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  • Reddito di Cittadinanza, Milano: lo percepivano illecitamente 39 nordafricani. Danno da mezzo milione di euro

    MILANO I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno individuato 39 soggetti di origine nordafricana beneficiari del reddito di cittadinanza nonostante non ne avessero diritto. L’attività investigativa, condotta dai finanzieri del Gruppo Linate, è scaturita dai controlli sulla circolazione transfrontaliera dei capitali presso lo scalo aeroportuale meneghino, si legge in una nota.

    Negli ultimi mesi, infatti, sono stati controllati numerosi passeggeri, tutti percettori del reddito di cittadinanza, trovati in possesso di ingenti somme di denaro contante (generalmente occultati in valigie, zaini o sulla persona) di cui non sono stati in grado di giustificare la provenienza. Il successivo sviluppo delle indagini, delegate dalla Procura della Repubblica di Milano, ha permesso di appurare l’irregolarità delle domande presentate, nonché l’utilizzo di dichiarazioni e/o documenti falsi per l’illecito ottenimento del beneficio (false attestazioni sulla composizione e sul reddito dei nuclei familiari). Alcuni degli indebiti percettori sono risultati, inoltre, proprietari di immobili dati in locazione, oppure esercenti l’attività imprenditoriale o utilizzatori di beni intestati a defunti. Il danno accertato per le casse dello Stato è pari a 456.000 euro. Il tempestivo intervento degli investigatori e l’immediata revoca del sussidio hanno evitato l’erogazione da parte dell’INPS di ulteriori 120.000 euro. L’operazione condotta testimonia il costante impegno del Corpo della Guardia di Finanza nel contrasto ad ogni forma di illecito in danno della spesa pubblica nazionale, al fine di salvaguardare gli interessi finanziari dello Stato e di garantire l’”equità sociale”, destinando le misure di sostegno al reddito alle famiglie realmente bisognose e maggiormente colpite dalla crisi economica.

    Alcuni degli indebiti percettori sono risultati, inoltre, proprietari di immobili dati in locazione, oppure esercenti l’attività imprenditoriale o utilizzatori di beni intestati a defunti.Il danno accertato per le casse dello Stato è pari a 456.000 euro. Il tempestivo intervento degli investigatori e l’immediata revoca del sussidio hanno evitato l’erogazione da parte dell’Inps di ulteriori 120.000 euro

  • Inps condannata a pagare 20 mila euro a lavoratore esposto ad amianto

    Inps condannata a pagare 20 mila euro a lavoratore esposto ad amianto

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    RAGUSA (ITALPRESS) – Il Tribunale di Ragusa condanna l’Inps a pagare più di 20mila euro di arretrati a un manutentore elettrico che, dal 1968 al 1985 (17 anni), ha lavorato in un’azienda in Sicilia a stretto contatto con l’amianto. Riparava le apparecchiature su un tavolo ricoperto da una coperta d’amianto, esponendosi così quotidianamente alla fibra killer. Il pericolo non terminò neanche quando nel 1985 decise di trasferirsi in un’altro stabilimento dove lavorò per altri 17 anni.
    Date le sue vicissitudini lavorative, il lavoratore ha ottenuto già con sentenza del Tribunale di Ragusa il diritto alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto. Ma, nonostante la vittoria, la sua battaglia legale non era finita perchè l’Inps ha ricalcolato la pensione del lavoratore in maniera errata e l’uomo si è così rivolto all’Osservatorio Nazionale Amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni.
    Adesso il Tribunale di Ragusa condanna nuovamente l’INPS a riconoscere al lavoratore più di 20mila euro, grazie al ricalcolo basato sulle “migliori retribuzioni” (e non quelle, più basse, percepite dal lavoratore collocato in mobilità negli ultimi anni precedenti alla pensione), inoltre l’ente dovrà pagare anche interessi e spese giudiziarie.
    “Quando la battaglia è giusta, come in questo caso, trovo sconcertante la poca attenzione e il poco riguardo per le vittime dell’amianto – dichiara l’avvocato Bonanni – auspico che, per il futuro, le norme siano interpretate correttamente, secondo criteri che siano rispettosi della nostra Costituzione e dei diritti dei cittadini”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Inps condannata a pagare 20 mila euro a lavoratore esposto ad amianto

