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  • Una buona notizia: finita l’era del Reddito di Cittadinanza. Proteste a Napoli

    “Domanda di reddito di cittadinanza sospesa come previsto dall’articolo 48 del decreto legge 20/23 in attesa eventuale presa in carico dei Servizi sociali”, è il testo dell’Sms inviato ieri dall’Inps e ricevuto da migliaia di percettori che hanno perso il diritto all’assegno.

    Il RdC o la pensione di cittadinanza sono stati sospesi alle 169mila le famiglie che non avendo nel proprio nucleo un componente disabile, minore o over 65 da agosto non risultano più avere i criteri stabiliti dalla nuova normativa. L’ultima rata che hanno percepito è quella del 27 luglio, poi il messaggio via cellulare che ha spinto centinata di persone a Napoli, una delle città che più usufruisce del Rdc, ad andare a lamentarsi agli uffici Inps.

    Chi ha perso il reddito di cittadinanza ed è ritenuto occupabile, cioè ha tra i 18 e i 59 anni di età, non ha persone disabili a carico e non ha minori a carico, potrà ricevere 350 euro al mese come supporto alla formazione al lavoro attraverso gli sportelli dei Centri per l’Impiego e l’Inps. Ricevono ancora il reddito di cittadinanza fino a dicembre le persone che hanno a carico dei minori, che sono ultrasessantenni e che hanno nel nucleo familiare delle persone disabili. Queste persone dal primo gennaio 2024 riceveranno un contributo non inferiore a 480 euro, sempre su segnalazione del Centro per l’Impiego attraverso una piattaforma che metterà in collegamento Centri per l’Impiego e Servizi sociali.

    Secondo i dati INPS, tra i beneficiari del Reddito di cittadinanza indirizzati ai servizi per il lavoro, circa un milione, solo 90mila ( poco meno del 10% ) hanno instaurato un contratto di lavoro a tempo indeterminato e tra questi solo il 3-4% svolge professioni medio-alte. Quasi la metà del milione non ha mai lavorato, il titolo di studio prevalente per oltre il 70 % dei non occupati è al massimo la scuola media e che il 60% dei soggetti presi in considerazione corrisponde a una persona adulta (l’età media è tra i 35-37anni).

  • Gli autocarri lombardi più vecchi? Sono a Pavia

    Scendono le immatricolazioni sia per il trasporto merce che persone. Picco regionale di autobus a benzina, elettrici e ibridi sono assenti

    Continental ha realizzato anche quest’anno l’Osservatorio sui macro-trend del mercato dei veicoli pesanti per il trasporto di merci e persone, giunto alla sua terza edizione. Lo studio fotografa lo stato del settore in Italia e in Lombardia nel 2022, dopo un 2021 caratterizzato da una significativa ripresa dalla crisi causata dal Covid-19, e prova a tracciare la direzione verso la quale questo comparto si sta dirigendo, attraverso l’analisi dei dati sulle immatricolazioni, i tipi di alimentazione, l’anzianità e la categoria euro .

    Dall’analisi emerge che sebbene nella Provincia di Pavia le immatricolazioni dei trasporti merce e degli autobus siano entrambe in calo, particolarmente poco virtuoso è il segmento degli autocarri: il più anziano e inquinante in regione.

    Immatricolazioni: Pavia in calo sia nel segmento autobus che trasporto merci
    Le immatricolazioni dei mezzi pesanti per il trasporto merci nel 2022 in Italia hanno registrato un calo del 6,4% rispetto al 2021, con solo 21.524 nuovi mezzi. La Lombardia segue la scia nazionale e registra una discesa del 6,9% rispetto all’anno precedente, con 3.865 nuove immatricolazioni. Anche Pavia è in calo del 7,4% con 10 immatricolazioni in meno rispetto al 2021.

    Anche il settore nazionale del trasporto persone mostra segnali di decrescita (-10,5%), con 3.728 mezzi immatricolati nel 2022 a fronte dei 4.166 del 2021, e un simile scenario si riscontra anche a livello locale. Le regioni che segnano un andamento positivo sono solo 7 e, tra queste, c’è anche la Lombardia, che chiude con un progresso del 27,9% e 426 nuovi veicoli immatricolati. Dati in calo invece nella Provincia di Pavia, dove le nuove unità scendono del 15,4% (11 nuove targhe nel 2022, rispetto alle 13 registrate nel 2021).

