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  • Hyundai protagonista della nuova era della mobilità connessa

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – La connettività sta ridefinendo il modo in cui intendiamo la mobilità. Le auto non sono soltanto mezzi di spostamento, ma componenti intelligenti di un ecosistema digitale che unisce persone, veicoli e infrastrutture. In questo contesto, Hyundai è tra i protagonisti del cambiamento, con un approccio che mette il software e i servizi digitali al centro dell’esperienza di guida, per renderla più sicura, intuitiva e personalizzata. I veicoli connessi rappresentano una delle innovazioni più rilevanti dell’industria automobilistica odierna e futura. Grazie a sensori, telecamere e sistemi di comunicazione avanzati, sono in grado di dialogare tra loro e con l’ambiente circostante, migliorando la sicurezza e il comfort di chi guida.

    Hyundai è protagonista nello sviluppo e nell’evoluzione dei Connected Car Services (CCS): un insieme di soluzioni avanzate e digitali pensate per rendere ogni viaggio più sicuro, semplice e personalizzabile. Proprio come lo smartphone ha rivoluzionato il modo in cui viviamo e lavoriamo, il veicolo “software-defined” sta trasformando il modo in cui ci muoviamo. I Connected Car Services di Hyundai accompagnano questa evoluzione: dal comfort quotidiano – come poter sbloccare e preriscaldare l’auto nelle giornate più fredde – alle funzioni che semplificano il lavoro, l’intrattenimento e la vita in movimento. L’obiettivo è offrire alle persone più tempo e meno pensieri, con tecnologie che si integrano naturalmente nelle loro attività quotidiane.

    Al cuore di questo ecosistema si trova Bluelink, la piattaforma che estende la connettività Hyundai ben oltre l’auto, integrandola con la vita digitale dei suoi clienti. Con oltre un milione di utenti in Europa, Bluelink non è soltanto un sistema di connessione tra conducente e automobile, ma un vero e proprio compagno intelligente di mobilità, capace di adattarsi alle abitudini e alle esigenze di ciascuno. Attraverso un app evoluta e servizi digitali perfettamente integrati a bordo, Bluelink® consente di gestire l’auto da remoto, regolare la temperatura dell’abitacolo nei modelli elettrici, monitorare in tempo reale lo stato della batteria o pianificare un viaggio con informazioni dinamiche su traffico e percorso. E’ la sintesi più avanzata di tecnologia e semplicità, l’espressione concreta di una guida intelligente, fluida e connessa, che conferma il ruolo di Hyundai come punto di riferimento nel mercato della mobilità digitale e dell’innovazione connessa. A rendere l’esperienza ancora più fluida ci sono gli aggiornamenti Over-the-Air (OTA), che permettono di installare nuove funzioni software in modo immediato, senza passaggi in officina. Un singolo aggiornamento, poi, può trasformare il funzionamento del veicolo, migliorandone prestazioni, sicurezza e comfort. E’ la logica dei veicoli definiti dal software: auto che evolvono nel tempo, come i bisogni dei loro proprietari, elevando continuamente servizi e funzionalità, rimanendo aggiornati.

    La connettività per Hyundai non si limita al comfort, ma abbraccia anche la sicurezza degli occupanti e di chi si trova all’esterno. I sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), parte integrante della suite Hyundai SmartSense, utilizzano sensori e telecamere per prevenire il rischio e garantire un’esperienza di guida sempre più protetta e sicura, anche per chi non è a bordo. Funzioni come il cruise control adattivo, l’assistenza al mantenimento della corsia, la frenata automatica d’emergenza e il monitoraggio dell’angolo cieco sono rese possibili proprio dallo scambio di dati in tempo reale tra veicoli e infrastrutture, contribuendo a ridurre gli incidenti e a rendere le strade più sicure per tutti. La connettività rappresenta anche il fondamento delle più avanzate tecnologie Vehicle-to-Everything (V2X), che consentono alle auto di interagire con infrastrutture, reti e dispositivi esterni. Tra queste spicca la funzione Vehicle-to-Load (V2L), una delle innovazioni più distintive introdotte da Hyundai sui suoi modelli elettrici. Grazie alla ricarica bidirezionale, il veicolo diventa una fonte di energia mobile, in grado di alimentare dispositivi elettronici, elettrodomestici o persino altri veicoli elettrici. Una vera e propria “power bank su quattro ruote”, ridefinendo così il concetto di autonomia.

