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  • Mondo. Due notizie ignorate dai mass media: le elezioni a Hong Kong e la morte di Juanita Castro

    Mondo. Due notizie ignorate dai mass media: le elezioni a Hong Kong e la morte di Juanita Castro

    La prima notizia. Domenica scorsa i cittadini di Hong Kong, chiamati alle urne per esprimere un voto “patriottico” secondo le indicazioni di Pechino, hanno reagito in modo chiaro e inequivocabile. Si è registrata l’affluenza più bassa da quando, nel 1997, la ex colonia britannica è stata “restituita” alla Repubblica Popolare Cinese.

    Un’astensione record. I dati sono davvero impressionanti. Appena il 27,5 per cento degli aventi diritto ha deposto la scheda nell’urna. Se si rammenta che nel 2019, dopo le grandi manifestazioni anti-cinesi, la percentuale era stata invece del 71,2 per cento, con una vittoria schiacciante delle forze politiche democratiche, “è facile capire che gli abitanti della città-isola hanno reagito alle imposizioni delle autorità comuniste scegliendo di resistenza passiva.

    Che, del resto, è l’unica possibile nel plumbeo clima di repressione che ha preso il posto della precedente libertà di voto (peraltro mai completa) ereditata dal governo inglese”.
    (Michele Marsonet, La resistenza passiva di Hong Kong: disertate in massa le urne, 13.12.23, atlanticoquotidiano.it). Gli hongkonghesi non avevano alcuna libertà di scelta. I candidati votabili erano tutti, per usare il linguaggio di Pechino, “patriottici”, vale a dire fedelissimi al Partito comunista e al suo capo supremo Xi Jinping.

    Tutti i Leader democratici sono fuori gioco. Chi in carcere, chi è dovuto fuggire in Occidente come l’attivista Agnes Chow (27 anni) e l’avvocatessa Chow Hang-tung (38 anni). L’avvocatessa è riuscita a far uscire dal carcere un documento, che descrive quanto la retorica del potere riesca a cambiare il senso delle parole, e far passare come rispetto della legge la sua insidiosa violazione. “Il potere del Partito di ridefinire le parole e sovvertirne il significato non si ferma al confine cinese […] la Cina di oggi parla invece la stessa lingua liberale dei diritti, della democrazia e della pace. (…)

    Una legge sulla sicurezza nazionale imposta unilateralmente da Pechino ha reso ‘criminali’ molti miei amici, che sono ricercatori, legislatori, avvocati, giornalisti, sindacalisti e attivisti – cioè cittadini rispettosi della legge che fanno quanto hanno sempre fatto, ciò che considerano il loro dovere”.(Gianni Criveller, Libertà e democrazia: la voce di due giovani donne e i seggi vuoti a Hong Kong, 12.12.23, AsiaNews.it)

    Sono documenti davvero straordinari, che meritano di essere letti, conosciuti e divulgati: mostrano da una parte l’elevatissima coscienza morale, civile e politica dei migliori giovani di Hong Kong; e dall’altra provano, in modo tragicamente eloquente, il lato oscuro del regime cinese nei confronti di Hong Kong. Una vicenda che troppi preferiscono ignorare.

    Agnes Chow, la giovanissima ‘eroina’ del movimento degli ombrelli del 2014, dopo le catene, la condanna, il carcere e il rilascio, si trova in Canada da pochi mesi. Entrambe le donne sottolineano l’importanza di due parole che a troppi sembrano essere ormai prive di contenuto, o persino vuoti e inutili orpelli: libertà e democrazia. Il forte astensionismo del popolo Hongkongolese ha offerto un messaggio chiaro: sotto la coltre della repressione c’è un sostegno popolare che resta forte dietro a queste voci e prova a esprimersi nell’unica maniera che può, boicottando cioè delle elezioni svuotate di senso dalle candidature “patriottiche” imposte dall’alto. Dal carcere Chow Hang-tung ci avverte che se “abbandoniamo la ricerca della democrazia, non avremo alcuna speranza di costruire un ordine internazionale giusto e basato sui valori”.

    Due donne, giovani e coraggiose. Sono molte le donne di Hong Kong che sono sottoposte a procedimenti giudiziari e rischiano il carcere. Altre in carcere ci sono già da tempo, dopo una vita impegnata nel sindacato e nella società civile, e sempre adottando la non violenza. Secondo AsiaNews a Hong Kong c’è “una generazione di ragazze e ragazzi che aveva cercato di prendere in mano il proprio destino umano e politico. Ma le autorità locali e centrali sono state del tutto disinteressate ad ascoltarli. Uno degli aspetti più tristi e preoccupanti di questa vicenda è proprio la distanza siderale tra il sentimento e il linguaggio dei giovani, come le due attiviste Chow, e il linguaggio del potere poliziesco, giudiziario e politico”.

