a massimizzare la propria flessibilità diplomatica proponendosi come unica grande potenza capace di dialogare con entrambe le parti. Ciò serve a conquistare consensi al centro (tra tutti quegli attori critici verso il governo Netanyahu ma al contempo disgustati dalle brutalità di Hamas), mostrando la superiorità della propria azione diplomatica a fronte di quella americana decisamente orientata a favore di Israele. La componente pro-palestinese invece serve a raccogliere consensi a sinistra, ossia nell’area filo-palestinese, anti-israeliana (e dunque anti americana) dentro e fuori il Medio Oriente”, spiega Fardella.

    Pechino-Teheran L’obiettivo di Pechino dunque non è tanto quello di investire per risolvere i conflitti locali, tantomeno lasciarsi coinvolgere in essi, quanto quello di bilanciare la propria presenza regionale al fine di espandere le proprie aree di influenza, ridimensionare gli spazi di azione degli Stati Uniti e promuovere modelli cinesi di governance. Nella posizione sulla crisi Israele-Hamas si legge questo: la linea scelta da Schumer lo evidenzia. Ciò porta al secondo punto sollevato dai senatori americani nel loro incontro con il leader cinese: il ruolo dell’Iran. “Chiedere a Pechino di utilizzare la propria influenza sull’Iran per evitare l’escalation — continua il docente italiano, che ha anni di esperienza in Cina —significa tentare di rafforzare la parte più di ‘centro’ della sua diplomazia, quella effettivamente neutrale, utile a smussare gli angoli del rapporto bilaterale con Washington per provare a co-gestire la crisi in atto. Se la Cina ha una reale influenza sull’Iran, come lo stesso XI avrebbe dichiarato, un’eventuale coinvolgimento di Teheran nella crisi attuale rivelerebbe infatti un posizionamento più radicale di Pechino nel conflitto regionale”. Sul fronte Ucraino questa manovra è stata tentata varie volte sia dagli Stati Uniti che dalla Unione Europea, con l’obiettivo di far parlare la Repubblica popolare con la Russia, ma nonostante qualche oscillazione tattica il neutralismo pro-russo di Pechino è rimasto intatto.

    Tigri di carta Fardella fa notare che Ali Barakeh, uno dei leader di Hamas che vive protetto a Beirut, in un’intervista alla Associated Press ha definito le forze armate israeliane (il Tsahal) una “tigre di carta” richiamando uno dei simboli più cari a Mao Zedong. “Gli americani sono tigri di carta diceva Mao: sembrano potenti ma sono fragili e il Partito Comunista Cinese ha il compito di rivelarne la debolezza collaborando con tutte le forze ostili alla loro influenza Se questa tradizione continuerà a influenzare l’azione di Pechino in questa regione è evidente che in Medio Oriente, come in Ucraina, la posizione cinese resterà invariata”.

  • “Nucleare, ritorno al futuro”: se ne discute martedì a Roma con “NOI Moderati”

    “Nucleare, ritorno al futuro”: se ne discute martedì a Roma con “NOI Moderati”

    “Per Noi Moderati i temi della transizione energetica e ambientale non possono più soggiacere al ricatto ideologico e fanatico di una minoranza”.

    “Noi Moderati opera quotidianamente per tenere insieme la tutela dell’ambiente con lo sviluppo e la salvaguardia del sistema economico e produttivo.
    Interverrò nel secondo panel del convegno affrontando il tema del nucleare sotto un aspetto inedito: la necessità di una informazione corretta e scientifica, non gridata e basata sulle paure. Una formazione culturale e scientifica che deve partire dalle scuole, un approccio della politica e delle istituzioni scevro da ideologismi ma condizionato solo dagli interessi complessivi del Paese”.

    Così Alessandro Colucci, parlamentare di NOI Moderati nella presentazione del convegno “Nucleare ritorno al futuro” in programma a Roma il prossimo martedì 17 Ottobre presso il Centro Congressi Cavour.

    L’apertura dei lavori è affidata a Fabrizio Garavaglia, Responsabile del Dipartimento Sostenibilità di NOI Moderati e Presidente di Nordcom azienda del Gruppo FNM che fa del green e del digital solutions applicato ai trasporti il suo know how principale.

    La giornata di lavori vede la collaborazione con l’Associazione Italiana Nucleare e il Comitato Nucleare e Ragione.

    “Il primo panel di lavori – spiega Fabrizio Garavaglia a TN – ha come obiettivo quello di contribuire al consolidamento di una posizione nazionale sul mix energetico meno costoso e più affidabile per la transizione energetica.

    Presentare differenti scenari energetici di decarbonizzazione facendo ricorso a tutte le fonti a basso contenuto di carbonio. Discutere i costi di sistema a seconda del mix energetico e presentare metodi per la loro valutazione.

    Mostrare come il nucleare sia in grado di garantire una più rapida e meno costosa transizione energetica verso la decarbonizzazione dell’intero sistema energetico – aggiunge il Responsabile del Dipartimento Sostenibilità di NOI Moderati.

    Presentare i servizi, i metodi e gli strumenti offerti dalle agenzie internazionali per la modellazione e la valutazione di sistemi energetici integrati. Il ruolo della Piattaforma Nazionale per un nucleare sostenibile avviata dal ministero dell’Ambiente e Sicurezza energetica”.