    Infine, con il servizio Charge myHyundai, i conducenti possono accedere a oltre 950.000 punti di ricarica in 28 Paesi europei, elevando l’esperienza d’uso e semplificando così la mobilità elettrica. L’offerta dei Connected Car Services comprende anche la Digital Key 2 Touch, che utilizza tecnologie NFC e Ultra-Wideband per consentire l’accesso e l’avvio dell’auto tramite smartphone o smartwatch, in modo sicuro e immediato, e il sistema eCall, che assicura assistenza automatica in caso di emergenza, trasmettendo ai soccorsi la posizione e le informazioni necessarie per un intervento rapido.La connettività apre dunque la strada a un modo nuovo di vivere l’auto, più flessibile, digitale e vicino ai bisogni delle persone.

    Per Hyundai, innovare significa creare valore reale, mettendo la tecnologia al servizio delle esigenze quotidiane. Dalla progettazione dei sistemi digitali al comfort degli interni, ogni dettaglio è pensato per rendere il veicolo uno spazio personale e funzionale. L’approccio unisce tecnologia, ergonomia e attenzione ai comportamenti d’uso, con l’obiettivo di offrire soluzioni pratiche e migliorare l’esperienza di mobilità. Questa attenzione al benessere delle persone guida ogni ambito di sviluppo – dai servizi connessi al design degli interni, fino alle tecnologie di bordo – e riflette la vision “Progress for Humanity” del Brand, orientata a una mobilità più connessa, efficiente e accessibile.

    foto: ufficio stampa Hyundai Italia

    (ITALPRESS).

  • La Norvegia travolge Israele 5-0 e ipoteca il pass Mondiale

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    OSLO (NORVEGIA) (ITALPRESS) – I due tentativi dagli 11 metri falliti da Erling Haaland (doppia parata di Peretz) potevano illudere, ma la Norvegia ci ha messo davvero poco a scacciare via i propri timori e soprattutto le speranze azzurre. A Oslo la squadra di casa batte con un netto 5-0 Israele, in un match valido per il girone I delle qualificazioni ai Mondiali del 2026. Un successo che permette alla selezione di Solbakken di continuare il proprio cammino a punteggio pieno e di ipotecare il primo posto che regala il pass per la Coppa del mondo. Restano due partite ai norvegesi, attesi il 13 novembre dall’Estonia (a Oslo) e il 16 dall’Italia di Gattuso (a Milano), ma al di là del vantaggio in classifica c’è una differenza reti ampiamente a favore di Haaland e compagni e, in caso di arrivo a pari punti, sarà quella a decidere.
    In una Oslo blindata e con imponenti misure di sicurezza, si comincia con la pacifica manifestazione pro-Palestina che arriva fino all’Ullevaal Stadion, oggi a capienza ridotta proprio per motivi di ordine pubblico. La Norvegia comincia subito forte, conquista un rigore al 5°, ma Haaland lo sbaglia due volte, facendosi respingere entrambe le conclusioni da Peretz.
    La superiorità però è evidente, Israele è in balia dei norvegesi che, al 18°, sbloccano il risultato: Sorloth va via sulla destra e pesca sul secondo palo Nusa il cui colpo di testa viene deviato in gol da Khalaili. Al 27° arriva il raddoppio di Haaland che torna spietato bomber e trasforma in gol, con grande facilità, l’assist di Sorloth. Neanche un minuto dopo arriva il 3-0, un’altra autorete decisamente più goffa della prima, questa volta firmata da Nachmias che, tra l’altro, si schianta anche sul palo ed è costretto a uscire per infortunio.
    Nella ripresa non cambia la trama di un film con il finale scontato e senza colpi di scena: il protagonista è sempre Erling Haaland. Al 18° sigla il 4-0, al 27° il 5-0 (per l’incredibile somma di 51 reti in 46 partite in nazionale), entrambi su assist di uno strepitoso Nusa. Pokerissimo servito, Mondiali a un passo per la Norvegia, a Italia e Israele non resta che contendersi il secondo posto che vale i play-off.
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Lule: mostra fotografica “Si tratta di Ri cominciare”, dal 15 al 21 ottobre 2025 – Biblioteca Comunale di Abbiategrasso

    Dal 15 al 21 ottobre 2025, presso la Biblioteca Comunale di Abbiategrasso, sarà allestita la mostra fotografica “Si tratta di Ri cominciare”, promossa da Cooperativa Lule in occasione della XIX Giornata Europea contro la tratta di esseri umani (18 ottobre 2025), con il supporto del Comune di Abbiategrasso.