    Nonostante il dramma testimoniato dalle due giovani Chow, la vicenda di Hong Kong è quasi sconosciuta e del tutto sottovalutata. Hong Kong era una grande speranza per la Cina, per Taiwan, per l’Asia e per il mondo intero.

    L’altra notizia la ricavo dal quotidiano Libero del 10 dicembre scorso. Antonio Socci prende spunto della morte di Juanita Castro, sorella di Fidel e Raul Castro, per fare delle interessanti riflessioni sulle manifestazioni del femminismo woke di queste settimane.

    Juanita Castro, è morta il 4 dicembre all’età di 90 anni, in Florida, come esule per essersi opposta alla tirannia comunista dei suoi fratelli. All’inizio aveva sostenuto i due fratelli Fidel (a cui era molto legata) e Raul in lotta contro il dittatore cubano del tempo, Fulgencio Batista, fino alla vittoria del 1° gennaio 1959. Anche lei collaborò con loro, dandosi da fare nella ricerca di fondi per ospedali e scuole. Ma nel giro di pochi mesi il nuovo regime cubano prese connotati sempre più dispotici e infine comunisti.

    “Juanita era cattolica e anticomunista. Ieri Carlo Nicolato, su queste colonne, ne ha fatto un bel ritratto. Ha spiegato che la sorella di Fidel divenne “punto di riferimento segreto” degli oppositori. Juanita clandestinamente cominciò a collaborare con la Cia, pur avvertendo che «non voleva soldi, né violenza contro i suoi fratelli». Pare che abbia aiutato più di duecento persone a fuggire da Cuba dopo l’instaurazione del regime che aveva fatto un fiume di vittime e che perseguitava – oltreché dissidenti e cattolici – anche gli omosessuali. Nelle carceri di Fidel, ha scritto Fontaine, “la situazione delle donne” era “particolarmente drammatica” perché venivano “date in pasto al sadismo delle guardie”. Quindi in condizioni durissime”.(Antonio Socci, La sinistra impari da Juanita Castro, che si ribellò ai fratelli patriarcali, 10.12.23, Libero.it)

    Juanita fuggì in Messico, rinunciando a tutto, là fece una conferenza stampa e dichiarò pubblicamente la sua opposizione: «Non posso rimanere indifferente» disse «a quello che sta succedendo nel mio Paese. I miei fratelli Fidel e Raul hanno trasformato Cuba in un’enorme prigione circondata dal mare.

    Naturalmente Juanita fu considerata una traditrice dal regime. Dopo il Messico si stabilì in Florida e aprì una farmacia a Miami, dove non le fu facile farsi accettare nella comunità degli esuli cubani. Nel 1984 ottenne la cittadinanza statunitense e per tutta la sua vita continuò a battersi pubblicamente con coraggio contro il regime comunista cubano, in difesa della libertà. Portando sempre nel cuore un’immensa nostalgia per la sua terra, che non ha rivisto più.

    “Eppure – scrive Socci – è stato il fratello dittatore, Fidel, con Che Guevara, a diventare un mito delle piazze europee e ad essere osannato a sinistra come simbolo di libertà. Invece era vero l’esatto contrario. Simbolo di libertà era piuttosto Juanita, che gli si oppose rinunciando a tutto. Dovrebbe diventare una bandiera per “le nuove femministe”. Ma essendo stata cattolica e anticomunista continuerà ad essere ignorata. Anche da quella sinistra che ha acclamato per anni la tirannia maschilista dei barbudos comunisti”.

    Bene questa storia doveva essere adottata dalle varie femministe che stanno martellando ideologicamente contro i maschie e il patriarcato. Una storia che dovrebbe rientrare in quello schema tanto caro al nuovo femminismo woke: due maschi, due fratelli, addirittura tirannici. E dall’altra parte una donna, una sorella, che si ribella al loro regime in nome della libertà. Eroicamente.

    Pertanto, “Ci si aspetterebbe perciò che lei, Juanita, fosse un simbolo per quella folla che ha manifestato a Roma il 25 novembre. Invece non lo è. Ieri Repubblica, in una pagina dedicata al “pantheon delle nuove femministe”, ha elencato le icone che vanno perla maggiore: da Simone de Beauvoir a Michela Murgia, da Angela Davis a Carla Lonzi, da Anna Kuliscioff a Barbie e a Cristina Torres-Caceres per la sua stracitata poesia, perché – scrive sempre Repubblica – “se dagli Stati Uniti importano la teoria, è il Sud America il laboratorio a cui s’ispira il movimento”.

    “Bene, Juanita è appunto figlia dell’America Latina. Se davvero volessero “tenere insieme tutte le soggettività oppresse e marginalizzate”, come dicono, Juanita sarebbe perfetta per quel pantheon: una bandiera della libertà contro l’oppressione dei maschi. Eppure non sembra suscitare il loro interesse.

