BRUXELLES L’ex vice presidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, arrestata (e scarcerata) nell’ambito dell’inchiesta del Qatargate ha denunciato al Parlamento europeo la violazione della sua immunita’ da parte dei servizi segreti che l’avrebbero “monitorata durante la sua attivita’ con la commissione Pegasus che indagava sull’utilizzo di software di spionaggio per sorvegliare eurodeputati e cittadini europei”.
Lo fanno sapere in una nota i suoi avvocati, Sven Mary e Michalis Dimitrakopoulos, che sostengono che dalle indagini sarebbe emerso che persino il giudice istruttore del Qatargate, Michel Claise, sarebbe stato monitorato dagli 007. Nella scorsa plenaria la presidente del Parlamento, Roberta Metsola, ha annunciato che Kaili aveva formalmente richiesto una “difesa dell’immunita’”, chiedendo essenzialmente ai colleghi di determinare se la sua immunita’ legale, di cui godono tutti gli eurodeputati, sia stata violata durante l’indagine del Qatargate.
Il team legale dell’eurodeputata, precisano i difensori Michalis Dimitrakopoulos e Sven Mary, ha deciso di procedere con un ricorso interno alla commissione Legale del Parlamento europeo affinché si apra un procedimento per chiarire se e in quali termini la sua immunità sia stata violata durante l’indagine sul Qatargate. La pubblicazione delle notizie sul monitoraggio da parte dei servizi segreti dell’attività degli eurodeputati ha suscitato “notevole interesse”, evidenziano i legali, aggiungendo che “la triste realtà” sembra essere “che a Bruxelles, capitale d’Europa, si siano installati i conflitti geopolitici del Golfo Persico, del Nord Africa, della Penisola Arabica, di cui oggi è vittima la signora Eva Kaili, domani i giudici e i pubblici ministeri, dopodomani chi?”.