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    RAGUSA (ITALPRESS) – Il Tribunale di Ragusa condanna l’Inps a pagare più di 20mila euro di arretrati a un manutentore elettrico che, dal 1968 al 1985 (17 anni), ha lavorato in un’azienda in Sicilia a stretto contatto con l’amianto. Riparava le apparecchiature su un tavolo ricoperto da una coperta d’amianto, esponendosi così quotidianamente alla fibra killer. Il pericolo non terminò neanche quando nel 1985 decise di trasferirsi in un’altro stabilimento dove lavorò per altri 17 anni.
    Date le sue vicissitudini lavorative, il lavoratore ha ottenuto già con sentenza del Tribunale di Ragusa il diritto alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto. Ma, nonostante la vittoria, la sua battaglia legale non era finita perchè l’Inps ha ricalcolato la pensione del lavoratore in maniera errata e l’uomo si è così rivolto all’Osservatorio Nazionale Amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni.
    Adesso il Tribunale di Ragusa condanna nuovamente l’INPS a riconoscere al lavoratore più di 20mila euro, grazie al ricalcolo basato sulle “migliori retribuzioni” (e non quelle, più basse, percepite dal lavoratore collocato in mobilità negli ultimi anni precedenti alla pensione), inoltre l’ente dovrà pagare anche interessi e spese giudiziarie.
    “Quando la battaglia è giusta, come in questo caso, trovo sconcertante la poca attenzione e il poco riguardo per le vittime dell’amianto – dichiara l’avvocato Bonanni – auspico che, per il futuro, le norme siano interpretate correttamente, secondo criteri che siano rispettosi della nostra Costituzione e dei diritti dei cittadini”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Inseguimento tra Robecco, Magenta e Corbetta, i Carabinieri arrestano due uomini per resistenza

    Inseguimento tra Robecco, Magenta e Corbetta, i Carabinieri arrestano due uomini per resistenza

    Erano impegnati in un normale posto di controllo all’altezza del comune di Robecco sul Naviglio, quando si sono imbattuti in una Audi con due persone a bordo che non si è fermata all’Alt. E’ nato un inseguimento continuato verso Magenta e conclusosi a Corbetta dove due uomini sono stati arrestati per resistenza.

    CORBETTA – E’ accaduto ieri, mercoledì, in tarda mattinata. I Carabinieri del nucleo radiomobile di Abbiategrasso sono riusciti a raggiungere i due individui sospetti nei pressi dell’Esselunga di Corbetta. Sono giunti sul posto anche i colleghi della stazione di Corbetta a dare man forte.

    I due occupanti della Audi hanno opposto resistenza tentando di divincolarsi e, per loro, è scattato inevitabilmente l’arresto. Oggi è fissata l’udienza di convalida. Si tratta di due giovani italiani di circa 30 anni con precedenti.

  • Magenta, nuova piazza Mercato: l’incontro in Confcommercio per fare il punto

    MARTEDI’ 1 AGOSTO 2023 IL SUMMIT PRESSO LA SEDE CONFCOMMERCIO

    Si è svolta martedì pomeriggio alle 16:00 una importante riunione che la Confcommercio Territoriale di Magenta e Castano Primo ha inteso organizzare con gli operatori ambulanti del mercato comunale di Magenta al fine di partecipare loro quanto previsto dal progetto di riqualificazione della Piazza Mercato voluto dalla Amministrazione Comunale di Magenta.

