BORGOMANERO A Borgomanero, seconda citta’ della Provincia di Novara, la conoscono tutti come “la Torretta”: e’ un piccolo edificio che in passato era stato nella disponibilita’ di personaggi legati alla criminalita’ organizzata.
Risultava infatti tra le proprieta’ di Giulio Campaniello, un personaggio legato al clan mafioso dei fratelli Crisafulli, originari della Sicilia, insediati nel quartiere di Quarto Oggiaro a Milano e considerato il tramite tra ‘ndrangheta e Cosa nostra in Lombardia. L’uomo, arrestato nel 2002, si occupava di fornire di automobili i membri della cosca, e gestiva anche un grosso traffico di droga. La “Torretta” fu sequestrata al momento dell’arresto, ma dopo la confisca e’ iniziato un calvario burocratico: per molti anni e’ quindi rimasta chiusa, con ancora arredi, mobili e vestiti abbandonati al suo interno. E’ stata poi oggetto di una ristrutturazione importante, ed ora si accinge a tornare alla comunita’. Qui sara’ insediata infatti a breve una nuova sede operativa del Centro antiviolenza dell’area nord novarese che si occupa di fornire assistenza fisica, psicologica e legale alle donne vittime di violenza di genere. Nella torretta, di dimensioni contenute (la superficie lorda calpestabile e’ di 87 metri quadri), ci sara’ lo spazio per i colloqui con avvocati e psicologi per chi si rivolge alla struttura chiedendo aiuto. Il centro antiviolenza dell’area nord novarese e’ gestito dalla Cooperativa Irene, e nel corso del 2022 sul territorio dei 52 comuni in cui e’ operativo, ha risposto a 178 telefonate con richieste d’aiuto, ha accolto 15 donne (con 16 bambini) in stato di emergenza, ha attivato 106 percorsi e ospitato nelle case di accoglienza sparse sul territorio 20 donne.