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  • I bambini del centro estivo incontrano le Polizie locali di Castano Primo e Buscate

    I bambini del centro estivo di Buscate incontrano gli agenti della Polizia locale di Castano Primo e quella di Buscate. La Polizia locale del Comando Intercomunale di Castano Primo e Nosate congiuntamente a quella di Buscate nelle settimane scorse ha incontrato i bambini del centro estivo buscatese.

    BUSCATE – L’attività, è stata rivolta ai bambini della scuola dell’infanzia e dei primi anni della scuola primaria, promossa dal Comune di Buscate in collaborazione con Azienda Sociale e gestito dall’ATI tra le cooperative Sociali Serena e Albatros.

    Il tema di quest’anno è “Lasciateci in pace”, indicativo del periodo storico che stiamo vivendo, caratterizzato da eventi di guerra che attivano pensieri profondi sulle modalità di relazione tra popoli, ma che suscitano anche riflessioni all’interno del contesto di vita quotidiano e la necessità di sperimentare la pace diventa fulcro delle esperienze proposte ai bambini.

    In questa cornice si snodano le settimane del CRE, che quest’anno è attivo per tutto il mese di luglio, proponendo esperienze, laboratori, giochi che trasformino la guerra in una risorsa di pace. Sono proposte diverse attività esperienziali: manipolative, artistiche, musicali, teatrali che promuovono e sviluppano l’individuo all’interno di un contesto relazionale di gruppo. Sono state inoltre attivate diverse collaborazioni con le realtà e gli enti attivi sul territorio in particolare la Croce Azzurra di Buscate, la Polizia locale di Castano Primo e Buscate, la Protezione Civile di Buscate e i Vigili del Fuoco d’Inveruno. Il Centro Estivo è quindi, un’agenzia educativa e formativa che, incontrando le esigenze lavorative delle famiglie, offre uno spazio di vita e di apprendimento di dinamiche relazionali, di crescita personale di divertimento consapevole.

  • Covid: ex dg Cajazzo, archiviato ma mesi di dolore indicibile

    “Un dolore indicibile” vedere scritta quell’accusa di omicidio colposo ed epidemia colposa poi caduta con l’archiviazione decisa nei giorni scorsi dal Tribunale dei ministri di Brescia. Quando gli vennero notificate dalla Procura di Bergamo le gravissime ipotesi di reato, il pensiero di Luigi Cajazzo, direttore generale della sanita’ lombarda nei giorni piu’ feroci del Covid, torno’ a quella sera dei primi di marzo del 2020.

    LOMBARDIA – “Uno dei medici piu’ anziani e con maggiore esperienza inizio’ a piangere. Mi avvicinai per capire e mi rispose che era la prima volta, nella sua storia di medico, che aveva paura di non riuscire a curare tutti coloro che si stavano ammalando. Quel volto pieno di dolore mi colpi’”. Tanto che “chiamai il presidente Fontana e lo raggiunsi al 35esimo piano del palazzo della Regione. Il presidente chiamo’ subito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e invoco’ aiuto”. Secondo i giudici di Brescia, “viene erroneamente addebitato a Cajazzo di non aver censito e monitorato i posti letto nelle Unita’ di malattie infettive e di non aver costituito una riserva di antivirali, di DPI, vaccini anticovid, kit diagnostici”, attivita’, quest’ultima che, scrivono, sarebbe spettata al Ministero. Il Tribunale ha archiviato dalle stesse accuse mosse all’ex dg anche l’ex premier Giuseppe Conte, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza e tutti gli altri indagati, compresi i ‘tecnici’ del Cts.

    “I magistrati stabiliscono che ho fatto quello che dovevo sin dal mese di gennaio quando iniziavano a diffondersi le notizie provenienti dalla Cina – spiega all’AGI -. Da subito la Direzione Generale del Welfare aveva approvato un piano per il trasporto, il trattamento e il ricovero degli eventuali pazienti Covid, individuato i laboratori per la diagnostica e sollecitato tutte le aziende sanitarie a verificare le scorte di DPI”. Aggiunge che, dopo le riunioni con gli operatori sanitari, “fu avviato subito il tracciamento di tutti i casi sospetti e, prima del caso 1, furono oltre 100 le persone sottoposte a tampone perche’ sospettate di aver contratto la malattia”. Si ferma. “Poi, e’ arrivata la tempesta: che dirle? Abbiamo lavorato senza fermarci mai, sanita’ pubblica e privata, uniti per far fronte a un’epidemia sconosciuta e violentissima che ha mietuto molte vittime a cui va ora il mio pensiero ma che ha segnato anche le nostre vite. E ho ricevuto anche gli apprezzamenti di un alto funzionario dell’Oms che lavoro’ per una decina di giorni nella nostra Unita’ di Crisi e alla fine mi chiese una relazione per imparare dalla nostra esperienza”.

