RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore , la cosa più bella delle votazioni? I comizi? NO, ormai non si fanno più come un tempo ; solo in grandi adunate !
I talk televisivi ? No , ormai non interessano più a nessuno. Gli spot elettorali o dichiarazione di voto ? Tutte cose superate !
La cosa più bella e vado subito al sodo: il post voto.
Analisi del voto; aria fritta per spiegarmi che non si sono sbagliati loro ma è il clima elettorale che è cambiato ?
Ma va !!! Vogliono farmi capire che io sono scemo e loro furbi , intelligenti e illuminati
Il voto americano ha detto molte cose ma nelle analisi del voto non emergono
Non emerge la spesa tripla della candidata democratica ….
Molti errori si fanno e si pagano alle urne !
Ma che sia l’ ultimo dei comuni o la più grande democrazia del mondo il fascino dell’ analisi entra in tutti noi.
Forse metà della gente non va più a votare ma molti ne vogliono parlare.
Una campagna elettorale è una maratona di emozioni , incontro , cene e sforzi
In un paese grande come gli Stati Uniti quasi un collasso di energie immerse in pochi mesi !
Una campagna elettorale lunghissima quella americana mentre da noi è continua
Io facevo fatica a coprire i terreni di campagna novarese.
Quindi ogni candidato ha il mio rispetto e pure stima e invidia ; io non ne sarei capace.
Trump ringrazia Harris!!! La Vice Presidente ringrazia il nuovo presidente…
Tutto democrazia a go go. Il male è nel contorno o dintorni …
Certo, le dichiarazioni dei politici italiani non sono state tutte in favore al voto popolare americano.
Ma analisi del voto bisogna farla chiara e tonda; perso voto popolare, stati, camera e senato !!!! Poi la geografia, statistica e religione del voto orientato va fatta per capire i punti deboli.
Ma in campagna elettorale va bene tutto dopo bisogna governare e fare opposizione.
Due prerogative della politica ma molto spesso lasciare troppo in mano a persone terze, attori, opinionisti, scrittori, cantanti e purtroppo pure giudici.
Tre cose nell’analisi del voto; limitarti ai numeri e contenuti. Vedere le proporzioni e storicità del voto. La biografia e geografia del voto.
Il primo dato è l’affluenza poi vengono gli orientamenti e schemi di voto.
Ma non si può mettere ideologia o simpatia o falsità nell’analisi.
Purtroppo molto spesso si mette disprezzo; cosa vuol dire voto delle campagne.
In Italia dove un 75 per cento abita in piccoli centri; molti opinionisti che confondono Afghanistan con Vietnam!!! Molti vogliono fare gli americani ma cosa sanno ??? Io posso dire quattro cose: le campagne elettorali sono lunghe e complicate e stressanti e devi avere alleati giusti. Il post voto è come il Monopoli non prendi mai soldi veri.
Terzo non bisogna disperare perché tra 4 o 5 anni possiamo stare ancora male.
Ma soprattutto quello che contano oggi almeno in USA; influencer basta avere quelli.
In queste votazioni c’è stato il passaggio di consegna tra media. Non chiedere mai una analisi del voto non dire mai l’analisi del voto. Tanto ognuno vuole credere al proprio credo. Quando la politica diventa religione deve avere le sue ferree e invasate convinzioni”.
Massimo Moletti