    Un intervento questo che interesserà grandemente le numerose attività presenti nell’area dedicata ai banchi non alimentari avendo il Comune già provveduto anni fa a porre in essere un intervento similare per quanto attiene alla “area del mercato” dedicata agli imprenditori del comparto alimentare.

    Il progetto che, smaltite tutte quelle che sono le fasi amministrative riguardanti anche l’assegnazione di incarico allo svolgimento dei lavori di cantierizzazione, dovrebbe prendere avvio nei prossimi mesi di fine Ottobre/inizio Novembre per una durata complessiva di circa tre mesi vedendo pertanto la definitiva conclusione intorno ai primi mesi del 2024. Un intervento questo che accanto a quelle che sono le evidenti proiezioni di interesse sul mercato comunale comprenderà anche una serie di misure e restyling finalizzate configurare la Piazza Mercato non solo come un’area nella quale appunto dare corpo all’edizione settimanale del mercato comunale ma come una vera e propria nuova Piazza nella quale la Città di Magenta possa beneficiare di una vera e propria nuova “Piazza nella Piazza” .

    All’appuntamento per Confcommercio erano presenti il Presidente cav. Luigi Alemani, il Vice Presidente Emiliano Masperi e il Direttore Dott. Simone Ganzebi, mentre per l’Amministrazione Comunale sono intervenuti il Vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici, Enzo Tenti, l’Assessore alle Politiche per il Commercio Dott.ssa Stefani Bonfiglio accompagnati dai consulenti incaricati dal Comune alla progettazione dell’intervento gli Architetti dello Studio AMS.

    “E’ stato quello di ieri un passaggio molto importante e soddisfacente per le molte imprese ed attività ambulanti che sono intervenute alla nostra riunione – evidenzia il Presidente Confcommercio, Luigi Alemani – per il quale ringrazio l’Amministrazione Comunale per l’immediata diponibilità garantitaci nell’organizzare questa occasione nella quale abbiamo avuto modo non solo di verificare ulteriormente quanto abbiamo già preventivamente analizzato con l’Amministrazione Comunale, che abbiamo sin da subito condiviso, ma soprattutto portare a conoscenza delle imprese ambulanti associate e non quanto la nostra Confcommercio ha immediatamente partecipato al Comune a doverosa loro attenzione e valorizzazione delle loro attività commerciali intendendo, in questo senso, intraprendere un percorso condiviso che possa condurre alla realizzazione di un mercato comunale che torni ad essere un vero riferimento nel territorio e si riappropri dell’importanza che questo mercato merita. Ovviamente per raggiungere questi obiettivi abbiamo anche chiesto che a corollario del progetto di riqualificazione vengano anche adottati tutti i necessari ed opportuni interventi finalizzati a garantire il rispetto delle regole sul mercato e in questi termini i giusti parametri di attenzione e qualità che le nostre imprese associate sono in grado di offrire”.

    Nel corso della partecipata riunione sono stati diversi gli interventi da parte degli operatori ambulanti presenti che hanno presentato numerose richieste di chiarimento alle quali i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale hanno offerto i necessari e desiderati chiarimenti non mancando anche di fornire le necessarie delucidazioni circa quelle che saranno le fasi che interesseranno le imprese nel corso dello svolgimento del cantiere che imporranno il posizionamento dei banchi nelle vie immediatamente limitrofe all’area interessata dai lavori.

