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  • ASST Ovest Milanese: un anno di buona salute

    ASST Ovest Milanese: un anno di buona salute

    Martedì 17 dicembre 2024, al Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso (via Pontida, 22), l’ASST Ovest Milanese stilerà un bilancio delle attività svolte nel corso del 2024, sul territorio e negli ospedali, con uno sguardo rivolto al futuro.

    L’evento, dal titolo UN ANNO IN BUONA SALUTE, aperto anche agli Amministratori locali, si svilupperà nel corso della mattinata (dalle 9.30 alle 13.00) e vedrà la presenza della Direzione strategica dell’ASST, dei Direttori dei Distretti e di diversi professionisti impegnati quotidianamente a livello ospedaliero e territoriale.

    I temi della mattinata riguardano, in particolare, la medicina territoriale, Medici di Medicina generale e Pediatri di libera scelta, la continuità assistenziale, le vaccinazioni, le campagne di screening e di prevenzione, il contrasto alle nuove dipendenze, il sostegno alle fragilità, i programmi per la tutela della salute mentale di adulti e adolescenti, i consultori familiari, le attività e le innovazioni negli ospedali.

  • Abbiategrasso: il gran menù di Natale del Forno e Sapori di Pier Maria Magnaghi

    Abbiategrasso: il gran menù di Natale del Forno e Sapori di Pier Maria Magnaghi

    Il tempo è volato e ci ritroviamo a raccontare un altro Natale – ma ci sarà posto anche per il veglione di fine anno – sulle nostre tavole.

    Già ma dove andare per trovare prodotti di qualità del nostro territorio con un vasto assortimento ?

    La risposta è scontata venite in quel di Bià, zona San Pietro, dove vi accoglierà, una brigata guidata dal suo comandante Pier Magnaghi sempre affabile e a disposizione.

    Il Forno & Sapori vi aspetta (vedi anche www.fornoesapori.it) con numerose proposte golose e potrete scegliere tra antipasti, primi piatti, secondi di carne e pesce, contorni.

    Per prenotare 02 82767346 c’è tempo fino a venerdì 20 dicembre.
    Forno e Sapori è ad Abbiategrasso (MI) in Corso San Pietro, 54

    Al Forno e Sapori, come sapete, potrete gustare le migliori carni di tutto l’est Ticino.

    Andate sul sicuro per il vostro Natale a tavola. Qui potrete prenotare il pranzo di Natale – dall’antipasto al dolce.

    Lasciatevi tentare dalla varietà di antipasti, cominciate con una buona lasagna alla bolognese o perchè no con delle crespelle con spinaci e toma biellese. Per poi proseguire coi pezzi forti della casa, vale a dire i secondi di carne: la faraona ripiena, la cima di vitello, il filetto suino, l’anatra al brandy… (il menù completo lo trovate nella foto PUBBLICATA in GALLERIA A FONDO ARTICOLO)

    Ma per gli amanti del pesce c’è anche la possibilità di puntare sul gran misto al gratin, il filetto di salmone in crosta o il filetto di ombrina con pomodorini e olive taggiasche….il tutto accompagnato da patate al forno, pomodori alla provenzale e verdure grigliate.

    Da segnalare che per il menù di Natale si accettano anche ticket restaurant al 50%.

    E veniamo agli orari di apertura: per Pier, Anna e tutta la squadra del Forno sarà una tirata unica da qui a Natale al mattino dalle 8,30 alle 13,00 e al pomeriggio dalle 16,00 alle 19,30 anche alla domenica.

    Infine martedì 24, vigilia di Natale, orario continuato. Cosa state ancora aspettando??? Passate al Forno & Sapori per il vostro Natale, scegliete l’originale, scegliete chi ci mette passione, competenza e professionalità nel proprio lavoro!

  • Milano, niente fumo per strada da gennaio: multe fino a 240 euro

    Milano, niente fumo per strada da gennaio: multe fino a 240 euro

    A Milano dal primo gennaio scatta il divieto di fumo all’aperto nei luoghi pubblici, anche per strada, se non si rispetta la distanza di almeno 10 metri dagli altri. Lo ha deciso il Comune di Milano che ha già approvato la misura tempo fa all’interno del Piano Aria Clima, documento che ha l’obiettivo di ridurre della metà le emissioni di CO2 entro il 2050 con tutta una serie di azioni.

