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  • Eccellenze del territorio. A Rho la convention nazionale di Longino & Cardenal- di Massimo Colombo

    Eccellenze del territorio. A Rho la convention nazionale di Longino & Cardenal- di Massimo Colombo

    Si è svolta venerdì 2 febbraio, nella suggestiva cornice del palazzo settecentesco del santuario di Rho, la convention annuale di Longino&Cardenal S.p.A. di Pogliano Milanese, azienda leader nel panorama mondiale dell’alta gastronomia e fiore all’occhiello, da ormai oltre trent’anni, del nostro territorio.

    Sotto la regia dell’amministratore delegato del gruppo, Riccardo Uleri, è stato presentato al pubblico in sala – professionisti del settore della ristorazione – il “cartellino” delle nuove specialità inserite nel catalogo delle eccellenze gastronomiche della Società. La selezione dei prodotti – frutto di una ricerca costante e continua in tutto il mondo – si inserisce dunque in un portafoglio di offerta in grado di soddisfare le richieste che arrivano da ogni parte del pianeta.

    Basta dare uno sguardo al sito ufficiale per avere la percezione degli standard operativi del Gruppo, che annovera la proposta di oltre 1800 prodotti, distribuiti su più di 70 partner, per rispondere alle esigenze della fascia degli operatori del food italiani ed esteri di alto profilo (circa 4.500 clienti solo in Italia, tra cui l’80% dei ristoranti stellati).

    “Siamo molto orgogliosi di ampliare la nostra offerta di prodotti con diverse novità all’insegna della qualità, ricercatezza e sostenibilità, che desteranno l’interesse dei nostri clienti – ha commentato Riccardo Uleri a margine della convention -.

    Il 2023 appena concluso è stato un anno molto positivo per il Gruppo L&C e ci consente di guardare con estrema fiducia al futuro. Nel 2023, oltre ad aver confermato il nostro trend di sviluppo, abbiamo continuato ad investire nella struttura organizzativa e nell’offerta di prodotti sempre più ricercati. Siamo fiduciosi che l’anno in corso possa proseguire in maniera positiva, confortati anche dalle buone performance e dalle crescite che le branch estere stanno registrando”.

    Tra i prodotti presentati, che vedono l’ingresso di nuovi brand e un ampliamento dell’offerta di alcuni produttori già in catalogo, spiccano Brolos: aragosta selvaggia australiana; Don Gambero: carpacci di crostacei del Mediterraneo, fiore all’occhiello di Don Gambero, innovativa e innovatrice realtà siciliana; Jorda: crumble & croccanti, azienda belga; Lubimar: filetti di branzino e orata del delta, Spagna; Fuentes: tartare di tonno rosso del Mediterraneo; Vacum: razza bovina galiziana Cazurra, Spagna.
    Longino & Cardenal nasce nel 1988 come società importatrice di caviale fresco dall’Iran per rivenderlo a ristoranti e a gastronomie specializzate. L’intuizione di importare la materia prima e rivenderla ri-confezionata con una precisa identità attraverso un nuovo marchio si rivela vincente, dando vita ad un originale modello di business.

    Nel 2013 inizia il progetto di internazionalizzazione dell’Azienda, per il presidio diretto dei mercati nelle aree strategiche del pianeta: è la sede di Hong Kong ad aprire la strada, cui seguirà nel 2015 Dubai e nel 2019 New York.

    Un esempio degli elevatissimi livelli qualitativi perseguiti dal Gruppo può essere richiamato dal capillare sistema di logistica integrata, che garantisce spedizioni entro il limite massimo di 72 ore, appoggiandosi a un’accurata gestione degli acquisti con rimanenze di magazzino ridotte al minimo.

    A cura di Massimo Colombo

  • San Biagio: Isabella Tovaglieri a Magenta al fianco degli agricoltori

    San Biagio: Isabella Tovaglieri a Magenta al fianco degli agricoltori

    “La visita alla Fiera di San Biagio, Festa patronale di Magenta, è stata un’occasione per ascoltare in prima persona i pensieri degli agricoltori presenti.