    A meta’ marzo del 2020 Cajazzo venne colpito da una forma grave del virus e fu ricoverato al Sacco. “In un articolo mi si accusava di aver abbandonato gli ospedali. Tornai in ufficio dopo un mese, non riuscivo a fare dieci metri senza sedermi”. Dagli scambi di messaggi con Roma agli atti dell’inchiesta emerge la sensazione che la Lombardia si senti’ abbandonata dal governo. “Ma e’ chiaro che quei messaggi vanno contestualizzati. Sicuramente nelle fasi iniziali ho avuto l’impressione che a Roma non fosse del tutto chiara la situazione lombarda, cosa che neanche quei sindaci lombardi che invitavano a non fermarsi avevano colto. Il 4 marzo venne il ministro della Salute Speranza e, quando gli mostrammo l’evoluzione esponenziale del virus, rimase molto scosso tanto che firmo’ il decreto per la zona rossa nella bergamasca”.

  • Da Conflavoro Pmi proposta su retribuzione equa e Ccnl di qualità

    Da Conflavoro Pmi proposta su retribuzione equa e Ccnl di qualità

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    ROMA (ITALPRESS) – Conflavoro Pmi ha consegnato al Governo e al Parlamento un proprio progetto di legge che mira a incentivare la contrattazione collettiva nazionale di qualità e a garantire una retribuzione equa per i lavoratori del settore privato.
    La proposta è stata inviata al ministro Calderone e a tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, nonchè alle commissioni Lavoro di Camera e Senato.
    “Questo progetto di legge rappresenta un passo fondamentale verso la valorizzazione del lavoro. I lavoratori devono ricevere una busta paga più pesante ma non è il salario minimo la strada giusta. L’obiettivo della nostra proposta – spiega Roberto Capobianco, presidente Conflavoro Pmi – è quello di incentivare la contrattazione collettiva e combattere i cosiddetti contratti pirata. Da una parte abbiamo previsto degli sgravi contributivi per le aziende che aumentino gradualmente lo stipendio solo di quei lavoratori che percepiscono un salario davvero basso, dunque non in modo indiscriminato, dall’altra – prosegue Capobianco – abbiamo proposto l’individuazione della retribuzione più applicata in un dato comparto che faccia da parametro per tutte le altre, così da contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, i cosiddetti contratti pirata. Chiediamo alle forze di maggioranza e opposizione di considerare seriamente questo progetto di legge nell’ambito del dibattito politico attuale. E’ un’opportunità – conclude Capobianco – per dimostrare che il benessere dei lavoratori e il successo delle imprese non sono obiettivi in conflitto, ma possono e devono andare di pari passo”.
    (ITALPRESS).
    -foto ufficio stampa Conflavoro Pmi-

  • Da Conflavoro Pmi proposta su retribuzione equa e Ccnl di qualità

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    ROMA (ITALPRESS) – Conflavoro Pmi ha consegnato al Governo e al Parlamento un proprio progetto di legge che mira a incentivare la contrattazione collettiva nazionale di qualità e a garantire una retribuzione equa per i lavoratori del settore privato.
    La proposta è stata inviata al ministro Calderone e a tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, nonchè alle commissioni Lavoro di Camera e Senato.
    “Questo progetto di legge rappresenta un passo fondamentale verso la valorizzazione del lavoro. I lavoratori devono ricevere una busta paga più pesante ma non è il salario minimo la strada giusta. L’obiettivo della nostra proposta – spiega Roberto Capobianco, presidente Conflavoro Pmi – è quello di incentivare la contrattazione collettiva e combattere i cosiddetti contratti pirata. Da una parte abbiamo previsto degli sgravi contributivi per le aziende che aumentino gradualmente lo stipendio solo di quei lavoratori che percepiscono un salario davvero basso, dunque non in modo indiscriminato, dall’altra – prosegue Capobianco – abbiamo proposto l’individuazione della retribuzione più applicata in un dato comparto che faccia da parametro per tutte le altre, così da contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, i cosiddetti contratti pirata. Chiediamo alle forze di maggioranza e opposizione di considerare seriamente questo progetto di legge nell’ambito del dibattito politico attuale. E’ un’opportunità – conclude Capobianco – per dimostrare che il benessere dei lavoratori e il successo delle imprese non sono obiettivi in conflitto, ma possono e devono andare di pari passo”.
    (ITALPRESS).
    -foto ufficio stampa Conflavoro Pmi-

