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  • Trenord 1, nel 2023 puntualità treni in Lombardia all’85%

    MILANO Cresce costantemente la puntualita’ dei treni di Trenord: dal 78% nel 2018, anno in cui il servizio aveva perso regolarita’ e affidabilita’, nel primo semestre 2023 il dato e’ arrivato all’85%.

    E’ il quadro fornito ieri dall’amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri, durante i lavori della Commissione “Territorio, Infrastrutture e Mobilita’” del Consiglio Regionale. A giugno 2023 si e’ celebrato il “giro di boa” del piano di rinnovo della flotta, con l’ingresso in servizio del 111 nuovo treno. E’ in continua riduzione il numero di mezzi vetusti ancora in servizio: erano 145 a giugno 2022 (34%); sono calati a 77 un anno dopo (18%), su un asset di oltre 400 mezzi. Oggi 121 convogli di ultima generazione sono gia’ in servizio; entro la fine del 2023 ne arriveranno altri 37. Le consegne previste consentiranno alla flotta di Trenord di raggiungere quest’anno un’eta’ media di 15 anni; il dato calera’ a 12 nel 2024, a 10 nel 2025. All’introduzione dei nuovi convogli si affianca una manutenzione piu’ efficace: le indisponibilita’ di convogli per guasti nel primo semestre del 2023 sono state in media 4 al giorno a livello regionale, in riduzione dell’11% rispetto al 2022.

    “Il servizio ferroviario lombardo sta vivendo una fase di profondo cambiamento: siamo a meta’ del piano di rinnovo della flotta, il piu’ consistente mai visto, che in soli cinque anni portera’ sui binari 222 nuovi treni – ha detto l’Amministratore Delegato di Trenord, Marco Piuri -. Personale, impianti, processi sono impegnati in questa trasformazione, garantendo nel contempo la programmazione ordinaria di 2200 corse nei giorni feriali. Solo nei primi sei mesi del 2023 abbiamo trasportato 93 milioni di passeggeri con 360mila treni effettuati: una produzione che non ha simili in Italia”. L’ad ha proseguito: “Occorre guardare con realismo alle prospettive del sistema treno in Lombardia: su molte linee oggi si viaggia meglio grazie ai nuovi mezzi, che migliorano puntualita’ e affidabilita’ e offrono piu’ confort ai nostri clienti. Nel 2025 una flotta con un’eta’ media di 10 anni ci consentira’ di rivoluzionare il servizio su tutti i collegamenti. Ma dovremo fare i conti con cantieri significativi che prenderanno il via in punti cruciali della rete”.

  • World’s Best Vineyards 2023: Ceretto nella Top50 e Antinori nella Hall of Fame

    World’s Best Vineyards 2023: Ceretto nella Top50 e Antinori nella Hall of Fame

    (Adnkronos) – Il concorso mondiale per l’enoturismo, WBV – World’s Best Vineyards, lanciato a Londra dalla William Reed nel 2019 si è confermato, alla V edizione, un riferimento atteso per questo segmento in forte espansione. Dopo il successo tutto italiano della precedente edizione (con Antinori nel Chianti Classico al primo posto al mondo), quest’anno l’Italia conquista sette posizioni con 7 cantine italiane nella Top100: Ferrari Trento, Castello Banfi, Tenuta Cavalier Pepe, Donnafugata, Tenuta San Leonardo, Villa Sandi e Ceretto. Antinori entra nella Hall of Fame. L’azienda vincitrice di quest’anno è Catena Zapata (Argentina). I parametri sono tanti e non rigidamente limitati, è piuttosto l’esperienza complessiva degli esperti che definisce il valore dell’accoglienza in cantina. Oltre 22 regioni in tutto il mondo, cioè Paesi produttivi (Italia, Australia, Argentina e così via); ciascuno con un panel di circa 36 professionisti tra sommelier, giornalisti ed esperti nel settore enoturistico ed enogastronomico guidati da un capo-panel che in Italia è Chiara Giorleo, critica enogastronomica e formatrice freelance. Sette preferenze a testa da assegnare tra cantine del proprio Paese di origine ed estero da indicare liberamente (non c’è un elenco predefinito) con tanto di motivazioni per arrivare al calcolo finale cui concorrono i voti di tutti i panel che definirà le migliori 100 cantine al mondo in termini di ospitalità. La Top 50 è stata svelata con una splendida cerimonia in Rioja presso Bodegas Beronia. “È un’attesa ricca di tensione quella che precede la rivelazione dei 100 nomi e spesso una sorpresa scoprire le destinazioni enoturistiche preferite dai colleghi internazionali: alla definizione della classifica contribuiscono i voti di tutti i panel, non solo quello del proprio paese. Questo senza tralasciare il valore del tour nel paese ospitante la premiazione – come questo in Rioja – con l’augurio che un giorno si possa portare l’appuntamento in Italia” dichiara la referente Italia del concorso, Chiara Giorleo (Italy Academy Chair). Alla prossima edizione. 1 Catena Zapata – Argentina2 Bodegas de los Herederos del Marqués de Riscal – Spain3 VIK – Chile4 Creation – South Africa5 Château Smith Haut Lafitte – France6 Bodega Garzón – Uruguay7 Montes – Chile8 Domäne Schloss Johannisberg – Germany9 Bodegas Salentein – Argentina10 El Enemigo Wines – Argentina 29 Ceretto – Italy53 Villa Sandi59 Tenuta San Leonardo62 Donnafugata – Marsala65 Tenuta Cavalier Pepe87 Castello Banfi99 Ferrari TrentoAdnkronos – Vendemmie
     —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Lombardia: 1.122.321 kg di pile e accumulatori portatili raccolti nel 2022

    In Lombardia sono stati raccolti 1.122.321 kg di pile e accumulatori portatili nel 2022, nei 2.453 luoghi di raccolta iscritti al Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA) che coordina la filiera di raccolta e avvio al trattamento, riciclo e smaltimento di pile e accumulatori.

