Cos’è l’Iran? E’ una terra affascinante, bella e bellissima. Che ti lascia tanto dentro, al punto di volerci tornare. Ma è anche una terra che reprime la libertà, soprattutto quella delle donne. Da turisti tutto questo non lo si percepisce perché resti fuori dalle proteste e dal modo di pensare delle ragazze iraniane. Ma conoscendole e parlando con loro metti subito in chiaro le cose nella tua testa. Da una parte ci sono le città millenarie che hanno fatto nascere la civiltà, dall’altra parte c’è la politica autoritaria del paese. Nelle ultime settimane la Polizia morale ha intensificato i controlli nei confronti delle ragazze che non indossano correttamente la hijab. Le intercetta in ogni modo, anche con le telecamere per il riconoscimento facciale dislocate lungo le strade. Una ragazza è stata multata diverse volte per non avere indossato il velo mentre era in auto.
Come agisce la Polizia morale? Convoca la donna nei propri uffici e delle agenti donna le spiegano che è giusto, anzi doveroso indossare correttamente la hijab. Le spiegazioni, inizialmente, avvengono con toni molto gentili del tipo: “Signora, guardi che sta sbagliando. Indossare il velo in maniera corretta è cosa buona e giusta”. Se la ragazza si scusa e promette di fare più attenzione tutto può finire con una semplice multa, altrimenti potrebbe capitare qualcosa di ben più grave. Ma la cosa che più stupisce quei pochi europei che entrano in Iran, almeno coloro che vogliono conoscere come funziona la società, è la scelta coraggiosa che le ragazze stanno portando avanti. E’ una protesta passiva la loro. Rifiutano le regole, non indossano il velo e continuano la loro vita come se nulla fosse. Ne abbiamo viste tantissime non indossare il velo e con parecchie ci abbiamo parlato raccogliendo le loro opinioni. Non c’è alcuna paura da parte loro. La maggior parte non ha votato alle ultime elezioni presidenziali, considerandolo del tutto inutile.
Finchè la guida suprema sarà un Ayatollah non c’è nulla da fare. Perché proprio dall’Ayatollah Kamenei è arrivata la direttiva alla Polizia morale di essere più severi nei confronti delle donne senza velo. Nessuno imporrà loro di essere religiose, ma il velo lo devono indossare tutte. Poco importa se il nuovo presidente Masoud Pezeshkian è un moderato che vuole intrattenere buoni rapporti con gli altri paesi. Comandano gli Ayalollah in Iran e così via ai controlli, compresi quelli all’aeroporto internazionale Komeini dove una ragazza, con la quale stavo scambiando due parole, è stata aspramente rimproverata da un’agente della Morality Police vestita di verde. Queste situazioni le ho viste personalmente e ho raccolto le testimonianze delle ragazze iraniane che stanno vivendo una situazione difficilissima. Anche il bacio, che da noi è considerato gesto intimo e di pura e autentica libertà, viene represso con fermezza. E così il bacio in pubblico diventa un gesto coraggioso e addirittura rivoluzionario per l’opinione pubblica. Per le autorità diventa un gesto oltraggioso e immorale. Se la ragazza poi non indossa la Hijab potrebbe scattare l’arresto, se non peggio. E quando si dice peggio ci si riferisce alle punizioni corporali sempre possibili in un paese come l’Iran. (nella foto una pattuglia della Polizia morale automunita, con due donne e due uomini pronti ad intervenire nella città di Esfahan)
