La Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace è stata Istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 2013, con riferimento ai primi Giochi Olimpici dell’era moderna, svoltisi ad Atene, in Grecia, il 6 aprile 1896.
La Giornata rappresenta un’opportunità per riconoscere e promuovere lo sport, non solo come elemento rilevante per il benessere fisico, ma soprattutto come fattore di coesione sociale, di pace, tolleranza e comprensione reciproca, in grado di contribuire ad abbattere le barriere: religiose, culturali, sociali e geografiche tra i popoli.
E’ una giornata importante, in quanto riconosce, in particolare, che i giovani e le persone con disabilità, grazie all’attività sportiva, possono accedere ad un benessere psico-fisico indispensabile per una vita sociale basata sulla tolleranza e il rispetto verso l’altro. Confermando quanto già si sa che l’attività sportiva, specialmente di squadra, è un grande potenziale anche per il raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile e per la promozione della pace e dei diritti umani.
La mostra dell’ANPI porta, come contributo a sostegno di questa giornata, esempi nobili dello sport agonistico del passato, sia per essersi opposti ai regimi nazifascisti, sia perché vittime dell’odio razziale, alcuni esempi per tutti:
– Settimo Simonini, famoso ciclista che nel marzo del 1944 raggiunse la Valsesia per entrare nelle Brigate Garibaldi per lottare contro il nazifascismo;
– Gino Bartali, famoso ciclista che operò durante la Resistenza come corriere di documenti falsi per aiutare molti ebrei ad espatriare, per questo successivamente gli venne conferita la medaglia d’oro al merito civile e fu dichiarato “Giusto tra le Nazioni”;
– Jesse Owens, atleta afroamericano che, con coraggio, portò avanti la lotta contro la discriminazione razziale;
– Gretel Bergmann, campionessa di origine ebraica, nel salto e nel lancio del peso, tenne testa al regime nazista sino ad essere esclusa dai Giochi Olimpici di Berlino;