    In Italia nel 2022 la raccolta si è attestata su un valore assoluto pari a 10.291.821 kg, con un incremento di circa 40.000 kg rispetto all’anno precedente.

    È inoltre aumentato significativamente il numero di luoghi di raccolta iscritti al CDCNPA in tutte le regioni italiane, nel 2022 sono passati da 11.296 a 12.818 con un tasso di crescita pari a circa l’11-12% nelle macro-aree Nord e Centro, e al 18% nel Sud.

    Aumentano gli accumulatori nuovi immessi sul mercato, pari a 397.350 tonnellate, anche grazie alla sempre maggiore diffusione dei veicoli a trazione elettrica o ibrida e alle batterie destinate all’accumulo. Nel 2022 la raccolta degli accumulatori industriali e per veicoli ha raggiunto un totale di 125.835 tonnellate.

    “Siamo sempre più testimoni in questi tempi di un cambio tecnologico importante, gli accumulatori ricaricabili – non solo quelli venduti singolarmente, ma anche quelli compresi nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche di largo consumo – stanno prevalendo sempre più sul mercato, e il loro ciclo di vita più ampio non permette di intercettare il rifiuto in maniera immediata, dilatandone i tempi di ritorno”, spiega il Presidente del CDCNPA, Giuliano Maddalena, anche commentando il nuovo regolamento UE per la progettazione, la produzione e la gestione di ogni tipo di batteria e la gestione dei successivi rifiuti, “fra le novità, il regolamento prevede che entro il 2027 le batterie portatili incorporate negli apparecchi siano rimovibili e sostituibili dall’utilizzatore finale, lasciando agli operatori tempo sufficiente per adattare la progettazione dei loro prodotti a tale requisito e la definizione di nuovi e più ambiziosi obiettivi di raccolta e riciclaggio. Inoltre, è prevista l’introduzione dell’obbligo della dichiarazione ed etichetta dell’impronta di carbonio e del passaporto digitale per le batterie dei mezzi di trasporto leggeri (LMT), le batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh e le batterie EV”.

    “Come CDCNPA siamo a disposizione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per fornire il consueto supporto per la imminente revisione normativa che dovremo attuare anche in Italia, fornendo spunti, analisi e ipotesi operative, mantenendo i principi di equità, omogeneità e di ottimizzazione dei costi, anche per garantire i consumatori” – conclude Maddalena.

  • San Vincenzo, Conferenza San Martino di Magenta: “Ecco cosa significa per noi aiutare chi ha bisogno”

    Riceviamo e pubblichiamo un commento dalla San Vincenzo – Conferenza San Martino di Magenta sull’attività che quotidianamente svolgono nell’aiuto di chi ha bisogno. Lo facciamo perché proprio loro si stanno occupando della famiglia marocchina di cui abbiamo parlato pochi giorni fa in merito alla ricerca di un lavoro. Un aiuto tra i tanti, rivolto a italiani e stranieri di qualsiasi religione.

    MAGENTA – Siamo volontari della san Vincenzo, facciamo parte della rete della carità magentina. Cerchiamo di aiutare le persone in difficoltà, non importa la nazionalità, la religione, la politica, il colore della pelle… sono persone.
    Le motivazioni? La fede nel Signore Gesù, la bellezza seppur faticosa di aiutare, di conoscersi. Consapevoli che non possiamo e non dobbiamo sostituirci nelle responsabilità personali in chi è coinvolto, abbiamo imparato anche sulla nostra pelle che nella vita tutti possiamo vivere “un periodo difficile“ e trovare qualcuno con cui parlarne e provare ad affrontarlo tiene viva la speranza, fa sentire meno soli. Non c’è l’illusione di risolvere tutti i problemi, ma la volontà di non rimanere con le mani in mano, semplici spettatori talvolta distratti e talvolta giudicanti.
    Insieme alla comunità islamica stiamo intrecciando amicizie e collaborazione, affrontando e provando ad eliminare pregiudizi e timori presenti in ciascuno: perché fratellanza uguale pace… Per un futuro più giusto, migliore!!!

    San Vincenzo – Conferenza San Martino

  • Rogo Rsa Milano, due indagati. Oggi nuovo sopralluogo

    MILANO Primi due indagati per il rogo scoppiato nella Rsa ‘Casa dei coniugi’, in cui venerdì scorso hanno perso la vita sei anziani e sono rimaste intossicate 81 persone.

