Blog

  • Per il vertice E5 dei ministri della Difesa “da Putin nessuna volontà sul cessate il fuoco”

    Per il vertice E5 dei ministri della Difesa “da Putin nessuna volontà sul cessate il fuoco”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Ucraina, Balcani, riarmo europeo: i temi al centro del vertice E5 dei ministri della Difesa, riunito a Roma. Si tratta di un formato di cooperazione nato con carattere informale in risposta alle sfide geopolitiche contemporane e per rafforzare il dialogo politico e militare, soprattutto nel contesto della sicurezza e della difesa del Continente, con un focus particolare sul sostegno all’Ucraina e sul rafforzamento delle capacità difensive europee. “Abbiamo tutti la stessa idea del pericolo che corriamo, della necessità di costruire, in modo concreto, l’Europa della difesa”, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Noi, di fronte al più grande pericolo, stiamo dando una risposta reale e concreta, uniti per un bene concreto che è quello della difesa della libertà”, ha aggiunto il ministro, spiegando che “abbiamo discusso del sostegno all’Ucraina, del rafforzamento della difesa europea, con un focus specifico sui Balcani occidentali. Abbiamo deciso un impegno più diretto per la pace e la sicurezza in Ucraina ed Europa. Abbiamo ribadito l’importanza di uno stretto coordinamento sull’Ucraina, do massimizzare l’impatto delle azioni congiunte e abbiamo discusso di altre aree di instabilità e di crisi, come i Balcani”.

    Questa è la quarta riunione del gruppo dei cinque con i ministri della Difesa di Francia, Sébastien Lecornu, Germania, Boris Pistorius, Polonia, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz e Regno Unito, John Healey. Con loro Andrius Kubilius, commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Charles Fries, vice segretario generale per Pace, Sicurezza e Difesa, e Francois-Marie Gougeon, Acting Assistant Secretary General della Nato. “Ci siamo occupati di molti temi, a partire dall’ Ucraina, dalla capacità di difesa europea, lo abbiamo fatto in un dialogo molto aperto. Questa è la forza di questo team. Tutto il mondo ha potuto vedere ieri a Istanbul l’assenza di Putin, questo ci dimostra che attualmente non è minimamente interessato a porre fine a questa guerra di attacco” ha detto Pistorius. “Non abbiamo visto nessun tipo di volontà, nessun segnale per voler trovare una soluzione pacifica. L’Europa e suoi alleati continuano ad appoggiare l’Ucraina e a sostenere un’azione di pace. Il essate il fuoco non è prevedibile ma dobbiamo pensare oltre, non dobbiamo farci sorprendere. Il cessate il fuoco deve aver successo e il lavoro dei volenterosi, degli ultimi mesi, è di fondamentale importanza. Vogliamo fare sul serio”, ha aggiunto.

    L’iniziativa rappresenta un passo significativo verso una maggiore autonomia strategica dell’Europa nella gestione delle proprie questioni di sicurezza, pur mantenendo saldi legami con la Nato. “Questo incontro ci ha permesso di parlare di Ucraina, della minaccia del Medioriente, dello sforzo del nostro armamento”, ha commentato Lecornu. “Ci sono molte incertezze su cui il cessate il fuoco può essere accettato dalla Russia, bisogna tenere un rapporto di forza. Come Europa possiamo formare le forze ucraine, è fondamentale continuare ad aiutare l’Ucraina ma farlo anche nel medio lungo termine. Sul tema del riarmo abbiamo parlato dell’importanza dello spazio a partire dalla connettività”, ha spiegato. Per Healey “è stata una riunione proficua a partire dall’Ucraina, la sicurezza delle nostre nazioni, dell’aeyropa inizia in Ucraina. Come ministri della Difesa non dobbiamo mettere in pericolo la costruzione di una condizione di pace, si deve raggiungere una pace durevole. Putin ha mostrato la sua doppia faccia: dice di volere la pace ma rifiuta il cessate il fuoco, potrebbe finire la guerra adesso”. Kosiniak-Kamysz, ha concluso: “La nostra non è una cinquina casuale, penso che oggi il nostro incontro è stato molto aperto. Siamo noi a guidare l’Europa, siamo gente di pace, siamo qui per far sì che ci sia la pace. La strategia è a favore della pace, non vogliamo la guerra”.

    – foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Magenta, corso ultimato con Urban Kombat: ancora tanti cittadini istruiti alla difesa personale

    Magenta, corso ultimato con Urban Kombat: ancora tanti cittadini istruiti alla difesa personale

    L’ultima lezione con Urban Kombat è dell’altra sera a Magenta. Ma sono ben 24 anni che l’associazione, presieduta da Matteo Osnaghi, insegna la difesa personale ai cittadini. In particolare il Krav Maga, metodo di combattimento israeliano. “Non si finisce mai di imparare anche nei nostri corsi – spiegano gli istruttori – ci sono persone che sono con noi da dieci anni e continuano a frequentare i corsi e a migliorare”. L’obiettivo di questi corsi è quello di riuscire ad affrontare situazioni di pericolo con maggiore consapevolezza e sicurezza di sé stessi. Ma come si diventa istruttori?

    “Naturalmente bisogna avere tanta esperienza – spiega Osnaghi – e poi, acquisita una certa competenza si può intraprendere anche quella carriera”. Molto utile soprattutto per le donne visto che, purtroppo, la cronaca mostra come i pericoli ci sono ed essere pronti ad affrontarli è quanto mai importante. Il percorso di crescita con i corsi di Urban Kombat permettono di acquisire maggiore autostima che poi è quella che spinge a fare sempre meglio. Urban Kombat continuerà con i corsi nell’immediato futuro. Il prossimo partirà nel mese di ottobre di quest’anno sempre con i maestri Matteo, Nicolò, Paolo, Mauro, Andrea.

  • Magenta, Aicit: dopo i 44 anni di fondazione, nel week end torna il banchetto con le begonie

    Magenta, Aicit: dopo i 44 anni di fondazione, nel week end torna il banchetto con le begonie

    Ancora giornate dense di eventi e ricordi per Aicit, associazione intervento contro i tumori gruppo Roberto Corneo. Giovedì 15 maggio il presidente Daniele Bolzonella ha ricordato che 44 anni fa venne fondata ufficialmente l’associazione che ha la sede a Magenta in piazza Liberazione. “A piccoli passi, ascoltando le vere necessità e con un po’ di fortuna, siamo arrivati qui – ha commentato rivolgendosi a tutti i volontari – Tanti volontari ci hanno sostenuto, altri li hanno seguiti ed a voi, attuali forze solidali, il ringraziamento dei cari pazienti (Ieri giornata mondiale dei malati di cancro).

    Augurandoci che altre forze si uniscano, rendiamo ancora più speciale il sogno di tanti decenni fa”. Domani, sabato 17 maggio torna a Magenta il banchetto di Aicit con le begonie. Sabato 17 maggio, per tutto il giorno, e domenica 18 maggio, finché saranno a disposizione, sarà possibile incontrare i volontari al banchetto in piazza Liberazione.

  • Intesa Sanpaolo, a Milano la mostra “Look at me like you love me”

    Intesa Sanpaolo, a Milano la mostra “Look at me like you love me”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Le Gallerie d’Italia – Milano di Intesa Sanpaolo ospitano dal 17 maggio fino al 19 ottobre “Look at me like you love me – Guardami come se mi amassi”, dell’artista statunitense Jess. T. Dugan, a cura di Renata Ferri, un progetto fotografico ideato e organizzato con la struttura Diversity, Equity & Inclusion della Banca e con la collaborazione di ISPROUD, la community interna LGBTQ+.
    La mostra, che apre nella Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, esplora i temi complessi della personalità, delle relazioni, dell’identità, dell’amore e della famiglia.
    Attraverso la sua opera autobiografica, Jess T. Dugan ci conduce nel suo mondo: una comunità di corpi e volti, gesti e sguardi, in coppia o soli, narrata attraverso ritratti di grande formato capaci di ispirare una meditazione profonda e sensibile che sfiora i temi del desiderio, della solitudine e della relazione e di come queste esperienze modellino l’identità di ognuno di noi.
    Con una sequenza di fotografie e video, Jess T. Dugan porta la nostra attenzione su una delle più potenti e complesse forme di intimità, quella di vedere ed essere visti.
    In mostra sono esposte 30 opere, di cui cinque completamente inedite, e due video: il primo è “Letter to My Daughter, 2023”, un video di fotografie intervallate da suoi testi; nel secondo, “Letter to My Father, 2017”, viene esplorato il rapporto tra l’artista e il padre.
    L’esposizione sarà accompagnata da quattro appuntamenti del palinsesto #INSIDE, gratuiti e aperti alla cittadinanza. Il primo evento è in programma il 16 maggio dalle 18.30 alle 19.30: un talk tra l’artista e la curatrice Renata Ferri sul tema “Un altro modo di guardare è possibile?”. Al termine, firmacopie del catalogo. Gli altri incontri sono previsti il 5 giugno, con Francesca Vecchioni, il 19 giugno con Josephine Yole Signorelli in arte Fumettibrutti e l’11 settembre con Vittorio Lingiardi. Prenotazione consigliata fino ad esaurimento posti a milano@gallerieditalia.com.
    Il 16 maggio, dalle 19.30 alle 20.30, apertura in anteprima gratuita per tutti i visitatori.
    Il catalogo della mostra è edito da Società Editrice Allemandi.
    La sede espositiva di Milano, insieme a quelle di Torino, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia.

    – foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
    (ITALPRESS).

  • A Marcallo in mostra gli acquerelli “D’acqua e di grappa 9”

    A Marcallo in mostra gli acquerelli “D’acqua e di grappa 9”

    Anche quest’anno tra le acqueviti torna l’appuntamento con il colore. Sono circa 25 le opere in mostra realizzate dagli allievi dell’artista Gionata Alfieri; si sono lasciati ispirare dalle trasparenze e dall’acqua e hanno rappresentato vari soggetti. L’inaugurazione della nona edizione della mostra “D’acqua e di grappa” sarà sabato 17 maggio presso il Grappa Store Marcallo, per tre settimane, fino al 7 giugno, da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.

    Sulla locandina un lupo, a richiamare la natura che riprende sempre i suoi spazi e ricorda il dovere di rispettarla ma forse anche un richiamo ad un ritorno, quello del lupo appunto, all’interno del Parco del Ticino.
    Proprio questo territorio ha offerto ai corsisti spunti che sono diventati soggetti dei lavori e che, insieme, costituiscono un armonioso accompagnamento nella mostra che racconta, ancora una volta, di colore e di acqua, questa volta non del fiume Ticino ma della tecnica antica dell’acquerello e sapientemente usata e diffusa da Gionata Alfieri, presente anche nelle scuole del territorio: “Credo che tutto parta dalle scuole elementari, anche per quanto riguarda la pittura e il mondo dell’arte”, precisa.