    La mostra nasce dall’incontro di due importanti progetti di sensibilizzazione, che attraverso la fotografia restituiscono la complessità e l’umanità delle storie di vittime di tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo.

    • Derive & Approdi, realizzato con l’ente antitratta Derive e Approdi del Comune di Milano e il fotografo Luca Meola;
    • Per le strade mercenarie del sesso, ideato da Ri scatti in collaborazione con Lule Onlus.

    Questa combinazione offre un intreccio di immagini e testimonianze che parla di fuoriuscita, accoglienza e ricostruzione di una nuova vita, offrendo al pubblico uno sguardo autentico e profondo su realtà spesso invisibili.

    I progetti fotografici

    Per le strade mercenarie del sesso

    Progetto ideato da Ri scatti Onlus, con il sostegno di Lule Onlus, che utilizza la fotografia come strumento di riscatto sociale. Il percorso ha coinvolto donne e persone transgender vittime di tratta e sfruttamento sessuale, fornendo loro strumenti tecnici e narrativi per raccontare la propria quotidianità.
    Attraverso workshop fotografici, momenti di “deriva” per le strade e sessioni di scatto individuali, le protagoniste hanno creato immagini che vanno oltre la denuncia: raccontano i vissuti, la marginalità, ma anche la resilienza e i gesti quotidiani che compongono la ricostruzione di sé. Il risultato è un corpus e una selezione di oltre ottanta fotografie, esposte in un allestimento che combina arte e attivismo.

    Derive & Approdi
    Progetto promosso dal Comune di Milano e realizzato con Derive e Approdi, che integra un intervento sociale diretto con un racconto fotografico curato da Luca Meola. L’obiettivo è documentare il percorso di fuoriuscita dallo sfruttamento lavorativo, l’accompagnamento all’autonomia e l’accesso ai diritti delle vittime di tratta.
    Le immagini raccontano momenti concreti di accoglienza, di lotta e di rinascita, restituendo dignità e riconoscimento alle persone coinvolte. Questo progetto ha già intercettato e accompagnato centinaia di persone, trasformando il racconto visivo in strumento di denuncia e di cambiamento.

    Evento inaugurale 15 ottobre 2025 – dalle ore 15:00 alle 17:00

    L’inaugurazione sarà accompagnata da un talk pubblico aperto a dirigenti scolastici, docenti, studenti e cittadinanza, con la partecipazione di operatori e operatrici di Cooperativa Lule impegnati nei progetti di contrasto alla tratta e di emersione. Sarà un’occasione per ascoltare testimonianze, esperienze e riflessioni dirette, aprendo un dialogo sulle sfide e le opportunità legate al fenomeno.

  • A New York il “Concert for Peace” dell’Orchestra Sinfonica Federiciana

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La Old Saint Patrick’s Cathedral di New York ha aperto le sue porte all’Ufficio Militare della Rappresentanza Militare all’Onu per un evento di grande rilievo simbolico e culturale: il “Concert for Peace”, eseguito dall’Orchestra Sinfonica Federiciana e diretto dal Maestro Benedetto Grillo.

    L’iniziativa ha costituito una tappa significativa nelle celebrazioni per il settantesimo anniversario dell’adesione dell’Italia alle Nazioni Unite, offrendo un’opportunità per riflettere sul contributo italiano alla promozione della pace e della cooperazione internazionale.

    Il concerto è stato organizzato dall’Ufficio del Consigliere Militare presso la Missione Permanente d’Italia alle Nazioni Unite, alla presenza del Generale Alfonso Manzo, Generale di Divisione dei Carabinieri, Addetto per la Difesa e Consigliere Militare presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite.