    La decisione arriva al termine di una riunione operativa in procura a Milano a cui hanno partecipato, oltre ai due pm titolari del fascicolo, l’aggiunto Tiziana Siciliano e il pubblico ministero Maura Ripamonti, anche i vigili del fuoco. I due indagati sono Giancarlo Anghinolfi, direttore generale della Proges, la cooperativa che gestisce la rsa di proprietà del Comune, e Claudia Zerletti, direttrice della struttura di via dei Cinquecento. Secondo indiscrezioni il numero di indagati potrebbe salire presto a sei, ma per questo sarà necessario un nuovo sopralluogo nella struttura – in programma oggi alle ore 10 – alla presenza del pm, dei consulenti e dei vigili del fuoco per chiarire le fasi dello sviluppo dell’incendio e fare ulteriori verifiche su “impianti e materiali” presenti nella stanza in cui sono partite le fiamme. Un “atto investigativo indispensabile” viene definito, per chiarire delle eventuali responsabilità che non si riescono a mettere in chiaro con la sola documentazione a disposizione della procura che indaga per omicidio colposo, incendio e lesioni colpose.

  • Presentato il primo rapporto sul valore dell’associazionismo della salute

    Salute e Medicina: scopri gli aggiornamenti di oggi su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Rendicontare in modo analitico e trasparente il valore economico e sociale generato dalle Associazioni Pazienti in ambito salute e sperimentare una nuova opportunità di collaborazione per evidenziare quanto le Organizzazioni possano essere più efficaci quando costruiscono reti, questi gli obiettivi del primo Rapporto sulla “Valorizzazione della Rete dei Volontari Alleati per la Salute”, presentato oggi a Milano. L’analisi raccoglie i dati di Europa Donna Italia, Movimento che tutela i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore al seno, AIL Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi, Mielomi, AISC Associazione Italiana Scompensati Cardiaci, Apmarr Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, Uniamo Federazione Italiana Malattie Rare in collaborazione con Novartis e grazie al supporto tecnico-metodologico di PwC Italia
    Nel corso del 2021, le cinque associazioni e la loro rete di 19.630 volontari hanno dedicato alle attività di sensibilizzazione, prevenzione, supporto ai pazienti e cura oltre 1 milione di ore del loro tempo, raggiungendo oltre 58 mila persone che sono state assistite in varie modalità tramite servizi erogati sul territorio. Su questa base, è stato possibile stimare il valore economico da loro generato e spesso non percepito, superiore ai 20 milioni di euro1. Grazie al loro lavoro, sono state 70.000 le visite gratuite effettuate da specialisti e 15.000 i colloqui gratuiti realizzati da psicologi.
    Le cinque associazioni hanno raccolto fondi per oltre 56 milioni di euro tramite diversi canali, tra cui donazioni, bandi pubblici e privati, 5X1000 e sponsorizzazioni. Per evidenziare la capacità di rinnovamento del Terzo settore italiano anche nella modalità di analisi del proprio operato e consolidare i valori quali fiducia, professionalità e solidarietàI’, e la loro capacità di produrre risultati concreti, Europa Donna Italia si è fatta promotrice di questa iniziativa che ha raccolto il consenso del network Alleati per la salute.
    “Le associazioni di volontariato legate alla salute hanno un ruolo importante nel nostro Paese, e questo rapporto lo evidenzia con enfasi grazie ai dati presentati oggi.
    L’idea alla base di questo progetto è quella di condividere e mettere a sistema le varie expertise delle singole associazioni per rilevare il reale supporto del volontariato sia verso i pazienti sia verso le Istituzioni e continuare in un’ottica di sempre migliori soluzioni per la salute in Italia”, spiega la Presidente di Europa Donna Italia, Rosanna d’Antona. Sono stati 223 i principali eventi di comunicazione organizzati dalle 5 Associazioni sul territorio nazionale che hanno utilizzato anche i propri canali social – che contano quasi 300 mila followers – per poter veicolare le informazioni, per esempio su campagne e attività di screening, al fine di raggiungere anche il target dei più giovani.
    Il Rapporto è stato predisposto tenendo in considerazione le Linee guida e standard per la redazione del Bilancio Sociale degli Enti del Terzo Settore previsti dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che hanno fornito un quadro metodologico e normativo per definire gli obiettivi, le metriche e i criteri di rendicontazione delle attività svolte dalle Organizzazioni coinvolte. Le cinque associazioni coinvolte nel rapporto fanno parte della rete Alleati per la salute composta da circa 70 associazioni pazienti, un’alleanza strategica che Novartis ha avviato da oltre 15 anni con l’obiettivo di sviluppare insieme soluzioni che abbiano valore e impatto sul miglioramento della vita dei pazienti cronici e sul sistema salute oltre che individuare temi d’interesse trasversali del mondo advocacy.
    “Come Novartis siamo da sempre consapevoli del valore delle associazioni pazienti per il sistema Paese, attori fondamentali che offrono una prospettiva essenziale per i processi decisionali nel campo della salute – afferma Valentino Confalone, Country President e Amministratore delegato di Novartis Italia -. A nostro avviso, esiste in questo contesto un ulteriore spazio di miglioramento attraverso una maggiore inclusione del punto di vista delle associazioni pazienti come componenti formalmente riconosciute. Questo è il motivo che ci ha spinto a supportare questa iniziativa che evidenzia l’essenziale valore economico e sociale dell’associazionismo e del volontariato in ambito salute”. Conclude Valentino Confalone: “Ci auguriamo che questo progetto sia una ulteriore conferma del valore di queste realtà sia dal punto di vista della comprensione dei bisogni dei pazienti che delle risorse che possono essere investite a livello territoriale”.