    “Sarà un progetto di riqualificazione che evidentemente comporterà, seppure temporaneamente, degli oggettivi disagi alle imprese del mercato ed ai numerosi imprenditori associati che rappresentiamo – sottolinea il Vice Presidente Confcommercio, Emiliano Masperi, nella sua veste anche di Vice Presidente dell’Associazione APECA – in riferimento ai quali sono però sicuro che potremo, essendo io stesso un operatore del mercato comunale di Magenta, fare squadra ed intraprendere un cammino condiviso tra Amministrazione Comunale, imprenditori del mercato e la nostra Confcommercio utile a dare corpo ad un nuovo mercato di qualità. Ovviamente sono molti gli scenari e sviluppi che potremo anche definire in collegato a questa riqualificazione quale ad esempio una revisione del regolamento del mercato comunale ovvero rinnovate modalità di accesso al mercato stesso garantendo una opportuna e corretta possibilità di posteggio e in questi termini agevole frequentazione a tutti coloro che vorranno visitare questo nuovo mercato, superando definitivamente comportamenti che ormai non possono essere più accettati recando, infatti, danno a tutti quegli operatori che indirizzano il massimo impegno qualità e passione in ogni edizione del mercato”.

  • Lombardia, danni maltempo: Regione proroga segnalazione dei danni al 21 agosto

    Lombardia, danni maltempo: Regione proroga segnalazione dei danni al 21 agosto

    MILANO Regione Lombardia ha fissato per il 21 agosto la scadenza per raccogliere le segnalazioni di danni alle aziende agricole a seguito del maltempo che ha interessato diverse province nei giorni scorsi. Lo comunica l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi

    “Abbiamo deciso – dichiara Alessandro Beduschi – di concedere alle organizzazioni agricole più tempo rispetto ai 20 giorni stabiliti dalla normativa per completare le procedure di ricognizione dei danni, particolarmente complesse in quanto non si è trattato di un unico evento atmosferico, bensì di fenomeni che si sono susseguiti in modo non uniforme e con notevole intensità su territori diversi”.

    Con una comunicazione inviata a Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri, l’Assessorato ha ribadito che le segnalazioni di danni devono pervenire presso gli uffici competenti delle sedi territoriali di Regione Lombardia e della Provincia di Sondrio. Completata questa prima fase, seguita dalle ispezioni e perizie dei tecnici regionali presso le aziende colpite, sarà possibile disporre del quadro completo delle stime dei danni, per procedere alla richiesta formale di stato di calamità al Governo.

    “Uniformare questa scadenza – conclude l’assessore Beduschi – permetterà di poter contare su dati precisi per sostenere le nostre aziende, colpite in questa fase cruciale della stagione, in molti casi con danni irreversibili per le colture in campo”.

  • Giro d’Italia 2023: vincitori e vinti

    Non è stato probabilmente il Giro d’Italia più emozionante della storia ma è stato comunque un Giro godibile.

    L’edizione 2023 della corsa rosa, la numero 106 in assoluto, ha dovuto affrontare tante traversie, dal persistente maltempo al redivivo Covid che ha costretto al ritiro alcuni pezzi da 90 come il campione del mondo Evenepoel e il nostro Ganna. E nonostante questo ha offerto agli appassionati uno spettacolo di tutto rispetto, con il ribaltone finale della cronoscalata di Monte Lussari che ha permesso a Roglic di prendersi la maglia rosa proprio all’ultimo tentativo utile. Ora che i giochi sono finiti già da qualche settimana, stabiliamo a mente fredda i veri vincitori e vinti del Giro d’Italia 2023.

    Ovviamente non possiamo che cominciare dal vincitore assoluto, lo sloveno Primoz Roglic. Collezionista di Vuelta con i tre trionfi del 2019, 2020 e 2021, si è approcciato al Giro con il chiaro intento di vincerlo, nonostante le tante defezioni nella sua Jumbo-Visma che sembravano avergli irrimediabilmente indebolito la squadra. Ritiratosi Evenepoel, il favorito della vigilia nelle quote delle scommesse sportive soprattutto per via della più giovane età, Roglic ha viaggiato a fari spenti per lunghi tratti della corsa (zero vittorie di tappa, un solo podio all’arrivo di Monte Bondone) contenendo il distacco dalla maglia rosa Thomas nel limite dei 30 secondi. Un margine accettabile che gli ha permesso di piazzare la zampata dove si sentiva più forte, ovvero i 18,6 km dell’ascesa a Monte Lussari. Alla fine i 14 secondi di vantaggio sul gallese (quarto minor distacco tra primo e secondo in 106 edizioni) sono risultati più che sufficienti per vincere da campione il Giro d’Italia 2023: in questo modo Roglic se è anche rifatto della beffa del Tour de France 2020, quando era stato lui a subire la rimonta alla penultima tappa dal connazionale Pogacar.

