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  • Corbetta, inquilina scatena l’inferno tra minacce e urla nell’appartamento preso in affitto: vicini terrorizzati

    Corbetta, inquilina scatena l’inferno tra minacce e urla nell’appartamento preso in affitto: vicini terrorizzati

    Urla notturne, colpi al pavimento e alle pareti con oggetti pesanti, conversazioni a voce alta come se in casa ci fosse anche un’altra persona, quando in realtà non c’è nessuno. Ormai da alcune settimane i residenti di una palazzina di via Pascoli, frazione di Castellazzo dè Stampi a Corbetta, vivono in quello che può definirsi un vero e proprio incubo al quale sembra non esserci rimedio. Nel mese di settembre un appartamento era stato dato in affitto, come bed & breakfast, da un uomo ad una donna di nazionalità statunitense.

    Inizialmente sembrava che fosse tutto a posto. Che si trattasse di una persona per bene come le tante altre che non avevano causato alcun problema e che ha proceduto al rinnovo del contratto pagando regolarmente. Invece, con il passare del tempo si è scatenato il finimondo in quell’appartamento. Verso la fine del mese di novembre sulla porta di ingresso la signora comincia ad appendere manifesti dal contenuto volgare e minaccioso, spesso inneggianti a famiglie mafiose italiane ben note negli Stati Uniti. Gambino, Gotti, parolacce. Frasi deliranti nelle quali si presenta come la nipote di Giovanni Gotti e che lavora per le Nazioni Unite. Anche le finestre del giardino sono state verniciate con scritte dello stesso tenore. Il proprietario procede a segnalare la cosa ai Carabinieri della stazione di Corbetta che fanno un sopralluogo. Ma dopo quel giorno le cose peggiorano. I manifesti continuano ad essere apposti sulla porta e di notte si scatena il solito inferno. I vicini di casa hanno paura, temono per la loro incolumità. Si torna a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine e della Polizia locale. Ma non cambia nulla.

    Il proprietario, avvisato anche dall’amministratore di condominio, si reca in via Pascoli cercando di parlare con l’inquilina che, nel frattempo diventa insolvente e non mostra alcuna intenzione a lasciare l’appartamento. «Ho cercato di avvicinarmi a lei – ha detto il proprietario – ma lei, in inglese e con gli occhi fuori dalle orbite mi ha detto di andarmene altrimenti mi avrebbe ammazzato. Ha sbattuto la porta e mi sono allontanato». In quel frangente il proprietario è riuscito ad osservare l’interno dell’appartamento scoprendo che era anch’esso devastato e pieno di scritte con vernice rossa. Finché sulla porta di ingresso appende un documento della Questura di Roma nel quale si dice che la donna, classe 1962, ha presentato richiesta di asilo politico presso l’ufficio immigrazione. Cosa ci sia di vero è impossibile saperlo. «Vogliamo che questa situazione assurda si sblocchi – afferma il proprietario – il rischio che accada qualcosa di grave è troppo alto. Qualcuno deve intervenire».