    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Linea ferroviaria Novara Milano bloccata: investito un uomo dal treno all’altezza di Sedriano

    Una tragedia si è consumata oggi pomeriggio, verso le 18, lungo la linea ferroviaria Milano Torino all’altezza del comune di Sedriano. A perdere la vita è un uomo di 41 anni finito sotto il treno per cause ancora tutte da chiarire. I soccorsi giunti sul posto con un equipaggio della Croce Bianca di Sedriano e con l’automedica non hanno potuto fare nulla. Il medico ne ha solo constatato il decesso.

    SEDRIANO – Immediatamente la linea è stata bloccata per consentire tutti i rilievi del caso. Ad indagare è la Polfer che è stata coadiuvata dai Carabinieri giunti solo a supporto. La tragedia è avvenuta nella zona di via Padre Massimiliano Kolbe e l’uomo camminava a piedi lungo il massiccio ferroviario.

    L’equipaggio della Croce Bianca ha soccorso un uomo di 47 anni che è stato trasferito, con il codice verde, al pronto soccorsi per i controlli. Disagi enormi si sono verificati per i viaggiatori della linea coinvolta dall’incidente. Bloccati tutti i convogli in transito tra Novara e Treviglio. Giunti sul posto i tecnici di RFI, Rete Ferroviaria Italiana, che hanno lavorato per ripristinare la linea quanto prima.

  • L’essenza e la missione del Papa – Di Domenico Bonvegna

    Potremmo mettere un altro titolo: “Il Papa secondo il cardinale Gerhard Ludwig Muller”, ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex S. Ufficio). Da qualche mese è uscito il suo ultimo libro, “Il Papa. Ministero e Missione”, pubblicato dalla casa editrice Cantagalli di Siena. (372 pp. 26 e)

    La faticosa lettura del documentato testo del cardinale tedesco certamente ha irrobustito la mia cultura sulla figura fondamentale del Pontefice. Il libro rafforza l’idea che noi cattolici siamo dei privilegiati rispetto ad altre religioni, abbiamo una guida e un punto di riferimento sicuro per la nostra Fede. Arcivescovo-vescovo emerito di Ratisbona, Incaricato personalmente da Benedetto XVI di pubblicare le sue Gesammelte Scriften, gli scritti di carattere teologico e quindi di curare la pubblicazione dell’Opera Omnia. Un progetto di 16 volumi. Muller ha all’attivo oltre cinquecento pubblicazioni scientifiche. In questo libro, racchiude e ci consegna, in un unico quadro, note, riflessioni e osservazioni di tutta una vita, sull’origine, l’essenza e la missione del successore di Pietro. Così “Il Papa” diventa un’opera imponente che, proprio in questi tempi di enorme confusione sulla figura del Papa, offre un contributo determinante per una corretta comprensione del ministero petrino. Un ministero unico al mondo, che nel corso dei secoli fino ai nostri giorni ha sempre provocato grande devozione, ma anche forti critiche, sia dentro che fuori della Chiesa. Il cardinale Muller ha tracciato le linee fondamentali del suo libro in una affollata conferenza del 7 maggio presso Palazzo Madama a Torino, organizzata dall’associazione “Logos e Persona” di don Salvatore Vitiello.

    Per qualcuno Muller passa come un reazionario “nemico” di Papa Francesco. Invece il cardinale ha risposto a queste dicerie con un libro che trasuda amore e fedeltà al magistero pontificio. Tuttavia, l’ex prefetto, intervistato da Il Giornale, non rinuncia a parlare chiaramente di tutto ciò che non va nel governo della Chiesa e non risparmia critiche dure alle autorità ecclesiastiche e a quelle politiche. Rispondendo alle domande di Nico Spuntoni (“Anche se malato, il Papa non deve dimettersi”, 3.4.23, Il Giornale) Muller afferma di essere stato sempre difensore del Papa e dei papi. “Ciò che è cambiato oggi è che gli anti-papisti sono diventati super-papisti. Non per rispetto del papato come istituzione divina, ma piuttosto perché vogliono strumentalizzare Francesco per l’introduzione della loro ideologia modernista nella Chiesa. A questo scopo distinguono tra ‘amici’ e ‘nemici’ del papa.”. Comunque Muller rifiuta qualsiasi etichetta o categoria. Risponde citando S. Tommaso che difendeva il ruolo del Papato nella Chiesa e che il Papa come persona umana può avere i suoi limiti e talvolta le critiche nei suoi confronti non solo sono un diritto, ma addirittura un dovere. Secondo Muller il Papa anche se malato non deve dimettersi.

    In passato c’erano la vecchiaia e le malattie per papi e vescovi, ma Gesù è morto sulla croce. “Non si può pensare ad un apostolo che va in pensione! Ho accettato la decisione di Benedetto XVI, ma resto convinto che la missione del Papa sia per sempre, ad vitam.”
    Ritornando al Libro “Il Papa”, è suddiviso in sette capitoli. Nel I (I papi della mia vita), il cardinale racconta la sua vita in rapporto ai sette papi che si sono susseguiti negli anni. A cominciare dal venerabile Pio XII, durante la sua infanzia e poi giovinezza. Nato e cresciuto in una famiglia cattolica praticante, sotto il pontificato del venerabile Pio XII (1939-1958), egli ha dunque conosciuto la cosiddetta cattolicità “preconciliare” che gli ha insegnato a venerare la “figura” del Papa, e a difenderlo dai connaz
    ionali tedeschi seguaci del protestantesimo luterano e da quell’anti-romanità senza più freni.