    Alimentazione: a Pavia, picco di autobus a benzina. Elettrici e ibridi a quota 0
    Per quanto concerne l’alimentazione, la situazione nazionale del parco circolante per il settore trasporto merci nel 2022 rimane pressoché invariata rispetto all’anno precedente. Il gasolio continua ad essere predominante (90,8%) seguito da benzina e metano (rispettivamente al 4,6% e 2,2%). Si nota una crescita, seppur timida, dell’alimentazione combinata benzina e gas liquido, che segna un lievissimo aumento (1,4% rispetto a 1,3%), così come elettrici e ibridi (rispettivamente allo 0,3% e 0,8%).
    In Lombardia percentuali in stallo per l’elettrico, che si conferma allo 0,2% dell’anno precedente, mentre gli ibridi registrano una crescita irrisoria (0,8%); il gasolio, nonostante segni un lievissimo calo, rimane preponderante e copre l’89,5% del parco, seguito dalla benzina al 5%. In questo contesto, la Provincia di Pavia ha lo 0,1% di autocarri elettrici e lo 0,5% di ibridi. I mezzi a gasolio si attestano all’90,9%, confermando la tendenza regionale.

    Anche il panorama nazionale relativo all’alimentazione del parco autobus è stabile rispetto al 2021, sebbene con qualche piccolo segnale di miglioramento: la maggior parte dei mezzi in circolazione rimane a gasolio (92,7% rispetto al 93,3% del 2021), mentre le quote di elettrico e ibrido registrano una leggera crescita e riescono a raggiungere l’1,2% (rispettivamente 0,8% e 0,4%).
    In Lombardia l’elettrico rimane stabile al 2% e l’ibrido arriva all’1,8%. Il gasolio è in vetta al 92,3%, seguito dal metano al 3,6%. Nella Provincia di Pavia il gasolio registra il 97,7%, mentre sia gli elettrici che gli ibridi si attestano a quota 0. La percentuale di mezzi a benzina raggiunge il picco in regione dello 0,7%.

    Categoria Euro: a Pavia, più del 28% degli autocarri è delle categorie più inquinanti
    Nel comparto del trasporto merci nel 2022 prevalgono a livello nazionale gli Euro 5 ed Euro 6 che, insieme, raggiungono il 37,5% del totale. Una percentuale elevata che supera le categorie più vecchie, dalla 0 alla 2, che coprono il 30,7% del parco. Ciò nonostante, è da notare quanto sia ancora diffusa la classe Euro 0 che, da sola, arriva al 14,5%. Rispetto alla media nazionale, la situazione è decisamente positiva in Lombardia, dove gli Euro 0 si attestano all’8,2% e, in generale, le classi più vecchie fino all’Euro 2 scendono quasi di un punto percentuale (20,4%). Le categorie meno inquinanti, Euro 5 e 6, coprono quasi la metà del mercato, superando il 49%. La classe più rappresentata è, infatti, la Euro 6, che cresce e sfiora il 33% (dal 28% della rilevazione precedente).
    In questo contesto, la Provincia di Pavia è la meno virtuosa: gli Euro 0 sfiorano il 12% mentre le fasce Euro 0-2 coprono più del 28% del parco circolante. Tra i valori più bassi in regione, solo il 38,7% dei mezzi appartiene alle categorie meno inquinanti (Euro 5 e 6).

    In Italia, la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 rappresenta quasi la metà del parco, raggiungendo il 48%. Anche in questo caso, stupisce negativamente la quota degli autobus di categoria Euro 0 ancora in circolazione, che copre l’11,4% del parco.
    I dati registrati in Lombardia sono decisamente migliori: qui, gli Euro 0 sono al 6,1%, mentre gli Euro 5 ed Euro 6, insieme, sfiorano il 62%. La classe Euro 6 è la più rappresentata e, aumentando di circa 7 punti rispetto al 2021, raggiunge il 36,7% dei veicoli. Nella Provincia di Pavia invece più del 17% degli autobus è di fascia Euro 0-2, e poco più del 57% è Euro 5 e 6.