    E probabilmente non sarà presa in considerazione nemmeno in futuro, dalle manifestanti di “Non una di meno”, né dallo stato maggiore della Sinistra che ha fatto sua la bandiera della lotta al patriarcato. Il problema? Il cognome di Juanita che rimanda a un’intoccabile casta rossa. I due fratelli di cui parlavamo infatti sono Fidel e Raul Castro, simboli di quella Cuba comunista che per decenni ha fatto battere di commozione il cuore a sinistra”.

  • Oltre 800 mila euro per la nuova circonvallazione di Casorezzo

    Oltre 800 mila euro per la nuova circonvallazione di Casorezzo

    L’ossatura del progetto esiste già. Adesso, per la circonvallazione di Casorezzo, scocca l’ora di alcuni interventi integrativi.

    “Il progetto – spiega la relazione illustrativa- presenta un tracciato stradale di 1034 metri, il tracciato parte dalla rotatoria sulla strada provinciale 214 recentemente realizzata da parte di Cav To- Mi secondo quando stabilito negli accordi del 14 luglio 2000 con una curva in sinistra di raggio pari a 340 metri e prosegue con un tratto rettilineo di circa 152 metri, presenta quindi una curva in destra di raggio pari a 980 metri per l’innesto in rotatoria in corrispondenza dell’intersezione con la strada provinciale 171”.

    Su questo s’innesteranno ulteriori alcune migliorie relative alle barriere di sicurezza e alla segnaletica verticale e orizzontale. Il perché della circonvallazione è spiegato sempre nei dettagli dalla relazione.

    “Il comune di Casorezzo – si legge- è attraversato da tre itinerari stradali provinciali costituiti dalle strade provinciali 128 Magenta- Dairago, 171 Inveruno- Nerviano e 214 Casorezzo- Arluno- Rho che ha il caposaldo iniziale proprio nel centro di Casorezzo”.

    Pur essendo tre arterie ad alto quoziente di traffico, esse “risultano insufficienti alla luce delle mutate ed accresciute condizioni di traffico” rendendo così necessario “un adeguamento di calibro e tracciato, anche ai fini di una più coerente pianificazione urbanistica e una migliore utilizzazione delle aree urbane per ragioni di diminuzione dell’inquinamento acustico e ambientale”.

    Tutto ciò comporta che il traffico possa essere fatto convogliare al di fuori del centro abitato di Casorezzo che, diversamente, ne dovrebbe sopportare sia il volume elevato sia il non meno elevato potenziale inquinante.

    Da qui la decisione di realizzare una circonvallazione ovest-nord-est “che raccorderebbe funzionalmente i tre itinerari provinciali deviando il traffico veicolare di attraversamento al di fuori del centro abitato e consentendo di recuperare a funzioni più urbane tratti di strade provinciali interne a tale nuova circonvallazione”.

    Questo consentirebbe a Casorezzo di portare a casa due valori aggiunti di peso: far respirare il centro abitato e poter contare su una razionalizzazione del traffico nella zona. I lavori di completamento muovono un importo complessivo di 809.154,56 Euro.

  • FS, parte il nuovo treno turistico notturno Espresso Cadore per Cortina

    FS, parte il nuovo treno turistico notturno Espresso Cadore per Cortina

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    ROMA (ITALPRESS) – Al via il primo viaggio del nuovo treno notturno Espresso Cadore di FS Treni Turistici Italiani, società del Polo Passeggeri del Gruppo FS Italiane. Un viaggio da Roma Termini a Cortina d’Ampezzo, la “Regina delle Dolomiti”, per riscoprire il piacere di un turismo lento, sostenibile e di qualità e per apprezzare durante il tragitto le bellezze del territorio italiano a bordo del treno, parte integrante della vacanza. Alla presentazione del viaggio inaugurale hanno partecipato il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il ministro del Turismo Daniela Santanchè, l’amministratore delegato del Gruppo FS Italiane Luigi Ferraris, l’amministratore delegato di Trenitalia Luigi Corradi e l’amministratore delegato di FS Treni Turistici italiani Luigi Cantamessa.
    Il nuovo servizio notturno offre la possibilità di viaggiare tra Roma e Cortina d’Ampezzo tutti i weekend fino al prossimo 25 febbraio, con alcune corse aggiuntive previste nel periodo natalizio. La partenza ogni venerdì dalla stazione di Roma Termini alle 21.40 con arrivo a Calalzo (Belluno) alle 7.57. Da qui con un servizio di autobus si raggiungerà il centro di Cortina d’Ampezzo in 50 minuti. Il servizio bus di ritorno partirà da Cortina alle 19.30, mentre il treno di ritorno partirà la domenica dalla stazione Calalzo – Pieve di Cadore – Cortina alle 21 con arrivo a Roma Termini alle ore 6.40. Previste, all’andata e al ritorno, fermate intermedie a Orte, Orvieto, Treviso, Ponte nelle Alpi e Longarone – Zoldo.
    L’accesso a bordo sarà consentito fino a 40 minuti prima della partenza. I passeggeri, previa prenotazione, potranno accedere alla carrozza bar ristorante per la cena e potranno consegnare al personale dedicato i propri bagagli o eventuali attrezzature sportive che saranno sistemate in uno spazio presidiato da personale di FS TTI. I viaggiatori possono prenotare cabine letto singole o doppie, con incluso servizio di cena e colazione, oppure di cuccette da 4 o 6 posti che possono essere riservate anche interamente per viaggi di gruppo. A disposizione un servizio bar aperto tutta la notte.
    I biglietti possono essere acquistati sul sito www.trenitalia.com. Maggiori informazioni sul sito web www.fstrenituristici.it o scrivendo una mail all’indirizzo info@fstrenituristici.it

    – foto ufficio stampa Ferrovie dello Stato –
    (ITALPRESS).

