Maxi Operazione antidroga: ai domiciliari la ‘contabile’ della Sud Roberta Grassi. Ennesima ordinanza per Lucci

C’è anche Roberta Grassi, presunta contabile della curva Sud rossonera, tra le persone arrestate oggi nell’inchiesta della Dda di Milano e della Gdf di Pavia su un maxi traffico di droga, che ha portato ad una nuova ordinanza in carcere per spaccio per Luca Lucci, il capo ultrà milanista.

Da quanto si evince dall’ordinanza del gip Luigi Iannelli, nell’inchiesta del pm Gianluca Prisco, a Grassi è stata applicata un’ordinanza di arresti domiciliari per favoreggiamento personale nei confronti di Lucci. Grassi nell’inchiesta sulle curve non era stata arrestata, ma soltanto perquisita.

Tra gli arrestati finiti in carcere, invece, figura Luca Calajò, non Nazzareno Calajò come scritto in precedenza. Luca Calajò è nipote del presunto ras della droga del quartiere milanese Barona, Nazzareno Calajò, già condannato ad oltre 17 anni a Milano per traffico di droga. Ordinanza di custodia in carcere anche per Rosario Calabria e Antonio Rosario Trimboli, due nomi già emersi per la vicinanza a Lucci anche nell’inchiesta sulle curve.

Nelle carte, infatti, veniva segnalato che il capo ultrà Lucci sarebbe “vicino” a Rosario Calabria, a sua volta legato a Domenico Papalia, “figlio di Antonio”, detenuto all’ergastolo e “appartenente all’omonima famiglia di ‘ndrangheta orbitante nell’area Milanese.

C’è anche Luca Calajò, nipote del ‘boss della Barona’, Nazzareno Calajò, fra le altre 19 persone arrestate assieme a Luca Lucci dalla guardia di finanza di Pavia nell’inchiesta della Dda di Milano per spaccio e narcotraffico con al centro i rapporti con la cosca ndranghetista dei Barbaro di Platì, attivi nella zona di Cologno Monzese, e la ‘sostituzione’ del clan Flachi nella gestione degli affari illeciti nel quartiere Comasina di Milano.

Su ordinanza del gip Luigi Iannelli, 15 persone sono finite in carcere (inclusi Calajò e Lucci, accusati di spaccio di ingente quantità), 5 ai domiciliari e altri due soggetti – stranieri – sono al momento irreperibili. Le misure sono in corso di esecuzione nelle province di Pavia, Milano, Reggio Calabria, Lecco e Piacenza.

L’indagine del Nucleo di polizia economico finanziaria riguarda un traffico di 2,2 tonnellate di droga, precedente al 2021 e gestito attraverso canali esteri da Spagna, Sud America e Albania, con un giro d’affari da 11 milioni di euro e la vendita di cocaina, eroina e hashish. Sono stati sequestrati 250 chili di hashish.

I traffici sono emersi anche dalle chat criptate SkyEcc, bucate dalle forze dell’ordine belghe, olandesi e francesi nel marzo 2021, permettendo agli investigatori di mezza Europa di riuscire a decifrare le conversazioni scambiate tramite la piattaforma. Nel corso delle investigazioni è emerso un ruolo anche di cittadini cinesi per la gestione dei “canali bancari sommersi” con cui trasferire il denaro all’estero secondo il sistema del ‘fei eh ‘ien’, circuito finanziario informale per spostare denaro con la garanzia dell’anonimato.