    All’interno della Old Saint Patrick’s Cathedral, resa disponibile grazie al supporto di Don Luigi Portarulo, Parroco di riferimento della comunità Italiana di New York, la musica ha assunto il ruolo di strumento di dialogo e solidarietà. L’Orchestra Sinfonica Federiciana, proveniente da Bisceglie (Puglia), ha presentato un programma che ha integrato memoria storica e prospettive di speranza, in un contesto in cui la promozione della pace risulta particolarmente rilevante. L’orchestra, nota per la capacità di coinvolgere giovani talenti e musicisti affermati e per l’impegno in programmi culturali orientati alla diplomazia e all’inclusione, sotto la direzione del Maestro Benedetto Grillo, ha offerto un’esperienza artistica e civile di rilievo.

    Il programma del concerto ha spaziato da “To the United Nations” di Pablo Casals a “Once Upon a Time in America” di Ennio Morricone, passando per pagine immortali come “L’Italiana in Algeri” di Gioachino Rossini, “Norma” di Vincenzo Bellini, “La Vergine degli Angeli” di Giuseppe Verdi, e “Serenata Sentimentale” di Enrico Toselli. Non sono mancati momenti di intensa spiritualità con “Pacem in Terris” di Monsignor Marco Frisina, né omaggi alla tradizione popolare italiana con “Mamma” di Bixio Cherubini. A concludere la serata, l’emozionante “What a Wonderful World” di George David Weiss, simbolico inno alla speranza e alla fratellanza universale.

    “In un tempo segnato da conflitti e divisioni, la musica ci ricorda che l’armonia non è solo una condizione estetica, ma una scelta etica e civile. Questo concerto vuole essere un tributo alla pace, ma anche un impegno rinnovato dell’Italia verso il dialogo tra i popoli e la solidarietà internazionale.” ha sottolineato il Generale Alfonso Manzo

    Attraverso il Concert for Peace, l’Italia ha riaffermato il proprio ruolo nella diplomazia culturale internazionale, dimostrando come arte e politica possano collaborare per promuovere armonia e cooperazione. Alla serata hanno preso parte rappresentanti di numerosi Paesi membri delle Nazioni Unite, a testimonianza di come la cultura resti un linguaggio universale capace di unire popoli e prospettive diverse.

    -Foto Il Newyorkese-
    (ITALPRESS).

  • Legambiente lancia (già…) l’allarme smog in Lombardia

    Per Milano, Monza e Pavia, secondo i dati di ARPA Lombardia, giovedì è stato il secondo giorno con polveri sopra i limiti. Alla centralina di Milano Marche ieri è stato il 38mo giorno di superamento delle soglie di smog da inizio anno, e si è toccata una concentrazione di PM10 pari a 82 microg/mc; a Monza Machiavelli ci si è attestati a 69 e a Pavia a 66, tutti valori ben al di sopra della soglia di legge pari a 50 microgrammi/mc. Nel corso della giornata di smog le luci rosse del cruscotto del sistema di monitoraggio di ARPA si sono accese anche per Lodi (66 microgrammi), Bergamo (57), Brescia (53), Como e Varese (entrambe a 51 microgrammi/mc). Ad essere colpiti anche molti centri minori, tra la fascia Pedemontana e la media pianura, come a Meda (MB, 77 microgrammi), Magenta (MI, 70), Crema (CR, 68), Cassano d’Adda (MI, 65) e Codogno (LO, 63).

    A giudicare dalla distribuzione territoriale dei superamenti, sovrapponibile alla mappa delle città e delle grandi direttive stradali, e dovendo escludere il riscaldamento domestico che in questi giorni tiepidi è ancora spento, l’indiziato principale di questo primo episodio di grave inquinamento atmosferico è senza dubbio il traffico veicolare. Nei prossimi giorni la situazione appare destinata a peggiorare e se, come previsto, la prossima settimana dovessero scendere le temperature ed accentuarsi i fenomeni di inversione termica, allora avremo presto modo di confrontarci anche con le altre grandi fonti emissive, riscaldamenti di case e uffici, emissioni di allevamenti e spandimenti di liquami.

    Intanto, i trasporti. Il rinvio a data da destinarsi del blocco dei diesel euro5, i più inquinanti tra i veicoli in circolazione, non aiuta certo ad attivare azioni efficaci in situazioni di emergenza smog quale quella appena iniziata. Impossibile non rilevare la timidezza fuori dalla storia con cui le città italiane, lombarde in modo speciale, affrontano misure di pedonalizzazione e sostegno alla mobilità attiva, per non parlare del contagocce con cui si affrontano gli investimenti nel trasporto collettivo. Impossibile non rilevare, per contro, la generosità e il supporto istituzionale con cui invece si riforniscono i cantieri per le nuove autostrade lombarde, a partire da Pedemontana, Vigevano-Malpensa, Dalmine-Treviglio e Cremona-Mantova: è chiaro che, in un quadro di crescente scarsità, non si sta puntando sulle soluzioni, ma sulla crescita del problema.

