RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “ANPI Magenta esprime profondo cordoglio e vicinanza alle figlie, Claudia e Silvia, per la morte di Licia Rognini Pinelli, vedova di Giuseppe Pinelli, scomparsa l’11 novembre 2024, a Milano, e la ricorda come un emblema di coraggio e resilienza.
La tragica vicenda di Giuseppe Pinelli ha come sfondo la Strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), primo atto della “strategia della tensione”, undici anni di attentati ad opera della destra eversiva. Per Piazza Fontana venne inseguita la pista anarchica, che costò più di tre anni di carcere a Pietro Valpreda e la vita a Giuseppe Pinelli, precipitato la notte fra il 15 e il 16 dicembre dalla finestra dell’ufficio del Commissario Calabresi, stanza al quarto piano della Questura di Milano. Le dinamiche non furono mai chiarite. Possiamo considerare Giuseppe Pinelli la diciottesima vittima innocente della strage.
Dopo la morte del marito, la vita di Licia Pinelli cambiò radicalmente, perché insieme al dolore iniziò la sua incessante opera di ricerca di verità e giustizia, e la conseguente pressione di investigatori, giornalisti, fotografi da cui dovette difendersi. Cambiò casa e scuola alle bambine, e trovò lavoro.
Il “caso Pinelli” venne archiviato nel 1977, Pinelli giudicato morto per malore, prosciolti tutti gli indiziati. Nel 1978 Licia fece richiesta di risarcimento, non accolta dal tribunale di Milano che la condannò a pagare le spese processuali. Licia non ricorse in appello, dichiarando la sua totale sfiducia. Nel 1982, scrisse e pubblicò Una storia quasi soltanto mia, libro-intervista con Piero Scaramucci, oggi suo testamento morale”.
