Santa Gianna, i luoghi di vita e il turismo religioso, un affare che può prendere piede

A margine della conferenza stampa di lunedì a Magenta durante la quale si è parlato del bilancio dell’anno del centenario di Santa Gianna si è toccato anche un tema, spesso ricorrente, che potrebbe avere sviluppi nell’immediato futuro. Quello del cosiddetto turismo religioso. Magenta può essere attrattiva offrendo pacchetti turistici che ripercorrano i luoghi di vita di Santa Gianna?

MAGENTA – Certamente, potrebbe esserlo. Ci sono comuni che, per molto meno, hanno fatto fortuna. E poi Santa Gianna è conosciutissima in tutto il mondo, tanto che per citare solo due paesi come gli stati Uniti e il Brasile esistono migliaia di devoti della santa magentina. “Sul turismo religioso abbiamo svolto un incontro interessante – ha ricordato il parroco don Giuseppe Marinoni – con i sindaci del magentino. Adesso si tratta soltanto di passare dalle intenzioni alle azioni. La Santa potrebbe essere una delle possibili attrattive insieme alla bellezza della nostra terra. Ci sono le bellezze legate alla storia e all’arte che potrebbero essere appetibili”. Serve creare pacchetti, magari di uno, due giorni vissuti qui nel territorio. Difficile pensare a offerte che comprendano una settimana intera, ma un paio di giorni al massimo è fattibile.

Il tema del turismo religioso, e sono tutti d’accordo, va visto in termini positivi. Ma cosa è mancato affinché si potesse concretizzare? “In tanti vogliono recarsi a vedere i luoghi di Santa Gianna e non solo – ha aggiunto il Sindaco Del Gobbo – credo sia mancato un coordinamento. Bernate ha la Canonica, Magenta ha Santa Gianna, ma anche Santa Crescenzia, poi c’è il Santuario dell’Assunta in fase di restauro. Andando verso Abbiategrasso c’è Morimondo con l’Abbazia, ci sono poi il Parco del Ticino e il Naviglio Grande. C’è tantissimo da proporre dal punto di vista del turismo religioso. Senza dimenticare Mesero”.