  • “Lombardia Style” sbarca a Francoforte

    “Lombardia Style” sbarca a Francoforte

    Dopo il ‘debutto’ internazionale a Cannes, il ‘Lombardia Style’ sbarca in Germania, a Francoforte.
    L’occasione è stata l’evento ‘The Cooking Ape’, organizzato al fine di presentare non solo l’offerta turistica di Regione Lombardia, ma un vero e proprio ‘trademark’ che identifica e certifica il meglio della produzione e della creatività ‘Made in Lombardia’.

    L’EVENTO A FRANCOFORTE – L’evento è stato aperto da un video emozionale che ripercorre le bellezze lombarde e dall’intervento di Barbara Mazzali, assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda della Regione Lombardia, che ha creato il nuovo brand ‘Lombardia Style’, che riunisce le eccellenze del territorio (cultura, natura, lifestyle, enogastronomia, moda e artigianato), e che ora promuove anche all’estero.

    Subito dopo, sul palco si sono susseguiti gli Ambassador del turismo lombardo che, nel corso di un talk show, hanno presentato le ‘perle attrattive’ della Lombardia, che oltre a essere il motore economico dell’Italia, offre paesaggi unici, piatti raffinati ed eccellenze in ambito sportivo e culturale. L’evento ha previsto uno show cooking esclusivo a cura dello chef lombardo Enrico Derflingher, ambasciatore d’eccezione dell’Italia a tavola nel mondo e musica dal vivo.

    “E’ una grande soddisfazione essere qui – ha commentato Mazzali-. Dopo la presentazione all’International luxury travel market in Costa Azzurra, porto la bellezza del Lombardia Style in Germania. I tedeschi già trascorrono da turisti le proprie vacanze sui nostri laghi, nelle nostre città d’arte, amano il nostro cibo e la nostra moda, ma – ha concluso l’assessore – a loro vogliamo far conoscere più a fondo una Regione, la Lombardia ricca di mete ancora da scoprire, con servizi di altissima qualità”.

  • Faccia da anni 80. E tu dov’eri? Il nostro ‘Duca’ pensa ad una grande reunion

    Faccia da anni 80. E tu dov’eri? Il nostro ‘Duca’ pensa ad una grande reunion

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “La musica è una colonna sonora della nostra vita è negli anni dove io compravo la cassetta, i disco e tutti gli altri duplicavano; una sorta di arcaica forma di scarico…

    La vita passava spensierata, Beh non per tutti perché i vecchi saggi e gli strappatori di vesti sono sempre stati presenti.

    Gli anni colorati o gli anni mai dimenticati perché la voglia Ottanta non scende mai.
    Senza impegno invasato e condizionato. Senza internet o telefonino e auto elettrica.
    C’era l’energia del bicchiere che può essere pieno e noi dobbiamo cercare la felicità…

    Un decennio che fino all’ultimo respiro ha legato il sogno al nostro fianco.
    Gli ultimi momenti sono come i fuochi artificiali anni ’80 a Cerano per Beato Pacifico in esplosione di gioia e allegria. Un tripudio di colori con un connubio tra realtà e fantasia infinita.

    Proprio verso la fine del 1989 ero a Novara con una ragazza avevamo marinato la scuola o forse c’era sciopero o entravamo dopo… Non c’era ancora il messaggino per segnalare l’assenza …
    Entriamo in un bar anonimo e scuro… era l’ideale per fare quello che volevo ma vuoi non mettere su una canzone ??? C’era un vecchio juke-box e con 500 lire potevo mettere due canzoni.

    La prima no Vasco no tanto che volevo fare cascare la brunetta… Ma la seconda era uno sbaglio di digitazione ma la canzone mi prese così tanto che cercai subito … Era la poco conosciuta ; Ankie Bagger con la canzone: “Where were you last night” , una ballata dance pop che mi prese così tanto da lasciare il solco sul disco.

