NOVARA Una porzione della copertura di una delle ali del fabbricato che ospita la sede centrale dell’Istituto Tecnico “Giuseppe Omar”, una delle piu’ grandi scuole superiori di Novara, e’ crollata presumibilmente durante la notte di martedì. A rendersi conto dell’accaduto sono stati i bidelli, ieri mattina intorno alle 7.30 quando sono entrati in servizio.
Il cedimento, che e’ accaduto nella manica C, non ha causato danni a persone. Il personale scolastico ha immediatamente avvisato i tecnici della Provincia di Novara, competente per le scuole superiori, che stanno effettuando un sopralluogo insieme al consigliere delegato all’Edilizia scolastica Andrea Crivelli e alla dirigenza della scuola per verificare i danni e valutare gli interventi necessari per la messa in sicurezza e il ripristino della copertura. Nell’istituto tecnico sono in corso in questi giorni gli orali degli esami di stato, ma, secondo quanto si e’ appreso, i locali interessati al cedimento non sono quelli nei quali si svolgono i colloqui d’esame. La parte del tetto crollata, sfondando un controsoffitto e rovesciando su un laboratorio sottostante una rilevante quantita’ di calcinacci e detriti, sarebbe stata oggetto, secondo quanto riferito dalla Provincia di Novara, a partire dalla prossima settimana, di un intervento per l’adeguamento della struttura alle norme antisismiche. Per questo motivo non era utilizzata per gli esami di maturita’ che sono in corso in questi giorni. Sul posto i vigili del fuoco del comando provinciale di Novara per mettere in sicurezza la zona e assicurarsi che non si verifichino altri crolli. Il professor Francesco Ticozzi, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico che ieri mattina e’ stato interessato dal cedimento strutturale di una porzione del tetto, si trova in questi giorni fuori sede come presidente di una commissione d’esame di Stato. Ai cronisti ha manifestato la sua preoccupazione per quanto e’ accaduto. “E’ andata bene – dice – perche’ se fosse accaduto solo un mese fa, con le lezioni in corso, le conseguenze sarebbero state ben altre”.