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  • Milano, morto il 23enne aggredito sui Navigli

    Milano, morto il 23enne aggredito sui Navigli

    MILANO E’ morto ieri pomeriggio intorno alle 16:15 il ragazzo 23enne aggredito nella notte tra il 12 e 13 settembre in zona Darsena. Il 23enne e’ stato portato all’ospedale Policlinico di Milano in condizioni gravissime, senza alcun parametro di ripresa. Le cause effettive della morte non sono ancora note, saranno chiarite dalla magistratura nei prossimi giorni. Stando a quanto ricostruito fino ad ora, il ragazzo sarebbe stato aggredito da un 28enne tunisino.

    Il ragazzo tunisino di 28 anni, arrestato con l’accusa di tentato omicidio, era in attesa del permesso di soggiorno, a quanto si apprende da fonti giudiziarie. La vittima, un ragazzo di 23 anni, e’ morto all’ospedale Policlinico di Milano. Nella tasca dell’aggressore e’ stata trovata una denuncia, ma non i documenti d’identita’. L’uomo ha raccontato di avere “una laurea in economia un master” e di aver agito per difendere una donna a cui era stati rubati dei soldi dalle mani.

    La donna, nota nel quartiere, stava facendo l’elemosina in cambio di cioccolato e se ne sarebbe andata via poco dopo. La sua presenza e’ stata confermata dalle telecamere. Sempre a quanto riferito dal 28enne, gli avrebbe messo le braccia al collo per bloccarlo in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine. C’e’ un testimone oculare che dovra’ essere risentito in quanto avrebbe assistito agli ultimi momenti dell’aggressione.

  • Migranti, Piantedosi “Serve responsabilità, basta calcoli politici”

    Migranti, Piantedosi “Serve responsabilità, basta calcoli politici”

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    ROMA (ITALPRESS) – “L’immigrazione irregolare, con i grandi problemi che comporta, pone in questi giorni il Paese e l’intera Europa di fronte a una sfida difficilissima. Sono situazioni e momenti in cui si misura la responsabilità. Da parte di tutti. Di chi per definizione ha responsabilità di governo. Di chi deve sostenerlo come forza di maggioranza, di chi fa opposizione: ognuno senza fare miopi calcoli politici”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Lampedusa è sottoposta a una forte pressione. Stiamo facendo uno sforzo straordinario, non c’è nè collasso nè perdita di controllo. Anzi, se non ci fossimo organizzati per tempo, con iniziative criticatissime come quella dello stato di emergenza o alcune norma approvate a Cutro, non ci saremmo riusciti. Altro che improvvisazione”, spiega. Alle accuse di fallimento da parte dell’opposizione, Piantedosi replica: “L’opposizione più responsabile è consapevole della delicatezza della situazione e che la stessa non possa essere affrontata se non con soluzioni stabili e durature. Anche a costo di avere momenti difficili come questo. Sono quelle a cui stiamo lavorando e che, sono certo, ci porteranno al più presto a risultati meno urlati ma più solidi”. Secondo il ministro, comunque, “vanno sicuramente rafforzati alcuni strumenti normativi per affrontare alcuni problemi legati all’immigrazione irregolare: i falsi minori non accompagnati, i cpr da aumentare, le norme per agevolare il rimpatrio di chi ha commesso reati. Si tratta comunque di azioni che possono e devono essere adottate nell’ambito di una cornice europea e nel rispetto della normativa internazionale. Lo stesso vale inevitabilmente per le iniziative finalizzate a bloccare le partenze da altri continenti”. Quanto alla Tunisia “va aiutata a sostenere la difficile situazione socioeconomica che sta vivendo. E vanno accelerati gli aiuti previsti dall’attuazione del memorandum tra l’Ue e la Tunisia che non è ancora operativo e quindi non ha prodotto i suoi positivi effetti”.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Festa dello Sport a Magenta: inaugurata la mostra sulle maglie delle squadre locali, qui c’è la nostra storia

    Festa dello Sport a Magenta: inaugurata la mostra sulle maglie delle squadre locali, qui c’è la nostra storia

    Cinquant’anni di calcio in Lombardia. Una mostra inaugurata venerdì sera e visitabile da sabato 16 al 23 settembre dalle 16.30 alle 19 in Casa Giacobbe. Curata da Andrea Oldani e Andrea Barenghi. “Puntiamo a valorizzare le nostre associazioni e i nostri cittadini – ha detto l’assessore Maria Rosa Cuciniello – In questa mostra abbiamo la storia del calcio e anche quella della nostra comunità Queste maglie rappresentano un po’ anche la nostra storia”.