    Chi non rispetterà il divieto di fumo all’aperto rischia sanzioni dai 40 ai 240 euro. Si tratta del secondo step della lotta al fumo in città: infatti nel 2021 era stata vietata la sigaretta alle fermate dei mezzi pubblici, nei parchi e negli impianti sportivi.

    All’interno del “Regolamento per la qualità dell’aria” la giunta aveva già stabilito il momento in cui i divieti si sarebbero inaspriti: il documento infatti, appena sotto le limitazioni entrate in vigore dal 2021, si può leggere: “A far data dal 1 gennaio 2025 il divieto di fumo è esteso a tutte le aree pubbliche o ad uso pubblico, ivi incluse le aree stradali, salvo in luoghi isolati dove sia possibile il rispetto della distanza di almeno 10 metri da altre persone”. In sintesi, dall’anno prossimo, Milano dovrebbe diventare un città quasi totalmente “smoke-free”: la limitazione dei 10 metri di distanza renderà praticamente impossibile consumare sigarette in strada o in luoghi pubb

  • Milano, prime 15 multe ai monopattini fuori regola: bene, avanti così

    Milano, prime 15 multe ai monopattini fuori regola: bene, avanti così

    Sono state 15 a ora le sanzioni a conducenti di monopattini, di cui 13 perchè senza casco e due perché trasportavano passeggeri, elevate dagli agenti della Polizia locale di Milano dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice della strada.

    Sono state quattro, invece, le sospensioni di patente con relativa multa (da un minimo di 250 euro a un massimo di mille) per conducenti di auto sorpresi alla guida mentre telefonavano con il cellulare, spiega la Polizia locale.

    Diversi anche i casi di automobilisti al volante con un tasso alcolemico superiore al consentito. Le multe sono quadruplicate, passando da circa 500 a poco più di 2.000 per chi supera i limiti tra 0,5 g/l ma sotto gli 0,8 g/l, con decurtazione fino 10 punti della patente. Poi, a crescere, se si è tra gli 0,8-1,5 g/l scatta l’ammenda da 800 a euro 3.200, l’arresto fino a sei mesi, la sospensione della patente fino a un anno e la sottrazione di 10 punti. Oltre gli 1,5 g/l la soglia minima della sanzione si alza a 1.500 a euro ma può arrivare fino a 6 mila euro.

    A Viterbo un caso emblematico. Una volante ha accostato perché una vettura occupava parte della carreggiata: un automobilista, dopo aver bevuto, si era addormento al volante. Svegliato dagli agenti, ha ingranato la retromarcia e tamponato l’auto di servizio. Sul posto è quindi intervenuta un’altra pattuglia: a quel punto le due volanti – in quel momento vuote – sono state tamponate da un’altra auto arrivata a forte velocità e guidata da una persona che non ha superato l’alcoltest. Oltre alla multa da 6 mila euro, la sospensione fino a due ani della patente, i due sanzionati dovranno installare a loro spese l’alcolock, un dispositivo che fa accendere la macchina solo se il guidatore è sobrio. Tra le multe più comminate nel primo giorno del nuovo Codice, 90 sanzioni nel torinese, di cui tre da 330 euro per sosta nello stallo riservato alle persone con disabilità, altre cinque in provincia di Macerata, una decina a Verona.

  • Due incidenti (e tre persone soccorse) a Busto Arsizio e lungo l’A8

    Due incidenti (e tre persone soccorse) a Busto Arsizio e lungo l’A8

    Non c’è pace nemmeno sull’Autostrada dei Laghi dove nella prima mattinata di domenica 15 dicembre si sono verificati due incidente stradali, sempre nel tratto tra Busto e Castellanza, uno in direzione Milano l’altro in direzione Varese, con disagi alla viabilità.

    Il primo sinistro avvenuto attorno alle 8.30 ha visto protagonista una moto il cui conducente, per motivi in corso di accertamento, ha perso il controllo finendo a terra. Il fatto è avvenuto nel tratto di A8 tra Busto e Castellanza verso Milano. Sul posto in codice giallo, quello di media gravità, un’ambulanza di Areu, l’automedica e il personale di Ats Novate. Soccorse due persone di 54 e 55 anni: uno de feriti è stato trasportato al pronto soccorso di Legnano in codice giallo.