  • Grandine, Lombardia sotto assedio: a luglio +30% di interventi riparatori in carrozzeria

    CNA Lombardia: “No speculazioni dalle assicurazioni” . Andrea Lopane, Presidente CNA Lombardia Carrozzieri: “I carrozzieri faranno la loro parte, ma le assicurazioni agiscano con responsabilità e facciano la loro parte per affrontare questa situazione critica”

    LOMBARDIA – In un’estate segnata da fenomeni meteorologici estremi sempre più intensi e frequenti, la grandine ha assunto un ruolo prepotente nella scena mediatica della Lombardia. Nel territorio lombardo, gli ultimi giorni sono stati segnati da eventi meteorologici estremi e violenti, con un notevole aumento della frequenza dei sinistri da grandine, +30% nel mese di luglio. Numerose automobili sono state colpite duramente, causando danni molto ingenti, specialmente ai tetti e ai parabrezza dei veicoli. L’investimento medio per la riparazione e il ripristino delle lamiere, inclusi cofano e tetto, si aggira infatti tra i 5.000 e i 6.000 euro.

    In molte località interessate da questi eventi, il numero di veicoli danneggiati è notevole, ma le compagnie di assicurazioni si stanno organizzando con sistemi di rilevamento dei danni effettuati su vasta scala e con rilievi fotografici che rendono difficile una stima precisa dei danni subiti. Di conseguenza, gli automobilisti danneggiati possono vedersi recapitare offerte di risarcimento a stralcio che in alcuni casi non superano neanche un quarto del valore reale del danno. Questa pratica mette in grave difficoltà l’autoriparatore, costretto a giustificare al proprio cliente le ragioni di un divario così ampio tra l’offerta della compagnia e il reale costo dell’intervento riparativo.

    “Le assicurazioni stanno cercando di trasformare una Calamità Naturale in una nuova opportunità di speculazione ai danni degli assicurati e delle imprese dell’autoriparazione – commenta Andrea Lopane, Presidente di CNA Lombardia Carrozzieri e Servizi alla Comunità -. Esercitano costanti pressioni sulle imprese di riparazione, costringendole ad anticipare i costi dei ricambi necessari alla prima messa in sicurezza dei veicoli, come cristalli, fanaleria, specchi, e negano una prima liquidazione, addirittura congelando il sinistro fino al completamento della riparazione.”

    Tuttavia, queste richieste potrebbero comportare un dilatarsi dei tempi di gestione della mole di lavoro per diversi mesi, creando un serio problema di liquidità che non tutte le imprese sono in grado di sopportare.

    “Stiamo nuovamente facendo da Banca alle imprese di assicurazione e questo non è tollerabile – afferma Lopane -. Si tratta semplicemente di usare strumenti eccezionali per far fronte a un evento di portata ed intensità eccezionali. Esistono infatti meccanismi simili nei risarcimenti dei danni a persona, per esempio con una liquidazione che può essere suddivisa in acconto e saldo. Le nostre imprese faranno la loro parte per garantire agli utenti e ai cittadini di continuare ad utilizzare le loro automobili in sicurezza. Tuttavia, è essenziale che le imprese di assicurazione agiscano con responsabilità e facciano la loro parte dopo aver incassato premi consistenti per anni a fronte di risarcimenti ridicoli. Per affrontare questa situazione critica in modo responsabile e solidale – conclude – riteniamo fondamentale che vi sia una collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.”