    Il padrone del bar mi offri un panino per non metterla più. Ma io ce l’avevo in testa e mi fionda tirando la mia amica al negozio di dischi “Olivieri” della città di San Gaudenzio…

    Il titolare era un ceranese doc che cercò di calmare il mio impeto!!! Dammi solo un secondo…
    Non finiva mai quella ricerca a mano … Poi ecco; ho il 33 giri o cassetta !!! Prendo tutti e due…la mia amica aveva visto la foga anni ’80 e voleva duplicare il brano; “lasciami la cassetta che la duplico”. Io non mi facevo più fregare.. “te la registro io … Vieni a casa mia…”

    Per 7 giorni ho consumato disco è musicassetta sentendo sempre quel brano. Mia madre mi offri un pantalone di una famosa marca pur di smettere di sentire quel brano.. Un mio amico mi ha chiesto di organizzare un evento anni ’80 ma trovare un motivo e uno slogan

    Ieri, per caso su you tube ho ritrovato quella canzone… Quando la tecnologia è usata bene…

    Perché gli anni ’80 sono indimenticabili perché tutti ci ricordiamo dove eravamo non solo la sera ma pure mattina e pomeriggio. Ogni canzone è un pezzo se pur piccolo della nostra vita …

    Non rimpiangere mai gli anni ’80 non piangere mai sugli anni ’80. E tu dov’ eri negli anni 80 ecco un bel motivo e slogan per un evento. Tutti invitati e pure imbucati…”.

  • Villastanza, magrebino dà fuoco al presepe. Siamo nel campo della follia

    Villastanza, magrebino dà fuoco al presepe. Siamo nel campo della follia

    In merito al fatto di cronaca avvenuto nel pomeriggio a Villastanza di Parabiago è intervenuto il consigliere regionale della Lega di Milano e Provincia, Silvia Scurati: “un fatto gravissimo quello accaduto a Villastanza di Parabiago, dove un uomo di origine magrebina ha dato fuoco al presepe allestito all’interno della Chiesa mentre, stando alle prime ricostruzioni dei fatti, pronunciava frasi senza senso.

    Un gesto di una volenza inaudita che avrebbe potuto portare a conseguenze peggiori, visto che il fumo ha invaso l’intero edificio a pochi giorni dalle celebrazioni del Santo Natale. Sarebbe questa l’integrazione di cui tanto parla la sinistra? Giù le mani dai nostri simboli cristiani, dalla nostra storia e dai nostri valori. L’integrazione passa attraverso il rispetto delle nostre trazioni e della nostra cultura. Mi auguro solo che la Chiesa di Santa Maria Elisabetta di Villastanza non registri ulteriori danni e che questo delinquente possa essere punito. Esprimo – conclude Scurati – totale vicinanza all’intera comunità”.

  • Mes, Donzelli “Il Governo pensa all’interesse degli italiani”

    Mes, Donzelli “Il Governo pensa all’interesse degli italiani”