    Anzianità: A Pavia, la percentuale più alta di autocarri con più di 20 anni
    Nell’analisi per fasce di anzianità, il parco circolante di autocarri per il trasporto merci nel 2022 in Italia risulta decisamente agée, caratterizzato da una preponderanza di mezzi tra i 20 e i 30 anni (18,6%), seguita dalla fascia 15-20 anni che segna il 16,7%. In crescita la categoria “oltre i 30 anni” che rappresenta il 15,6%, valore in aumento rispetto al 2021. I veicoli “da 0 a 10 anni” arrivano complessivamente al 33,9%, anche se risulta ancora basso il dato relativo agli autocarri nuovi, da 0 a 1 anno (3,6% del parco circolante). La Lombardia ringiovanisce rispetto all’anno precedente e la fascia d’età più diffusa è quella dei 5-10 anni con il 20,3%. Quasi il 23% dei mezzi ha al massimo 5 anni, i giovanissimi (massimo 1 anno) calano e toccano il 3,8% e, di conseguenza, aumentano i veicoli oltre i 20 anni, che registrano il 24%. A Pavia, la fascia più rappresentata è quella tra i 5 e i 10 anni (17%), a pari merito con la fascia 10-15. I mezzi fino ai 5 anni sono il 16,7%, mentre quelli oltre i 20 toccano il picco regionale del 32,4%.

    La fotografia nazionale si ripropone sostanzialmente molto simile anche nel segmento del trasporto persone, dove la fascia di anzianità tra 0 e 5 anni rappresenta un quinto del totale (20,8%). Una quota leggermente in crescita rispetto all’anno precedente, ma ancora ampiamente superata dalla percentuale di mezzi vecchi di oltre 20 anni, che nel 2022 raggiunge il 27,6% (nel 2021 era a 26,9%). Scenario più roseo in Lombardia, dove, anche per il 2022, la fascia più rappresentata è quella tra i 10 e i 15 anni (23,4%). I mezzi oltre i 20 anni non arrivano al 15%, e diminuiscono i veicoli che hanno al massimo 5, scendendo al 23,8% rispetto al 25,1% registrato nel 2021. Aumentano i mezzi con massimo un anno d’età che raggiungono il 4,4%. Anche nella Provincia di Pavia la fascia più rappresentata è quella tra i 10 e i 15 anni, con il 24,2%. Gli autobus “anziani” sono superiori alla media regionale (il 20,5% quelli oltre i 20 anni) mentre i mezzi giovani, con meno di 5 anni, superano appena il 16%.

    Gruppo Continental
    Continental sviluppa tecnologie intelligenti, connesse e sostenibili per il trasporto di beni e di persone. Fondato nel 1871 il produttore internazionale di pneumatici, fornitore automotive e partner industriale, offre soluzioni sicure, confortevoli, personalizzate e convenienti. Nel 2022, il Gruppo ha generato un volume di affari pari a 39,4 miliardi di euro impiegando più di 200.000 dipendenti in 57 paesi in tutto il mondo. L’8 ottobre 2021 Continental ha celebrato il 150° anniversario.
    www.continental-corporation.com

    La divisione Pneumatici conta 24 siti di produzione e sviluppo in tutto il mondo. Tra i principali produttori di pneumatici con più di 57.000 dipendenti, la divisione ha registrato un fatturato di 14 miliardi di euro nel 2022. Continental si colloca tra i leader delle tecnologie di produzione di pneumatici con un’ampia gamma di prodotti per autovetture, veicoli commerciali e due ruote. Grazie ai continui investimenti in ricerca e sviluppo, Continental garantisce un importante contributo alla mobilità sicura, economica ed ecologicamente efficiente. Il portafoglio della divisione Pneumatici include servizi per il commercio di pneumatici e per le applicazioni per flotte, nonché sistemi di gestione digitale di pneumatici per veicoli commerciali.

