Faccia da Halloween: il tempo delle zucche sta arrivando…

“Anche se ormai i supermercati hanno già tutto pronto per la festa più commerciale dell’anno però Halloween ha sempre il suo fascino irlandese. festa d’importazione capita sempre quando hai troppi vestiti di comprar li altri che poi non metti ma sono li come il numero di Santi fatti negli ultimi decenni riempiono tre calendari ma pazienza; beata l’abbondanza bisogna avere sempre paia di scarpe per ogni evenienza anche se poi giriamo in ciabatte…

La festa più televisiva passata per le discoteche e feste private ci sta trasformando in una grande comunità dove non abbiamo inizio e fine ma solo il diritto di spendere o non spendere.

Noi ragazzi anni 80/90 abbiamo avuto l’invasione della tv e telefilm dove tutti i giorni creavamo feeling con i nostri “happy days”

Abbiamo imparato a conoscerla e imitarla perché ci piaceva o abbiamo avuto la spiegazione fatta dalla nostra baby sitter dall’ora.

Il buon vecchio televisore tanto odiato dagli intellettuali radical che non dicono nulla sul web odierno.

Ricordo ancora il 1988 quando nella mia sala di casa avevo organizzato la prima festa di Halloween del mio paese con enorme felicità dei nostri invitati alle prese con orari d’entrata ed uscita e genitori preoccupati..

Ripetuta con successo nel 1989 e 1990 prima che l’invasione delle feste dedicate mettesse in soffitta la mia casereccia americanata in salsa ceranese.

Erano bei momenti di gioventù e viva l’adolescenza ma era anche la “nostra” festa non imposta dall’alto e non compresa tranne i parenti noiosi e curiosi presenti come piatto pesante.

Non era una festa vista da lontano con gerarchie era la festa delle libertà e della fantasia e dell’emulazione dei nostri idoli di piccolo ma anche grande schermo.

La TV ha portato Halloween e ha messo Ogni Santi nell’angolo come molti altri appuntamenti della nostra penisola come il fast food ha preso posto delle trattorie.

Possibile mai che in zone di riso come la mia pullulano: Kebab, Sushi, All you can it, hamburger ma non risotterie ???’

Dolcetto e scherzetto ora lo dicono tutti con superficialità e troppo allegria forse le feste della nostra troppa cultura ci sono ancora e ben strette nelle mani solite.

Ormai Halloween lo organizzano tutti perché ottima festa da postare con trucchi semplici, complessi o casalinghi e versione streghe in reggicalze sexy.

Una cultura se non spiegata e diffusa si accantona per una più semplice e proposta in ogni salsa …una cultura magari “Kitsch” ma pur sempre cultura.

Il bello di questa festa pagana con ispirazioni religiose era che poteva essere accessibili a tutti senza presidenti o vice presidenti o comitati …con ricerca volontaria di fondi in versione dolce o burlesco.

Ricordo ancora l’ansia di paura nel vedere l’uomo senza testa alla fine della puntata della casa nella prateria sull’argomento ma ogni telefilm anni 70/80/90 aveva una o più puntate su questa ricorrenza anglosassone diventata nostra perché non hanno fatto graduatorie.

Troppa cultura porta a una non cultura vedi il periodo odierno dove ogni piccolo gregge ha il suo gruppo ma potrà vivere una situazione senza numeri.

La TV ha creato o colmato la nostra mancanza di attinenza con il nostro stato o storia …il web riuscirà a rivalutare le vecchie tradizioni ???

Il professore peggiore è quello che ti dà il voto della vita dopo un interrogazione e non ammette di sbagliare il suo giudizio eterno e non spiega o chiede avete domande.

Ecco, forse, Halloween non aveva comitati, gruppi ne consulte ma ha sopperito con l’entusiasmo di includere tutti; dolcetti, scherzetti e non invitati perché chiunque poteva vestire il suo horror.

Però, che nostalgia le grandi adunate nelle case a vedere la TV e guardare l’orologio per vedere se iniziava il programma o telefilm. Le feste in casa dove Halloween era già presente e vivo nei nostri cuori di ragazzi da coprire quel buco generazionale creato dai “Sapienti”.

Oggi il web con tutti i suoi difetti potrebbe essere usato per colmare il distacco ma se le teste restano sempre le stesse non si coprirà mai il buco”.