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    ROMA (ITALPRESS) – Dalla festa di Atreju agli obiettivi di governo, dal Pnrr al patto di stabilità. Ne ha parlato Giovanni Donzelli, responsabile nazionale Organizzazione di Fratelli d’Italia, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, da Castel Sant’Angelo, dove si svolge la manifestazione del partito. “Siamo cresciuti – ha detto Donzelli – sia noi che la festa. E’ passato qualche inverno dalla prima edizione del 1998 ad Atreju, ma lo spirito dei ragazzi e dei parlamentari è rimasto lo stesso: cioè quello di voler cambiare il mondo. Ora, però, oltre a volerlo cambiare, dobbiamo anche farlo: ne abbiamo il peso e la responsabilità. Abbiamo la consapevolezza della sfida che stiamo vivendo e cerchiamo di portarla avanti nel migliore dei modi, senza abbandonare la volontà del confronto, che è quello che caratterizza Atreju”.
    Donzelli sottolinea quanto siano importanti, per il partito, la comunicazione e il dialogo: soprattutto con chi la pensa diversamente. “Da sempre abbiamo ospitato qualunque personaggio politico che avesse opinioni opposte, perchè solo chi non è forte delle proprie idee teme il confronto. Anzi, ci confrontiamo soprattutto con chi la pensa diversamente perchè ci serve anche per verificare i nostri progetti”.
    E arriva così a lanciare una ‘frecciatà, alla leader del Partito democratico Elly Schlein, che ha rifiutato l’invito alla festa di Atreju, dicendo che il “confronto si fa in Parlamento”. “Siamo dispiaciuti che si sia persa questa occasione – ha commentato Donzelli – ma la festa sta andando avanti anche senza la Schlein. Altri leader dell’opposizione, comunque, hanno deciso di venire: ci saranno Carlo Calenda e Matteo Renzi, ma anche molti esponenti del Pd stesso”.
    Agganciandosi a questo discorso, Donzelli ha criticato chi tende più a ‘battibeccarè in politica: “Litigare su tutto vuol dire, per me, che non si riesce a trovare una propria identità. Noi, ad esempio, che eravamo all’opposizione col governo Draghi, non eravamo in disaccordo su tutto. Se si cerca lo scontro per forza, significa che non si ha nulla da dire. La sinistra cerca continuamente la delegittimazione dell’avversario, perchè serve per legittimarsi davanti ai proprio elettori”.
    Ci sono poi alcune curiosità legate alla manifestazione di Atreju. Innanzitutto, il motto ‘bentornato orgoglio italianò, che “negli ultimi anni si era perso”, secondo Donzelli. “Mentre ora l’Italia sta tornando al centro dell’attenzione geo-politica internazionale, che si confronta con i leader degli altri Paesi con orgoglio e consapevolezza”. E poi c’è la questione Elon Musk, l’ospite a sorpresa della festa, che ha fatto nascere diverse critiche e perplessità: “Ma banalmente vogliamo soltanto confrontarci con un uomo che è capace di immaginarsi il futuro: lo ascolteremo con la stessa attenzione degli altri. E’ un personaggio discusso, con idee forti e lo sappiamo, ma sarà interessante il confronto”.
    Si passa poi al futuro, in particolare alle trattative europee del governo. “Finirà tutto nel miglior modo possibile – ha detto sicuro Donzelli – perchè se c’è una possibilità di far finire bene una trattativa quella è Giorgia Meloni. L’Europa ha già valutato che adesso il Pnrr è meglio di come era stato fatto precedentemente: porteremo a casa dei fondi che sennò avremmo perso, dato che erano incanalati in percorsi ‘mortì. Stesso discorso per il patto di stabilità e con eventuali altri casi. Tutto questo perchè finora in Italia non ci abbiamo mai provato, con i governi precedenti che non avevano una legittimazione interna forte, a differenza di quello di oggi”.
    Un discorso un pò diverso per il Mes, che il Governo “difficilmente firmerà entro il 31 dicembre. Ma noi – ha aggiunto Donzelli – ci chiediamo a cosa serva uno strumento che tutti dicono di non volere utilizzare. Possiamo provare a fare delle modifiche affinchè esso abbia un senso per utilizzarlo. Se dobbiamo creare uno strumento inutile, perdiamo tempo ed energie. E bisogna anche andare oltre la convinzione che il Mes sia di destra o sinistra. Sono soldi di tutti gli italiani, sacrifici che fanno i cittadini”.
    Infine, c’è un caso in particolare su cui si è soffermato Donzelli: quello di Andrea Delmastro, rinviato a giudizio per il caso Cospito. “In quel momento è stato messo in discussione il 41bis, che è ciò che la mafia teme più di tutto. E’ lo strumento che interrompe il legame fra carcere e territorio, serve ad isolare il mafioso ed è ciò che li porta a pentirsi. E’ stato messo in discussione con le pressioni di Cospito che, se fosse stato tolto dal 41bis, si sarebbe arrivati alla stessa soluzione per Messina Denaro: sarebbe un messaggio devastante per la lotta alla mafia. Noi siamo quindi orgogliosi di aver difeso il 41bis e la lotta alla mafia”.

    – foto Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Aumentano i soggetti fragili over 65, fondamentali i vaccini HZ e RSV

