Intelligenza artificiale: secondo il Telefono Azzurro, piace ai ragazzi ma il 31% teme il furto d’identità

Giudizio positivo sull’intelligenza artificiale da parte di 6 ragazzi su 10 anche se il 31% teme un furto d’identita’: e’ quanto emerge dalla ricerca ‘Intelligenza artificiale’ di Telefono Azzurro e BVA-Doxa presentata oggi presso il Politecnico di Milano su un campione di 806 giovanissimi, di eta’ compresa tra i 12 e i 18 anni.

All’evento ‘Ci arriva anche un bambino’ la sfida che Telefono Azzurro lancia in occasione del Safer Internet Day 2024 per richiamare l’urgenza di affrontare complesse sfide economiche, etiche, di sicurezza e di benessere legate al coinvolgimento dei bambini nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.

Che ai ragazzi piaccia la tecnologia e sperimentare nuove applicazioni o strumenti in grado di semplificare la loro vita e’ assodato. La ricerca conferma questa tendenza: tra i ragazzi la percezione di conoscere come funziona l’IA e’ elevata. Il 94% ne ha sentito parlare e ne conosce la definizione, mentre il 9% ritiene di possedere una conoscenza molto buona. Per 6 ragazzi su 10 e’ positiva l’opinione su questo strumento, tanto da sentirsi pronti a consigliarne l’utilizzo ad amici e parenti (46%).

Per il 13% dei ragazzi l’intelligenza artificiale e’ anche utile a distrarsi dai problemi della vita quotidiana e a ricevere supporto nell’affrontare difficolta’ emotive e psicologiche. I ragazzi si trovano ad essere sempre piu’ fruitori e consumatori di servizi Internet e questo permette a chi li fornisce di raccogliere dati di ogni genere. Ed e’ proprio questo, come evidenzia l’indagine, a preoccupare di piu’ i giovani.

Il 31% degli intervistati vede tra i maggiori rischi dell’intelligenza artificiale un possibile furto d’identita’, il 28% si preoccupa per la privacy e per la scarsa sicurezza dei propri dati personali. Come altri elementi di rischio gli intervistati hanno evidenziato una scarsa protezione da situazioni dannose e violente: per il 21% vi e’ il timore che le immagini da parte dell’IA possano danneggiare la propria reputazione e quella altrui.