    Il secondo incidente poco dopo nello stesso tratto autostradale ma nella direzione opposta, verso Varese. Qui attorno alle 9.30 un’auto si è ribaltata e tre giovanissimi, due 19enni e un 20enne, hanno avuto bisogno dei soccorsi degli operatori del 118 giunti con l’ambulanza in codice rosso. L’intervento è proseguito in codice giallo.

    In entrambe le direzioni si sono formate code, anche per la presenza di curiosi che rallentano per osservare gli scenari degli incidenti.

  • Mortara, incidente sulla 494: arriva l’elisoccorso per un 44enne

    Mortara, incidente sulla 494: arriva l’elisoccorso per un 44enne

    Saranno gli agenti della Polizia stradale a ricostruire la dinamica esatta del grave incidente stradale avvenuto iri pomeriggio (domenica 15 dicembre) sulla statale 494 tra Mortara e Parona.

    Stando alle prime ricostruzioni, intorno alle 15:10, una piccola utilitaria con a bordo un uomo di 44 anni residente a Cilavegna, è uscita di strada all’altezza del cimitero di Mortara, finendo ribaltata su una fiancata al lato della carreggiata dopo avere colpito un terrapieno.

    Sul posto sono scattati i soccorsi del 118 giunti con l’elisoccorso proveniente da Alessandria, un’ambulanza della Croce Rossa Mortara e un’automedica, coadiuvati dai Vigili del fuoco di Mortara e Vigevano.

    Il conducente dopo le prime cure è stato trasportato in codice rosso all’ospedale civile di Alessandria.

  • Barista a tutto tondo: a settembre 2025 partirà il nuovo corso a Magenta

    Barista a tutto tondo: a settembre 2025 partirà il nuovo corso a Magenta

    L’inaugurazione sabato mattina di un’aula polifunzionale è stata solo la prima tappa della presentazione del nuovo percorso formativo per diventare baristi e camerieri. Poi l’assaggio nella sala bar che accoglierà i venti ragazzi che il prossimo settembre inizieranno. Presenti per una dimostrazione i ragazzi al quarto anno della scuola canossiana di Bagnolo, guidati dal professor Claudio Maggio. Sarà quindi un “laboratorio moderno e lo slogan ‘barista a 360° barista tutto a tutto tondo’ vuole proprio significare le tante competenze richieste oggi a questi professionisti”, ha sottolineato la dottoressa Elisabetta Valsecchi, Direttrice dell’Enac.
    “Dieci anni fa abbiamo iniziato con il corso di Pasticceria – ricorda Laura Pezzotti, responsabile CFP, – poi si è aggiunta la Grafica e oggi il nuovo percorso Sala e bar appena presentato. Un occhio viene dato anche alla qualità dei prodotti perché si punterà alle eccellenze del territorio”.

    Gli spazi di via San Biagio a Magenta sono stati recuperati e questo nuovo percorso ha il significato dell’”esserci sul territorio per aiutare ed essere vicini ai ragazzi”, ha detto madre Anna Galimberti, direttrice dell’Istituto che è stata appena nominata responsabile della parte edilizia di tutta Italia. “Sono 140 gli anni che le madri Canossiano sono a magenta e non smettono di rinnovarsi e di proporre. L’obiettivo è quello di aiutare e stimolare i ragazzi a trovare il proprio percorso professionale”.

    Presente all’inaugurazione anche esponenti dell’amministrazione comunale, in particolare il sindaco Luca Del Gobbo e l’assessore all’Educazione e al Welfare Giampiero Chiodini, che hanno sottolineato il valore educativo e formativo del percorso nonché il forte legame con il territorio.
    Legame testimoniato anche dalla presenza di numerosi imprenditori, segno dell’attenzione che viene data da parte della comunità civile a questa realtà formativa.
    Abbiamo raccolto alcune interviste (nel video).