  • Italia travolta 5-0 dalla Svezia ai Mondiali femminili

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    WELLINGTON (NUOVA ZELANDA) (ITALPRESS) – Sette minuti di blackout, difesa disastrosa sui calci d’angolo e un 5-0 finale che fa malissimo. Dopo il successo all’ultimo respiro all’esordio contro l’Argentina, a Wellington l’Italia di Milena Bertolini viene bocciata all’esame di svedese e proverà a centrare la seconda qualificazione consecutiva agli ottavi di un Mondiale nella terza e decisiva gara del girone, mercoledì col Sudafrica. Serviva un’impresa contro la terza forza del ranking Fifa, bronzo quattro anni fa e argento olimpico a Rio e Tokyo, e l’Italia l’accarezza per quasi un tempo, prima di ricevere tre sberle a ridosso dell’intervallo che mandano al tappeto Bonansea e compagne. La squadra di Milena Bertolini, infatti, parte bene, tanto che dopo meno di un minuto va alla conclusione con Cantore – unica novità rispetto all’esordio, fuori Giacinti – chiamando Musovic alla parata in due tempi. La Svezia fatica a trovare spazio, con Salvai e Linari pronte a chiudere ogni varco e ancora Cantore si mette in evidenza al 17′: altra conclusione che Musovic non trattiene ma Giugliano sulla respinta trova solo l’esterno della rete. Per il primo squillo scandinavo bisogna aspettare un tiro da fuori senza pretese di Rubensson al 23′ ma è una conclusione che sveglia la squadra di Gerhardsson, su tutte Rolfo. L’Italia arretra pericolosamente, fa muro davanti a Durante ma fra il 39′ e il 46′ capitola per tre volte, due su calcio d’angolo (spizzata vincente di Ilestedt anticipando l’uscita del portiere azzurro e poi Rolfo), in mezzo il guizzo di Blackstenius sul cross dalla destra di Kaneryd che Durante aveva provato a sporcare. Un triplo colpo fatale (e sull’1-0 è provvidenziale l’uscita di Durante su Blackstenius dopo l’errore di Di Guglielmo), dal quale l’Italia non si riprende, tanto che al 5′ della ripresa arriva il 4-0 svedese, manco a dirlo ancora con Ilestedt che salta indisturbata su corner dalla sinistra. Bertolini prova a cambiare qualcosa, un pò per scuotere la squadra, un pò pensando anche al Sudafrica, ma in pieno recupero arriva anche la ‘manità firmata da Blomqvist in contropiede. La partita, però, era ormai finita da un pezzo. Non ancora il Mondiale delle azzurre: mercoledì ci saranno 90 minuti da giocare a tutta.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Forza Italia Magenta e la nuova piazza Mercato

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    MAGENTA – Un altro importante investimento per Magenta quello previsto per la riqualificazione di Piazza Mercato. Un intervento reso possibile, in primis, attraverso l’operato dell’attuale assessore regionale di Forza Italia al Territorio e Sistemi Verdi Gianluca Comazzi il quale, tramite un suo ordine del giorno, ha permesso il reperimento di una parte delle risorse necessarie per il finanziamento dell’opera.

    A questo si aggiunge il lavoro svolto dall’assessore alle opere pubbliche e vicesindaco Enzo Tenti, del Sindaco Del Gobbo e di tutta la maggioranza, di cui Forza Italia è componente importante, per permettere un’integrazione dei fondi necessari per la realizzazione e l’esecuzione del nuovo progetto. “Questo progetto è stato elaborato per rendere Piazza Mercato un punto di aggregazione lungo l’arco di tutta la settimana e non solo il lunedì, giorno del mercato. Questa piazza deve rappresentare un punto di raccordo tra il centro di Magenta e le zone rientranti in tale progetto” commenta l’assessore Tenti. “Per questo, oltre, ovviamente, a definire gli spazi per l’installazione dei banchi e dei furgoni dei commercianti, abbiamo previsto uno spazio ludico-aggregativo all’interno della piazza. Nella zona della scuola, inoltre, verrà realizzata una zona che permetterà l’uscita in sicurezza dei bambini. Il mercato, durante il periodo dei lavori, si svolgerà lungo le vie limitrofe e presso la parte di piazza non interessata dal cantiere” conclude Tenti. L’investimento totale è di 360.000 euro. Sono stati svolti tutti i passaggi formali con Confcommercio. Forza Italia, con tutta la maggioranza, continua a lavorare per il rilancio della città in tutti i suoi spazi e in ogni suo settore affinchè Magenta possa diventare il fulcro del territorio.