    “Il secondo è il primo degli sconfitti” diceva il grande Enzo Ferrari. Rispettando questo aforisma dovremmo inserire Geraint Thomas, nonché tutti gli altri partecipanti, nell’elenco dei “vinti” del Giro d’Italia 2023. Ci perdoni però da lassù il Drake di Maranello, ma non ce la sentiamo di considerare uno sconfitto il 37enne di Cardiff che ha dato prova di grande solidità per tutta la durata della corsa, con un andamento in crescendo dall’inizio alla fine. La sua unica colpa? Non aver accumulato un vantaggio più ampio su Roglic per resistere alla prevedibile furia dello sloveno nell’ultima cronoscalata. Quei 14 secondi di troppo popoleranno a lungo i suoi incubi ma il Giro di Thomas resta da applausi.

    Roglic e Thomas fanno 70 anni in due ma il Giro d’Italia 2023 non è stata solamente un’edizione per “vecchi”. Ha destato per esempio un’eccellente impressione il 24enne portoghese Joao Almeida, che già aveva sfiorato il colpo grosso al Giro nel 2000 e stavolta si è inerpicato fino al terzo gradino del podio con la chicca della vittoria di tappa sul Bondone. E poi, finalmente un po’ di Italia, ci è piaciuto tantissimo il nostro Jonathan Milan, 23 anni il prossimo ottobre. L’indiscutibile frontman del quartetto d’oro di Tokyo 2020 nell’inseguimento a squadre era Filippo Ganna, ma i più attenti ricorderanno che in quella formidabile squadra c’era pure un certo Milan. E adesso impareranno a conoscerlo ancora meglio in virtù degli ottimi risultati al Giro 2023 con una vittoria di tappa, ben quattro secondi posti (di cui un paio con rimpianti) e il primato nella classifica a punti. Abbiamo trovato il velocista italiano dei prossimi dieci anni? Alle future corse l’ardua sentenza.

    Altri “vincitori” del Giro d’Italia 2023 sono stati l’arrembante canadese Derek Gee, sfortunato nei risultati ma premiato per la combattività, gli irlandesi Dunbar e Healy, il bravo Leknessund che ha riportato la Norvegia in maglia rosa a 42 anni dal mitico Knut Knudsen, gli altri giovani italiani Zana, Bais e Frigo, gli immarcescibili Caruso, Pinot e Cavendish e il piccolo-grande scalatore colombiano Buitrago, che ha domato la difficilissima tappa di Tre Cime di Lavaredo bissando l’exploit dello scorso anno a Lavarone. E ha sicuramente vinto anche Martin Marcellusi, che nelle tre settimane di corsa non ha combinato granché (del resto era al suo primo Giro) ma che ha ottenuto il sì della fidanzata Cristina alla sua proposta di matrimonio dopo l’arrivo dell’ultima tappa. Felicitazioni vivissime!

    Ok, quindi al Giro d’Italia di quest’anno hanno vinto tutti? Assolutamente no e infatti c’è anche un bel plotone di delusioni. Che non comprende coloro che per motivi diversi hanno dovuto abbandonare prematuramente la corsa. A cominciare da Remco Evenepoel, su cui sono piovute critiche ingenerose e sospetti un po’ meschini (“Si è ritirato perché aveva paura di perdere”) quando invece andrebbe applaudito per la sua trasparenza. E comunque fatichiamo a capire di cosa avrebbe dovuto aver paura uno che al momento del ritiro era saldamente maglia rosa…