    La mancata tutela dell’ambiente, e i costi ad essa correlati, non mancano di presentare puntualmente il conto, anche quando il rischi ambientali e climatici provocati dalle attività umane spariscono dall’agenda dei media,” commenta Federico del Prete, responsabile mobilità di Legambiente Lombardia. Il bouquet prevede, a seconda delle stagioni, instabilità idrogeologica, l’aumento generale delle temperature, o come in questo caso, l’effetto di una motorizzazione da tempo fuori controllo nella regione, a fronte di assegni in bianco che continuiamo a staccare alla Corte di Giustizia Europea per il mancato rispetto degli impegni presi sulle emissioni inquinanti. Il futuro, confermano i dati ARPA, è nella priorità al trasporto collettivo e alla mobilità attiva per le persone, e la totale riconversione elettrica per il trasporto merci, sia nelle città sia nei territori.”

  • Pogacar come Coppi, quinta vittoria al Lombardia

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    BERGAMO (ITALPRESS) – Tadej Pogacar vince l’edizione numero 119 del Giro di Lombardia. Successo in solitaria a Bergamo per il 27enne sloveno della UAE Emirates XRG, che iscrive il suo nome nell’albo d’oro per la quinta volta di fila: il campione del mondo e d’Europa in carica (decima affermazione in una Monumento) eguaglia così Fausto Coppi come plurivincitore della Classica delle Foglie Morte. Anche il Campionissimo era riuscito a imporsi in 5 edizioni ma non consecutive (dal 1946 al 1949 e poi nel 1954). Per Pogacar un 2025 da record: lo sloveno si era presentato al via dell’ultima Monumento della stagione avendo vinto quest’anno Strade Bianche, Fiandre, Freccia Vallone, Liegi e Tre Valli Varesine, le classifiche di UAE Tour, Delfinato e Tour e i due titoli in linea fra Mondiali ed Europei. “E’ una sensazione fantastica, un giorno perfetto per tutto il team. Vincere il Lombardia cinque volte di fila è incredibile – confessa all’arrivo Pogacar – Devo dire grazie a tutti i miei compagni di squadra e soprattutto a Rafal Majka che oggi si ritira”. Deve rassegnarsi al secondo posto Remco Evenepoel: il campione olimpico della Soudal Quick-Step, come a Kigali, chiude alle spalle dello sloveno staccato di 1’48”. Completa il podio a 3’14” da Pogacar l’australiano della Tudor Pro Cycling Team, Michael Storer. Per la UAE Emirates altri due corridori nella top ten: quinto Isaac Del Toro a 4’16”, nono Jay Vine a 4’18”.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Magenta, 11 ottobre: Francesco Bigogno rievoca l’anniversario del battesimo di Santa Gianna

    L’11 ottobre ricorre l’anniversario del battesimo di Santa Gianna Beretta Molla, avvenuto nella Basilica di San Martino a Magenta. A ricordare questo significativo momento è stato Francesco Bigogno, che ha scelto di evocarlo in un luogo profondamente simbolico nella vita della Santa: la chiesetta del Buon Consiglio a Pontenuovo di Magenta. Questa piccola chiesa, da molti forse ancora poco conosciuta e talvolta sottovalutata, fu frequentata quotidianamente da Santa Gianna a partire dal 1955, anno del suo matrimonio. “È una chiesa che evoca fortemente la figura di Santa Gianna – ha commentato Bigogno – e ricorda anche una pagina gloriosa della storia di Magenta. Proprio alle sue spalle sorgeva la SAFFA, storico stabilimento dove l’ingegner Pietro Molla, marito di Santa Gianna, era il direttore generale dell’intero complesso industriale”.