    “Nei territori che sono stati particolarmente colpiti dagli ultimi episodi grandinigeni , Lombardia compresa – afferma Daniele Tarenzi, Presidente Nazionale di CNA Carrozzieri – si è registrato un incremento di oltre il 30% nelle operazioni effettuate nell’ultimo mese rispetto agli interventi standard. Il ripristino delle lamiere, inclusi cofano e tetto, richiede un investimento medio che varia tra i 5.000 e i 6.000 euro, ma stabilire un preventivo preciso è complesso, poiché il costo è influenzato da variabili diverse che rendono gli interventi altamente personalizzati e intricati.”

  • La scuola con i soliti problemi….Uil, in Lombardia e’ allarme nomine docenti e personale

    La scuola con i soliti problemi….Uil, in Lombardia e’ allarme nomine docenti e personale

    “Nomine da fare in tempi insostenibili e con metodi differenti che devono coprire oltre 20 mila cattedre del solo personale docente”.

    LOMBARDIA – L’allarme arriva sulla scuola in Lombardia arriva dalla Uil regionale. L’ufficio scolastico regionale, infatti, deve procedere ad effettuare nomine per oltre 20.000 cattedre, di cui 11.654 (entro il 8 agosto 2023 a tempo indeterminato) con 7 procedure diverse. Una situazione che non esclude nessuna figura e vede coinvolti il personale docente, gli ATA, il personale amministrativo e quello dirigenziale. Poi, aggiunge il sindacato, “sara’ la volta degli uffici territoriali, anche loro in una situazione di ‘stress eccessivo’ perche’ sotto organico, che dovranno scorrere le graduatorie di competenza per la copertura dei restanti posti vacanti che ammontano ad oltre 10.000. Tutto questo entro 20 giorni”.

    Uil sta collaborando con l’ufficio scolastico (in particolare col dirigente dell’ufficio Settimo), – sottolinea il segretario generale Uil Scuola Rua Lombardia Abele Parente – facendo da filtro col personale interessato alle nomine e supportandolo nelle diverse procedure perche’ la situazione e’ un vero caos, partendo dal personale docente sino al personale amministrativo arrivando fino ai dirigenti scolastici che e’ forse la situazione davvero piu’ allarmante. I 154 posti (come contingente in Lombardia) dati alle nuove immissioni in ruolo “dovrebbero” essere coperti da una “coda” di graduatoria formata da 156 D.S. ma che riguardano tutto il territorio nazionale. Quindi a settembre ci troveremo con istituti scolastici privi della figura apicale e si dovra’ sopperire con delle “reggenze” che vedono gli stessi dirigenti dover accettare incarichi anche contro la loro volonta’, perche’ previsto dal contratto. E’ del tutto evidente che il Ministro Valditara non ha la minima contezza di queste reali difficolta’, continuando ad annunciare “assunzioni fantasma” e altri concorsi (non si capisce con quali candidati) considerato che non esiste una specifica formazione universitaria, visti i nuovi percorsi di reclutamento. Siamo di fronte a chiacchiere e slogan politici di facciata, che a nostro avviso senza una programmazione concreta risulteranno penalizzanti per tutto il personale scolastico, e soprattutto avranno ricadute negative sia per gli studenti che per le famiglie”.

  • Zangrillo “Obiettivo 170mila assunzioni nella Pubblica Amministrazione”

    Zangrillo “Obiettivo 170mila assunzioni nella Pubblica Amministrazione”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda il blocco delle assunzioni, abbiamo perso 300 mila persone tra il 2010 e il 2020 e abbiamo un’età media che è passata da 43 anni nel 2010 a 50 anni nel 2020, una situazione che richiede un robusto piano di rafforzamento e innovazione. Abbiamo lanciato dal 1 gennaio un portale che gestisce tutto il processo di reclutamento e le procedure concorsuali della P.A., con un obiettivo: l’inserimento di 170 mila persone entro la fine del 2023, tra amministrazioni centrali ed enti territoriali, ad oggi stiamo a 105 mila assunzioni. Sono confidente sulla possibilità di rispettare l’impegno che ci siamo assunti”. Così Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione, ospite ad Agorà Estate su Rai3.
    “Ho incontrato nelle settimane scorse il ministro dell’Economia, Giorgetti, con il quale abbiamo condiviso la necessità di considerare i rinnovi contrattuali per il pubblico impiego 2022-2024 come una delle priorità che dovranno essere contenute nella nuova legge di bilancio, quindi una sfida importante perchè dobbiamo dare evidentemente un segnale di attenzione alle nostre persone, e la voce retributiva è uno degli aspetti importanti per gestire la motivazione delle nostre persone”, ha aggiunto.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Zangrillo “Obiettivo 170mila assunzioni nella Pubblica Amministrazione”

