Sessanta offerte per rifare il ponte crollato a Novara

NOVARA Se il timore era quello che la gara potesse andare deserta, il risultato e’ piu’ che consolante: sono infatti 60 le offerte pervenute a SCR Piemonte, societa’ di committenza regionale che ha gestito l’appalto, per i lavori di sistemazione del cavalcavia XXV Aprile, il viadotto che connette il centro della citta’ di Novara con l’imbocco della statale per Milano.

Il ponte crollo’ parzialmente il 9 ottobre dello scorso anno, e da allora e’ rimasto chiuso, creando enormi problemi alla viabilita’ cittadina. Il problema che per l’avvio di questi lavori evidentemente appetibili, visto il numero di imprese interessate, va superato un ostacolo di non poco conto: il cavalcavia e’ tuttora sotto sequestro. E’ infatti in corso un incidente probatorio, nell’ambito del quale i tecnici incaricati dal Gip Maria Amoruso stanno portando avanti una perizia per stabilire, come si legge nel quesito formulato dal giudice, le cause del crollo e di accertare eventuali difetti o errori nella progettazione, nella costruzione, e nelle successiva manutenzione dell’opera, che abbiano un nesso causale col crollo stesso, che ha interessato uno dei muri di contenimento della rampa di uscita verso la statale per Milano.

Il crollo, per una fortunata casualita’, avvenne nelle prime ore del mattino di un sabato piovoso e non determino’ conseguenze gravi per le persone: solo una vettura in transito fini’ incastrata nella voragine apertasi sull’asfalto, e la conducente fu lievemente ferita. La perizia in corso comprende anche un’analisi dei documenti relativi a quarant’anni di vita del ponte: attualmente indagate sono otto persone, tutti dirigenti del comune o imprese appaltatrici che hanno lavorato alla manutenzione del ponte. Il fascicolo di indagine ipotizza il reato di crollo colposo. I tempi della perizia sono, ovviamente, molto difficili da ipotizzare: finora le previsioni piu’ ottimistiche formulate dal Comune sui tempi della Procura sono state costantemente disattese. E i tempi indefiniti non aiutano a risolvere il “domino” dei lavori su altri ponti oggi chiusi o a circolazione limitata, che nelle intenzioni dell’amministrazione dovrebbero essere affrontati dopo la conclusione dell’intervento sul cavalcavia XXV aprile. Un intrigo difficilissimo da sciogliere, e che ormai ha fatto spazientire gli automobilisti costretti a lunghe code o a giri improbabili. “La notizia – dice all’Agi il sindaco Alessandro Canelli – e’ che avremo certamente la ditta che si occupera’ di realizzare i lavori non appena ci sara’ il dissequestro”. Ora il problema e’, appunto, il dissequestro.