Omicidio Giulia, giudici in Camera di Consiglio: sentenza non prima delle 12.30

La prima sezione della corte d’Assise di Milano, presieduta dalla giudice Antonella Bertoja, si è ritirata in Camera di consiglio per deliberare la sentenza su Alessandro Impagniatiello, il barman 31enne imputato per l’omicidio pluriaggravato della compagna incinta di 7 mesi Giulia Tramontano, l’accultamento del suo cadavere e interruzione non consensuale di gravidanza. Sentenza attesa non prima delle 12.30.

Impagniatiello è presente in aula, dove non ha reso dichiarazioni spontanee. Nessuna replica da parte della procura (aggiunto Letizia Mannella e pm Alessia Menegazzo), che ha chiesto per il barman l’ergastolo con 18 mesi di isolamento diurno. I familiari della vittima arriveranno per la lettura del verdetto, ha fatto sapere la presidente Bertoja. Nella aula della corte d’Assise i cancellieri del tribunale si sono presentati con una pianta, un ”pensiero per Giulia e il suo bimbo mai nato”, è scritto sulla confezione, che verrà consegnata alla mamma della vittima, Loredana Femiano.

A quanto ricostruito nel corso delle indagini dei carabinieri, l’uomo ha ucciso Giulia, 29 anni, con 37 coltellate nella loro abitazione a Senago, nel Milanese. Quel giorno stesso, il 27 maggio del 2023, la ragazza si era incontrata con la donna con cui l’ex barman aveva una relazione parallela e le due si erano confrontate su tutte le sue bugie e gli inganni. Nelle ore successive al delitto, Impagnatiello ha tentato per due volte di bruciare il cadavere, per poi decidere di nasconderlo dietro ad alcuni box a poche centinaia di metri da casa. Secondo l’accusa, avrebbe anche tentato di avvelenare Giulia per mesi somministrandole una sostanza topicida.