Si torna a parlare del caso del povero Fabio Ravasio, il 51 enne parabiaghese fatto investire dalla compagna brasiliana Adilma Pereira Carneiro e lasciato a morire agonizzante ai bordi della provinciale quando questi era a pochi minuti da casa.
La vicenda che TN ha seguito quest’estate nei suoi particolari, è stata ricca di colpi di scena clamorosi. Tanto da portare al coinvolgimento e all’arresto di nove persone. Tra questi anche il magentino Marcello Trifone, l’uomo da cui Adilma ha avuto due figli e che si trovava in macchina, lato passeggero, accanto a chi ha materialmente pigiato sull’acceleratore per finire Ravasio.
I colpi di scena, come detto, potrebbe non essere ancora finiti, come riporta oggi La Prealpina. Il quotidiano infatti ha intervistato Andrea Toscani, il legale di Marcello Trifone che si trova rinchiuso presso il carcere di Busto Arsizio.
Dalle dichiarazioni dell’avvocato emerge chiaramente quale sia la strategia difensiva: ossia quello di arrivare ad una perizia psichiatrica in cui si evidenzi come Trifone fosse incapace d’intendere e di volere. In altre parole, la Mantide brasiliana verrebbe accusata di circonvenzione d’incapace.
L’avvocato Toscani d’altronde non ci gira troppo attorno: parla di uomo ingenuo, fragile e un po’ fanciullesco.
“Credeva alle affabulazioni della quarantanovenne brasiliana, non gli importava che i loro figli passassero per figli di Fabio Ravasio, non si curava dei milioni che la donna gli aveva dissipato”.
Insomma, molto dipenderà dalla perizia psichiatrica cui sarà sottoposto Trifone. La riposta arriverà dal dottor Nicola Poloni, autorizzato dal gip alle visite diagnostiche con l’indagato.
Orbene che Marcello Trifone abbia avuto una vita solo all’apparenza da rampollo di una grande famiglia poi decaduta insieme alla STF è cosa nota a chi lo conosce o frequentato.
Senza entrare nei dettagli che sono riguardano la privacy della persona, anche TN ha assunto una serie di informazioni che con ragionevole certezza porterebbero a quanto sostenuto dal legale di Marcello Trifone.
Patologie psichiatriche acclarate da tempo, ritardi cognitivi, ma che dovranno naturalmente essere confermate dal dottor Poloni, un ruolo in azienda sempre secondario “dove al massimo svolgeva le mansioni di un fattorino…”.
Una vicenda molto triste che aveva portato lo stesso Trifone ad intentare una causa milionaria nei confronti dei suoi familiari – che come riporta ancora La Prealpina – è tutt’ora pendente dinanzi al Tribunale di Milano.
Che dietro a tutto ciò ci sia ancora la regia di Adilma è più di un sospetto.
In una conversazione intercettata dai carabinieri di Legnano durante le indagini per l’omicidio di Fabio Ravasio la brasiliana si rivolge così: «Pensa bene a cosa devi fare, sennò perdi tutti i soldi che abbiamo litigato dalla ditta per otto anni, perdi tutto, i soldi della ditta e la casa di Mentone».
Una ‘sudditanza psicologica’ pressoché totale nei confronti dell’ormai ex compagna. Tanto da accettare di esser considerato il ‘nono figlio’ di Aldilma, di passare per il suo giardiniere, di lasciare che i suoi figli naturali fossero cresciuti e considerati di Fabio Ravasio. Per non parlare del fatto che lo stesso Trifone, secondo le testimonianze accettasse che venisse veicolata la tesi del tutto falsa, circa la sua omosessualità per giustificare ancora le sue frequentazioni con la “Mantide”.
Basterà tutto questo insieme ad un’eventuale perizia psichiatrica a cambiare ed alleggerire in modo sostanziale la posizione processuale di Trifone? Indubbiamente tutto passerà dal giudizio del dottor Poloni.
Perché ad oggi le prove contro Trifone sono schiaccianti. Avendo partecipato alle riunioni preparatorie a quella che è stata una vera e propria ‘esecuzione pianificata’ così come la sua presenza sull’auto che ha investito Ravasio.
Ma questo scenario presto potrebbe cambiare in modo radicale nel giro di poco.