    MAGENTA – L’evento è patrocinato dalla Regione Lombardia e sono state invitate anche le scuole per visitarla. “Colleziono maglie da 30 anni – ha detto Oldani – negli ultimi tempi ho puntato sulle maglie locali specializzandomi sulla Lombardia. Sono circa 600 maglie di oltre 300 club differenti. Collezionare maglie locali vuol dire mantenere le tradizioni di squadre storiche”.

    I empi sono cambiati. Un tempo gli stadi di molte squadre locali erano strapieni. Era diverso il tessuto delle maglie che erano pesantissime rispetto a quelle tecniche attuali. All’inaugurazione c’erano, oltre all’assessore e ai collezionisti, Romeo Falcettoni, ex calciatore di fine anni ‘70 e inizio anni ‘80 dell’AC Magenta stagione 1982/83 e del Vigevano. Ed è arrivato anche Emanuele Confalonieri, magentino che lavora a Madrid nel primo museo di maglie di calcio storiche di calciatori di tutto il mondo.

  • Cerro Maggiore: sequestrato studio dentistico abusivo

    Cerro Maggiore: sequestrato studio dentistico abusivo

    CERRO MAGGIORE Uno studio dentistico abusivo è stato sequestrato dai carabinieri dei Nas di Milano a Cerro Maggiore, su richiesta della Procura varesina di Busto Arsizio. All’interno lavoravano due odontotecnici che si spacciavano per dentisti.

    Tre gli indagati a vario titolo per esercizio abusivo della professione: il direttore tecnico e i due odontotecnici che materialmente trattavano i pazienti. L’inchiesta coordinata dal pm Nadia Calcaterra è iniziata da una segnalazione anonima di un paziente che avrebbe riportato danni alla bocca per migliaia di euro, presentata lo scorso 5 settembre. Quando i Nas sono entrati nello studio, uno dei falsi medici stava intervenendo su un paziente.

