Una nuova testimonianza dovrà essere acquisita nel processo con rito abbreviato, in corso dal maggio del 2023, a carico di Marco D’Annunzio, ex dirigente medico infettivologo del Crh-Mts di viale Jenner, a Milano, centro specializzato in malattie a trasmissione sessuale, finito ai domiciliari nel giugno del 2022 con l’accusa di presunte violenze sessuali su sei giovani pazienti.
Dopo l’esame in aula dell’imputato, infatti, la gup di Milano Fiammetta Modica ha deciso, con un’ordinanza istruttoria, che il 27 novembre dovrà essere sentito in aula il responsabile del centro per chiarire soprattutto un punto, ossia se ci fosse o meno un protocollo che prevedeva la presenza di un’infermiera durante le visite alle pazienti.
Nel processo sono parti civili, oltre alle ragazze rappresentate dai loro legali, anche la Regione Lombardia e l’Ats di Milano, a cui l’ambulatorio in cui lavorava il medico fa capo. Dai verbali, riportati nell’ordinanza cautelare del gip Giulio Fanales, su richiesta del pm Alessia Menegazzo nell’inchiesta della Polizia, era emerso che le giovani pazienti (sentite anche in incidente probatorio), indebolite dai problemi di salute che volevano solo risolvere, erano spaventate e intimorite dall’atteggiamento del medico 43enne, che le avrebbe sottoposte, secondo le accuse, a violenze fisiche e verbali, giustificandole come parte del suo lavoro.
Il medico, attraverso i suoi difensori, ha sempre respinto le accuse. Il processo, dopo la testimonianza, proseguirà a gennaio e febbraio.
