Il Consiglio comunale, durante la seduta di ieri, giovedì 28 novembre, ha approvato il nuovo Piano intercomunale di Protezione civile <
In caso di necessità il cittadino <
STRUTTURA DEL PIANO
Nella “Parte Generale” sono incluse la programmazione e la prevenzione del rischio in condizioni di normalità, con l’analisi di rischi presenti sul territorio e la proposta di misure preventive. La “Parte Operativa” è invece dedicata alla gestione delle emergenze e stabilisce le azioni da intraprendere in caso di calamità. Comprende inoltre schede schematiche con dati generali, scenari di rischio, aree di emergenza e procedure operative. Il Piano descrive diverse categorie di rischio: il rischio meteorologico, idrogeologico e Idraulico, sismico, industriale e chimico, tecnologico e altri rischi come quello sanitario legato, ad esempio, a epidemie, incendi boschivi e eventi a impatto locale che coinvolgano grandi afflussi di persone come manifestazioni o eventi pubblici.
PREVISIONE E PREVENZIONE DEI RISCHI
Nella sezione riguardante la previsione e a prevenzione dei rischi il Piano stabilisce le strategie per ridurre la pericolosità e prevede attività di manutenzione e controllo del territorio, informazione alla popolazione, formazione ed esercitazioni. Le funzioni di supporto sono coordinate dai Comuni e rivestono un ruolo fondamentale nelle esercitazioni periodiche.
Per quanto riguarda la pianificazione dell’emergenza, il Piano scenari di rischio, con l’identificazione degli eventi più probabili e della loro gestione e la creazione di una mappa dei rischi che classifica il livello di esposizione del territorio a diversi tipi di disastri, come alluvioni o incendi.
GESTIONE DELLE EMERGENZE
Sono previste aree di emergenza per ritrovo e accoglienza della popolazione in caso di evacuazione: la pianificazione comprende un sistema di allertamento per la popolazione in caso di condizioni meteorologiche avverse o emergenze. Le autorità locali coordinano le operazioni tramite le sale operative comunali. Il modello organizzativo e di intervento In caso di calamità prevede che il sindaco di ciascun Comune sia il primo responsabile e coordini gli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione. I sindaci possono collaborare anche a livello intercomunale. Per quanto riguarda l’attività dell’Unità di Crisi, composta da autorità locali e volontari di protezione civile, il Piano stabilisce che questa gestisca le risorse e supervisioni le azioni operative sul campo, seguendo procedure stabilite per i casi di emergenza. Le Sale operative locali sono responsabili di monitorare le emergenze e comunicare costantemente con il Centro operativo misto e con la Regione per un rapido dispiegamento delle risorse necessarie. I volontari di Protezione civile costituiscono un supporto essenziale.