    Ecco invece i veri sconfitti del Giro d’Italia 2023. Si pensava per esempio che Fernando Gaviria, uno dei più forti velocisti del mondo, potesse fare man bassa degli arrivi in volata. E invece il colombiano della Movistar ha collezionato come miglior piazzamento un misero quinto posto. Decisamente bocciato, con la piccola attenuante di alcune sfortunate cadute. Per quanto riguarda i corridori con ambizioni di classifica generale, ci aspettavamo molto di più da Hugh Carthy e Jack Haig, che invece non sono mai sembrati competitivi. Male in blocco due team potenzialmente fortissimi come Cofidis e Arkea-Samsic: anonimi, o quasi, dall’inizio alla fine.

    E male, purtroppo, l’italiano Lorenzo Fortunato, su cui molti puntavano discrete fiches ricordando soprattutto lo splendido trionfo del 2021 sullo Zoncolan, ma anche considerando l’ottimo inizio di stagione con la vittoria alla Vuelta Asturias e il quinto posto finale al Tour of the Alps, ad appena 38 secondi dal vincitore Geoghegan Hart. 38 secondi di distacco dal primo in classifica che nella graduatoria finale del Giro d’Italia 2023 sono diventati 38 minuti (+37 secondi), senza neppure provare uno scatto, una fuga, un minimo guizzo. Insomma un’esperienza da dimenticare, ma a 27 anni Fortunato ha ancora il tempo per rifarsi. Possibilmente con più convinzione.

  • Cologno: sabato i funerali di Sofia. Alla fiaccolata di ieri invocata la pena di morte

    COLOGNO MONZESE – Saranno celebrati alle 10 di sabato prossimo, 5 agosto, nella parrocchia di San Giuliano a Cologno Monzese i funerali di Sofia Castelli, la ventenne uccisa lo scorso 29 luglio dall’ex fidanzato Zakaria Atqaoui.

    Il corpo sara’ restituito alla famiglia dopo l’autopsia che si svolgera’ domani all’istituto di medicina legale di Milano. Ieri alle 21 la fiaccolata, in occasione del giorno di lutto cittadino, organizzata dal comune di Cologno Monzese e dall’istituto Leonardo Da Vinci, per ricordare la ragazza.

    “Ergastolo”, “Pena di morte”. È sotto casa di Sofia Castelli che esplode la rabbia del corteo di amici, famigliari e comuni cittadini contro Zakaria Atqaoui, il 23enne reo confesso che sabato mattina ha accoltellato la giovane ragazza dopo essersi nascosto nel suo appartamento. Un fiume di migliaia di fiaccole e candele che, ordinato e composto, ha in sfilato per le vie di Cologno. Arrivati alla cancellata della palazzina di via Roma 100, ormai interamente ricoperta di fiori, biglietti e striscioni, prima il silenzio si scioglie in un lungo applauso, poi le urla contro Zakaria Atqaoui. Tra i tanti giovani anche l’amica di Sofia che si trovava in casa con lei al momento dell’omicidio.

    “Quello che ti è successo è imperdonabile e me lo porterò dentro per sempre, non ti meritavi tutto ciò. Ti meritavi una vita felice, meritavi tutto il tempo del mondo per crescere, per creare una famiglia e vivere la tua meravigliosa vita. Quel tempo però te l’hanno portato via, e io me lo ricordo bene. Rimarrai nei miei ricordi con tutto il bene del mondo”. Così un messaggio letto da alcune amiche di Sofia Castelli alla fiaccolata in memoria della ragazza uccisa a coltellate dall’ex fidanzato sabato scorso. “Sabato 29 luglio 2023 il giorno più triste della nostra vita – continua la lettera – abbiamo il cuore colmo di tristezza e di rabbia, volevamo salutarti Sofi che te ne sei andata via troppo presto lasciandoci continuare la vita senza te al nostro fianco. Ci conoscevamo da anni, eri come una sorella e ora hai lasciato un vuoto dentro che non riusciamo più a colmare”.

