Sono migliaia, oltre 6500, i file pedopornografici tra video e foto scoperti nei dispositivi informatici – pc e smartphone – dei due uomini arrestati nell’operazione ‘Primos’ condotta dalla Polizia postale di Milano e dai Carabinieri di San donato Milanese, uno dei quali era anche animatore in un oratorio monzese nonostante i precedenti sempre adescamento di minori. Per lo scambio del materiale veniva utilizzato Telegram mentre il contatto con le vittime avveniva su un particolare social network molto diffuso soprattutto tra i giovanissimi.
I due avevano creato diversi profili fake con foto false – tra cui anche quella di una modella russa – per attirare i minorenni e convincerli a inviare loro foto e video delle ore parti intime in chat. Entrambi falsavano anche l’età, fingendosi coetanei dei minorenni: dieci quelli identificati tra le province di Milano, Monza e Treviso, tutti di sesso maschile. Quando i due capivano che dall’altra parte vi era un minore con tendenze omosessuali, l’approccio virtuale si trasformava anche in un tentativo di incontro reale, riuscendo in tre casi a compiere abusi fisici. L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, è partita dalla denuncia dei genitori di uno dei minori coinvolti.