  • Progetto Magenta chiede di alzare la soglia di esenzione per l’addizionale Irpef. Minardi: “Servono 180mila euro, ecco come li recuperiamo”

    Progetto Magenta chiede di alzare la soglia di esenzione per l’addizionale Irpef. Minardi: “Servono 180mila euro, ecco come li recuperiamo”

    E’ stato presentato dal gruppo consiliare Progetto Magena un emendamento al bilancio di previsione in vista del Consiglio comunale di martedì sera che, dovrà naturalmente essere prima valutato dai tecnici. “Per la prima volta – commenta Silvia Minardi di Progetto Magenta – abbiamo lavorato sulle entrate andando a toccare l’addizionale comunale Irpef, quella che viene pagata da tutti coloro che hanno un reddito da lavoro o pensione”. Oggi la soglia di esenzione è di diecimila euro, Progetto Magenta intende portare il limite a 15mila euro aumentando così il numero di persone che non pagherebbero l’addizionale. “A Magenta l’aliquota applicata è già quella massima – aggiunge Minardi – toccare le aliquote non è facilissimo. Per poter realizzare l’operazione che abbiamo proposto servono quasi 180mila euro”.

    Come si recuperano questi soldi? Proponendo di toccare alcune voci con una percentuale massima del 25% per ogni capitolo. Per fare alcuni esempi i ritocchi riguarderebbero le spese natalizie (luminarie), alcune spese per il teatro Lirico, gli abbonamenti a giornali e riviste, le spese di rappresentanza, le spese per incarichi professionali, le spese per le manifestazioni relative al 4 Giugno e diverse altre voci. In alcuni casi si parla di poche centinaia di euro, ma sommate si arriva alla cifra di quasi 180mila euro. “Non abbiamo toccato i capitoli più importanti, come quelli relativi al sociale – continua Minardi – Tutto questo perché, secondo noi, andare avanti con la politica dei bonus a posteriori serve solo per tamponare. Occorre dare delle certezze alle persone in modo che possano avere più soldi in tasca”.

    Le previsioni sono che l’emendamento verrà, naturalmente, bocciato. Ma Minardi di Progetto Magenta guarda avanti: “La speranza è che l’anno prossimo ci possano pensare puntando ad interventi strutturali. Noi, da parte nostra, abbiamo dimostrato che è possibile”.

  • Alda Merini, la poetessa rock ‘riletta’ da Giovanni Nuti. A cura di Monica Mazzei

    Alda Merini, la poetessa rock ‘riletta’ da Giovanni Nuti. A cura di Monica Mazzei

    Alda ed il suo primo amore e mecenate Giorgio Manganelli, sono come oro e rivivono nell’album in uscita a gennaio “Usa la tua pazzia” e nel singolo “Lo Pterodattilo Giovanni”.
    Un elogio del dolore trasformato in splendore: Alda voleva essere ricordata come la poetessa della gioia e la potenza della sua poetica raggiunge proprio tutti.
    Da Milva a Carla Fracci, ad Andrea Mirò, un sacco di artisti hanno collaborato ad un progetto prezioso ed indementicabile.

    D. Cosa la coinvolge nel profondo delle vicende della poetessa Alda Merini e del poeta Giorgio Manganelli?

    R. Assolutamente ne sono coinvolto. Ho iniziato nel ’93 a musicare Alda Merini, quindi… Mi sono sempre dedicato a lei e lei ha scritto appositamente queste poesie perché io le musicassi. La cosa straordinaria quindi è proprio che lei abbia scritto per farne musica. Cosa mi ha attratto? Ciò che mi ha attratto fin dalla prima poesia, è nato per caso. Un giorno entrai in una libreria e mi cadde un libro che si aprì sulla poesia “I Sandali”. Ho subito sentito qualcosa di straordinario. In quelle parole c’era un’energia potente. Le musicai questa e poi da lì in poi nacque il nostro incontro, e non ci siamo mai più lasciati per ben 16 anni. Quindi mi ha attratto tutta la sua vita, una vita di bellezza, di dolore, e di tutto dove non si è fatta mancare nulla. Infatti diceva sempre che la vita l’aveva pagata cara, però senza farsi mancare niente. Io ho vissuto tutti i suoi racconti, perché diceva che per musicare un poeta bisogna viverlo nella quotidianità, ed è quello che ho fatto io.