  • Lo studio, ‘funziona’ cura cicatrici di guerra con metodologia Biodermogenesi

    Lo studio, ‘funziona’ cura cicatrici di guerra con metodologia Biodermogenesi

    (Adnkronos) – A poco più di un anno dalla presentazione del progetto 'Mission to Kiev', nato per offrire un percorso terapeutico ai feriti di guerra ucraini, al congresso della Società italiana di Medicina estetica (Sime 2025) a Roma il dottor Yehor Kolodchenko di Kiev, ha illustrato i primi risultati nella cura di pazienti straziati da cicatrici devastanti con la metodologia Biodermogenesi di RigeneraDerma. Lo studio preliminare – pubblicato su 'PubMed' – ha preso in considerazione 67 pazienti (15 bambini, 26 donne e 26 uomini) e ha riscontrato dopo il trattamento con "esito positivo, estetico e funzionale". Secondo la Un Human Rights Office, tra febbraio 2022 e il 31 dicembre 2024, sono rimasti feriti almeno 28.382 civili, tra cui 1.833 bambini, ma si teme che i dati reali siano molto più alti. Dai pochi studi esistenti, le principali ferite sono da ustione, conseguenza del fatto che l'aria intorno alle esplosioni diventa rovente per un raggio di decine di metri e tutti coloro che vengono coinvolti da tali onde d'urto termiche sono esposti a lesioni a mani, volto e collo, ovvero le parti generalmente non coperte dall’abbigliamento. Da RigeneraDerma è nato Mission to Kiev. Il progetto RigeneraDerma, nato per curare gratuitamente le cicatrici delle donne vittime di violenza, è stato esteso, sempre pro bono, anche a militari e civili feriti nel corso della guerra d'Ucraina, confermando l'attenzione da sempre dimostrata verso pazienti particolarmente deboli, verso i quali la medicina non è riuscita ad offrire cure significative. Troppo spesso i feriti di guerra sono stati abbandonati a loro stessi, con problemi di relazione causati proprio dalle cicatrici, talvolta deturpanti, e molte volte impossibilitati a rientrare nel mondo del lavoro, perdendo di conseguenza la propria indipendenza economica. Mission to Kiev è nato da un’idea di Maurizio Busoni, professore presso il Master di Medicina Estetica delle Università di Barcellona e Camerino. Il progetto si avvale del Patrocinio dell’Università di Verona con la collaborazione del professor Andrea Sbarbati e dell’ingegner Sheila Veronese, del professor Francesco D'Andrea dell'Università Federico II di Napoli, del dottor Yehor Kolodchenko, president of Association of Laser Medicine and Cosmetology di Kyiv, Ucraina. RigeneraDerma "ha accumulato esperienze estremamente positive nella terapia delle ustioni e delle cicatrici in genere, grazie all’utilizzo della metodologia Biodermogenesi, e questo ha permesso di sviluppare dei protocolli terapeutici per le cicatrici di guerra, generalmente più complesse rispetto a lesioni simili maturate in ambiente civile – riporta la nota dell'azienda – Questo a causa dei composti chimici abbinati ai proiettili e agli esplosivi destinati ad aggredire la pelle in un secondo tempo, causando ulteriori lesioni di estrema gravità. Per capire la portata di tali danni progressivi è sufficiente sapere che molto spesso gli amputati di guerra devono subire una seconda amputazione sul tessuto che si riteneva sano nel corso del primo intervento chirurgico. "Nonostante la storia dell'umanità sia scandita dalle guerre, sino ad oggi nessuno si è preoccupato di curare le cicatrici dei feriti sopravvissuti, – sottolinea Maurizio Busoni -. Attualmente non esiste un protocollo terapeutico convalidato, né una scala di valutazione del danno determinato da tali cicatrici. Pertanto siamo partiti dallo studio delle cicatrici di guerra e delle loro conseguenze, quali ad esempio dermatiti gravi e talvolta croniche o devastanti forme di tumore cutaneo, come le ulcere di Marjolin, che si possono manifestare anche 30 anni dopo la ferita. Questo ha permesso di sviluppare una scala di valutazione delle cicatrici di guerra che abbiamo denominato Powasas (Patient and Observer WAr Scar Assessment Scale), che è stata adottata per Mission to Kiev e ha permesso di determinare la gravità delle lesioni e successivamente di valutare i miglioramenti apportati». La scala Powasas è stata sviluppata da Maurizio Busoni e d Yehor Kolodchenko, che ne ha validato i contenuti sulla base delle proprie esperienze maturate nella cura delle cicatrici di guerra nel corso degli ultimi 14 mesi. Tale scala di valutazione offre, quindi, una chiave di lettura effettiva dei livelli di complicazione delle cicatrici di guerra e sarà destinata ad una pubblicazione su una rivista scientifica ad elevato impact factor. "I risultati ottenuti, che saranno oggetto di una specifica pubblicazione, che permetterà di condividere il protocollo terapeutico a favore di feriti coinvolti in conflitti locali che continuano a causare vittime. In base al rapporto della ong Armed Conflict Location and Event Data (Acled), che mappa i conflitti in tutte le regioni del mondo, vi sono guerre in corso in: Ucraina, Israele, Gaza, Cisgiordania, Libano, Sudan e Yemen e conflitti locali di diversa intensità che coinvolgono l’intero Sahel africano, la Siria e Haiti, mentre sta salendo la tensione tra India e Pakistan ed in Messico e Colombia la guerriglia per il contrasto ed il controllo della produzione e la distribuzione di cocaina sta assumendo i connotati di scontro armato vero e proprio tra bande organizzate e gli eserciti nazionali. Purtroppo, nell’ottica di tutti i conflitti esistenti, l’esperienza di Yehor Kolodchenko è destinata ad assumere un rilievo sempre più importante, rappresentando la prima terapia la cui efficacia è stata documentata e validata", prosegue la nota.  "Come medico, apprezzo molto il trattamento delle cicatrici con Biodermogenesi nei nostri pazienti che hanno subito ustioni e lesioni da esplosione e da combattimento, poiché è completamente indolore, non traumatico e non invasivo, – afferma il dottor Kolodchenko -. È privo di tempi morti e migliora davvero la condizione della pelle, riduce le contratture senza effetti collaterali o restrizioni dei pazienti, a differenza delle diffuse tecniche di ablazione laser. Inoltre, al momento, mancano pubblicazioni sul trattamento delle cicatrici di guerra con Energy Based Device".  "Sono molto soddisfatto dei dati raccolti in Ucraina dal Dottor Kolodchenko e dai suoi colleghi che hanno aderito con entusiasmo al progetto Mission to Kiev – afferma Busoni -. Realizzare per primi un protocollo terapeutico per le cicatrici di guerra era una sfida che mi ha reso difficile dormire, sia per la difficoltà di tali cicatrici, sia perché non volevo illudere i pazienti, già provati dalla vita, di poter ottenere dei miglioramenti che non si sarebbero poi realizzati. Oggi sappiamo che anche le componenti chimiche che rendono così complesse queste cicatrici possono essere gestite con successo e che possiamo veramente contribuire a migliorare la qualità della vita di tante persone, al momento in Ucraina ma in futuro anche negli altri teatri di guerra purtroppo presenti in tanti Paesi del mondo. Il rapporto di Ohchr del 31 dicembre 2024 parlava di 1.833 bambini rimasti feriti in Ucraina. Sapere che oggi possiamo aiutarli a ritrovare il sorriso è la più grande soddisfazione per coloro che lavorano nell’ambito della medicina". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Come affrontare i dazi? “Diversificare in mercati nuovi, guardare agli emergenti”

