GARBAGNATE Assolto per due volte, la seconda ieri nel processo d’appello bis a Milano, dall’accusa di omicidio colposo per la morte di una ventenne, in cura per problemi di anoressia e depressione e che si suicidò il 2 aprile 2016 lanciandosi da un balcone.
E’ la lunga vicenda giudiziaria di uno psichiatra che lavorava in una struttura nel Milanese, che aveva visitato la giovane nei giorni precedenti e che era finito imputato per non avere disposto un trattamento sanitario obbligatorio che, secondo la Procura, avrebbe evitato il suicidio. Lo psichiatra, che era in servizio all’ospedale di Garbagnate (Milano), era stato condannato in primo grado, assieme ad un collega del centro psicosociale di Bollate (Milano), a 8 mesi nel settembre 2017 con rito abbreviato. Ad entrambi veniva contestato di non aver attivato il Tso dopo due visite, il 30 e 31 marzo 2016, seguite a due tentativi di suicidio da parte della ragazza che era stata salvata da familiari e forze dell’ordine. Nel primo processo d’appello, con sentenza del dicembre 2020, i giudici avevano seguito la linea di una perizia, disposta riaprendo il caso, e avevano valutato come corretto l’approccio terapeutico dei due psichiatri “di tipo farmacologico e non restrittivo (Tso)”. E avevano assolto entrambi. Poi, il ricorso della Procura generale e solo per la posizione del medico dell’ospedale, quello che aveva visitato per primo la giovane in quei giorni. La Cassazione ha annullato l’assoluzione e disposto un nuovo processo d’appello. Si è arrivati al secondo grado bis, in cui i giudici della prima penale (presidente Chiara Nobili) hanno assolto lo psichiatra, difeso dall’avvocato Davide Steccanella, “perché il fatto non sussiste”, mentre la Procura generale aveva chiesto di nuovo la condanna a 8 mesi. Motivazioni del verdetto tra 60 giorni. La difesa aveva spiegato, tra le altre cose, che “il primo giudice aveva attribuito una concorsuale responsabilità penale” in assenza “di un elaborato tecnico che la supportasse”, ossia di una perizia, “ed esclusivamente sulla base di considerazioni proprie e del tutto ascientifiche”.