  • Dacia Sandero Stepway, combinazione di stile e funzionalità

    Dacia Sandero Stepway, combinazione di stile e funzionalità

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Dacia Sandero arrivata alla sua terza generazione, può dire di averne fatta di strada. Commercializzata nel 2008, Sandero marca il suo ingresso sul mercato come l’auto fatta per tutti, la city car robusta, pratica e agile. Solo un anno dopo, le si affianca la sua versione Stepway, che già preannunciava i primi passi della Brand verso lo stile outdoor. Il segreto del successo della versione Stepway risiede nelle sue proporzioni generose, l’altezza libera dal suolo rialzata, il senso di praticità e il prezzo sempre accessibile negli anni. Il suo design robusto, inoltre, più pratico rispetto ad una classica city car per le uscite off-road, ma meno imponente dei SUV per i giri in città, è riuscito a conquistare negli anni un importante numero di clienti. Parlando di numeri, infatti, Sandero si conferma l’auto più venduta a clienti privati in Europa, dal 2017, con un mix che vede protagonista la Sandero Stepway con il 66%. Sandero Stepway condivide i codici del design con il mondo crossover, grazie un’altezza libera dal suolo rialzata pari a 174 mm (+ 41 mm rispetto a Sandero, soprattutto per il diametro maggiorato degli pneumatici), barre da tetto contrassegnate dal logo Stepway, grandi modanature per passaruota e parte inferiore delle porte caratterizzata da uno stripping specifico.
    Le barre da tetto non solo aggiungono un valore estetico al design della vettura ma sono la chiave della sua modularità. In pochi secondi, grazie alla chiave alloggiata nel vano portaoggetti e senza richiedere operazioni complesse di smontaggio, si trasformano in un robusto portapacchi con una capacità di carico pari a 80 chili. Questa innovazione è stata introdotta per la prima volta nella gamma Dacia con la terza generazione di Sandero Stepway, per poi essere estesa anche a Jogger. Questo ingegnoso sistema brevettato da Dacia incarna lo spirito della Marca: smart, pratico, semplice e affidabile. L’abitacolo interno offre comfort e modernità, senza dover aggiungere equipaggiamenti superflui. Con Media Control, ad esempio, lo smartphone viene posizionato davanti al conducente grazie a un ingegnoso supporto dedicato e diventa un sistema multimediale mediante l’app Dacia Media Control. Questo dispositivo consente di accedere facilmente a radio, musica, chiamate, messaggi e varie applicazioni GPS nonchè ad altre funzionalità, come il riconoscimento vocale Siri o Android.
    Questi ed altri accorgimenti garantiscono la sicurezza di un acquisto intelligente, in grado di dare valore alle risorse del cliente. L’obiettivo di Dacia è quello di offrire veicoli affidabili, dotati di equipaggiamenti in linea con i bisogni reali dei consumatori e dal design accattivante, sempre al miglior rapporto qualità/prezzo sul mercato. Una sfida dinamica, che si basa sulla verifica continua della competitività dei prodotti e servizi di Dacia mantenendo il cliente al centro del processo stesso. Il nuovo allestimento Extreme si colloca al top di gamma e propone non solo un look outdoor ma anche una serie di soluzioni pratiche per la vita di tutti i giorni. Colori inediti, finiture color rame, motivi decorativi “topografici” arricchiscono il design di interni ed esterni mentre il nuovo tessuto MicroCloud, pratico e lavabile, e l’Extended Grip aggiungono funzionalità e sicurezza anche sui percorsi più difficili.
    Con l’offerta UP&GO, la dotazione Extreme si arricchisce ulteriormente e si può approfittare una consegna più rapida rispetto a tutte le altre versioni: disponibile con la motorizzazione cuore di gamma ECO-G 100cv con il propulsore benzina 110cv, le versioni Extreme UP offrono un equipaggiamento completo e funzionale, inclusi Media Nav 8”, freno a mano elettrico, sensori di parcheggio anteriori e il blind spot warning. A disposizione tutto l’essenziale, resta solo da scegliere la tinta più cool. Con oltre 3500 ordini dal lancio nel secondo trimestre 2023, le versioni Extreme e Extreme UP si attestano nella scelta dei Clienti per quasi il 20% del mix di vendita.

    foto: ufficio stampa Renault Group Italia

    (ITALPRESS).

  • Meloni “Von der Leyen venga a Lampedusa, serve missione Ue su sbarchi”

    Meloni “Von der Leyen venga a Lampedusa, serve missione Ue su sbarchi”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La pressione migratoria che l’Italia sta subendo dall’inizio di quest’anno è insostenibile”. Così il premier Giorgia Meloni in un videomessaggio.
    Tra colpi di Stato, calamità naturali, jihadismo, quello in Africa è un quadro “difficilissimo, che potrebbe portare diverse decine di milioni di persone a voler lasciare la propria nazione per cercare un futuro migliore in Europa – prosegue -. E’ evidente però che l’Italia e l’Europa non possono accogliere questa massa enorme di persone, particolarmente quando il flusso della migrazione viene gestito da trafficanti senza scrupoli e si muove su rotte illegali”.
    Sulla migrazione “il governo italiano ha lavorato fin dal suo insediamento per affrontare il problema in modo strutturale, proponendo l’unica strada che può dare al fenomeno una soluzione duratura”, aggiunge.
    “Mentre prima tutto il dibattito in Europa si concentrava su come accogliere chi arrivava illegalmente e sulle regole della loro distribuzi one nei 27 Paesi europei noi abbiamo chiesto un totale cambio di paradigma – spiega Meloni -: fermare a monte i trafficanti di esseri umani e l’immigrazione illegale di massa, concentrarsi sulla disfa dei confini esterni e non sulla distribuzione dei migranti. Questo cambio di paradigma è oggi scritto nelle conclusioni del Consiglio. E si realizza come abbiamo sempre proposto di fare: con una missione europea, anche navale se necessario, in accordo con le autorità del Nord Africa, per fermare la partenza dei barconi, verificare in Africa chi ha diritto o meno all’asilo, accogliere in Europa solo chi ha diritto secondo le convenzioni internazionali, e parallelamente lavorare con investimenti seri allo sviluppo del continente africano”.
    “Ho scritto alla presidente della Commissione Ue Von der Leyen per chiedere di venire con me a Lampedusa per rendersi personalmente conto della gravità della situazione che affrontiamo e per accelerare immediatamente la concretizzazione dell’accordo con la Tunisia, trasferendo le risorse concordate. La presidente Von der Leyen è sempre stata collaborativa e io non dubito che lo sarà anche stavolta”, annuncia il premier, che prosegue: “Ho scritto al presidente del Consiglio europeo Charles Michel chiedendogli di inserire all’ordine del giorno del Consiglio europeo di ottobre la questione migratoria. E’ mia intenzione in quella sede ribadire che è necessario avviare immediatamente una missione europea per bloccare le partenze dei barconi”.
    “Nell’immediato il governo intende adottare misure straordinarie per fare fronte al numero di sbarchi che abbiamo visto sulle nostre coste”, a partire dal Consiglio dei Ministri di lunedì, prosegue Meloni, che si rivolge ai migranti: “Non conviene affidarsi ai trafficanti di esseri umani perchè vi chiedono molti soldi, vi mettono su barche che spesso non sono attrezzate per fare quei viaggi. E in ogni caso, se entrate illegalmente in Italia, sarete trattenuti e rimpatriati. La nostra situazione non consente di fare nulla di diverso”. “Agli italiani voglio dire che non abbiamo cambiato idea, ci vorrà tempo, molto lavoro, pazienza, determinazione ma non abbiamo cambiato idea – conclude Meloni -. Lavoriamo ogni giorno per mantenere gli impegni che abbiamo sottoscritto con voi in ogni ambito, compreso quello del ripristino della legalità e del contrasto all’immigrazione illegale”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Elio e le Storie Tese, in tour dal 5 ottobre