    Bigogno ha condiviso anche un toccante aneddoto: poco prima del matrimonio, Santa Gianna e il futuro marito decisero di vivere un momento spirituale intenso, un “patto” che si concretizzò in un triduo di preparazione. Entrambi, da fidanzati, parteciparono per tre giorni consecutivi alla Santa Messa e alla Comunione: lui nella chiesa del Buon Consiglio, lei nel Santuario dell’Assunta. “Noi siamo concittadini di una santa contemporanea – ha ricordato Bigogno – una figura conosciuta e amata da milioni di devoti in tutto il mondo. Eppure, sembra che nella nostra zona non venga sempre valorizzata come meriterebbe. Santa Gianna è un esempio di santità e di femminilità vissuta nella gioia quotidiana: una donna di profonda preghiera, ma anche capace di godere delle bellezze della vita, della famiglia, della natura. Per Magenta dovrebbe essere motivo di orgoglio aver dato i natali a una figura tanto luminosa”.

    Senza toni polemici, Bigogno ha infine sottolineato come, da dieci anni, l’Associazione Santa Gianna non abbia più potuto organizzare eventi nelle chiese di Magenta che ebbero grande successo in passato. L’auspicio è che questa situazione possa cambiare. L’invito conclusivo è semplice ma significativo: andare a visitare la chiesetta del Buon Consiglio di Pontenuovo, per riscoprire la testimonianza viva di Santa Gianna.

  • “Dilexi te”: la prima esortazione apostolica di Papa Leone XIV sull’amore verso i poveri

    Nel giorno di San Francesco d’Assisi, il 4 ottobre 2025, Papa Leone XIV ha firmato la sua prima esortazione apostolica, intitolata Dilexi te – “Ti ho amato”.
    Un documento profondo e appassionato che pone al centro del magistero del nuovo Pontefice un tema essenziale del Vangelo: l’amore concreto verso i poveri.
    L’esortazione si articola in oltre cento paragrafi e rappresenta un vero manifesto spirituale e sociale per la Chiesa del nostro tempo. Un testo che richiama ogni cristiano alla responsabilità personale e comunitaria di tradurre la fede in opere, evitando che la religione si riduca a teoria o devozione disincarnat
    a.

    Il titolo Dilexi te, “Ti ho amato”, tratto dall’Apocalisse di San Giovanni apostolo, sintetizza il cuore dell’esortazione: l’amore di Cristo non è astratto, ma si misura nella capacità di farsi prossimo, di toccare le ferite dell’umanità.
    Papa Leone XIV richiama con forza che la Chiesa non può limitarsi a predicare il Vangelo: deve viverlo tra gli ultimi, condividendo la loro povertà, la loro fragilità, la loro speranza.

    “Non si può dire di amare Dio – scrive il Pontefice – se non si riconosce il suo volto nel povero, nel malato, nel migrante, nel carcerato, nell’anziano abbandonato, nel bambino dimenticato.”

    La fede, dunque, non è piena se non diventa carità operante.
    L’esortazione distingue tra la povertà evangelica, scelta come via di libertà interiore, e la povertà ingiusta, subita come conseguenza di sistemi economici e culturali che producono esclusione.

    Leone XIV denuncia la “nuova idolatria del denaro e dell’efficienza”, che genera scarti umani, solitudini e disuguaglianze crescenti.
    I poveri – scrive – non sono un problema da gestire, ma un grido da ascoltare. In loro la Chiesa incontra Cristo, “che si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà”.
    Tra le nuove povertà, il Papa cita la solitudine, l’abbandono degli anziani, la precarietà del lavoro, la marginalità educativa dei giovani, e la perdita del senso di comunità.

    A queste ferite risponde un invito: ricostruire legami, restituire dignità, riscoprire il valore della solidarietà quotidiana.
    Ampio spazio è dedicato ai temi sociali. Leone XIV mette in guardia da un’economia che “uccide la speranza” quando ignora la persona umana.
    Chiede una rinnovata attenzione al bene comune, fondato su equità e responsabilità, e un modello di sviluppo che non riduca l’uomo a mezzo di produzione, ma lo riconosca come fine di ogni attività economica e politica.

    “Ogni scelta pubblica – afferma – che non ponga al centro la dignità umana, si allontana dal Vangelo e prepara la rovina morale della società.”
    Non mancano riferimenti al valore dell’educazione, definita “il primo atto di giustizia sociale”, e alla necessità di un’economia che favorisca la famiglia, la natalità, il lavoro stabile e il rispetto del creato.
    La parola “carità”, spesso banalizzata, riacquista nel testo il suo senso originario: una forza capace di cambiare il mondo.
    Il Papa sottolinea che l’elemosina non basta: la carità deve diventare impegno costante, cultura, scelta di vita.