  • Amato lascia la presidenza della Commissione Algoritmi

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    ROMA (ITALPRESS) – Giuliano Amato lascia la presidenza della Commissione sull’intelligenza artificiale nel campo dell’editoria, la cosiddetta Commissione Algoritmi. Lo annuncia lo stesso ex presidente della Corte Costituzionale in un colloquio con il Corriere della Sera.
    “E’ una commissione della presidenza del Consiglio, e visto che la mia nomina non risulta essere un’iniziativa della presidente del Consiglio lascio senz’altro l’incarico”, spiega Amato. La sua decisione arriva dopo le dichiarazioni di Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di fine anno, nel corso della quale, rispondendo a una domanda su alcune dichiarazioni di Amato in un’intervista a La Repubblica intitolata “Democrazia a rischio, l’Italia può seguire Polonia e Ungheria”, la premier si era detta “basita”. “Siccome entro il 2024 il Parlamento che oggi ha una maggioranza di centrodestra deve nominare quattro giudici della Consulta, ci sarebbe il rischio di una deriva autoritaria – ha detto Meloni in conferenza stampa -. Io penso semmai che sia una deriva autoritaria considerare che chi vince le elezioni, se non è di sinistra, non abbia gli stessi diritti degli altri. Nella mia idea di democrazia questo non esiste. Il mondo nel quale la sinistra ha più diritti degli altri, per quanto mi riguarda, è finito”.
    “Io non ho assolutamente parlato dell’elezione dei giudici della Corte – commenta Amato -. Ho evidenziato un altro problema, come sa chi ha letto davvero l’intervista. Ho parlato dell’accoglienza delle decisioni della Corte, chiunque l’abbia eletta, e ad oggi in Italia non è mai stata la presidente del Consiglio a porre questa questione. Hanno cominciato altri esponenti della sua maggioranza, ma non lei”.
    Quanto al suo riferimento alla Polonia, dove l’esecutivo ha impedito la pubblicazione di una sentenza della Corte Costituzionale, “ho pure detto che da noi quello che è accaduto lì ora è inconcepibile – spiega ancora Amato -; certo potrebbe accadere perchè non c’è nulla che lo impedisca, ma ora è ritenuto inconcepibile”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Tornelli anti salto in metro, Decorambo: critiche assurde, unica scelta giusta in 13 anni di csx

    Tornelli anti salto in metro, Decorambo: critiche assurde, unica scelta giusta in 13 anni di csx

    «Leggo che il Consigliere di maggioranza Mazzei ha criticato la scelta dell’Amministrazione Comunale e di Atm che hanno installato nuovi tornelli anti salto in metropolitana. Ma come, l’unica scelta giusta in 13 anni attuata dalle Giunte di Centrosinistra, peraltro tutelando chi paga regolarmente il biglietto, viene criticata e contestata da parte della stessa maggioranza che continua a tollerare l’abusivismo e l’illegalità come, per esempio, il Consigliere del Pd pro-Cannabis Nahum. Senza contare, poi, la “morbidezza” e tolleranza che da anni il Centrosinistra ha nei confronti dei no-global, antagonisti e dei Centri Sociali».

    Così l’On. di Fratelli d’Italia, ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera e membro della Commissione d’inchiesta alla Camera sulla Sicurezza e sul degrado delle Periferie in Italia, Riccardo De Corato, sulle critiche al Consigliere della Lista Sala Mazzei sui nuovi tornelli anti salto installati in metropolitana.

  • Teatro: al Franco Parenti di Milano, dal 9 gennaio, Fabrizio Gifuni fa rivivere PPP e Aldo Moro

    Teatro: al Franco Parenti di Milano, dal 9 gennaio, Fabrizio Gifuni fa rivivere PPP e Aldo Moro

    Dal 9 al 14 gennaio nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano Fabrizio Gifuni porta in scena ‘I fantasmi della nostra storia’. “I corpi di Aldo Moro e Pier Paolo Pasolini – afferma Gifuni – occupano da quasi mezzo secolo la scena della nostra storia di ombre. Corpi a cui non è stata data ancora degna sepoltura.

    Corpi su cui inciampa, storcendosi le caviglie, un’intera nazione: amici, nemici, distratti o interessati, autenticamente indifferenti o affetti da un’assai consapevole ansia di rimozione, è impossibile per molti non farci i conti. E allora può accadere che questi fantasmi tornino a interrogarci con le loro parole, scomode e urticanti, che troppi, quando erano in vita, irrisero, volutamente distorsero o non vollero ascoltare”. “La tragica conclusione delle loro vite – sostiene Gifuni – matura all’interno di vicende diverse, accomunate però dal medesimo contesto storico: Moro e Pasolini, da postazioni fatalmente contrapposte, vissero con crescente e acuto dolore quello stesso clima, cercando ciascuno di immaginare possibili soluzioni.

    Pur all’interno di condizioni esistenziali e caratteriali diametralmente opposte, entrambi finirono per sprofondare nel medesimo stato di angoscioso isolamento. Fino al tragico epilogo. Per questo motivo ho scelto di riportare in scena, eccezionalmente insieme per pochi giorni, i due lavori teatrali più rappresentativi di questo percorso: ‘Con il vostro irridente silenzio’ – rituale scenico dedicato alle carte di Moro e ‘Il male dei ricci – Ragazzi di vita e altre visioni’, sintesi e nuova elaborazione drammaturgica di precedenti lavori dedicati a Pasolini. Restituire una voce a questi due fantasmi non è, oggi, soltanto un esercizio di memoria, ma un rito collettivo più che mai necessario a un’intera comunità”, conclude Gifuni.