    Zangrillo “Obiettivo 170mila assunzioni nella Pubblica Amministrazione”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda il blocco delle assunzioni, abbiamo perso 300 mila persone tra il 2010 e il 2020 e abbiamo un’età media che è passata da 43 anni nel 2010 a 50 anni nel 2020, una situazione che richiede un robusto piano di rafforzamento e innovazione. Abbiamo lanciato dal 1 gennaio un portale che gestisce tutto il processo di reclutamento e le procedure concorsuali della P.A., con un obiettivo: l’inserimento di 170 mila persone entro la fine del 2023, tra amministrazioni centrali ed enti territoriali, ad oggi stiamo a 105 mila assunzioni. Sono confidente sulla possibilità di rispettare l’impegno che ci siamo assunti”. Così Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione, ospite ad Agorà Estate su Rai3.
    “Ho incontrato nelle settimane scorse il ministro dell’Economia, Giorgetti, con il quale abbiamo condiviso la necessità di considerare i rinnovi contrattuali per il pubblico impiego 2022-2024 come una delle priorità che dovranno essere contenute nella nuova legge di bilancio, quindi una sfida importante perchè dobbiamo dare evidentemente un segnale di attenzione alle nostre persone, e la voce retributiva è uno degli aspetti importanti per gestire la motivazione delle nostre persone”, ha aggiunto.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Vino: Coldiretti, vendemmia Italia al via con -14% grappoli

    Vino: Coldiretti, vendemmia Italia al via con -14% grappoli

    In una stagione complessa dal punto di vista meteo la vendemmia 2023 inizia pagando un pesante dazio agli effetti dei cambiamenti climatici che, fra maltempo e ondate di calore, hanno danneggiato i vigneti con la produzione nazionale stimata in calo di circa il 14% ma con crolli fino al 50% nel Centro Sud facendo segnare, per quelle aree, il peggior risultato del secolo.

    È quanto emerge dalle prime stime della Coldiretti in occasione dell’avvio della vendemmia in Italia con il distacco del primo grappolo in Sicilia nell’azienda agricola Giuseppe Provenzano, ad Alcamo contrada Crocicchia nella provincia di Trapani con la vendemmia delle prime uve di pinot grigio. La produzione italiana – sottolinea la Coldiretti – dovrebbe scendere intorno ai 43 milioni di ettolitri contro i 50 milioni registrati la scorsa stagione, facendo entrare il 2023 fra i peggiori anni della storia del vigneto Italia nell’ultimo secolo insieme al 1948, al 2007 e al 2017. In Italia si attende comunque una produzione di qualità, ma per quanto riguarda i volumi – specifica Coldiretti – molto dipende dall’evoluzione delle temperature e delle precipitazioni nelle prossime settimane e dall’impatto dei cambiamenti climatici, con i viticoltori che devono stare sempre più attenti alla scelta del giusto momento per la raccolta e la lavorazione in cantina. In base alle prime proiezioni, in assenza di ulteriori eventi avversi, per la conquista del primo posto come produttore mondiale di vino si prospetta – evidenzia la Coldiretti – un testa a testa fra l’Italia e la Francia, che sta facendo i conti con malattie della vite e maltempo, mentre la Spagna, dove il meteo ha anticipato la raccolta di almeno due settimane, dovrebbe restare terza con 36,5 milioni di ettolitri e un calo dell’11% rispetto allo scorso anno.