  • Mattarella ricorda padre Dall’Oglio “Testimone e costruttore di pace”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Sono trascorsi dieci anni dal rapimento in Siria di padre Paolo Dall’Oglio. Da allora nessuna notizia è stata capace di rinfocolare la speranza della sua sopravvivenza. In questo giorno che rinnova il dolore e, con esso, il ricordo di uomo generoso, che ha donato tutto se stesso alla solidarietà, al dialogo, all’aiuto di chi più è nel bisogno, desidero esprimere i sentimenti più profondi di vicinanza ai familiari e a quanti con loro condividono lo strazio dell’attesa”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aggiunge: “Paolo Dall’Oglio, testimone e costruttore di pace, ha fatto sì che la sua fede religiosa non si sia mai espressa come motivo di contrasto. La sua vita è sempre stata una spinta incessante a ricercare la condivisione, l’incontro, la giustizia, l’unità, in nome della persona, di ogni persona, della sua integrità, della sua inviolabile dignità. Ha sfidato pregiudizi e regimi, ha vissuto con i più poveri, ha percorso coraggiosamente i deserti e i territori dei conflitti, dell’odio, della sopraffazione, per portare speranza e umanità. Per quanto possano apparire inermi, i testimoni di pace sono protagonisti della storia. La memoria della loro presenza e del loro passaggio va tenuta alta, ancor più in una stagione in cui le ferite della guerra insanguinano il Medio Oriente e la nostra Europa”.
    foto Agenzia Fotogramma
    (ITALPRESS).

  • Inter, nuovo stadio a Rozzano?

    ROZZANO Concesso all’Inter un diritto di esclusiva per lo studio di fattibilità dell’insediamento di uno stadio nell’area nel Comune di Rozzano (MI) di proprietà di Infrafin.

    Lo comunica una nota di Bastogi e Brioschi. Infrafin – società interamente posseduta da Camabo, il cui capitale è detenuto da Bastogi per il 51% e da Brioschi per il 49% – ha concesso a F.C. Internazionale Milano, si legge, un diritto di esclusiva fino al 30 aprile 2024, finalizzato a verificare la possibilità di realizzare uno stadio e alcune funzioni accessorie all’interno dell’area di proprietà di Infrafin nel Comune di Rozzano.

    Negli scorsi mesi, ha preso forza la strada che avrebbe portato l’Inter a sud verso Rozzano. Una pista che, al momento, rimane una delle alternative, anche se da parte del comune dell’hinterland milanese è arrivata una importante apertura. Come riporta l’edizione odierna de Il Giorno, il sindaco Gianni Ferretti ha dichiarato: «Un nuovo stadio? Io me lo auguro per la città, ma mi pare un’utopia che l’Inter o il Milan realizzino qui da noi lo stadio»

    «L’area in questione è servita da tangenziale ovest A7 col raccordo per piazza Maggi – ha detto il primo cittadino di Rozzano -, ed è servita dalla metropolitana. Certo ci vorrebbero degli interventi per potenziare trasporti e viabilità. È un’area destinata da anni al terziario e al residenziale. Avere una struttura come uno stadio avrebbe una ricaduta importante in termini economici e di posti di lavoro per la nostra città».

  • Incendi: 138 volontari lombardi in Sicilia e Sardegna

    MILANO Sono 138 i volontari della Protezione civile lombarda impegnati nell’opera di prevenzione e spegnimento degli incendi che hanno colpito in queste settimane Sicilia e Sardegna. “A loro – afferma l’assessore regionale alla Protezione Civile e Sicurezza – va il mio ringraziamento per l’infaticabile impegno e l’abnegazione che dimostrano ogni giorno a favore della collettività”.

