Manuel Agnelli ha portato in una triade di date al LAC di Lugano, la sua interpretazione del musical scritto dall’indimenticabile David Bowie, offrendo uno spettacolo superlativo.
LAZARUS è uno spettacolo diretto da Enda Walsh ma scritto e composto da David Bowie quando stava per morire, inaugurato a New York nel 2015 e si apre proprio sulle note del brano omonimo, in un palcoscenico sempre in ombra e rotante, dopo la proiezione di immagini pop o di proteste di strada anni Settanta.
Manuel Agnelli ha raccolto una sfida ed un testimone di grande peso emotivo e spessore artistico, svelando poco a poco il dramma di un uomo che sa di star andando via da questo mondo, un mondo che non ha mai sentito suo; ma, in un certo senso, si sente anche una specie di “morto che cammina”, non morto e non vivo.
Cosa rimane allora? I ricordi.

Ricordi deliranti che si mescolano tutti insieme nella mente, diventando frammenti di volti, voci, ruoli possibili, reali o allegorici, bagnati da un amore infinito ed inesauribile… ma per chi?
Forse per la mitica Mary Lou, rappresentante utopica dell’amore perfetto o forse più specificatamente, per l’amore in generale in tutte le sue forme.
Un amore sfolgorante contro le così minime miserie umane quotidiane.
E mentre mister Newton si arrovella, si tormenta, disperato anche di non riuscire a morire; si vede chiaramente solo una cosa: alcune persone certamente ancora lo amano in silenzio ma non sono in grado di immaginare la sua voragine interiore.
Il Lazarus è colui dunque che si sente già escluso dagli eventi, persino da quelli che lo riguardano, nel suo amore sregolato ed autodistruttivo, perché dopotutto, sogna solo un mondo migliore, per se stesso ma anche per il mondo intero, per quell’America che lo delude e per lui “This is Not America”, da un altro brano omonimo del grande Bowie.
Sul palco con Agnelli un cast d’eccezione, di grande talento artistico e perfettamente calato nelle proprie impersonificazioni e parti prescritte.
Nello snodarsi di un balletto o di un canto,
diventano a loro volta i brani stessi o le voci di chi non c’è.
Insieme, rendono onore ad una scaletta emozionante, riportando in vita lo stesso David Bowie, scomparso il 10 gennaio 2016 (giorno del mio compleanno!), per oltre due ore di spettacolo, in un musical in odore di capolavoro assoluto.
Penso nessuno abbia potuto mai districare la gigantesca personalità di Bowie, che però si potrebbe forse definire pervasa dalla dualità interiore portata in scena durante tutto lo show; come la dualità dei due mondi nei quali si sentiva incastrato.
Ma in tutta questa apparente follia, decantata e tanto amata, forse non ci siamo accorti di essere tutti noi dei non vivi e non morti, sospesi in dei “non luoghi”.

Cast:
Dario Battaglia, Attilio Caffarena, Maurizio Camilli, Noemi Grasso, Maria Lombardo, Giulia Mazzarino, Camilla Nigro, Isacco Venturini
Musicisti:
Laura Agnusdei, Jacopo Battaglia, Ramon Moro, Amedeo Perri, Giacomo “ROST” Rossetti.
Scaletta:
Hello Mary Lou (Goodbye Heart)
02. Lazarus
03. It’s No Game
04. This Is Not America
05. The Man Who Sold the World
06. No Plan
07. Love Is Lost
08. Changes
09. Where Are We Now
10. Absolute Beginners
11. Dirty Boys
12. Killing a Little Time
13. Life on Mars
14. All the Young Dudes
15. Sound and Vision
16. Always Crashing in the Same Car
17. Valentine’s Day
18. When I Met You
19. Heroes
Monica Mazzei
Freelance culturale
monica.mazzei.eventi@gmail.com
