Liliana Segre: incontrerei chi sfregia le targhe per chiedergli perché

“Per 30 anni sono andata nelle scuole, nelle università, nelle parrocchie e io so che non ho mai detto tutto, perché non si può. Le parole non ci sono per dire quello che succedeva nei lager ogni minuto”. Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre in dialogo con Enrico Mentana, nel corso della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in Scienze storiche dalla Statale di Milano. “Non c’è vocabolario ricco, in cui ci siano le parole per dire fino in fondo tutta la verità. Ho letto Primo Levi e tanti che hanno scritto del lager molto bene – ha aggiunto -, ma l’essenza più profonda degli assassinii non l’ha trovata mai in nessuno”.

Segre ha poi parlato di coloro che sfregiano targhe e monumenti dedicati alla memoria, tra le ultime anche una targa con il suo nome a Saltrio in provincia di Varese. “Questo signore perde cinque minuti per fare un segnaccio sopra il mio nome questo é un caso da studiare – ha detto -. Come quelli che mi mandano una maledizione, perché? Sono così vecchia che se aspettano un poco, non sarò un personaggio importante nel futuro dell’Italia”. Questi “sono personaggi interessanti che vorrei incontrare e a cui vorrei chiedere perché? – ha concluso -. C’è qualcosa in questi personaggi che è molto interessante e non fa parte dell’indifferenza”.