Peste suina, la Regione Piemonte: a Trecate applicato protocollo UE

“A Trecate e’ stato seguito in maniera rigorosa il protocollo previsto dal regolamento europeo in caso di abbattimenti per motivi sanitari: non si tratta di maltrattamenti, ma di una forma di eutanasia”. Bartolomeo Griglio, dirigente del settore sicurezza alimentare della Regione Piemonte risponde all’Agi sulla denuncia lanciata nelle scorse ore dal team di Food For Profit guidato dalla giornalista Giulia Innocenzi, che ha anticipato sui social le immagini di un reportage realizzato nel novarese, in un allevamento colpito dalla peste suina. “Questa malattia – spiega Griglio – che non e’ curabile, causa una morte atroce per i suini: i vasi sanguigni si rompono e generano devastanti emorragie, che fanno morire gli animali tra mille sofferenze”.

“Il sistema che noi utilizziamo per gli abbattimenti – aggiunge Griglio – e’ in assoluto, tra i tre previsto dalla normativa, quello che genera le minori sofferenze per gli animali: in pratica i suini vengono anestetizzati attraverso una prima scossa elettrica alle tempie e poi abbattuti con una scarica al cuore”. “Bisogna comunque sempre tenere presente – dice ancora il dirigente regionale – che il depopolamento degli allevamenti infetti e’ l’unico strumento disponibile per cercare di fermare l’epidemia, che e’ molto difficile da controllare: basti pensare ad esempio che l’allevamento di Trecate si era dotato di buoni livelli di difesa dal virus. Ma questo non e’ stato sufficiente”.

“Posso assicurare – conclude Griglio – che a Trecate i tecnici del Presidio Multizonale di Profilassi e Polizia Veterinaria di Novara, coordinati dalla Regione hanno seguito con puntualita’ quanto previsto dalle regole. Per questo sono molto deluso per quanto viene detto dal servizio della dottoressa Innocenzi, che tra l’altro utilizza insieme ad immagini girate a Trecate altre immagini vecchie di un anno e mezzo e filmate in Emilia Romagna”