    Come affrontare i dazi? “Diversificare in mercati nuovi, guardare agli emergenti”

    “Fino all’inizio degli anni 2000 il mercato NordAmericano ha rappresentato per le imprese italiane una grande opportunità di crescita. I prodotti italiani per la pulizia professionale, soprattutto le macchine, pesavano per oltre il 25% delle importazioni generali”, spiega Toni D’Andrea, amministratore delegato di ISSA PULIRE NETWORK e Direttore di ISSA per la regione EMEA.

    Mentre continua il braccio di ferro, che nelle ultime settimane si è in parte ammorbidito, tra gli Stati Uniti e diversi Stati nel mondo, tra cui l’Unione Europea, le aziende stanno facendo i conti con costi inaspettati.

    Eppure, qualcosa pare muoversi sul fronte europeo, con Bruxelles che nelle scorse settimane ha detto di voler aumentare le importazioni dagli Usa e l’immediato effetto positivo sui mercati, con le Borse europee tornate ai livelli pre dazi. D’Andrea continua l’excursus storico: “A cominciare dal 2005 la presenza italiana nel mercato NordAmericano ha cominciato a vacillare a beneficio di altri Paesi fornitori, primo tra tutti la Cina. Lo scenario attuale vede 5 Paesi esportatori in quel mercato con quote variabili tra il 10 e il 15%: Canada, Messico, Cina, Germania e Corea del Sud. L’Italia è scalata al settimo posto con il 4,11% nel 2024”.

    Ma che peso hanno i dazi americani sul settore del cleaning professionale, nel quale sono attive molte importanti industrie italiane, tra cui molte lombarde e diverse anche quelle del territorio dell’Ovest Milano? “In questo comparto i dazi incidono, certamente, ma non in modo drammatico. Il problema interviene laddove alcune aziende italiane, e ce ne sono alcune, producano in Cina e vendano negli Stati Uniti. In quel caso i dazi potrebbero essere un grande problema”.

    Mancano meno di due settimane e inizierà la XXVII^ edizione di ISSAPULIRE 2025. Che ruolo ha la fiera in questo momento economico? “La fiera ha il ruolo di mettere in comunicazione la domanda e l’offerta. Con un altro tasso di internazionalità, ISSA PULIRE nell’edizione 2023 ha raggiunto il 34% di visitatori stranieri. E un evento fieristico può rappresentare uno strumento molto efficace per estendere in altri mercati il proprio business”. In particolare, in questa edizione “abbiamo registrato un incremento pari all’86% di espositori stranieri: 119 contro i 64 dell’edizione precedente. Questi numeri fanno sperare in un’edizione di grande successo e in una straordinaria occasione di networking trasversale”.

    Incontro tra domanda e offerta, ma anche confronto in fiera, grazie a momenti di approfondimento con gli esperti. Quali le possibili strategie per affrontare i dazi? “Non bisogna inventare nulla – sottolinea D’Andrea. – Le regole sono le stesse da molti anni: diversificare in mercati nuovi, emergenti. Quest’anno in fiera saranno presenti otto delegazioni ufficiali di buyers, coordinati da ITA/ICE provenienti da Algeria, Arabia Saudita, Egitto, Ghana, Marocco, Nigeria, Mauritania, Sud Africa, una delegazione di imprese proveniente da Brasile, Argentina, Colombia e Cile”.