    Il clima di confronto — scontro — continuo con i luterani hanno fatto nascere in lui un profondo desiderio di ecumenismo, di cambiamento di rapporti fra cattolici e protestanti. Per questo aderì, fin da giovane seminarista e teologo, alle richieste di rinnovamento della Chiesa che il “vento” franco-tedesco esigeva da Roma. La Chiesa non doveva più rifiutare in toto le “riforme” — come fece ai tempi di Lutero, verso il quale il Cardinale è molto comprensivo —, ma mettersi a capo di esse, come ha fatto col Vaticano II. Il Concilio Vaticano II, afferma il card. Muller, è stato una svolta per la Chiesa, ma non è stato una rottura col suo passato.

    I “maestri” del Cardinale sono stati Henri de Lubac, SJ (1896-1991) e Joseph Ratzinger-Benedetto XVI (1927-2022), quindi egli non può che essere un convinto sostenitore dell’ermeneutica della riforma nella continuità. La Chiesa ha cambiato atteggiamento, teologia, ma non la sua missione e la sua morale. E il Papa dev’essere il “garante” di tutto questo.
    Nell’introduzione il cardinale precisa: “ho voluto di proposito evitare il titolo di ‘Papato’, per sottolineare il primato della persona sull’istituzione. Per la fede cattolica, Cristo ha trasformato un semplice pescatore del lago di Tiberiade, Simone, il figlio di Giona, primo di una lunga serie di successori, nella roccia su cui avrebbe costruito la propria Chiesa”. Scrive Muller: “le persone cambiano, ma il compito rimane lo stesso. Il compito particolare del papa è servire l’unità e la comunione della Chiesa con Dio e di testimoniare la verità della fede in ‘Cristo, il figlio del Dio vivente’ (Mt 16,16)”.

    Nelle sue riflessioni teologiche sul Papa e la Chiesa Muller al famoso teologo di Tubinga Johan Adam Mohler (1796-1838). Alla “Storia dei Papi” di Ludwig von Pastor (1854-1928). E poi al professor Cardinale Karl Lehmann. Per la libertà della Chiesa dallo Stato durante la Kulturkampf (1871-1878) ricorda le battaglie del grande vescovo di Magonza, Wilhelm Emmanuel Barone von Ketteler (1811-1877). Naturalmente sono frequenti i passaggi in riferimento ai vari Papi, come Giovanni XXIII che “aiuta a superare il giudizio superficiale di una Chiesa polarizzata fin da questa epoca in un’ala conservatrice e una progressista”. In questo tempo il cardinale comprese come all’interno della Chiesa c’era tensione tra chi intendeva trasmettere fedelmente l’oggetto della fede e chi invece voleva illustrarla al passo con i tempi. Fu evidente l’ostilità e la reazione all’enciclica Humanae vitae da parte di certi ambienti ecclesiastici. A questo proposito, Muller accenna all’incomprensione e il disprezzo sia da parte dei conservatori che dei progressisti, di cui fu oggetto l’enciclica di san Paolo VI. Enciclica oggi riconosciuta come profetica. Sul tema, “c’era chi, da una parte, puntava il dito contro il Concilio per l’ormai diffusa crisi della fede, dall’altra chi riteneva che le riforme conciliari non fossero state attuate in modo abbastanza radicale. In realtà – scrive Muller – è stato proprio un’interpretazione ideologica del Concilio, a dividere la Chiesa in scettici ed entusiasti. Così al posto dell’auspicato rinnovamento nella vita e nella missione della Chiesa è arrivata la confusione babilonica”. Per Muller un magistero, soprattutto un concilio ecumenico, non può fondare una nuova Chiesa o abolirne una vecchia.

    Interessante poi le riflessioni di Henri de Lubac (1896-1991) insieme a Hans Urs von Balthasar (1905-1988) che hanno aiutato Muller a trovare la sua strada al di fuori dell’opposizione distruttiva tra conservatorismo (integralismo) e progressismo (modernismo). A questo proposito il cardinale precisa che queste due posizioni, infruttuose e distruttive, “enfatizzano un elemento importante dell’insieme, ma che lo separano da esso, si fonda sulla confusione tra la fede, che deriva dall’ascolto della parola divina, e una ideologia pensata dai suoi sostenitori, che non è altro se non auto-redenzione gnostica”. Muller ricorda la canonizzazione del grande papa San Giovanni Paolo II. Uno dei papi più importanti degli ultimi secoli. Muller ricorda i punti essenziali della vita di Karol Wojtyla a combattere prima l’ideologia razzista del nazismo e poi quella comunista. “Giovanni Paolo II ha sperimentato sulla propria pelle, e in quella del popolo polacco, l’applicazione del darwinismo sociale nei Paesi sotto il dominio nazionalsocialista e comunista e ne ha riconosciuto le conseguenze omicide”. Muller, ricorda che il “darwinismo sociale non è un errore spirituale, ma un crimine contro lo spirito”.