    Elio e le Storie Tese, in tour dal 5 ottobre

    MILANO Sfiniti dal dover rispondere quotidianamente ad almeno 20 persone a testa che chiedono “Quando tornate insieme?” e “Ma non vi eravate sciolti?” (per non parlare del tasso), Elio e Le Storie Tese risolvono il problema tornando nei teatri dal 5 ottobre (anteprima il 30 settembre), diretti dal famoso regista Giorgio Gallione, con lo spettacolo ‘Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo’.

    Queste le date del tour, prodotto da Hukapan e Imarts: 30 settembre a Salsomaggiore Terme – Teatro Nuovo (Anteprima; 5 e 6 ottobre a Genova – Teatro Politeama; 7 ottobre a Sanremo (Imperia) – Teatro Ariston; 10 e 11 ottobre a Ravenna – Teatro Alighieri; 12 e 13 ottobre a Roma – Teatro Brancaccio; 20 ottobre a Ancona – Teatro Le Muse; 21 ottobre a Pescara – Teatro Massimo; 27 ottobre a Trento – Auditorium Santa Chiara; 31 ottobre e 1 novembre a Napoli – Teatro Bellini; 4 novembre a Cremona – Teatro Ponchielli; 8 novembre a Palermo – Teatro Golden; 9 novembre a Catania – Teatro Metropolitan; 10 novembre a Catanzaro – Teatro Politeama; 12 novembre a Bari – Teatro Team (nuova data).

    14 e 15 novembre a Bologna – Teatro Duse; 16 e 17 novembre a Milano – Teatro degli Arcimboldi; 19 novembre a Mantova – Pala Unical; 20 novembre a Trieste – Politeama Rossetti; 21 novembre a Udine – Teatro Nuovo Giovanni da Udine; 22 novembre a Padova – Gran Teatro Geox; 25 novembre a Cascina (Pisa) – Città del Teatro; 28 e 29 novembre a Torino – Teatro Colosseo; 1 dicembre a Piacenza – Teatro Politeama; 2 dicembre a Firenze – Tuscany Hall; 5 dicembre a Gorizia – Teatro Verdi (nuova data); 9 dicembre a Varese – Teatro di Varese; 15 dicembre a Brescia – Gran Teatro Morato; 18 dicembre a Cagliari – Teatro Massimo; 19 dicembre a Sassari – Teatro Comunale; 21 dicembre a Reggio Emilia – Teatro Valli. I biglietti sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita abituali. Per informazioni www.internationalmusic.it.