    Aumentano i soggetti fragili over 65, fondamentali i vaccini HZ e RSV

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    FIRENZE (ITALPRESS) – I vaccini restano il principale strumento di prevenzione in tutte quelle popolazioni fragili che sono maggiormente esposte alle infezioni e a una maggiore gravità delle manifestazioni delle relative patologie. Per questo è fondamentale una protezione preventiva con il periodico vaccino contro l’influenza, con i vaccini aggiornati contro il Covid, che hanno proprio in questa popolazione il target specifico, con il vaccino contro lo Pneumococco, con i nuovi vaccini contro Herpes Zoster e Virus Respiratorio Sinciziale. Il problema da affrontare, infatti, non è solo quello di una singola patologia o di una coda pandemica, bensì sottolineare i bisogni dei pazienti che hanno fragilità importanti e le cui condizioni generali di salute o il controllo della malattia possono essere notevolmente peggiorati da malattie facilmente prevenibili o trattabili con vaccini, anticorpi monoclonali e antivirali a seconda dei casi e delle necessità, come nell’esempio delle terapie precoci con antivirali e anticorpi monoclonali contro il Covid. Questi temi sono stati al centro del XXII Congresso nazionale della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT che si è tenuto a Firenze.
    Nella sessione ‘Bisogni clinici del paziente fragile e immunocompromesso nel contesto attuale: dalla prevenzione alla curà, che è stata organizzata da Collage con il contributo non condizionante di GSK, hanno partecipato Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT, Claudio Mastroianni, Past President SIMIT, il nuovo Presidente SIMIT Roberto Parrella. Un’approfondita analisi su questo tema si è tenuta dopo il Simposio istituzionale ‘Attualità e futuro sulle malattie infettive nel nuovo mutato scenario globale: le priorità emerse tra prevenzione e nuove politiche sanitariè, dove sono intervenuti Mauro D’Attis, Parlamentare V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione; Gian Antonio Girelli, Parlamentare XII Commissione Affari Sociali; Anna Caraglia, Sorveglianza Malattie Infettive e Profilassi Ministero della Salute; Paola Stefanelli, Dirigente di ricerca Dipartimento Malattie Infettive, ISS; Barbara Suligoi, Direttore centro operativo AIDS ISS; Claudio Mastroianni, Past President SIMIT; Roberto Parrella, Presidente SIMIT; Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT; Cristina Mussini, Vicepresidente SIMIT. Entrambe le sessioni sono state moderate dal giornalista scientifico Daniel Della Seta.
    ‘I pazienti fragili appartengono a diverse popolazioni – sottolinea Andrea Antinori, Direttore Divisione Immunodeficienze Virali, INMI Spallanzani – Si tratta delle persone più anziane; vi sono poi coloro che sono affetti da comorbidità concomitanti, come patologie cardiovascolari, malattie polmonari croniche, insufficienza renale, epatopatia cronica, diabete, obesità. A queste categorie, negli ultimi anni si è aggiunto un crescente numero di persone con deficit del sistema immunitario, pazienti oncologici o oncoematologici, pazienti trapiantati o in attesa di trapianto d’organo, persone sottoposte a terapie immunosoppressive o con immunodeficienze di varia natura; persone con infezione da HIV, in particolare quelle che per effetto di una diagnosi avanzata e un’insufficiente risposta alla terapia hanno anche un deficit immunitario; altri pazienti con malattie croniche. Questo ampio gruppo di persone trae beneficio dalle vaccinazioni contro Herpes Zoster, Pneumococco, influenza, Virus Respiratorio Sinciziale, SARS-CoV-2. I vaccini sono sicuri ed efficaci: consentono di evitare le manifestazioni più severe della patologia e in alcuni casi proteggono dalla stessa infezione. Contestualmente al vaccino per l’influenza, la cui campagna è in corso in queste settimane, si può procedere anche alla co-somministrazione di queste altre vaccinazionì.
    Il Virus Respiratorio Sinciziale – RSV è un virus contagioso comune che colpisce i polmoni e le vie respiratorie. Può dare complicazioni nei bambini sotto i due anni e nella popolazione anziana e immunocompromessa. Nei Paesi industrializzati,negli adulti, provoca oltre 420mila ricoveri ogni anno e 29mila decessi. Finora non sono state disponibili terapie e vaccinazioni, ma è da poco disponibile in Italia il primo vaccino per gli adulti, con straordinaria efficacia nei soggetti con patologie concomitanti: nello studio cardine ha mostrato una riduzione del 94,1% della malattia grave da RSV e un’efficacia complessiva del vaccino dell’82,6%.
    ‘I soggetti fragili che contraggono il Virus Respiratorio Sinciziale sono ad alto rischio di malattie gravi a causa del declino dell’immunità correlato all’età e delle condizioni sottostanti – spiega Roberto Parrella, Presidente SIMIT – Il virus può assumere una forma grave nelle persone vulnerabili, come gli anziani e coloro che hanno malattie polmonari o cardiache e diabete. L’RSV può esacerbare condizioni come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), l’asma e l’insufficienza cardiaca cronica e può portare a esiti gravi, come polmonite, ospedalizzazione e morte. In generale, chi ha patologie pregresse rischia un aggravamento delle proprie condizioni e va incontro a tassi di ospedalizzazione più elevati. Recenti studi americani rilevano come ogni anno ci siano da 60mila a 120mila ricoveri dovuti all’RSV, di cui circa 6-8mila decessi. Da questi dati si evince l’importanza che può rivestire uno strumento preventivo come il vaccinò.
    Tra le patologie infettive, l’Herpes Zoster rappresenta una delle principali minacce per il soggetto adulto, vista la sua ampia diffusione e i rischi che comporta. L’incidenza è di circa 8 casi per mille abitanti per anno, ma aumenta con l’età, tanto che a 80 anni si ha il 50% di possibilità in più di incorrere in questa patologia. L’Herpes Zoster è molto pericoloso per i pazienti fragili perchè peggiora spesso il controllo della malattia ed ancora di più per quelli immunocompromessi, in particolare coloro che sono affetti da patologie oncologiche o oncoematologiche.
    ‘Il vaccino contro l’Herpes Zoster è prioritario perchè questa infezione è presente in oltre il 90% della popolazione – sottolinea il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT – La riattivazione del virus è legata proprio all’immunodeficienza legata all’età o alla malattia di base. L’Herpes Zoster comporta una fastidiosa fase acuta e delle sequele, tra cui la più nota è la nevralgia post-erpetica, un dolore che colpisce la zona dove si è manifestata l’infezione e che può persistere anche per mesi. La letteratura scientifica più recente ha evidenziato anche complicanze cardio e cerebro-vascolari. La varietà e la gravità di queste conseguenze ci inducono a raccomandare fortemente la vaccinazione. Il vaccino ricombinante adiuvato, da poco disponibile, ha dimostrato un rapporto rischio/beneficio nettamente favorevole, oltre che una persistenza d’effetto di 10 anni. Tale vaccino, inoltre, può essere somministrato anche nei pazienti immunocompromessi, che sono i più esposti all’infezione e rappresentano pertanto i destinatari più indicati per la somministrazione della vaccinazionè.
    I pazienti fragili immunocompromessi, oltre alla vaccinazione, possono necessitare di un trattamento precoce per ridurre ospedalizzazioni e decessi dovuti al SARS-CoV-2. Il dato di mortalità settimanale di pazienti con Covid, infatti, è ancora alto. Se l’efficacia neutralizzante in vitro della maggior parte degli anticorpi monoclonali di fronte al proliferare delle nuove sottovarianti Omicron è diminuita riducendone drasticamente l’efficacia, resta l’eccezione del Sotrovimab, che grazie al suo profilo è in grado di prevenire gli effetti più gravi della malattia. Sotrovimab, infatti, ha solo una modesta riduzione di efficacia neutralizzante verso le nuove sottovarianti di Omicron EG.5.1 (Eris) e XBB (Kraken). In secondo luogo, ha anche un’azione immunomodulante, per cui potenzia la risposta immunitaria anche nei pazienti immunocompromessi, a differenza degli altri monoclonali che hanno solo un effetto neutralizzante. Oltre ai dati virologici e al meccanismo d’azione, ci sono anche aspetti farmacocinetici che compensano la modesta riduzione di efficacia in vitro, in virtù dei quali recenti studi di real world evidence internazionali hanno dimostrato l’efficacia del farmaco anche nelle più recenti varianti Omicron, tanto che alcune linee guida europee come quelle inglesi lo raccomandano come alternativa all’antivirale orale laddove questo non possa essere utilizzato.
    – foto Studio Comunicazione Diessecom –
    (ITALPRESS).