    Per gli oltre duecento operatori partecipanti anche una conferma: “Investire maggiormente in Ricerca e Sviluppo. Le imprese italiane investono troppo poco in innovazione. Tra i finalisti del Premio “Prodotto dell’Anno” che verrà consegnato in fiera, infatti, su cinque prodotti selezionati soltanto uno è italiano”. La fiera è inoltre una piattaforma di relazioni, “la migliore possibile. Uno dei modi più efficaci per avere successo all’estero è quello di fare rete, costruire un network strategico, realizzare associazioni di scopo per affrontare insieme il mercato, per condividere gli investimenti, per realizzare economie di scala nell’ acquisto delle materie prime e dei servizi”.

    Per lavoro Toni D’Andrea è spesso in giro per il mondo, dove “ho avuto modo di incontrare negli ultimi mesi molte imprese di servizi ed ho capito quanto il tema della formazione sia per loro una leva strategica. Le imprese di successo investono almeno il 2% del loro fatturato in formazione professionale, e questo per un’impresa che fattura 100 milioni di Euro, in Italia ce ne sono alcune decine, significa investire almeno 2 milioni di Euro in attività orientate alla qualificazione del personale. Siamo anche qui lontanissimi dai numeri necessari”.
    E a ISSA PULIRE 2025, il più importante evento internazionale dedicato al cleaning professionale, dal 27 al 29 maggio 2025 a Fieramilano (Rho), che accoglierà i leader e gli innovatori del settore, si affronterà anche quest’ultimo aspetto.

  • Aosta, chiuse le indagini sulla TAC alla gatta del radiologo Fanelli: quattro gli indagati

    Aosta, chiuse le indagini sulla TAC alla gatta del radiologo Fanelli: quattro gli indagati

    La Procura della Repubblica di Aosta ha ufficialmente chiuso le indagini preliminari relative al caso, divenuto noto anche a livello nazionale, della TAC effettuata lo scorso gennaio alla gatta del dottor Gianluca Fanelli, radiologo interventista in servizio presso il reparto di Radiologia dell’ospedale regionale di Aosta.

    Secondo quanto emerso, sarebbero quattro le persone indagate, tutte coinvolte a vario titolo nella vicenda. Si tratta dello stesso Fanelli, marito della senatrice della Lega Nicoletta Spelgatti, del primario del reparto, dottor Massimiliano Natrella, e di due tecniche di radiologia: Giulia Sammaritani e Denise Baroni.

    Le accuse mosse nei loro confronti comprendono l’interruzione di pubblico servizio e l’esercizio abusivo della professione veterinaria. L’ipotesi degli inquirenti è che l’esame diagnostico sull’animale sia stato effettuato utilizzando attrezzature e spazi dell’ospedale pubblico, fuori dalle procedure previste, e senza le necessarie competenze veterinarie.

    L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri del NAS di Aosta, sotto il coordinamento della locale Procura. Con la chiusura delle indagini, ora gli indagati avranno la possibilità di presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati, prima che il magistrato decida se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.

  • Magenta: ragazzo in monopattino coinvolto in un incidente alla rotonda di via Cavallari

    Magenta: ragazzo in monopattino coinvolto in un incidente alla rotonda di via Cavallari

    E’ stato accompagnato, in codice verde, al pronto soccorso dell’ospedale Fornaroli un ragazzo di 15 anni coinvolto in un incidente all’altezza della rotonda tra via Dante e via Cavallari a Magenta. Erano le 15 quando è avvenuto l’urto tra auto e monopattino per cause in corso di chiarimento da parte della Polizia locale. Inizialmente le condizioni del ragazzo sembravano gravi, tanto gli gli equipaggi della Croce Bianca di Magenta e dell’autoinfermieristica sono stati attivati con il codice rosso.

    Fortunatamente le condizioni del giovane erano invece, meno preoccupanti del previsto ed è stato trasferito al pronto soccorso pediatrico in codice verde. Sul posto è giunta la Polizia locale per i rilievi di rito.