    D. In tutto questo è stato imprescindibile il filo conduttore con Giorgio Manganelli e la figlia di lui…

    R. Diciamo che questo è nato più in là. Prima che Alda Merini morisse, lei che non mi voleva mai far conoscere nessuno dei suoi perché era molto gelosa di me, ed invece in quell’occasione mi disse: “Ti devo far conoscere una persona”. Mi presentò Lietta Manganelli, la figlia di Giorgio Manganelli, la quale mi chiese se avessi intenzione di musicare suo padre, perché mi disse: “L’unico che può musicare mio padre, sei tu”.
    Sono passati un po’ di anni però questa cosa sono riuscito a portarla in porto, infatti sono uscito adesso con un singolo “Lo Pterodattilo Giovanni”, ed in gennaio uscirà l’album, “Usa la tua Pazzia”, in cui ho riunito due grandi innamorati, perché come sa Giorgio Manganelli è stato il mecenate di Alda Merini, nonché il suo primo amore. Lei aveva 16 anni e lui ne aveva 26. Ed in questo disco ci sono tutti e due. Ci sono inediti di Alda Merini che ho musicato dedicati a Giorgio Manganelli e ci sono poesie di Giorgio Manganelli che ho pure musicato.

    D. Questi brani che lei ha musicato è stato possibile anche assistervi dal vivo in uno spettacolo in prima assoluta a Milano, il 4 novembre, spettacolo intitolato appunto “Usa la tua Pazzia”…

    R. Ne abbiamo fatto un’anteprima il 4 novembre, si, al Teatro Puccini di Milano e abbiamo prtato questi brani, che faranno parte dell’album che uscirà a gennaio 2025.

    D. E ne verrà commercializzata anche una forma video di questo spettacolo, io l’ho visto su YouTube ed è stato qualcosa di straordinario ed emozionante, non descrivibile a parole.

    R. Assolutamente si perché sono state fatte delle riprese, e verranno poi divulgate sulle piattaforme ovviamente, oltre naturalmente al CD.

    D. E tutto questo si basa su quel film “Folle D’Amore”, che proprio racconta la vita di Alda Merini?

    R. Si, diciamo che io racconto più momenti che ho vissuto con Alda Merini, quelli quindi che mi appartengono. La vita di Alda Merini e che è conosciuta, è scritta dappertutto. I momenti miei sono più personali, ovviamente sono dei ricordi delle emozioni che io ho vissuto, che sono uniche. Mentre per quanto riguarda Giorgio Manganelli, mi è stata molto di aiuto alla fine la figlia Lietta, che mi ha raccontato, visto che io non ho potuto conoscere il padre, molte cose di lui e con i suoi racconti mi sono fatto un’idea della sua poetica. Naturalmente dopo aver letto le sue opere.

    D. Dicevamo che questo sodalizio con Alda poi è durato ben 16 anni.

    R. Si, 16 anni e poi lei è morta nel 2009, non ho mai interrotto il lavoro su di lei, anche perché poi io ho cominciato ad occuparmi di spettcoli su di lei anche con Milva persino in Germania, in Spagna con Lucia Bosé, qui in Italia poi ho portato avanti i miei spettcoli con Valentina Cortese, Carla Fracci, e da 15 anni con Monica Guerritore.

    D. Infatti avendo avuto la possibilità di ricreare moltissime espressioni artistiche, nelle quali sono state coinvolti tantissimi artisti di vario tipo, mi chiedevo quale sia stato il loro contributo o un rapporto speciale con ciascuno di loro, se vuole raccontarcelo?

    R. Io direi che ognuno di loro ha portato un contributo speciale che io sono stato fortunato a ricevere, perché così ho avuto come partner dei grandi talenti. Sono dei contributi talmente grandi ed unici che non si può definire o sceglierne qualcuno come quello che mi ha dato di più. Mi hanno arricchito molto.

    D. Vuole raccontarci magari qualcosa di più dell’apporto di Milva e di Dario Gay?

    R. Milva è stata la prima che ha creduto nel progetto Merini-Nuti, perché quando ascoltò i due provini se ne innamorò e decise di fare un disco solo con le mie musiche e con le poesie di Alda Merini. Mancava dal mercato italiano da 11 anni, e questo fu il motivo per il quale mi disse “si, mi rimetto in gioco in Italia e facciamo questo disco”. Con Milva quindi oltre ad essere andati in Germania insieme, abbiamo fatto tanti spettacoli in Italia, dal Teatro Strehler, siamo stati in cartellone quindi è stato un enorme successo. Dario Gay invece è stato quello che ha fatto ascoltare i provini miei a Milva, quindi è stato diciamo il tramite. Lui è un cantautore molto raffinato, l’ho coinvolto nel progetto il “Canzoniere di Alda Merini”, in cui io ho duetto con 29 grandi artisti e c’è anche lui con Andrea Mirò, che ha interpretao “Il Depresso”, poesia ironica di Alda Merini, completamente musicata, ed il 4 novembre proprio al Teatro Puccini di Milano l’ho invitato come ospite.