  • Magenta: era praticamente morta. Due medici di base la ‘resuscitano’. Al PS in codice rosso

    Magenta: era praticamente morta. Due medici di base la ‘resuscitano’. Al PS in codice rosso

    Al momento in cui scriviamo non sappiamo come andrà a finire questa storia. Però di certo, e questi sono i fatti, se la Signora, vittima di arresto cardiaco, non si fosse trovata in quel momento all’interno di un Poliambulatorio Medico, non avrebbe avuto alcuna speranza di vita.

    Questo pomeriggio, intorno alle 14,30, la Signora in questione si era recata per una visita presso lo studio della dott.ssa Ilaria De Simone.

    Dalle informazioni che abbiamo raccolto aveva problemi ad una gamba, e proprio mentre il medico la stava visitando, si è verificato il peggio.

    La donna ha perso completamente conoscenza, è andata in arresto cardiaco. A quel punto, il sangue freddo della dott.ssa insieme a quello del collega Alessandro Bisoffi che stava visitando nello studio accanto ha permesso di dare una chance di vita alla malcapitata.

    Ci sono voluti cinque minuti di rianimazione cardio polmonare a cui fatto seguito un’iniezione di adrenalina. La donna a quel punto è stata ‘resuscitata’, mentre è arrivata l’ambulanza del 118 con medico rianimatore a bordo per tentare di stabilizzarla.

    E’ stata condotta in ospedale in codice rosso. La speranza è che il pronto intervento dei due medici di base sia servito a salvarle la vita. Seguiranno aggiornamenti.

  • Trecate, sabato 16 dicembre il Natale torna protagonista in città con tanti appuntamenti

    Trecate, sabato 16 dicembre il Natale torna protagonista in città con tanti appuntamenti

    Il Comitato genitori “Rodari” con il Nucleo festeggiamenti Acli del Quartiere Santa Maria e il supporto della Pro Loco, organizza dalle 14.30 alle 18, in piazzale Santa Maria, la prima giornata di “Aspettando il Natale”, con escape room per bambini e ragazzi e laboratori a tema natalizio.

    La Biblioteca civica aspetta tutti i bambini dalle 15 nei locali di villa Cicogna, dove si terrà l’evento “Biblioteca in festa… aspettando il Natale”, laboratorio ludico ed educativo tematico voluto e pensato per i più piccoli, che addobberanno un albero con decorazioni preparate dai giovani del Servizio civile che i bambini coloreranno durante il laboratorio. E’ inoltre prevista la realizzazione “in diretta” di un albero di carta omaggio per i partecipanti. Per tutti è prevista una merenda offerta dall’Amministrazione e un dono per i bambini.

    Sempre dalle 14, in piazza Cavour e nelle vie del centro storico, sarà presente, su iniziativa dell’assessorato al Commercio, un gruppo di zampognari, figure che fanno parte della tradizione natalizia, che si esibiranno proponendo le melodie tipiche del periodo Natalizio.

    Alle 20.30 concerto natalizio, nella chiesa di San Francesco, anche per l’Accademia musicale “Gino Badati”.