  • La Juve batte la Salernitana 6-1 e va ai quarti di Coppa Italia

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    TORINO (ITALPRESS) – Sarà la Juventus di Massimiliano Allegri ad affrontare il Frosinone nei quarti di finale di Coppa Italia in programma giovedì 11 gennaio. I bianconeri hanno sconfitto con estrema facilità la Salernitana per 6-1 nell’ottavo andato in scena all’Allianz Stadium di Torino. Eppure la serata di Danilo e compagni non era iniziata nel migliore dei modi visto che dopo meno di 60 secondi dal fischio d’inizio era stata la formazione ospite guidata dall’ex Pippo Inzaghi a passare in vantaggio con un diagonale di Ikwuemesi su disimpegno sbagliato di Gatti che invano aveva chiesto all’arbitro il fallo di un avversario. La Juventus ha immediatamente alzato la pressione e al 12′ ha trovato il pari con Miretti: un indemoniato Chiesa è andato via sulla sinistra crossando verso il secondo palo dove Cambiaso è stato intelligente a fare da torre per l’accorrente Miretti che con il mancino ha battuto Fiorillo. Cinque minuti dopo l’arbitro Ghersini ha fischio un rigore a favore della Juventus per fallo di Sambia su Gatti ma l’intervento del Var ha sancito che il contatto era avvenuto fuori area. A dieci minuti dal riposo, la Juventus ha effettuato il sorpasso: stavolta a fare da torre sul corner di Chiesa è stato Danilo e a finalizzare l’azione è arrivato Cambiaso che con il mancino ha messo la sfera sul palo più lontano. E’ partita ancora dai piedi di Chiesa l’azione del terzo gol juventino: cross dalla sinistra per il colpo di testa a botta sicura di Milik, respinta di piede di Fiorillo e tap-in a pochi passi di Rugani. A un quarto d’ora dal termine il poker bianconero è arrivato con un’autorete al termine di una bella azione corale in cui Milik ha liberato alla conclusione Yildiz la cui respinta di Fiorillo è rimpallata sui piedi di Bronn ed è poi terminata in rete. Il quinto gol è arrivato con un gol-capolavoro ancora di Yildiz che, a due minuti dal termine, si è infilato tra le maglie della Salernitana da sinistra, ha saltato quattro avversari e ha trafitto Fiorillo il quale in pieno recupero, al 46′, ha dovuto raccogliere in fondo alla sua rete anche il definitivo 6-1 messo nel sette da Weah con un gran tiro dalla trequarti.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Gigi D’Alessio, 5 live alla Reggia di Caserta a settembre

    Gigi D’Alessio, 5 live alla Reggia di Caserta a settembre

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Parte un nuovo anno ricco di appuntamenti per Gigi D’Alessio che annuncia a sorpresa sui social un ciclo di concerti in programma il 6, 7, 8, 14 e 15 settembre a Piazza Carlo di Borbone, nella cornice della Reggia di Caserta.
    Cinque speciali serate di grande festa all’insegna della musica, con la storica residenza reale come sfondo.
    -foto ufficio stampa Gigi D’Alessio –
    (ITALPRESS).