    D. Poi c’è questo titolo “Usa la tua Pazzia”, che tra l’altro è una poesia di Giorgio Manganelli, ed è quasi un’esortazione in positivo. Si può usare in positivo la propria pazzia?

    R. Assolutamente si. L’intento è proprio quello di accogliere la parte oscura che ognuno di noi ha dentro, e di ribaltarla e di farne oro prezioso. Il momento in cui noi accogliamo anche le parti oscure e riusciamo a trasformarle, ecco che accade il miracolo. Che è quello che ha fatto la Merini. Lei ha trasformato il manicomio ed il dolore in un vestito incantevole d’amore.

    D. Alda Merini ha subito delle gravissime ingiustizie e sofferenze che come lei dice ha tarsformato in poesia. Secondo lei Alda si può veramente definire una persona con malattia mentale o è stato solo un pretesto sociale?

    R. Eh beh si, forse lei non sa che all’epoca bastava un esaurimento nervoso per essere portati in manicomio. Purtroppo poi stando in manicomio poi una persona perde la logica, perde completamente se stesso. Lei assolutamente non era matta. Diceva che i matti erano fuori dai manicomi. Quello è stato un errore e diacimo che ognuno ha il proprio destino, quindi anche le cose negative fanno parte del percorso e probabilmente era giusto che lei passasse attraverso questo calvario. Però sono solo delle cose che terribili ma nel caso di Alda Merini, lei ha avuto questa forza di convertirle in oro, come detto prima.

    D. E ci saranno altre date dello spettacolo portato in scena il 4 novembre?

    R. Si, certo. Adesso aspettiamo l’uscita del disco in gennaio 2025, dopo di che presenterò il disco sempre con questo spettacolo. Ci sarà tutta una tournèe nei teatri.

    D. Entrando ora nello specifico: ci sono delle poesie che sia di Manganelli che della Merini che lei predilige e perché?

    R. Innanzitutto c’è questo brano che è il singolo di apertura e che è già uscito nelle piattaforme digitali il 4 novembre, “Lo Pterodattilo Giovanni”, in questi giorni uscirà il videoclip che è un cartoon con dei disegni di una illustratrice Alessia Carli, per la regia di Matteo Pelletti, proprio di questo brano. Un brano assurdo, paradossale di Manganelli, dove esce proprio il vero Manganelli: un giocoliere delle parole, questo brano iconico e provocatorio e dissacrante e non so cos’altro aggiungere. L’ho musicato e contiene dei bellissimi concetti. All’apparenza sono cose che si fa fatica a capire, poi andando ad analizzare parola per parola, ci sono dei messaggi meravigliosi. Si tratta anche di un invito a seguire la propria strada e a non seguire le mode, a sentire che noi siamo veramente unici. Proprio come questo Pterodattilo, un rettile volante nato 40 milioni di anni fa e che incredibilmente ci dice la sua. Unisce il passato ed il futuro. Un linguaggio incredibile però che può stimolare come tutti i testi di Manganelli.

    D. Noi stiamo tornando se possibile verso una società sempre più conformista. Quindi chiunque ha diversità anche leggera, o fuoriesce un po’ dal coro, rischia sempre ripercussioni…

    R. Brava!! È proprio questo che attraverso “Lo Pterodattilo Giovanni” si vuole far capire: non bisogna omologarsi. È poi una questione di paura, entrando nel branco uno si sente protetto. Mentre invece Giorgio Manganelli dice di uscire allo scoperto, di non aver paura della propria diversità, ma di farne tesoro.

    D. Ma secondo lei c’è ancora una speranza di poter combattere questi schemi?

    R. La Merini diceva che scongiurare di esserne tutti risucchiati, è proprio il compito dell’artista, l’arte aiuta ad innalzare la bellezza, ad andare ad indagarla. Il compito dell’artista è farlo piano piano, e come diceva qualcuno, “i poeti lavorano di notte”, in silenzio. Ma in silenzio loro ti cambiano. Ti scuotono. Quindi penso che questo sia davvero il nostro fine ultimo!