  • Food, la ricerca: evoluzione della cucina italiana, nuove tendenze tra tradizione e modernità

    Food, la ricerca: evoluzione della cucina italiana, nuove tendenze tra tradizione e modernità

    (Adnkronos) – Come sta evolvendo il rapporto degli italiani con la cucina nell'era della digitalizzazione? Quali sono le tendenze emergenti che ridefiniscono le abitudini alimentari nel nostro Paese? La nuova indagine 'Cucinare oggi: tra tradizione, sperimentazione e desiderio di semplificazione', commissionata da Vorwerk Italia ad AstraRicerche nell'aprile 2025, offre un quadro dettagliato analizzando un campione rappresentativo di oltre 1000 italiani tra i 25 e i 65 anni. L'indagine rivela che per gli italiani contemporanei il cibo rappresenta innanzitutto una fonte di piacere (29,9%), seguito da un veicolo di benessere e salute (24,1%) e un importante momento di condivisione sociale (21,8%). La tradizione culinaria mantiene un ruolo rilevante (16,7%), mentre si fa strada un approccio più ludico e personale all'esperienza gastronomica (7,6% cita il divertimento). L'analisi di genere evidenzia differenze significative: il piacere di cucinare è più accentuato tra gli uomini (34% contro il 26% delle donne), con picchi particolarmente elevati (45%) nella fascia 35-44 anni. Le donne, invece, tendono a valorizzare maggiormente la dimensione relazionale dell'esperienza culinaria (25% contro 18% degli uomini). Uno degli aspetti più significativi emersi dalla ricerca condotta da AstraRicerche è il forte legame con la tradizione culinaria, particolarmente evidenziato dalle generazioni più giovani. Secondo i ricercatori, il 21% degli intervistati tra i 25 e i 44 anni associa il cibo alla tradizione, un dato che sottolinea come i Millennials e la generazione Z stiano riscoprendo e valorizzando il patrimonio gastronomico italiano. “La cucina e il nostro rapporto con essa – afferma Giovanni Rainoldi, Consumer Insight Manager di Vorwerk Italia – rappresentano una fonte interessantissima attraverso la quale osservare la nostra società. L’ascolto delle persone è intrinseco nell’attività della nostra azienda, dalle nostre incaricate a contatto con i clienti quotidianamente fino all’analisi dei bisogni e della soddisfazione delle persone di cui questa collaborazione con AstraRicerche ne è esempio”. Nonostante l'accelerazione dei ritmi di vita contemporanei, la passione per la cucina non solo resiste ma si rafforza: il 69% degli italiani dichiara di amare dedicare tempo alla preparazione dei pasti e il 59% si considera competente ai fornelli. Emerge con forza la dimensione terapeutica dell'esperienza in cucina: per il 61% degli intervistati, cucinare rappresenta un momento di relax e decompressione dallo stress quotidiano. La cucina conferma inoltre la sua centralità come spazio di relazione interpersonale: oltre l'80% degli italiani considera il pasto un momento fondamentale di connessione con famiglia e amici. Il pranzo domenicale, emblema della tradizione gastronomica nazionale, conserva la sua importanza rituale per due italiani su tre, con percentuali che raggiungono il 76% nelle regioni meridionali. L'indagine documenta una significativa trasformazione nelle abitudini alimentari degli italiani: il 67,6% ha modificato orari e modalità dei pasti rispetto al passato, privilegiando una maggiore flessibilità (44,9%) in linea con i cambiamenti degli stili di vita. Sebbene il 60% continui a consumare i pasti a casa quotidianamente, emerge un quadro di crescente mobilità alimentare: il 55% mangia fuori almeno una volta a settimana, principalmente per ragioni professionali. Il food delivery è ormai parte integrante delle abitudini alimentari per oltre il 30% degli intervistati, che vi ricorre con cadenza settimanale, con una frequenza che si è stabilizzata negli ultimi anni per il 52,4%. Tuttavia, i ricercatori evidenziano anche come il 34,7% degli intervistati dichiara di aver ridotto il ricorso al delivery.  