    La seconda sessione di lavori invece porrà l’accento sull’importanza del sistema di istruzione e formazione, delle iniziative di divulgazione e attivismo scientifico, di una comunicazione trasparente, oggettiva ed efficace, del ruolo della politica quali presupposti fondamentali per costruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini e per rafforzare il consenso nei confronti della comunità scientifica e della tecnologia.

    Ancora, evidenziare la necessità di accrescere nel Paese la cultura della responsabilità, al fine di limitare gli atteggiamenti di rifiuto verso le infrastrutture tecnologiche e la cosiddetta sindrome
    “Nimby”.
    Puntare decisamente su una informazione e una narrazione scevra da paure e allarmismi ma su base scientifiche ed economiche.

    “Da sottolineare che accanto ad una crescita dell’innovazione e della ricerca è assolutamente
    necessario cambiare il paradigma culturale e di approccio al nucleare, questo partendo dalle nuove
    generazioni, dalla società civile, dalla politica” conclude Garavaglia.

    Nel primo panel sono presenti tra i maggiori esponenti della ricerca, della scienza e dell’impresa di settore. Associazione Nazionale Nucleare, Agenzia Internazionale dell’Energia, Agenzia Internazionale Energia Atomica, Edison Spa, Politecnico.

    Nel secondo panel saranno presenti on. Alessandro Colucci, parlamentare di Noi Moderati e Presidente Intergruppo parlamentare “Sviluppo sostenibile”, il presidente del Comitato Nucleare e Ragione Totaro, il prof. Passoni e l’ing. Tonello, oltre a Chicco Testa, comunicatore e editorialista sui temi del nucleare.
    La chiusura, accanto all’ on Maurizio Lupi, con il Sottosegretario agli Affari esteri on.Giorgio Silli, con delega alle questioni energetiche e ai rapporti con l’Agenzia Internazionale Atomica.

  • Il Segretario Generale della Città metropolitana di Milano all’Assemblea Nazionale delle Province italiane

    Il Segretario Generale della Città metropolitana di Milano all’Assemblea Nazionale delle Province italiane

    MILANO – Il Segretario Generale della Città Metropolitana di Milano Antonio Sebastiano Purcaro (nella foto con i presidenti delle province lombarde) ha partecipato quale uditore all’Assemblea Nazionale delle Province italiane, la cui cerimonia di apertura si è svolta oggi, martedì 10 ottobre 2023, alla presenza del Presidente della Repubblica.

    Tra i temi trattati dall’assise le proposte di legge di modifica della legge Del Rio in discussione in Parlamento e il disegno di legge delega di iniziativa governativa per la riscrittura del Testo unico degli enti locali attraverso la stesura del Codice delle Autonomie.

    Entrambi i testi si occupano anche dell’ordinamento degli enti metropolitani; città metropolitane e province condividono la natura di enti di area vasta e molti sono i punti di contatto tra la disciplina normativa dei due enti.

    “La presenza del Presidente della Repubblica alla cerimonia di apertura dell’Assemblea, rappresenta un forte segnale di attenzione verso il livello di governo intermedio tra regioni e comuni, snodo essenziale dell’architettura istituzionale della Repubblica la cui Costituzione annovera Province e Città metropolitane tra gli enti costitutivi”, dichiara il Segretario Generale della Città Metropolitana di Milano Antonio Sebastiano Purcaro.

  • Letizia Moratti in Forza Italia, forse aveva imboccato un senso unico (politico). Terzo Polo? Ei fu

    Letizia Moratti in Forza Italia, forse aveva imboccato un senso unico (politico). Terzo Polo? Ei fu

    MILANO Letizia Moratti guiderà la consulta del segretario di Forza Italia. L’annuncio è arrivato in una conferenza stampa dello stesso segretario Antonio Tajani, con l’ex sindaco di Milano seduta al suo fianco che ha accettato “con responsabilità e grande convinzione” la proposta.

    Della Consulta, nominata dal segretario, fanno parte personalità di prestigio per fornire indicazioni e proposte, studi e approfondimenti. E il mandato di Tajani è quello di affrontare in particolare tre temi: lotta al cambiamento climatico, tutela delle personecon fragilità, crescita economica. Moratti, che dopo la mancata candidatura alla guida della Regione Lombardia per il centrodestra si era avvicinata al Terzo Polo, ha ricordato il legame con Silvio Berlusconi e il suo riconoscersi nei valori del Partito Popolare.

    “Accetto con spirito di responsabilità e servizio” la proposta del segretario nazionale di Fi, Antonio Tajani, di guidare la Consulta del partito. Lo ha detto Letizia Moratti, oggi in conferenza stampa con il numero uno azzurro nella sala Colletti al palazzo dei gruppi. ” Aderisco a questa scelta per diversi motivi, innanzitutto per il legame personale e politico con Silvio Berlusconi. Mi ritrovo in maniera molto convinta su tutte le tematiche proposte da Forza Italia ma non solo, credo che il Partito popolare europeo sia ancora la pietra miliare in Europa. C’è un grande lavoro da fare attraverso un forte rilancio del partito”.

    Sembrano davvero remoti i tempi delle ultime elezioni regionali di gennaio (2023…), quando l’ex sindaco di Milano sembrava lanciatissima nell’opera di costruzione del Terzo Polo in Lombardia. Ei fu, siccome immobile. Deve aver imboccato un senso unico (politico).