  • Urso “In atto riflessione sul canone Rai”

    Urso “In atto riflessione sul canone Rai”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Sul canone Rai è in atto una riflessione con il ministro Giorgetti su come esercitare e modificare le modalità. La riflessione si basa su alcuni principi ben chiari: quello di garantire la sostenibilità economica del piano industriale della Rai e quello di garantire al servizio pubblico delle entrate certe”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso dell’audizione in commissione di vigilanza Rai. “Le innovazioni di processo hanno prodotto importanti ricadute, sia in termini concorrenziali sia in ambiti quali la fruizione sicura dei contenuti, il contrasto alla pirateria. Viviamo in piena transizione digitale ed è evidente come il contratto di servizio Rai non possa rimanere impermeabile a simili trasformazioni”, ha aggiunto. “L’articolo 3 del contratto di servizio è dedicato al processo di trasformazione della concessionaria a digital media company. Un processo di transizione che dovrà tradursi in un accesso facile e universale all’offerta del servizio pubblico, grazie ad un approccio multipiattaforma. Ci deve essere un impegno a 360 gradi per rispondere alle esigenze dei cittadini”, ha concluso.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Statua distrutta a Varese, Sgarbi: ‘Cog….. che devono pagare’

    Statua distrutta a Varese, Sgarbi: ‘Cog….. che devono pagare’

    VARESE “Evidentemente i tedeschi sono stati poco rispettosi e vanno perseguiti penalmente e civilmente”. Così Vittorio Sgarbi, sottosegretario al ministero della Cultura, ha commentato all’Adnkronos l’episodio degli influencer tedeschi che hanno distrutto una statua attribuita allo scultore Enrico Butti posizionata al centro di una fontana nel parco di Villa Alceo, un boutique hotel di Viggiù, in provincia di Varese, dove il gruppo alloggiava.

    Il sottosegretario ha anche rivelato di possedere a sua volta due statue di Butti, di cui una in bronzo. “E’ la seconda volta che accade. Era già capitato che un austriaco si fosse seduto sulla statua di Paolina Borghese a Possagno…”, ha poi ricordato Sgarbi, che non ha esitato a definire “dei cogli…” i turisti che hanno danneggiato l’opera d’arte. A far indignare il sottosegretario anche i 200 euro che, a detta del proprietario di Villa Alceo Bruno Golferini, gli influencer avrebbero consegnato come risarcimento. “I duecento euro se li mettano…”, ha concluso amaramente il sottosegretario.

    “Fare il turista non è solo piacere ma è anche responsabilità e rispetto del luogo che ci accoglie”.Così Barbara Mazzali, assessore a Turismo, Marketing territoriale, Design, Moda e Grandi Eventi di Regione Lombardia commentando l’episodio della statua dell’ottocento distrutta a Villa Alceo, nel Comune di Viggiù nel Varesotto. Autori del gesto un gruppo di giovani turisti tedeschi, tra cui un noto influencer, intenti a girare un video per i social.”Assistiamo sempre più spesso a video dove il nostro patrimonio artistico-culturale è vittima di stupidità e maleducazione di persone che – ha continuato Mazzali -. senza l’adeguata cultura, si arrogano il diritto di deturpare con ferite non rimarginabili i nostri beni monumentali. Purtroppo non è il primo episodio e vedere quella statua, attribuita allo scultore Enrico Butti, raffigurante una splendida figura femminile ridotta in frantumi, è vergognoso. Auspico che l’Iter del disegno di legge presentato dal governo che prevede l’inasprimento delle pene per chi deturpa e deteriora i beni culturali veda quanto prima la sua approvazione”. “Abbiamo il dovere di proteggere da gesti incivili quel patrimonio che ci è stato consegnato – ha concluso – per poterlo a nostra volta affidare ai nostri figl