  • Migranti, Gasparri “Serve una strategia internazionale”

    Migranti, Gasparri “Serve una strategia internazionale”

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    ROMA (ITALPRESS) – L’emergenza migranti, la situazione economica, la prossima manovra: il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress, parla delle priorità di Forza Italia e del governo. La cronaca degli ultimi giorni, con migliaia di sbarchi a Lampedusa, mostra “un vero e proprio esodo” di migranti e “io temo che la situazione possa peggiorare. L’inondazione in Libia, il terremoto in Marocco: ci sono tutte le condizioni per determinare una fuga” dai Paesi africani. “Credo che serva una strategia internazionale urgente”, spiega. Per contenere i flussi “si parla di blocco navale, ma poi nell’attuazione la cosa è un pò complicata. Una maggiore severità però si impone, credo che anche il governo sta meditando”, continua. “Abbiamo una crescita demografica enorme dell’Africa e una decrescita in Europa: la tendenza è questa, ma va governata: ecco perchè, noi che siamo più moderati, proponiamo anche una politica di sviluppo dell’Africa, un piano Mattei, degli stanziamenti, per evitare uno scivolamento dell’esplosione demografica africana in Europa” che porterebbe “tutta una serie di cambiamenti”.
    Sull’economia, poi, “la situazione è abbastanza complessa perchè anche la Germania frena” e “questo è un fatto preoccupante”, ma “riteniamo che la politica della BCE sia troppo restrittiva” e molti “hanno cominciato a criticarla: auguriamoci che l’andamento dei numeri ci permetta di essere ascoltati da Lagarde, le cui prestazioni sono sembrate troppo approssimative”. Intanto il governo è al lavoro sulla legge di bilancio. “L’anno scorso si diceva che il governo Meloni non sarebbe arrivato a fare la manovra, ma ce l’abbiamo fatta. Ce la faremo anche quest’anno: la priorità è il taglio del cuneo fiscale e poi, per Forza Italia, l’obiettivo di legislatura è portare le pensioni minime a mille euro”. Sul superbonus, “è un principio giusto, che noi abbiamo anche considerato”, ma è stato “fatto in maniera avventata, con promesse troppo semplici: capisco il realismo con cui il ministro Giorgetti si deve muovere”. Sull’occupazione, sottolinea, “il lavoro vero è l’unico reddito di cittadinanza. Ci sono fasce di persone che non possono lavorare” per le quali “abbiamo confermato delle misure, come l’assegno di inclusione”, ma “dobbiamo incrementare l’attività produttiva”, sottolinea.
    Gasparri parla anche delle prossime elezioni europee. “La parte moderata è quella di Forza Italia. Noi siamo in una famiglia di quelle grandi, il Ppe. Gli altri non si sa manco in che casa stanno”, dice riferendosi a Matteo Renzi. Il suo ‘Centrò? “E’ metafisico”, chiosa.
    Forza Italia invece vuole “dimostrare presenza e vitalità, come abbiamo fatto a Gaeta con mille ragazzi da tutta Italia” e come “faremo il 29 a Paestum, quando ricorderemo Silvio Berlusconi, parleremo di politica estera e della riforma della giustizia, tutti intorno a un tavolo”. Infine una battuta su generale Roberto Vannacci: “Ha svoltato. Ha scritto una serie di banalità”. Il suo libro “non l’ho comprato e non l’ho letto, anzi, lo sconsiglio”, sottolinea. “Invece di spendere 20 euro, basta fare un giro in metropolitana per ascoltare le stesse cose”, spiega. “Militari candidati ne abbiamo avuti tanti, i generali devono fare i generali”, conclude, commentando un’eventuale candidatura in politica del generale.

    – Foto Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Torna l’angolo del Bonvegna: quando Papa Giovanni Paolo II ricordò la vittoria di Vienna nel 1683

    Torna l’angolo del Bonvegna: quando Papa Giovanni Paolo II ricordò la vittoria di Vienna nel 1683

    Il 12 settembre, la Chiesa ricorda il SS Nome di Maria, ma nessuno ricorda la grande vittoria delle armate cristiane guidate dal re polacco Giovanni Sobieski a Vienna nel 1683 contro l’immenso esercito ottomano di Kara Mustafà, che nonostante la sua superiorità ha dovuto soccombere anche per i suoi errori strategici come scrive lo storico militare Alberto Leoni. La storia dell’Europa poteva cambiare se la coalizione cristiana non avesse vinto quella battaglia. Interessante la descrizione di Leoni su Il Sussidario.net di oggi. Una vittoria fortemente voluta da un monaco cappuccino Marco d’Aviano e dal Papa di allora Innocenzo XI.