    L’alternativa per san Giovanni Paolo II è la civiltà dell’amore, l’unica via d’uscita dall’autodistruzione dell’umanità. Interessanti le riflessioni del teologo Muller sugli anni della cosiddetta “Guerra fredda”, del sistema economico capitalista e di quell’umanesimo senza Dio che era destinato a fallire come progetto filosofico e sociale, destinato a sfociare “nella più grande barbarie della storia umana, nell’umanesimo senza esseri umani, nella disumanità assoluta e nella follia di un trans e post-umanesimo”. Sempre in questo primo capitolo Muller racconta il suo incontro a Lima con Gustavo Gutierrez, il padre della Teologia della Liberazione. Vado oltre se no diventa una mega recensione del libro. L’ultima parte è dedicata al suo rapporto con Papa Benedetto XVI da Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede. Le brevi analisi delle encicliche del Papa tedesco, la lezione tenuta all’Università di Ratisbona il 12 settembre 2006. E poi quella sui tre volumi di “Gesù di Nazareth”, che raggiunge il culmine della vita di Ratzinger teologo e studioso. Infine Papa Francesco, “differente per temperamento ed esperienza dai suoi predecessori fortemente radicati in Europa, il primo papa latino-americano ha posto i poveri, i sofferenti e gli scartati delle periferie al centro del suo pontificato”. Muller accenna ai documenti pubblicati da papa Francesco, Evangelii gaudium, Laudato si, Amoris Letitia, che cercano di costruire ponti anche verso coloro che si sentono esclusi o lontani. “Occorre superare gli scontri ideologici tra conservatori e progressisti, che paralizzano la vita e la missione della Chiesa”. Papa Francesco ci mette in guardia, “da uno stile di vita mondano e dall’adeguamento della Chiesa al mondo, come se la Chiesa di Cristo fosse soltanto una delle tante organizzazioni di carattere umanitario-spirituale”. Al centro della Chiesa il Papa ha messo i poveri, è necessario che ci facciamo evangelizzare da loro. Il povero è considerato un grande valore, la nuova evangelizzazione deve partire da loro.

    Il II capitolo tratta de “Il Papato come realtà della Storia e della Rivelazione”. Una istituzione divina, a partire da San Pietro, si sono succeduti 266 uomini in veste di detentori del ministero. Il Papato con le sue luci ed ombre, è un fenomeno unico, di cui la Storia non può ignorare. In questa parte il cardinale esamina il profilo teologico e spirituale del supremo servizio per la Chiesa e per il mondo, che il suo Capo ha affidato a San Pietro e ai suoi successori. Neanche la storiografia liberale, scrive Muller, che nel primato della Chiesa di Roma ha visto una semplice creazione umana o il prodotto casuale di congiunture storiche […] può sottrarsi al fascino di una tradizione lunga duemila anni. Non mi soffermo sui vari passaggi storici del Papato esaminati dall’autore del poderoso testo, non mancano i riferimenti alla cosiddetta Riforma di Martin Lutero, la Libertà religiosa di fronte agli Stati assoluti dell’epoca Moderna.
    Il III° capitolo (“Il Creatore della Chiesa è anche il fondatore del papato”) Qui Muller dopo aver rievocato i sette Papi della sua vita, risale all’origine del papato: il rapporto di Gesù con quel pescatore del lago di Tiberiade, da lui definito la pietra su cui avrebbe edificato la Chiesa. “Solo in relazione a Gesù Cristo può avere senso qualsiasi discorso sull’origine divina della Chiesa, sui suoi inizi nella storia, sulla sua missione universale e sul suo mandato apostolico”. La lettura di questa parte del testo rinforza la nostra fede che talvolta vacilla di fronte agli attacchi della Modernità ma nello stesso tempo arricchisce la nostra debole cultura teologica sulla nascita della Chiesa, il ministero e il primato di Pietro.
    Il IV° capitolo (“La Chiesa Cattolica nella Tradizione Apostolica”) IL Papa riceve il suo mandato direttamente e personalmente da Cristo, non da una comunità, né da una Chiesa locale né dalla Chiesa universale. Qui il cardinale Muller spiega perché come sede del Papato è stata scelta Roma e non un altro luogo. Ci sono tutte le risposte ai possibili interrogativi. Perché è stato scelto solo uno degli apostoli, che poi sarà il vescovo di Roma, a governare la Chiesa. Nel capitolo viene affrontato il dualismo tra Pietro e Paolo. Anche qui il rapporto tra il papa e il concilio dei vescovi. Poi le tensioni tra Oriente e Occidente nella Chiesa.