  • Zelensky “Grato a Italia e Meloni per rafforzamento scudo aereo”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Ho parlato con Giorgia Meloni per congratularmi con l’Italia per aver assunto la presidenza del G7 e ringraziarla per il suo costante sostegno nel G7 e nel percorso di adesione dell’Ucraina all’Ue. Ho informato il primo ministro dei recenti attacchi di massa della Russia. Sono grato all’Italia e personalmente a Giorgia per la disponibilità a continuare a rafforzare lo scudo aereo dell’Ucraina. Un’ulteriore difesa aerea salva vite umane e sostiene la vita normale nelle nostre città”. Così su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Abbiamo anche discusso della produzione congiunta di difesa e del contributo che l’Ucraina e l’Italia possono dare nel rafforzare non solo le nostre due nazioni, ma l’intera Europa e la sicurezza globale. Abbiamo prestato particolare attenzione all’imminente incontro dei consiglieri per la Formula di Pace e al nostro lavoro congiunto sulle garanzie di sicurezza bilaterali per l’Ucraina”, ha concluso Zelensky.
    Da parte sua, il premier Gorgia Meloni nel corso del colloquio telefonico esprimendo solidarietà per le vittime dei recenti bombardamenti russi su tutto il territorio ucraino, ha assicurato che il tema dell’aggressione russa all’Ucraina sarà al centro della Presidenza italiana del G7 e ha confermato il continuo sostegno in ogni ambito del Governo italiano alle Autorità ucraine con l’obiettivo di raggiungere una pace giusta e duratura.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Lexus LBX, il nuovo crossover compatto per il mercato europeo

    Lexus LBX, il nuovo crossover compatto per il mercato europeo

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Lexus presenta LBX, il nuovo crossover pensato appositamente per il mercato europeo. L’aspetto più significativo del design è una nuova disposizione del frontale che “reinterpreta” la tradizionale griglia a clessidra, un segno distintivo del design dell’ultimo decennio, portando Lexus in una nuova era. La griglia senza cornice dà vita alle linee della carrozzeria a clessidra di LBX, contribuendo all’aspetto forte e dinamico della vettura. Inoltre, è efficiente dal punto di vista aerodinamico e contribuisce a regolare il flusso d’aria sopra e intorno alla vettura. Anche il posteriore dell’auto ha un aspetto deciso e lo stile si ispira a una fonte sorprendente: le torte di riso giapponesi, una tradizionale offerta religiosa diffusa a Capodanno. Queste sono costituite da due dischi, uno piccolo posto sopra uno più grande. Osservando LBX dalla parte posteriore, questo equilibrio di forme si riflette nell’abitacolo compatto dell’auto, un’altra indicazione visiva del baricentro basso che crea un’ottima manovrabilità. LBX è lungo 4.190 mm, largo 1.825 mm, alto 1.545 mm e ha un passo di 2.580 mm.
    Il ridotto diametro di sterzata di 10,4 metri è ideale per la guida urbana. I designer Lexus hanno cercato di creare un abitacolo semplice e raffinato che regalasse la sensazione e l’atmosfera di un modello di segmento superiore. Questo effetto si basa su tre elementi chiave: una buona visibilità con un ampio orizzonte e una plancia fluida e regolare; la sensazione di ampio spazio interno e una console centrale con una presenza imponente. La console centrale è una struttura rigida e prominente con un ampio display inclinato all’indietro in modo da integrarsi perfettamente con la struttura. E’ inoltre dotata di ginocchiere laterali imbottite, di un bracciolo centrale e di un vano inferiore per riporre piccoli oggetti che contiene anche una presa per accessori da 12V e una porta USB di tipo C. La qualità premium e l’attenzione ai dettagli sono evidenti nell’uso di rivestimenti e finiture con un forte appeal visivo e tattile. Oltre alla pelle semi-anilina di alta qualità, le opzioni includono un interno in eco-pelle che utilizza pelle e materiali sintetici per i rivestimenti dei sedili e per il volante, la leva del cambio e le finiture delle portiere. LBX è dotato del più recente sistema Lexus Link Connect, gestito da un touchscreen da 9,8 pollici con rivestimento antiriflesso che ne consente la lettura in qualsiasi condizione di luce. Il sistema di sospensioni è stato progettato per avere un’ottima risposta dello sterzo e una sterzata precisa. Sono state implementate regolazioni specifiche per migliorare la rigidità e la reazione alle forze laterali nelle braccia. La parte anteriore ha un nuovo design di tipo MacPherson, rigido e leggero per garantire una manovrabilità agile e una guida eccellente. Sul posteriore di LBX a trazione anteriore è presente un ponte torcente mentre sul modello a trazione integrale è presente uno schema a doppio braccio oscillante con bracci longitudinali per ospitare il sistema E-Four. Il sistema di sospensioni è stato progettato per avere un’ottima risposta dello sterzo e una sterzata precisa. Sono state implementate regolazioni specifiche per migliorare la rigidità e la reazione alle forze laterali nelle braccia. LBX è dotato di un nuovo powertrain Premium Hybrid, altamente efficiente e ottimizzato per offrire un’accelerazione rapida e reattiva, tipica della propulsione elettrica. E’ un elemento chiave per regalare a LBX una guida dinamica e garantire i vantaggi a tutto tondo della Lexus Driving Signature. La potenza totale del sistema è di 136 CV/100 kW con una coppia massima di 185 Nm, che consente un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,2 secondi per il modello a trazione anteriore e 9,6 secondi con trazione integrale. I dati ufficiali del ciclo combinato WLTP suggeriscono un consumo di carburante medio di 4,7 l/100 km ed emissioni di CO2 di circa 100 g/km. Il motore a tre cilindri da 1,5 litri ha un’efficienza termica da record, supportata da una combustione ad alta velocità, ottenuta con tecnologie evolute dall’ingegneria della Formula 1, tra cui una corsa più lunga, un maggiore angolo delle valvole e sedi delle valvole di aspirazione rivestite al laser. I pistoni ultraleggeri sono progettati per lavorare ad alti regimi del motore e hanno un rivestimento in resina che riduce l’attrito con la parete del cilindro. Ulteriore efficienza termica è ottenuta da un sistema di raffreddamento variabile che regola la portata del liquido refrigerante in base alle condizioni di funzionamento del motore e alla temperatura esterna. Ciò consente un riscaldamento più rapido del motore e riduce le perdite per attrito, contribuendo al risparmio di carburante e consentendo l’efficienza del condizionatore d’aria. La fasatura variabile elettronica e intelligente delle valvole sul lato di aspirazione: il Sistema VVTi-E assicura un buon equilibrio tra risparmio di carburante e risposta del sistema, anche a bassi regimi del motore o con basse temperature dell’olio. Oltre a funzionalità come il sistema Advanced Park e il Vehicle Braking Posture Control sopra descritte, LBX è dotato di serie delle funzionalità complete di sicurezza e assistenza alla guida dell’ultima generazione del Lexus Safety System +. Il pacchetto assicura molteplici sistemi per rilevare i rischi di incidente, avvisare il guidatore e fornire automaticamente il controllo dello sterzo, della frenata e della forza motrice, se necessario, per aiutare a evitare o ridurre le conseguenze di una collisione.
    (ITALPRESS).
    – Foto: ufficio stampa Lexus –

