PAVIA La realtà virtuale come terapia per trattare disturbi d’ansia, fobie e depressione. È questa una delle nuove sfide in ambito sanitario, con l’utilizzo della tecnologia e dell’innovazione per favorire il benessere mentale.
Il tema è stato trattato durante il webinar “Una finestra sulla mente – L’ambiente di cura reale e virtuale come nuovo orizzonte terapeutico”, promosso dal centro Brain&Care, con la partecipazione dei professori Gabriele Zanardi, Cristiano Chiamulera e Graziella Madeo. Come evidenziano gli esperti, infatti, la VR è in grado di sostituire completamente il mondo reale, facendo immergere l’utente in un ambiente immaginario con il quale può interagire. Caratteristiche, queste, che “permettono di utilizzarla nel trattamento e nella valutazione di molte condizioni sia in ambito psichiatrico sia in quello neurologico”. La persona “diventa un attivo creatore della propria esperienza, permette un processo di apprendimento direttamente correlato alle conseguenze dell’azione, che può essere poi generalizzato alla vita reale”. Per Zanardi (professore all’Università di Pavia e direttore dell’Unità di Neuropsicologia e Neuroscienze di Brain&Care) e Chiamulera (docente di Farmacologia all’Università di Verona e direttrice sanitaria del centro Brain&Care di Rimini), “la Vr risulta essere molto efficace nella pratica clinica e può essere utilizzata con ottimi risultati per il trattamento dei disturbi d’ansia, di fobie specifiche, di Doc, dei disturbi del comportamento alimentare”. La realtà virtuale, poi, trova un importante campo di applicazione anche in ambito di riabilitazione cognitivo-motoria per numerose patologie neurologiche, fornendo “stimoli sensoriali interattivi e multimediali e biofeedback, tramite rappresentazioni degli arti dei pazienti”.