    Il V° capitolo (“Il dogma del primato di dottrina e giurisdizione del Pontefice romano”) Nel testo Muller chiarisce quanto sia importante e attuale mostrare con urgenza il primato romano del Pontefice per preservare la verità della rivelazione. E qui fa riferimento a Pio XI nell’enciclica Mit brennender Sorge contro il nazionalsocialismo evidenziò come di fronte alla brutale minaccia nei confronti dell’uomo, la fede nella Chiesa non si manterrà pura e incontaminata se non si appoggerà nella fede al primato del vescovo di Roma. E oggi anche se non c’è più il totalitarismo nazista, ci sono altri pericoli totalitari di “stampo mediatico, pseudoreligioso e laicista-statalista”. Pertanto per Muller, “Il vecchio agnosticismo e il relativismo contemporaneo dominante, opposti alla verità naturale e rivelata, non hanno portato affatto libertà di coscienza e tolleranza. Al contrario, non sono mai al riparo dal trasformarsi in pretese ideologiche e politiche totalitarie”. Muller insiste scrivendo che proprio nell’era della scristianizzazione o “secolarizzazione” in Europa e nel mondo, si giunge alla maggiore persecuzione dei cristiani mai vista in passato. VI° capitolo affronta il tema dell’Integrazione del Papato nella Chiesa e nel Collegio dei vescovi. Sulla presunta mancata continuità tra il Concilio Vaticano I e II, il cardinale Muller fa riferimento alla Lumen Gentium 18, dove si dice un chiaro no a tutte le teorie e ipotesi di una rottura nella tradizione della fede cattolica. “Una banalizzazione populista – scrive Muller – vede nella differenza tra i due concili un cambiamento dell’immagine della Chiesa da una piramide a un cerchio”. Sembrerebbe che all’improvviso i laici dal “basso” della Chiesa costruiscono il vertice dandogli un mandato di rappresentanza. Ne deriva una specie di democratizzazione, come se l’origine del potere risiederebbe nel popolo. “Si dimentica però che la gerarchia non rappresenta una struttura di potere perché i ministeri ecclesiastici possiedono un fondamento apostolico”. Peraltro qualsiasi autorità nella Chiesa deriva da Cristo. Il cardinale accenna a quel spirito del concilio interpretato da certe forze progressiste nella Chiesa che avrebbero il compito di schiacciare l’interpretazione conservatrice ed emarginare i suoi esponenti. Non esiste contrapposizione tra l’episcopato e il Papa, nessuna contrapposizione tra il Concilio e il Papa. Il teologo Johan Adam Mohler ha esposto chiaramente con la massima chiarezza la dottrina della Chiesa sul primato e sull’episcopato. Tuttavia il Papa ha bisogno dei vescovi, il Papa non può fare tutto, non si può farsi carico delle molteplici situazioni di ciascun Paese del mondo. “Un’eccessiva centralizzazione non aiuta la Chiesa, ma ne ostacola il dinamismo missionario”. La Chiesa non può permettersi lotte di potere tra forze centraliste e particolariste. Così avremmo una Chiesa secolarizzata e politicizzata, simile alle Ong. Per Papa Francesco occorre “superare la passività e la rassegnazione di fronte all’estrema secolarizzazione e di porre fine ai paralizzanti conflitti interni tra ideologie tradizionaliste e moderniste”.

    Tuttavia secondo il cardinale nella Chiesa serve una riforma della curia romana. Del resto, “ogni volta che la Chiesa si è liberata dai modelli terreni di esercizio del potere e ha eliminato il veleno del pensiero mondano dal suo spirito e dal suo corpo, ha aperto la via a un profondo rinnovamento spirituale in Gesù Cristo, suo capo e fonte di vita”. La Chiesa storicamente ha sempre avviato riforme come quella del grande movimento gregoriano dell’XI secolo, oppure quella tridentina, o la grande apertura del Concilio Vaticano II. Attenzione ai vescovi cortigiani, gli esempi del passato sono tanti, “i criteri d’azione del vescovo non stanno nel cercare il favore del popolo, o nel tacere per non ferire la sensibilità, ma nell’amore per Gesù, il Buon Pastore che ha dato la sua vita”. Paolo scrivendo a Timoteo delinea l’ideale biblico del vescovo: “Combatti la buona battaglia della fede”. Muller insiste sul comportamento degli uomini di Chiesa, “a dar senso alla Chiesa non è il consenso della società, né servirsi del cristianesimo come religione civile, o il contatto con i più importanti politici, ma l’annuncio della salvezza per i poveri nelle periferie esistenziali”. A questo proposito il cardinale fa l’esempio di pastore universale che ha favorito la riforma ecclesiastica san Pio X con il suo motto: “Omnia in Christo instaurare”. Occorre evitare da un lato di secolarizzare la Chiesa, ma anche di spiritualizzarla e di respingerla nel regno dell’ideale e dei sogni. La Chiesa è santa, ma è sempre bisognosa di purificazione, avanza continuamente per il cammino della penitenza e del rinnovamento (Lumen Gentium 8) L’invito di Papa Francesco a fare un esame di coscienza, non significa “confermare chissà quali leggende nere ‘dietro le mura del Vaticano’”. Muller chiarisce che cosa intende per riforma: “la bussola del rinnovamento non consiste nel patrimonio ecclesiastico, nella vastità delle nostre istituzioni e nel personale alle dipendenze di diocesi e ordini (o scuole e ospedali), ma nello spirito d’amore con cui la Chiesa serve gli uomini mediante l’annuncio, i sacramenti e la carità”.

    La Chiesa è per sua natura missionaria, guidata e governata universalmente dal successore di Pietro, è il contrario dell’europeizzazione della Chiesa. L’ultimo capitolo è dedicato alla “Missione del Papa nel disegno divino di salvezza universale”. Tutti i programmi di autoredenzione umana erano e sono condannati al fallimento, nessun uomo può essere salvato né con la gnosi mitologica, né con le utopie di una “new age”, né per le utopie sociali marxiste, né del capitalismo liberale. Occorre superare “i burroni ideologici”. La Chiesa, i suoi pastori, devono ritornare ad essere “pescatori di uomini per Cristo”, “predicatori della misericordia divina”, per andare contro il vortice del secolarismo e del mondo senza Dio.
    Concludo con parole significative rivolte al Papa, che trovano posto nella IV di copertina: “la critica priva di amore finisce per disgregare. L’amore senza critica non è altro che una stucchevole lusinga. Il supremo ministero che Gesù ha conferito a Pietro e ai suoi successori si contraddistingue proprio perché il suo titolare non si gloria della sua dignità, ma rimane all’ombra del Signore e lo segue”.