    D. La poesia come bisogno profondo di ribellione e salvezza!

    R. Brava: ribellione e salvezza è perfetto. E chiaramente come diceva la Merini, la poesia unita alla miusica arriva anche a coloro che non entrerebbero mai in una libreria. E così è successo: che da una canzone, da una poesia da me musicata, poi le persone vanno e si documentano, su tutto quello che ha scritto Alda Merini.
    Sui suoi libri.

    D. E chi ha collaborato musicalmente a questo album?

    R. Ecco! Questa è una domanda alla quale tengo molto, a questo lavoro e questo disco ha collaborato il mio team di musicisti, tra i quali l’arrangiatore José Orlando Luciano.

    D. Anche se forse ne abbiamo già accennato, perché Alda Merini rimane così importante?

    R. Perché ha un modo di scrivere passionale che arriva al cuore di tutti, al di là della cultura. Arriva al fruttivendolo, come al professore universitario, non ha confini artistici. Possiede una potenza indescrivibile. Questo è il suo valore. Questo le fa riscuotere grande successo soprattutto nei giovani. Lei non segue gli schemi. È una poetessa rock!
    I ragazzi si identificano in lei, nel suo dolore, che poi tra l’altro lei nelle ultime parole che mi disse “Ricordami come la poetessa della gioia” Lei sapeva benissimo che noi veniamo su questa Terra non per soffrire ma per celebrare la vita, come lei ha fatto, sino al punto di riuscirci in manicomio con ben 46 elettroshock.

    D. Per proteggere queste opere e la loro identità e tutto il suo lascito, le figlie hanno fondato una associazione…

    R. Si quella a suo nome. Marina Bignotti si occupa come presidente che ha seguito Alda Merini nella sua vita, poi si è unito Recalcati, ed infine le figlie di Alda.

    D. Ci sono particolari scambi che le piacerebbe avere o ha avuto con altri autori che si sono occupati di divulgare Alda? E’ una mia impressione che un po’ ve la contendete come gli unici che l’hanno conosciuta bene? E poi che lavoro ha fatto ad esempio il regista dello spettacolo del 4 novembre?

    R. Diciamo prima di tutto che io sono stato l’unico al quale Alda ha permesso di musicare le sue poesie. E tenga presente che per tanti anni, io ho fatto spettacoli insieme ad Alda Merini, e dove lei era sul palco al mio fianco. Quindi diciamo che è un po’ il lasciapassare. Tutti gli altri non l’hanno neanche conosciuta. E c’è una bella differenza.
    Lei dice che noi ce la contendiamo. Io sono una cosa, un mondo a parte. Io ho lavorato sulla musica, quello che lei ha voluto, quindi se gli altri fanno spettacoli, sono contento però io sono con lei un’altra cosa.

    D. Alda Merini osteggiata e maltrattata in gioventù, e poi di colpo negli anni diventata quasi celebrità che tutti stimano. Secondo lei perché l’essere umano ci mette così tanto a riconoscere il talento?

    R. Da come va il mondo, si capisce che l’uomo è un animale molto speciale (ride). Ha bisogno di costruzioni e di entrare all’interno di un lavoro e di essere accompagnato. Alda a volte si lamentava e diceva “La gente da quando mi vede in televisione mi viole toccare ma non sa nenanche cosa ho scritto”. Questa cosa le dava molto dolore.

    D. L’ultima domanda: c’è qualcosa della quale vorrebbe ancora parlare che sia del suo rapporto con Alda o artistico, alla quale non ho pensato?

    R. Del mio rapporto con Alda parlo ogni giorno. Molti giornalisti come lei mi fanno domande su questo aspetto. Sono l’unico però che non ne ha scritto un libro. I libri vengono sfornati in continuazione, ma io avendola musicata più di così non ho ritenuto di aggiungervi nulla.

    D. E dopo questi lavori pensa di aver raccontato tutto?

    R. Non smetterò probabilmente mai, perché vi è anche un lascito di inediti, inclusi anche in parte nel nuovo album, e ho ancora altri inediti che aspettano solo di essere musicati ed offerti al pubblico, quindi non si conclude qua.

