E’ accusato di aver aggredito il 24 settembre una transessuale pavese nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Pavia. L’uomo, un 50enne residente fuori provincia, è stato identificato dalla polizia e denunciato per lesioni personali, minaccia e danneggiamento. Le indagini sono state condotte dalla Digos. Allora Noemi, volontaria dell’associazione “Coming-Aut LGBTI+ aveva raccontato di aver accompagnato in stazione la fidanzata e poi di aver chiesto a un uomo di spostare la sua Bmw che impediva l’uscita dal parcheggio. “Si è scaraventato contro di me, mi ha urlato vari insulti e minacce come ‘ti ammazzo’ , aveva spiegato Noemi e ha aperto la portiera della mia macchina e mi ha tirato dei pugni.
Ho reagito cercando di chiudere la portiera, domandandogli il perché di quella aggressione. A quel punto, l’uomo ha riaperto la portiera con una tale violenza che ha sradicato la maniglia e mi ha preso per il braccio, procurandomi lividi evidenti. Ha continuato a insultarmi, supportato nell’aggressione verbale da un ragazzo, forse suo figlio, che nel frattempo l’aveva raggiunto. Allora, con la mia auto, mi sono spostata un poco più avanti per chiamare la polizia.
L’uomo mi ha raggiunta, continuando a gridare gli stessi insulti, e mi ha presa per il collo, anche in questo caso lasciandomi dei segni evidenti di violenza. Cercavo di tenerlo a distanza e di dissuaderlo dal continuare quando un uomo, che stava stazionando nel parchetto adiacente, si è avvicinato per cercare di calmarlo e l’aggressore, a quel punto, è risalito in macchina ed è ripartito”. Ai fini dell’indagine sono stati fondamentali la testimonianza di Noemi e anche le immagini dell’impianto di video-sorveglianza.