  • Dieci esemplari limited edition per la Suzuki Hayabusa

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    TORINO (ITALPRESS) – Suzuki Hayabusa compie 25 anni. Era infatti il 1998 quando la sua prima generazione apparve sul mercato, rivoluzionando per sempre il mondo delle moto sportive.
    Profondamente diversa da qualsiasi altra moto vista prima di allora, Hayabusa creò la categoria delle hypersport e alzò l’asticella delle prestazioni a livelli mai raggiunti in precedenza da una moto di serie. Oggi la terza generazione continua a svettare nel panorama mondiale delle due ruote e celebra l’anniversario della progenitrice con la serie speciale 25th Anniversary. La versione dedicata al 25esimo anniversario sarà venduta in tutto il mondo e si distingue, dall’attuale versione, per la particolare livrea bicolore, che abbina il nero e un arancione in stile racing. Anche i registri tendicatena e le flange dei dischi freno richiamano con la loro finitura le sovrastrutture, enfatizzando la cura maniacale delle finiture, tipica dei prodotti di lusso giapponesi. Questa trova espressione anche nell’aspetto della catena della trasmissione finale e nelle incisioni presenti sul corpo del silenziatore di scarico, nel logo 25th Anniversary e nello stemma tridimensionale Suzuki applicato al serbatoio del carburante. A completare la livrea è la copertura per la sella del passeggero.
    Suzuki Hayabusa 25esimo anniversario si candida a diventare un “pezzo” da collezione non solo per i cultori del modello ma per tutti coloro che desiderano una moto dalle performance impareggiabili, con il meglio della tecnologia e un’immagine esclusiva. In Italia, la versione dedicata al 25esimo anniversario sarà venduta solo online in 10 esemplari e i 10 appassionati che vorranno acquistarla potranno scegliere il loro numero preferito da 1 a 10. La consegna della moto avverrà da ottobre 2023 in base all’ordine di prenotazione insieme ad un certificato prodotto da Suzuki Italia, riportante il telaio della moto e il numero seriale. Suzuki Hayabusa 25esimo anniversario sarà ordinabile online, sul sito dedicato dal 20 luglio 2023 ore 13,00.
    “Hayabusa è la portabandiera per Suzuki e ha diversi estimatori in tutto il mondo. Vogliamo esprimere la nostra più profonda gratitudine a questo modello, che arriva a celebrare il suo 25° anniversario e che in questi anni è stato tanto amato.
    Ho guidato personalmente il prototipo dell’attuale terza generazione e sono orgoglioso di dire che noi, il team Suzuki, possiamo proporre oggi la migliore moto del momento. Hayabusa continuerà ad evolversi e siamo sicuri che avrà sempre molti fan appassionati” commenta il Presidente, Toshihiro Suzuki.

    foto: ufficio stampa Suzuki Italia

    (ITALPRESS).

  • A Robecchetto con Induno la prevenzione è sempre di moda

    Appuntamento domenica 16 luglio nel parco Bambini di Mostar

    ROBECCHETTO CON INDUNO – “Sogno di una notte di mezza estate – La prevenzione è sempre di moda”. È questo il titolo dell’evento speciale organizzato dall’associazione “Cuore di Donna”, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e in collaborazione con diverse realtà locali, che si terrà domenica 16 luglio dalle ore 20.00 a Robecchetto con Induno, presso il parco Bambini di Mostar di Malvaglio (via Novara, via Ronzoni), a ridosso della biblioteca civica “Alda Merini”.

    «Si tratta di un evento estivo ad accesso gratuito organizzato all’insegna della semplicità e della leggerezza tra moda, musica e arte coinvolgendo in una sfilata diverse donne che stanno ancora facendo la chemio e, infatti, indosseranno anche un turbante. – spiega Marzia Pinotti, una delle referenti territoriali di Cuore di Donna – Ci sarà anche un nostro banchetto con gadget e materiale informativo».

    In questi ultimi quattro anni, compreso il periodo di stop per l’emergenza pandemica, nel territorio circa 600 donne si sono rivolte all’associazione Cuore di Donna, che è nata nel 2012 in provincia di Bergamo per iniziativa di un gruppo di donne operate al seno e non, unite per sostenere le donne che affrontano il cancro e lottare contro i tumori femminili.

    Domenica 16 luglio chi parteciperà all’evento potrà effettuare anche una donazione presso il banchetto di Cuore di Donna, che sarà destinata per sostenere i percorsi di prevenzione a favore delle donne, nel caso specifico le visite senologiche, tramite la convenzione in essere con Humanitas mater Domini di Castellanza. Oltre alla sfilata ci sarà l’esibizione della nota cover band Rumors e interverrà l’artista Fabrizio Vendramin che realizzerà due dipinti.

    «È una valida occasione per trascorrere insieme una serata di mezza estate, sostenere un importante progetto di prevenzione dalla parte delle donne, ascoltare della buona musica e vedere un artista all’opera. Un appuntamento per tutti e da non perdere», aggiunge il sindaco Giorgio Braga.