La diffusione del lavoro agile ha avuto un impatto significativo sulle routine alimentari degli italiani: il 35% dichiara di mangiare in modo più sano grazie alla flessibilità lavorativa, il 23% dedica più tempo alla cucina, mentre il 21,8% sperimenta maggiormente con nuove ricette. Particolarmente rilevante l'impatto sui giovani professionisti: tra gli uomini under 35, quasi uno su due (46%) afferma di aver incrementato il tempo dedicato alle preparazioni culinarie grazie alla possibilità di lavorare da casa, ridefinendo il rapporto tra sfera professionale e domestica. Il 69 % degli italiani vive oggi la cucina come un'opportunità di esplorazione e scoperta gastronomica. Tra le tendenze emergenti, spiccano le ricette 'svuotafrigo' che soddisfano il 61,4% degli intervistati, rivelando una crescente attenzione alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi alimentari, mentre il 32,2% si cimenta nella riproduzione domestica di piatti etnici assaggiati al ristorante. La consapevolezza alimentare guida molte delle scelte in cucina: l'80% cucina per mangiare in modo più sano, mentre il 77,4% lo fa per preservare i valori nutritivi degli alimenti. Si diffonde anche la pianificazione settimanale dei pasti, adottata dal 21% degli intervistati, con percentuali che raggiungono il 41% tra le donne nella fascia 25-34 anni, evidenziando una crescente attenzione all'organizzazione e all'efficienza domestica. “Gli italiani – conclude Rainoldi – mettono in luce un crescente investimento in cucina, dalla preparazione alla fruizione dei pasti ed è interessante notare come emerga un panorama di esperienze ed esigenze diverse, che solo superficialmente possono apparire in contrapposizione”. L'indagine evidenzia anche l'importanza crescente della dimensione estetica dell'esperienza culinaria: il 60,2% degli italiani considera importante l'impiattamento, con percentuali che salgono al 68% per gli uomini nella fascia 35-44 anni, più influenzata dalla cultura visuale dei social media. Un dato sorprendente emerge dall'analisi delle abitudini di condivisione: più che alla pubblicazione sui social network (praticata solo dal 17,8%), gli italiani preferiscono una condivisione più intima e personale delle loro creazioni culinarie, con il 27,3% che invia fotografie dei piatti ad amici e familiari attraverso messaggistica privata. Nonostante l'entusiasmo diffuso, l'attività culinaria presenta ancora delle sfide quotidiane: il 66,6% degli italiani cerca costantemente ispirazione per piatti appetitosi e accessibili. Le fonti principali di questa ispirazione restano la tradizione familiare (48,1%), seguita dai social network (33,4%, con picchi tra i 25-34enni) e dai programmi televisivi dedicati alla cucina (33,1%). La semplificazione emerge come un'esigenza sempre più diffusa nell'attuale contesto socioeconomico: il 47,2% degli intervistati cerca soluzioni per cucinare bene in minor tempo. Un italiano su quattro (26%) lamenta la necessità di troppi strumenti per determinate preparazioni, mentre il 36% vorrebbe poter adattare più facilmente le ricette alle proprie esigenze alimentari. I dati dell'indagine delineano l'emergere di un nuovo modello di cucina domestica in Italia, caratterizzato da maggiore consapevolezza, flessibilità e attenzione al benessere. Questi trend suggeriscono una crescita del mercato per prodotti e servizi che facilitano la preparazione di cibi sani, riducono gli sprechi alimentari e ottimizzano i tempi di preparazione, mantenendo al contempo un forte legame con la tradizione gastronomica italiana. L'analisi condotta mostra come la cucina italiana del 2025 stia evolvendo verso un paradigma che integra innovazione tecnologica e tradizione culturale, efficienza e piacere, individualità e condivisione, confermando la centralità dell'esperienza culinaria nell'identità culturale e nelle abitudini quotidiane degli italiani contemporanei. E' in questo scenario in continua trasformazione che si inserisce il nuovo Bimby, l’evoluzione del celebre robot da cucina multifunzione di Vorwerk. Con oltre 40 anni di storia accanto agli italiani, Bimby ha saputo evolversi in un vero sous-chef domestico, capace di adattarsi alle esigenze della cucina contemporanea. Semplice da usare e tecnologicamente avanzato il nuovo modello unisce un design elegante e compatto, un’interfaccia intuitiva e un display immersivo. La connessione ancora più fluida con le oltre 100.000 ricette disponibili su Cookidoo lo rende uno strumento potente e versatile, pensato per chi cerca performance e stile in un unico elettrodomestico.  Svolge il lavoro di 20 elettrodomestici in uno solo, semplificando con efficienza le operazioni più complesse e lasciando spazio alla creatività. Che si tratti di piatti della tradizione o di nuove sperimentazioni, di cucinare per sé o per gli altri, per chi è esperto o alle prime armi, Bimby è l’alleato ideale per vivere la cucina, oggi e domani, come uno spazio personale, creativo e autentico. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)