  • Al Manzoni di Milano, dal 16 al 28 gennaio, arriva Quasi Amici

    Al Manzoni di Milano, dal 16 al 28 gennaio, arriva Quasi Amici

    Quasi Amici è una storia importante, di quelle storie che meritano di essere condivise e raccontate. Anche con il linguaggio delle emozioni più profonde: quello teatrale. Un adattamento per il teatro del soggetto e della sceneggiatura di Quasi amici è affascinante perché permette di dilatare, in drammaturgia teatrale, quelle emozioni che nascono per il cinema con un altro linguaggio, non solo visivo, ma anche filmico. Emozioni che devono irrobustirsi però con parole e simboli precisi sul palcoscenico per poter rimandare tutti noi a un immaginario condiviso con il quale far dialogare il proprio. E partecipare. Ed è straordinario raccontare ancora più nell’intimità delle parole, degli scambi, delle svolte narrative, delle luci, dei movimenti, che solo una drammaturgia teatrale può cogliere e restituire, dando il senso profondo di una grande amicizia in fieri. Osservando poi il percorso che compiono i due protagonisti per crescere, ognuno nella rispettiva vita e in quella dell’altro e di come uno diventi assolutamente necessario all’altro per poter proseguire indenne, o quasi, il proprio cammino su questa terra.

    Due uomini talmente diversi da costituire una teorizzazione dell’antimateria. Due particelle che potrebbero portare a un’esplosione, un annichilimento delle proprie personalità e invece avviene il miracolo. Ed è questo Miracolo laico che vorrei raccontare. Un uomo molto agiato, ricco, molto ricco, troppo ricco, intelligente, affascinante; un uomo che vive di cultura e con la cultura vive, che si muove e conquista e soddisfa il proprio ego narcisistico con il cervello più che con il corpo. Un uomo a cui il destino ha voluto, per contrappasso, relegare a solo cervello, facendolo precipitare con il parapendio e fratturandogli la quarta vertebra cervicale e riprendendosi il corpo.