    “Le attività fanno parte del gemellaggio AIB 2023 che vede le squadre di Protezione Civile lombarde specializzate nell’antincendio boschivo AIB ‘inviate’ nelle regioni italiane che maggiormente sono interessate dal fenomeno dei roghi per garantire la più ampia disponibilità di forze in campo nell’attività di spegnimento, ma anche di prevenzione. Il volontariato di protezione civile – aggiunge l’assessore – formato e specializzato nell’antincendio boschivo, appartenente al sistema regionale AIB, si è subito messo a disposizione con il consueto spirito di solidarietà”. I volontari AIB hanno lavorato in supporto al sistema locale Antincendio boschivo affiancando i Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale Regionale, le organizzazioni di volontariato locali e le rispettive Regioni. In Sicilia, sono stati impiegati complessivamente 42 operatori, prima in provincia di Palermo e poi a Enna, con 5 pick up con modulo AIB e un’autobotte AIB da 4.000 litri. In Sardegna, nella zona meridionale, sono stati impiegati complessivamente 96 operatori con 15 pick up con modulo AIB, un’autobotte AIB da 1200 litri e altri mezzi di supporto per trasporto di attrezzature e persone

  • Cremona: 36enne dà in escandescenza, i Cc lo bloccano col taser

    CREMONA Un uomo di 36 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per minacce, porto ingiustificato di armi da taglio e danneggiamento aggravato. E’ accaduto nel cremonese.

    Poco prima dell’una della notte scorsa, i gestori di un bar hanno chiamato la centrale operativa dei carabinieri di Crema, segnalando la presenza dell’uomo, un cittadino straniero di 36 anni, senza fissa dimora e con precedenti di polizia a carico, il quale, già evidentemente ubriaco, pretendeva che continuassero a dargli da bere. Al rifiuto dei due l’uomo era andato su tutte le furie estraendo dalle tasche un coltello con una lama lunga 30 centimetri e minacciando i baristi, intimando loro di servirlo. All’ennesimo rifiuto, l’uomo ha iniziato a spaccare bicchieri, ha ribaltato alcuni tavolini e ha colpito la porta del locale conficcandovi il coltello, che si è spezzato. Nel frattempo le pattuglie della stazione carabinieri di Crema e dell’aliquota radiomobile hanno raggiunto il posto e rintracciato l’uomo in un parcheggio vicino. Alla vista delle pattuglie, il 36enne si è avvicinato a uno dei veicoli dei carabinieri colpendo un finestrino con un altro coltello che aveva con sé, con una lama lunga 31 centimetri e poi è fuggito in sella alla sua bici, ma è stato raggiunto e bloccato. I carabinieri gli hanno intimato di gettare il coltello, ma l’uomo si è scagliato nuovamente contro le auto di servizio colpendo e danneggiando un altro finestrino con il coltello. I militari hanno tentato di immobilizzarlo, ma lui non ha desistito e quando stava per scagliarsi contro di loro con il coltello, i carabinieri hanno utilizzato il taser. Subito è stato richiesto l’intervento di un’ambulanza per valutare le sue condizioni fisiche, è stato accompagnato al pronto soccorso e in seguito dimesso. L’uomo è stato quindi dichiarato in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e contestualmente denunciato per minacce aggravate, danneggiamento aggravato e porto abusivo di oggetti atti ad offendere