    Sono emerse le preoccupazioni di un intero settore, minacciato dalle sconsiderate politiche “green” di Bruxelles che vedono negli agricoltori nient’altro che degli “inquinatori” da colpire, tramite provvedimenti ideologici come la Nature Restoration Law, e da sostituire attraverso l’immissione sul mercato di altri prodotti “meno inquinanti”, ovviamente artificiali, standardizzati e senza alcun legame con la terra.

    Questo evento così partecipato, invece, ha mostrato l’attaccamento degli agricoltori alla terra che lavorano quotidianamente, alle loro antichissime tradizioni e alle identità e peculiarità locali.

    È un patrimonio ricchissimo che l’Europa deve difendere e sostenere, invece che danneggiare con politiche ideologiche”, così l’eurodeputata della Lega, Isabella Tovaglieri.

    Presente anche il Carroccio magentino, rappresentato dal Segretario Kevin Bonetti: “Come da tradizione anche quest’anno si è tenuta la nostra Fiera in occasione della celebrazione di San Biagio. Abbiamo voluto invitare un nostro rappresentante al Parlamento europeo affinché agricoltori ed allevatori, ma non solo, anche commercianti e cittadini potessero interloquire con lei, nella nostra piena coerenza che come movimento politico ci vede sempre vicino e tra la gente. Ringraziamo l’On. Tovaglieri per la sua disponibilità ed anche tutti coloro che hanno voluto confrontarsi con lei”

  • Regione Lombardia: il Governatore Fontana, ok alla riapertura del presidio Polfer a Saronno

    Regione Lombardia: il Governatore Fontana, ok alla riapertura del presidio Polfer a Saronno

    “Ovunque si creino situazioni di potenziale pericolo è necessario un intervento. La presenza della Polizia rassicura tutti ed è un elemento di garanzia per tutti. Presto saranno realizzati interventi di ristrutturazione importanti, credo che rendere di nuovo fruibile e sicura quella zona sia fondamentale”.

    Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia questa mattina a margine del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica convocato stamani dal prefetto di Varese Salvatore Pasquariello.

    Quella di oggi è stata l’occasione per fare il punto sulla proposta di riapertura del posto di Polizia alla stazione di Saronno (Varese) nei mesi diventata teatro di spaccio e di episodi di rapina ad opera di baby gang.

    “Grazie al prefetto perché quando si parla di sicurezza l’argomento è da valutare con grande precisione – ha proseguito Fontana – Sicuramente lo snodo di Saronno ha bisogno di un’ulteriore presenza di polizia che può dare maggior sicurezza a chi utilizza questo snodo importante. Gli interventi che stanno per essere realizzati col progetto Fili coinvolgono tutta la linea ferroviaria da Milano a Malpensa compresa Saronno. Sarà importante avere una stazione più sicura, quindi da parte della Regione c’è plauso per questa iniziativa e l’auspicio che il Ministero possa accogliere questa richiesta per posizionare un presidio Polfer”.

    Gli fa eco Augusto Airoldi, sindaco di Saronno: “Una delle più importanti stazioni in Lombardia, sarebbe davvero incredibile se dal punto di vista della sicurezza non fosse all’altezza del suo ruolo per il trasporto ferroviario e per la stessa città di Saronno. Siamo grati per questa iniziativa. Dalla stazione passano più di 600 treni al giorno con quasi 30mila passeggeri quotidiani. Un presidio – ha concluso – fisso sarebbe di grande aiuto sia per i saronnesi che per chi frequenta la stazione”

  • Progetto Magenta al Memoriale della Shoah alla stazione Centrale di Milano: “Non dovremo mai perdere memoria di quello che è successo”

    Progetto Magenta al Memoriale della Shoah alla stazione Centrale di Milano: “Non dovremo mai perdere memoria di quello che è successo”

    Una mattinata di riflessione al memoriale della Shoah di Milano. Luogo che tutti dovrebbero visitare almeno una volta. Una visita organizzata da Progetto Magenta che ha portato alla stazione Centrale oltre 40 magentini insieme a Giorgio Molho. Una visita che ripercorre la storia di tutto quello che è accaduto. Silvia la guida al memoriale della shoah alla stazione centrale di Milano.