    Quel corpo, che era solo un bagaglio della mente, ora nell’assenza, diventa il fantasma di un’identità da inseguire e recuperare. E un altro uomo che entra ed esce di galera, sin da ragazzino, svelto, con una sua intelligenza vivace e una cultura fatta sulla strada e nei film di serie b, che ha visto. Ma decisamente smart. Un uomo che preferisce porre il suo corpo avanti a tutto e lasciare il cervello quieto nelle retrovie. Un corpo che, da subito, ha cercato di farsi strada nelle periferie degradate, in cui un’incertezza diventa come in natura, essenziale per determinare il proprio posto nella catena alimentare. Un predatore che in realtà̀ è una preda delle proprie debolezze. Un uomo che si è privato della carica del cervello che avrebbe potuto essere per lui determinante.
    Questi due uomini si incontrano per un caso e questo caso farà sì che diventino uno per l’altro indissolubili, l’uno indispensabile alla vita dell’altro e lenitivo alla ferità fatale che ognuno ha dentro di sé. Non lo sanno ma loro possiedono un dono che ognuno può donare all’altro: la leggerezza. Come in Pigmalione assistiamo per osmosi a un’educazione alla vita e alla cultura e un’istruzione alla leggerezza.

    È l’assenza di leggerezza, più̀ che la malattia, che tiene ancorato sulla sedia Philippe, la sua pesantezza della vita, della sua percezione del mondo, che lo inchioda a decisioni sbagliate con la figlia adottiva, con i suoi collaboratori, ma soprattutto con sé stesso.
    Non si perdona mai. Da cosa non si è ben capito. Dalla difficoltà di vivere?
    E l’altro uomo che ha fatto della sua leggerezza un modo per non occuparsi di nulla, di scansare ogni problema, ogni profondità, ogni disagio. Una leggerezza frivola, gassosa, che lo porta a risolvere tutto con il corpo, fisicamente e caso strano, pesantemente. Una leggerezza che ha la pesantezza di un dirigibile senza l’idrogeno. Una leggerezza senza controllo.

    Paul Valéry ha detto: «Il faut être léger comme l’oiseau, et non comme la plume». Uno usa il corpo e uno la mente. Occorre una ridistribuzione totale dei talenti.
    Nell’adattamento teatrale il ruolo di Philippe, l’uomo sulla sedia, dovrà essere riequilibrato, perché nella versione cinematografica è molto sbilanciato il racconto a favore di Driss, l’uomo che arriva ad aiutarlo. Nella versione teatrale i due ruoli saranno equiparati per poter scavare molto di più nel loro rapporto e nella loro ricerca di questa leggerezza calviniana che ci faccia emozionare, godere, ridere fino alle lacrime
    Ho immaginato quindi, di inserire anche quei momenti di sconforto che nel film, per necessità del tempo di racconto non hanno probabilmente trovato spazio, invece nella versione teatrale ci permettono di entrare nella psiche di un uomo completamente paralizzato che diventa tutt’uno con la sua sedia a rotelle elettrica. E nella testa di un altro uomo che ha considerato la vita fino allora come un aperitivo leggero da ingurgitare e poi tranquillamente digerire. Ad esempio: un sogno in cui Philippe si sveglia e lo vediamo camminare. E questa cosa ci disorienta. Philippe chiama subito Driss, è entusiasta della notizia che gli deve dare e Driss arriva ma è lui sulla sedia a rotelle. Philippe, come nel peggiore incubo, si rende conto che è solo un sogno e si sveglia madido di sudore nel suo letto. Ma nel sogno, per una volta, ha capito la strada. Ha perso la gravità che gli dava pesantezza. Ma la ricerca alla leggerezza passa anche per la comicità. Ridere sarà il veicolo segreto per arrivare a comprendere ancora di più i meccanismi che regolano la vita e i destini di questi uomini. Ridere di sé e dell’altro per conoscere di più in profondità chi ci sta davanti: nudo, senza schermi. Un uomo macchina che custodisce gelosamente l’essenza del suo essere uomo in un incontro epistolare con una donna che potrebbe risultare la sua ragione di vita. Che alla fine potrà restituirci uno scampolo di vita reale.