    “Da tutto l’impero, infatti, accorrevano milizie e volontari per essere inquadrati nell’armata di soccorso ed è giusto ricordare i nomi di alcuni loro capi: il principe Georg F. von Waldeck guidava 9mila uomini dai territori dell’Alto Reno; il principe Massimiliano conduceva 10mila bavaresi; l’elettore del Brandeburgo protestante dava 1.200 soldati e Sobieski altri 15mila. È al re polacco che spettava il comando supremo e Carlo di Lorena, positivamente influenzato da padre Marco d’Aviano, accettò di buon grado tale subordinazione. Il lettore moderno ha letto bene: soldati cattolici e protestanti marciavano in battaglia sotto la stessa bandiera, archiviando definitivamente, almeno nell’impero, i disastri della guerra dei Trent’anni conclusasi solo pochi decenni prima, nel 1648”. (Alberto Leoni, VIENNA 1683/ Da Sobieski a Eugenio di Savoia, le vittorie “sotto il segno della croce”, 14.9.23, Ilsussidiario.net).

    Giovanni Paolo II, ricorda la vittoria di Vienna del 1683.
    Quarant’anni fa il 19 settembre 1983 san Giovanni Paolo II tenne un discorso nella piazza degli eroi a Vienna. Un discorso che offre un’interpretazione storica quanto mai attuale.
    “È giusto – disse il papa – ricordare con ammirazione i difensori e i liberatori di Vienna che hanno opposto resistenza all’attacco con una collaborazione esemplare. Noi siamo soprattutto consapevoli del fatto che la lingua delle armi non è la lingua di Gesù Cristo e neppure la lingua di sua Madre, alla quale allora come oggi ci si appella come aiuto dei cristiani. Ci sono casi in cui la lotta armata è una realtà inevitabile a cui in circostanze tragiche non possono sottrarsi neanche i cristiani. Ma anche in questo caso è vincolante l’imperativo cristiano dell’amore per il nemico, della misericordia: colui che è morto sulla Croce per i suoi carnefici trasforma ogni mio nemico in un fratello, cui spetta il mio amore, anche se mi difendo dal suo attacco. Così questo Giubileo non sia il festeggiamento di una vittoria bellica bensì il festeggiamento di una pace donataci oggi in contrasto, annunciato con gratitudine, con un avvenimento che era legato a una così grande sofferenza. Dobbiamo dimostrarci degni della libertà che allora è stata difesa con così grande impegno.

    Voi cristiani in Austria e in tutti gli altri Paesi del Continente! Mostratevi degni di quei fratelli nella fede che anche oggi devono subire persecuzioni per la loro convinzione religiosa e per il loro modo di vivere il cristianesimo, e che devono fare grandi sacrifici. Abbiate il coraggio e la forza – che vi vengono dalla nostra responsabilità cristiana – di impegnarvi anche nella politica e nella vita pubblica per il bene dell’uomo e della società nel vostro Paese e oltre le frontiere.

    Nella Croce sta la speranza di un rinnovamento cristiano dell’Europa, ma solo se i cristiani stessi prendono sul serio il messaggio della Croce. Croce vuol dire: dare la vita per il fratello per salvare, con la sua, la nostra vita. Croce vuol dire: l’amore è più forte dell’odio e della vendetta: dare dà gioia più che ricevere. Impegnarsi è più efficace che chiedere. Croce vuol dire: non c’è naufragio senza speranza, non esiste buio senza stella. Nessuna tempesta è senza porto sicuro. Croce vuol dire: l’amore non conosce limiti: inizia col tuo prossimo ma non dimenticare chi è lontano. Croce vuol dire: Dio è sempre più grande di noi uomini, è la salvezza anche nel più grande fallimento. La vita è sempre più forte della morte.