  • Schifani “Solo il 2% dei roghi ha cause naturali”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    PALERMO (ITALPRESS) – “Soltanto il 2% dei roghi ha una causa naturale. Dietro una parte consistente di roghi si celano motivi di ritorsione o vendetta, il rinnovo delle aree destinate ai pascoli oppure interessi illegali, ma non mi avventuro in ipotesi investigative che non mi competono”. Così, in un’intervista a il Giornale, il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che dalle colonne del quotidiano porge “un pensiero sincero alle vittime di questi giorni infernali e a tutti gli operatori che hanno combattuto fino al limite estremo delle forze. E’ stata una battaglia contro il tempo per salvare quello che mani assassine hanno tentato di distruggere. Hanno dimostrato un’abnegazione e un coraggio fuori dal comune. Oggi la situazione è in netto miglioramento con incendi, domati per il 98%. I pochi focolai sono sotto stretto presidio dei vigili del fuoco”. Una situazione davvero eccezionale, sottolinea il Governatore, “sia nell’intensità sia nella persistenza dell’ondata di calore con temperature superiori ai 47 gradi con punte fino ai 51, superiori a ogni precedente record a cui va aggiunto un forte vento di scirocco. Una coincidenza di elementi che ha reso la situazione complessa e fuori dall’ordinario”.
    Il parco archeologico di Segesta ha riaperto i battenti: “Grazie alle opere di pulitura e potatura, programmate per tempo, abbiamo evitato il peggio, salvando il tempio, il teatro e la casa del Navarca – spiega Schifani -. Abbiamo lavorato giorno e notte per garantire la riapertura del parco e abbiamo dato il via al Segesta Teatro Festival. Uno sforzo reso possibile grazie ai dipendenti del Parco, al Corpo Forestale e ai tanti volontari”.
    In merito ai danni, la stima secondo il Presidente della Regione siciliana è di “oltre 60 milioni di euro a cui bisogna aggiungere gli oltre 200 per la distruzione di produzioni e strutture agricole. Non abbiamo paura per la stagione turistica, la Sicilia è un ‘paradiso in terrà e siamo già pronti ad accogliere i milioni di turisti che ci hanno scelto. Tuttavia voglio stigmatizzare una campagna denigratoria messa in piedi da certa stampa estera che racconta una Sicilia come una zona di guerra. E’ uno sciacallaggio che non meritiamo e anzi voglio ringraziare il ministro Santanchè e il governo per aver stanziato un fondo di 10 milioni”.
    “Da inizio anno al 27 luglio 2023, nella provincia di Palermo sono bruciati 17.957 ettari di vegetazione (il 35% del totale nazionale), in quella di Agrigento 6.592 ettari, di Messina 3.963 e di Siracusa 3.957. Una piaga che va assolutamente fermata con azioni di prevenzione e politiche mirate. Serve personale e il ricorso alle nuove tecnologie per controllare il territorio, individuare precocemente i roghi e magari cogliere sul fatto i piromani”, dice Schifani, che in merito alla situazione dell’aeroporto di Catania, dichiara: “Enac e Sac, società di gestione dell’aeroporto sono al lavoro per migliorare progressivamente l’operatività dello scalo attualmente limitata a causa dell’incendio che ha coinvolto una parte dell’aerostazione. Sono state quasi completate le operazioni di pulizia e bonifica del Terminal A con più di 200 uomini impegnati giorno e notte. Lo scalo non ha mai chiuso i battenti. Dal 26 luglio i voli, sono passati da 8 a 10 all’ora. Dal primo agosto, quando entrerà in funzione la tensostruttura allestita dall’Aeronautica, si potrà arrivare fino a 14. Il ritorno alla piena normalità dovrebbe esserci tra il 3 e il 5 agosto. Mentre alcuni esponenti politici si cimentano in pretestuose polemiche, monitoro giornalmente il rispetto del cronoprogramma, affinchè lo scalo possa essere restituito a tutti i Siciliani”.
    foto ufficio stampa Regione siciliana
    (ITALPRESS).

  • Milano, curatrice di persona disabile gli sottrae 2 milioni di euro (e una Ferrari)

    MILANO Ha approfittato del suo ruolo di curatrice di una persona inabile per sottrarle il patrimonio e riutilizzarlo per investimenti e articoli costosi.

    È di questo che sarebbero responsabili una curatrice, suo marito e suo figlio, tutti indagati dalla Procura di Milano per i reati di peculato, autoriciclaggio e frode informatica. In base alle indagini della Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza – tra il 2011 e il 2021 i tre avrebbero sottratto alla persona inabile 1.372.976,68 euro. Tuttavia i sequestri disposti dall’autorità giudiziaria portano l’ammontare complessivo ad oltre due milioni di euro. Tra questi beni figurano denaro contante, 12 immobili nei comuni di Milano e Riccione, 4 auto tra cui una Ferrari 488 Spider e due cassette di sicurezza contenenti 750mila euro e orologi di lusso. La curatrice e il marito avrebbero usato il denaro sottratto per l’acquisto di beni mobili e immobili, trasferendolo su diversi conti correnti anche all’estero. Il figlio della curatrice è un ex campione italiano di pesi massimi di body building, reo confesso dell’omicidio della moglie nel 2009. Per quel reato era stato assolto per vizio totale di mente e sottoposto per 10 anni alla cura presso un ospedale psichiatrico, decisione poi revocata dal magistrato di sorveglianza nell’ottobre 2014. È stato proprio il figlio ad acquistare immobili a Milano e Riccione, oltre alla Ferrari formalmente intestata ad terzo soggetto residente a San Marino ma in realtà acquistata dal padre tramite bonifico