La Società di Pediatria: ‘Lanzichenecchi? No, giovani alle prese con lo sviluppo’

I ragazzi di oggi sono ‘lanzichenecchi’, poco educati, irrispettosi e incuranti degli altri? Per il pediatra Italo Farnetani, la risposta il più delle volte è no. Piuttosto, evidenzia all’Adnkronos Salute, “il comportamento descritto in un articolo dallo scrittore Alain Elkann in riferimento al gruppo di adolescenti da lui incontrati sul treno Roma-Foggia va interpretato in modo scientifico secondo le dinamiche della crescita e dello sviluppo psico-affettivo dell’età”.

L’esperto, professore ordinario di Pediatria all’Università Ludes-United Campus of Malta, anticipa che le sue conclusioni sono “positive, rispecchiando quella grande maggioranza dei giovani che sono bravi ragazzi”. E analizza la descrizione dei viaggiatori incrociati da Elkann: “La prima interpretazione da dare è che gli adolescenti sperimentano uno sviluppo rapido sia del corpo, che improvvisamente diviene ‘grande’, sia dal punto di vista psico-affettivo. In questo quadro di rapido cambiamento, hanno bisogno di identificarsi nel gruppo dei coetanei, in modo da avere dei punti di riferimento. Se si assimilano maggiormente agli altri, si sentiranno rassicurati del fatto che i cambiamenti a cui loro sono sottoposti sono identici a quelli dei coetanei e che quello che gli accade è un fenomeno normale. In base a questa premessa si capisce perché i giovani seguano particolarmente le mode e abbiano spesso gli stessi gusti e comportamenti. Non deve stupire dunque il fatto che abbiano lo stesso abbigliamento, cappellini compresi”. “Anche gli adulti – prosegue il ragionamento di Farnetani – seguono le mode, ma lo fanno in modo più variegato perché ormai, divenuti grandi, non hanno la necessità di identificarsi nel gruppo dei coetanei, ma anzi vogliono ognuno caratterizzarsi con la propria individualità. Tanti atteggiamenti che vengono descritti nell’articolo si ritrovano anche negli adulti e probabilmente anche nei genitori. Non direi che siano biasimabili, se letti all’interno di un percorso di crescita, immaginando il mondo degli adulti come un punto di riferimento”.