    Per la regia mi sono immaginato un grande spazio aperto, un grande panorama illuminato come una giornata estiva, una notte autunnale, un pomeriggio piovoso. E un piano inclinato che dirada verso il proscenio e che racchiuda al suo interno tutti i luoghi della vicenda, che si aprono e diventano a volte studio, camera da letto, salotto, a volte ristorante eccetera. Ma poi richiudendosi all’interno del praticabile ci restituiscono solo una pianura inclinata in cui far scivolare dolcemente la sedia a rotelle o faticosamente spingerla in salita. Un non luogo esterno che potrebbe essere una spiaggia con il mare davanti, la platea, o un prato dove volano i parapendii e dove nel finale, per realismo magico, seguendo un aquilone che Driss fa volare nel vento di un pomeriggio, Philippe finalmente acquisisce la sua leggerezza e si stacca dalla sua sedia a rotelle e vola come se fosse sul parapendio lasciando finalmente quella sedia che lo schiacciava verso la gravità più̀ pesante del mondo.
    Philippe ha perso la gravità. Ha imparato la leggerezza e Driss, la leggera profondità̀ che non lo fa volare e tiene Philippe ancorato a sé, come un riferimento importante. La loro amicizia, una centratura, per vivere ed essere uomini un po’ più̀ consapevoli della meraviglia e poter ridere, finalmente a crepapelle.

    Alberto Ferrari

    Enfi Teatro
    presenta
    Dal 16 al 28 gennaio 2024
    feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
    sabato 27 gennaio ore 15,30 e 20,45

    MASSIMO GHINI PAOLO RUFFINI

    QUASI AMICI

    dal film “Quasi amici” di Eric Toledano e Olivier Nakache

    Adattamento e regia
    Alberto Ferrari
    con
    Claudia Campolongo
    Francesca Giovannetti
    Leonardo Ghini
    Giammarco Trulli
    Giulia Sessich
    Diego Sebastian Misasi

    Scene Roberto Crea – Costumi Stefano Giovani
    Disegno luci Pietro Sperduti – Musiche Roberto Binetti
    Assistente alla regia Cristiano Malacrino – Video Robin studio

    Interpreti e personaggi
    Massimo Ghini – Filippo
    Paolo Ruffini – Driss
    Claudia Campolongo – Yvonne, La Voce della Navigator
    Francesca Giovannetti – Magda ed Eleonora
    Leonardo Ghini – Adamo, Candidato, Badante, Gallerista
    Giammarco Trulli – Alberto, Giardiniere, Antonio Legenda, Cameriere, Candidato
    Giulia Sessich – Deb ed Elisa
    Diego Sebastian Misasi – Bastiano, Candidato, Badante, Violinista

    BIGLIETTI
    Da martedì a venerdì
    Prestige € 36,50 – Poltronissima € 33,00 – Poltrona € 25,00 – Poltronissima under 26 anni € 16,00
    Sabato e domenica
    Prestige € 41,00 – Poltronissima € 36,50 – Poltrona € 26,50 – Poltronissima under 26 anni € 18,50
    Per acquisto:
    biglietteria del Teatro
    online https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3296348
    telefonicamente 027636901
    circuito Ticketone

  • Auto contro Tir: un morto sull’A4 a Novara

    Auto contro Tir: un morto sull’A4 a Novara

    Incidente mortale questo pomeriggio sull’autostrada A4 tra i caselli di Novara est e Novara ovest, sulla corsia in direzione Torino. Un’auto, per cause ancora non chiare, ha perso la linea di guida deviando improvvisamente sulla destra e schiantandosi contro un camion che era fermo nella piazzola di sosta.

    Alla guida un uomo di 53 anni, che ha perso la vita. Tempestivi ma inutili i soccorsi portati da un equipaggio del 118, Sul posto anche i vigili del fuoco dei di Novara e Vercelli. Gli agenti della polizia stradale di Novara Est stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente. Pesanti le ripercussioni sul traffico, con incolonnamenti di oltre tre chilometri.

    -foto archivio-