    “Non basta dare qualcosa – ammonisce Leone XIV – se non si dona se stessi.”
    Da qui l’appello a un rinnovato protagonismo dei laici, delle parrocchie, delle associazioni e delle comunità religiose, chiamate a essere segni visibili di misericordia e giustizia nei territori.
    L’amore verso i poveri, afferma il Papa, non è un’opzione pastorale, ma una prova di autenticità evangelica.
    Leone XIV non si limita a denunciare le ingiustizie, ma chiede una vera conversione spirituale e culturale.

    “Non cambieremo il mondo – scrive – se non cambiamo prima noi stessi, se non impariamo a guardare con occhi diversi coloro che il mondo rifiuta.”
    È un invito alla responsabilità personale, alla sobrietà, alla fedeltà quotidiana, alla riscoperta del servizio come dimensione della vita cristiana.
    Un ritorno all’essenziale, alla semplicità, alla verità delle relazioni umane.
    Con Dilexi te, Papa Leone XIV indica la via maestra per la Chiesa del XXI secolo: una Chiesa povera, fedele, misericordiosa, capace di farsi dono.
    Non una Chiesa distante o autoreferenziale, ma una comunità viva che accompagna, sostiene e ascolta.

    “Dio non chiede alla Chiesa di essere potente – scrive il Papa – ma di essere credibile.”

    E la credibilità, oggi più che mai, passa dal modo in cui i cristiani sanno chinarsi su chi soffre.

    In un tempo di individualismo e disuguaglianze crescenti, Dilexi te risuona come un grido profetico e un invito alla speranza: amare è ancora possibile, ed è l’unica strada che salva.

    Daniel Dibisceglie

  • San Siro, il TAR respinge la richiesta di sospensiva sulla delibera comunale

    Il TAR della Lombardia ha respinto la richiesta di sospendere in via d’urgenza gli effetti della delibera del Comune di Milano relativa alla vendita dello stadio Meazza a Inter e Milan. L’istanza era stata presentata dall’Associazione “Gruppo Verde San Siro” e da oltre cento residenti del quartiere.

    Il Tribunale ha inoltre fissato l’udienza per la discussione collegiale al prossimo 11 novembre 2025.

    Nel decreto si legge che “non è prospettabile un pregiudizio di estrema gravità e urgenza tale da non consentire di attendere l’esame della domanda cautelare in sede collegiale”.

    Secondo i giudici, l’imminente efficacia della delibera e la possibile stipula del contratto di compravendita “non configurano un pregiudizio attuale” per i ricorrenti, che lamentano possibili danni legati a future trasformazioni urbanistiche e all’avvio dei lavori, “non di immediata attuazione”.

  • Ucraina, telefonata tra Trump e Zelensky. Il leader ucraino: “Possiamo fermare la guerra”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Telefonata tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky. Al momento top secret i contenuti. La conversazione arriva all’indomani del massiccio attacco russo con droni e missili che ha causato diversi blakout a Kiev e in altre regioni ucraine. La Casa Bianca al momento non ha commentato la telefonata.

    ZELENSKY “TELEFONATA MOLTO PRODUTTIVA, TRUMP PUO’ FERMARE LA GUERRA”

    “Ho avuto una telefonata molto positiva e produttiva con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Mi sono congratulato con lui per il suo successo e per l’accordo in Medio Oriente che è riuscito a raggiungere, un risultato straordinario. Se una guerra può essere fermata in una regione, allora sicuramente anche altre guerre possono essere fermate, inclusa quella russa”. Così su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Ho informato il Presidente Trump degli attacchi della Russia al nostro sistema energetico e apprezzo la sua disponibilità a sostenerci – ha aggiunto Zelensky -. Abbiamo discusso delle opportunità per rafforzare la nostra difesa aerea, nonché degli accordi concreti su cui stiamo lavorando per garantirlo. Ci sono buone opzioni e idee concrete su come rafforzarci davvero”. “La parte russa deve essere pronta a impegnarsi in una vera diplomazia: questo si può ottenere con la forza. Grazie, Signor Presidente!”, ha concluso Zelensky.

    – foto IPA agency –

    (ITALPRESS).