    D. Gli inediti su quale periodo della vita di Alda si basano?

    R. Da quando ci siamo conosciuti. Dal 1993 al 2009, quando morì. Lei mi disse di musicarli quando me li lasciò prima di morire. Ed è quello che sto facendo. Non ho mai smesso. Questa è la mia missione. Un’altra cosa importante che non ho detto, è che sono riuscito in questo disco a riunire questi due grandi innamorati, quindi si tratta di un’operazione molto importante: io ho riunito Alda Merini con Giorgio Manganelli.

    D. E vi era anche la particolarità di un duetto virtuale sul palco con Milva…

    R. Si, durante i miei spettacoli ho anche la voce fuori campo di Alda che ogni tanto interviene, ed in più faccio un omaggio a Milva, facendo un duetto con la sua voce.

    D. Vi è un senso di perdita in questo lavoro, rispetto all’amore che legò la Merini a Manganelli?

    R. Il loro rapporto è stato travagliatissimo, è durato 5 anni, poi si sono lasciati, però poi non si sono mai “persi di vista” o dimenticati. Alda lo ha sempre ricordato e lui a sua volta, ha fatto lo stesso. Lui aiutò moltissimo Alda anche quando lei uscì dal manicomio. Scrivendole una bellissima prefazione che l’ha aiuta moltissimo ed in tutti i sensi e soprattutto nella società letteraria, facendo si che suonasse come “Dal diario di una diversa, l’altra verità”. Quindi la loro relazione in un certo senso non si è mai interrotta. In questo disco ho riunito le loro vicende e ridato vita al loro rapporto.

    D. E ha mai commentato Alda come fossero trattate le persone in manicomio?

    R. Alda era fatta di contrasti. Come anche Manganelli. Addirittura in certi periodi diceva che il manicomio l’aveva salvata. In altri ne ricordava il grande inferno. Però non amava dilungarsi. Addirittura a lei dava fastidio che gliene chiedessero. Se invece decideva di esserne lei a parlarne, allora, si. Riguardo a chi soffre di queste patologie, non ne parlava mai. Era anche il suo modo di non sentirsi coinvolta. Le sue ferite erano davvero grandi e mai rimarginate.

    D. Come si può definire il modo di vivere l’amore di Alda Merini?

    R. Lei stessa era amore! In tutto. Lei era una celebrazione vivente dell’amore stesso che aveva per la vita. Dal bicchier d’acqua al canto degli uccelli, all’albero che viveva nel cortile di casa sua. Lei permetteva agli uccellini di entrare in casa e venire sul suo letto, con briciole di pane. “Vedi?”, mi diceva, “Io sono come San Francesco”.

    Monica Mazzei
    free lance culturale
    TicinoNotizie.it

  • Speleologa intrappolata nel Bergamasco

    Speleologa intrappolata nel Bergamasco

    La speleologa infortunata all’interno della grotta Bueno Fonteno, nel territorio del comune di Fonteno (Bergamo) in Val Seriana, si trova in un punto della grotta che fino a poche ore fa risultava inesplorato. La grotta in questione, infatti, è ancora in fase di scoperta.

    Sul posto sono impegnati i tecnici del Soccorso alpino e speleologico, che stanno procedendo per definire una linea fissa di comunicazione tra l’esterno e l’interno. Al momento non ci sono aggiornamenti dall’interno della grotta sulle condizioni della ferita. La speleologa si trova in un punto distante circa 4 ore dall’ingresso della grotta, a una quota stimata in circa 580 metri. L’allarme è scattato ieri sera intorno alle 22.30.

    Socia del gruppo Speleo Cai di Lovere, e istruttrice durante le esplorazioni in grotta sottoterra, Piana era già entrata diverse volte nell’Abisso Bueno Fonteno dove è rimasta bloccata ieri sera così come le era già successo il 2 luglio del 2023 quando rimase per due giorni con una gamba fratturata all’interno della stessa grotta a 150 metri di profondità.

    La zona è stata scoperta solo nel 2006 ed è un complesso reticolo di grotte e cunicoli nella zona carsica del Sebino, tra il lago d’Endine e quello di Iseo, che gli speleologi stanno ancora mappando per intero.