    Come seguaci di Cristo, cari fratelli e sorelle, voi siete chiamati a dare una risposta liberatoria e una speranza agli uomini di oggi che vivono fra molteplici minacce e turbamenti, con la forza che vi deriva dalla Croce di Cristo, con la vostra parola piena di speranza e con l’esempio cristiano di vita. E curate soprattutto la preghiera.
    Pregate come hanno fatto i cristiani nella sofferenza del 1683. … Raccoglietevi con me in quest’ora sotto il segno della Croce, che oggi abbiamo innalzato in questa piazza per quella vera crociata dell’impegno cristiano e della preghiera.
    Come allora il beato Papa Innocenzo XI chiamava i popoli minacciati alla Santa alleanza, così oggi il suo successore al soglio di Pietro si appella alle vostre coscienze: la battaglia spirituale per una sopravvivenza in pace e libertà richiede lo stesso impegno e coraggio eroico, la stessa disponibilità al sacrificio, la stessa forza di resistenza con la quale i nostri Padri salvarono allora Vienna e l’Europa! Prendiamo questa decisione e affidiamola al simbolo della Croce di Cristo, del Signore di tutta la storia poiché nella sua Croce c’è veramente speranza e salvezza!”.

  • Attilio Fontana: non facciamoci sommegere da ideologia green

    Attilio Fontana: non facciamoci sommegere da ideologia green

    MILANO “I discorsi sul cambiamento climatico non vanno ideologizzati, nel senso che nel momento in cui noi li riteniamo un mantra non risolveremo mail il problema”.

    Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante l’evento organizzato da Ernest and Young “Sostenibilità ambientale, sociale ed economica: un confronto tra attori pubblici e privati” cui hanno partecipato anche, fra gli altri, l’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione; il vice segretario generale della Regione Lombardia, Pier Attilio Superti; il presidente del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, Ferruccio Resta; l’amministratore delegato e generale di Atm, Arrigo Giana; il presidente di Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali; l’amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri e l’amministratore delegato di Sea, Armando Brunini.

    “Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti – ha precisato il presidente – esistono ragioni specifiche che lo causano e che dovremo cercare di contrastare, ma non lasciandoci sommergere soltanto da ragioni ideologiche che potrebbero causare gravi danni”.

    SERVE PIÙ TEMPO PER APPLICARE NUOVA DIRETTIVA UE QUALITÀ ARIA – Rispetto alla Direttiva sulla qualità dell’aria votata ieri dal Parlamento europeo e che ha bisogno di terminare l’iter decisionale successivo, il presidente ha sottolineato che “serve più tempo. Se gli altri immettono 100, la Lombardia, tenuto conto delle condizioni orografiche, per poter essere in regola, dovrebbe immettere 20 perché la situazione è tale che oggi, pur immettendo molto meno rispetto a tanti altri Paesi, proprio grazie alle politiche per la qualità dell’aria sino ad oggi messe in campo, è in infrazione. È chiaro che abbiamo bisogno di più tempo, non dobbiamo adeguarci a dati che già rispettiamo, ma fare ancora di più. Per farlo, però, abbiamo bisogno di più tempo”.

    ASSESSORE MAIONE: PROTOCOLLO LOMBARDO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE con I PLAYER DEL NOSTRO SISTEMA ECONOMICO -L’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, si è invece concentrato, sul tema della sostenibilità annunciando che “A fine ottobre firmeremo il Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile. Un documento condiviso con i principali attori della società civile e del sistema economico lombardo. Una serie di impegni concreti per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Così si ottengono i risultati: condivisione, pragmatismo, sostegno all’innovazione e vicinanza tra istituzioni e imprese. Questo permetterà di dare più valore alle iniziative proporzionate alla capacità di azione di ciascun soggetto, che diventerà un attore intermedio tra Regione e il territorio”.

    E poi un affondo sul tema energia. “Con l’ultimo aggiornamento del Piano regionale di energia – ha concluso l’assessore – la Regione Lombardia ha stabilito di raggiungere entro il 2030 l’obiettivo di coprire il 35,8% dei consumi finali di energia con fonti rinnovabili, di ridurre del 35,2% i consumi finali di energia rispetto al 2005 e di ridurre le emissioni di gas climalteranti del 43,8% rispetto al 2005. Sfide ambiziose che possono essere vinte solo con una collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini”.