Scurati (Lega): “Lombardia modello di sviluppo sostenibile, ma futuro non è la decrescita felice”

Si è svolto questa mattina presso le Confcoopertive Milano e dei Navigli il convegno “Casa Comune. L’appella di papa Francesco alla cura del pianeta”. All’evento è intervenuto il Consigliere regionale della Lega, vicepresidente della Commissione ‘Attività produttive’ di Regione Lombardia Silvia Scurati.

“Il tema ‘Sostenibilità, innovazione e comunità per lo sviluppo di Regione Lombardia’ ci pone davanti alcuni concetti fondamentali per lo sviluppo sostenibile della nostra Regione, ovvero quello di coadiuvare la dimensione ambientale con quella economica e sociale”.

“la Lombardia da tempo porta avanti politiche per la transizione ecologica e ambientale coerenti con il territorio, diversamente da quanto viene imposto dalle tempistiche delle direttive UE. Ad esempio, con oltre il 50% dei 13,5 milioni di abitazioni presenti in Regione costruiti prima degli anni ’70 non è possibile avanzare soluzioni immediate, specialmente su edifici tutelati o di pregio storico come vorrebbe la direttiva sulle ‘Case green’”.

“Oggi la sensibilità su questi temi è molto elevata e le iniziative regionali sono molteplici: PREAC (Programma Regionale Energia Ambiente e Clima) dove sono stati identificati obiettivi di riduzione delle emissioni e incremento delle Fonti di Energia Rinnovabile, l’incentivo alle Comunità energetiche piuttosto che il PRIA (Piano Regionale degli interventi per la qualità dell’aria)”.

“Altro tema è quello delle auto elettriche: non possiamo regalare le chiavi del mercato dell’automotive ai Paesi orientali, i quali non sempre brillano per sostenibilità proprio per i costi ambientali nel ciclo di produzione dei nuovi mezzi ‘sostenibili’. Non si può poi escludere a priori la partita dei biocarburanti, ovvero gli E-fuel che l’Italia ha portato avanti in sede europea e sui quali esistono importanti studi e tecnologie”.

“Infine, importante, è il tema dell’approvvigionamento energetico e l’Italia negli scorsi anni, rispetto a molti altri Paesi europei in cui è presente l’utilizzo dell’energia nucleare, si è trovata impreparata e costretta alla rimonta – a caro prezzo – per garantire energia ai cittadini perché quasi totalmente dipendente dall’estero. È fondamentale quindi un punto equilibrio per uno sviluppo che deve essere sostenibile ma senza estremismi da ‘decrescita felice’” conclude Scurati.