    In Italia, nonostante gli investimenti fatti dagli agricoltori a tutela della salute dei vigneti, con un incremento dei costi di produzione che pesa sui bilanci delle aziende, ci sono regioni importanti come Sicilia e Puglia, che rappresentano oltre 1/5 di tutto il vino del Belpaese, con perdite tra i filari fino al 40% – spiega Coldiretti – mentre in alcune zone fra Molise e Abruzzo si registra un crollo anche del 60% dei grappoli da raccogliere. La situazione è difficile anche in Toscana, ma – evidenzia Coldiretti – migliora spostandosi verso Nord, dove le rese sono stabili o crescono leggermente rispetto lo scorso anno. E se in Romagna l’alluvione ha dato un duro colpo ai vigneti, in Emilia, nonostante le grandinate, la produzione resiste seguendo l’intera dorsale che da Modena, Piacenza e Parma si spinge fino all’Oltrepo Pavese e all’Astigiano. Dal Piemonte al Veneto, passando per la Lombardia – continua Coldiretti – le rese sono stabili nonostante nubifragi e grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo nelle ultime settimane, in un Nord che quest’anno dovrebbe produrre il 65% di tutto il vino nazionale. Uno scenario che vede la vendemmia in Italia partire tradizionalmente con le uve da spumanti Pinot e Chardonnay in un percorso che – precisa la Coldiretti – prosegue a settembre ed ottobre con la Glera per il Prosecco e con le grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e si conclude addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello su 658mila ettari coltivati a livello nazionale.
    La produzione tricolore – sottolinea la Coldiretti – può contare su 635 varietà iscritte al registro viti, il doppio rispetto ai francesi, con le bottiglie Made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.

  • Altair completa l’acquisto della maggioranza di GWCER

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    ROMA (ITALPRESS) – Altair S.P.A., società leader in Europa e in Italia in ambito cimiteriale e già presente nel settore green con Altair Green Energy, ha consolidato oggi, attraverso un consistente aumento di capitale (4 milioni di euro) la maggioranza di GreenwolfCER S.r.l. (anche GWCER) società all’interno della quale, Greenwolf S.r.l., in previsione di questa operazione, ha conferito il proprio ramo d’azienda dedicato alla realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili a Trazione Pubblica (modello Registrato). Greenwolf è società leader nello sviluppo di servizi Smart Public Lighting e di Smart Road, attraverso lo strumento del Partenariato Pubblico Privato.
    GWCER, con un un patrimonio netto di oltre 8 milioni di euro ed un capitale sociale di 4 milioni, ha una pipeline di oltre 200 proposte attive presso le PA italiane, per un totale di oltre 100 MW di impianti FER.
    L’operazione e stata seguita dagli Avvocati Enrico Valerio (Partner) ed Edoardo Morlin dello Studio Biscozzi Nobili Piazza per Altair e da Giorgio Demo dello Studio Zidarich Bonato Demo per Greenwolf.
    GWCER sarà guidata da un CDA di donne e uomini che da anni danno il loro importante contributo nel mondo dell’efficientamento energetico e della finanza etica: Presidente in carica Paolo Zanghieri, Amministratore Delegato Stefano Bonino, mentre i Consiglieri sono Matteo Manfredi, Claudio Spadacini e Loredana Ruggieri.
    Paolo Zanghieri, neo Presidente di GWCER, presentando l’operazione ha commentato: “Ci accumuna la volontà di radicare modelli di crescita innovativi, rispettosi dell’ambiente e del territorio. Siamo partner degli Enti Locali, ma anche di cittadini e aziende che credono in una crescita rispettosa di valori ambientali, sociali ed etici. Non a caso la forma giuridica delle nostre CER è la Fondazione di Partecipazione, perchè l’energia da fonti rinnovabili è un bene da promuovere e tutelare nell’interesse della società tutta”.
    “Lavoriamo su questo progetto dal 2018, ispirati dalla direttiva REDII – ha precisato l’AD, Stefano Bonino – e oggi GreenwolfCER è il primo operatore in Italia che ha creato un modello di Comunità Energetica dove gli Enti Locali territoriali, in qualità di soci fondatori, guidano la comunità intera verso una vera e completa transizione energetica. GWCER, in qualità di soggetto proponente e poi concessionario realizza a proprie spese gli impianti FER per la PA e poi promuove e gestisce, anche grazie alla piattaforma digitale appositamente realizzata, la comunità energetica aperta a produttori, consumatori e prosumer.
    Il nostro modello assicura tempi rapidi di avvio, una governance della comunità energetica stabile e garantisce chi sceglie di investire nella realizzazione di nuovi impianti FER da mettere a disposizione della comunità”.
    – foto home page sito Green Wolf –
    (ITALPRESS).