MILANO – “Ma immaginavo fosse ferito, non potevo credere fosse morto. Non ci sono parole”. Lo racconta la moglie di Fabio Buffo, il quarantottenne ucciso da un bus Atm della linea 175 ieri alle 9.30 tra viale Forlanini e via Bellosio, proprio nel punto in cui il mezzo svolta per entrare nel quartiere Forlanini e proseguire la corsa verso Ponte Lambro.
Fabio Buffo viene descritto come “una persona estremamente gentile”, grande tifoso dell’Inter, “un papà attento e presente” da chi lo conosceva. Nato a Melzo ma da anni residente nel quartiere Forlanini, avrebbe compiuto 49 anni il prossimo 28 dicembre. Sui social scriveva di aver studiato all’Istituto Schiaparelli-Gramsci e ora lavorava come rappresentante commerciale per un’azienda. Sempre on line, video e foto di momenti di relax in famiglia e con gli amici.
Oltre alla moglie, lascia i suoi due ragazzi di 16 e 20 anni. Ia Fabio Buffo era uscito come sempre con il suo cagnolino Poldo, un bull terrier, al guinzaglio, e poi era andato a trovare la mamma, sempre nel quartiere Forlanini, e stava rientrando a casa sua in via Barigozzi quando è stato preso in pieno dal mezzo Atm, al centro dell’attraversamento pedonale. Unica soluzione per i suoi cari: “Per fortuna Poldo, il nostro cagnolino, si è salvato, almeno abbiamo un conforto in tutto questo dolore”.
Ma Milano piange l’ennesima tragedia. L’ennesima vittima innocente della strada. Davvero troppo!