    “Bisogna venire a visitare questo posto perché è un luogo importante della nostra città – ha spiegato Silvia, la guida – che ci fa capire molti aspetti della storia italiana. Spesso pensiamo che la storia della Shoah abbia toccato l’Italia solo in modo accidentale, un qualcosa che concretamente è successo fuori dai nostri confini. Invece ci fa capire quanto questa storia ci riguarda e quanto prima di conoscere i posti più noti come i campi di sterminio sia importante capire l’importanza di quelli italiani”.

    “Quando abbiamo pensato a questa iniziativa, tra l’altro nel giorno di San Biagio, – aggiunge Silvia Minardi di Progetto Magenta – pensavamo non venisse nessuno e invece non è stato così. Come Progetto Magenta abbiamo sempre organizzato momenti di incontro e sempre mi chiedevo come fosse possibile che fossero accadute simili atrocità. La decisione questa volta è stata di andare direttamente sui luoghi. Oggi, confesso, ho avuto i brividi perché queste cose sono successe, possono succedere ancora e, per certi versi, stanno accadendo ancora”. Giorgio Molho ha aggiunto: “Ringrazio i partecipanti che hanno dimostrato grande sensibilità all’argomento.

    La cosa mi tocca perché su questi treni avrebbe potuto esserci anche mio papà se non ci fossero stati sei giusti di Magenta a salvarlo. Mio padre ha raccontato questa storia soltanto dopo il 1990, l’ha tirata fuori dopo 50 anni. Fortunatamente non tutti hanno tradito, ma sei persone a rischio della loro vita hanno salvato quella della mia famiglia”. Silvia racconta la storia del binario 21. All’inizio del ‘900 Milano conosce uno sviluppo notevole e cresce il bisogno di sviluppare le infrastrutture. L’esposizione dell’epoca da modo di pensare ad una stazione centrale adeguata allo sviluppo che sta accadendo. La stazione principale all’epoca era quella di piazza della Repubblica, troppo piccola per le esigenze di Milano. Emerge così un progetto su tutti capace di risparmiare spazio con la costruzione di due stazioni. Una per i viaggiatori e un’altra per i treni merci, parallele e in verticale.

    Ma cos’è accaduto dopo l’inaugurazione di quella stazione? “Da quel luogo – spiega Silvia – non partirono solo merci, ma vennero deportate delle persone trattate come merci. Sopra c’erano le persone, sotto le cose. I deportati vennero ridotti a oggetto. Fuori c’è la normalità, dentro la normalità sparisce”. Per entrare si passa dal muro dell’Indifferenza.

    “Un muro che serve per fare una riflessione sui motivi per cui la Shoah è stata possibile. – continua – Come l’azione dei cosiddetti passivi che hanno sostenuto e dato man forte ai persecutori. I testimoni di quel periodo dicono che il ricordo che fa più male non è stato tanto la violenza, ma vedere amici, colleghi di lavoro, vicini di casa che di fronte alla progressione della discriminazione sono rimaste indifferenti”. Silvia ripercorre la storia, i tentativi di fuga in Svizzera, la confluenza nel carcere di San Vittore a Milano dove venne creato uno spazio per gli ebrei. E poi i vagoni merci. La partenza avveniva in un luogo comodo e nascosto che non dava nell’occhio. Perché non era usato dal pubblico che utilizzava la stazione al punto superiore. I vagoni non sono certo di quelli per i viaggiatori. Erano quelli usati per il trasporto dei cavalli. Vi entravano anche settanta persone in un vagone.

    “La logica di caricare tante persone in uno spazio piccolo – aggiunge Silvia – è quella dell’ottimizzazione dello spazio. I vagoni erano organizzati come se si trattasse di un normale trasporto di merci. Mancava la luce, l’aria, lo spazio. Era la preselezione della selezione. Per un viaggio di una settimana, molti non arrivavano alla fine del percorso”. Umiliazione e degradazione per la persona. Un secchio unico per tutti per fare i bisogni, la paura di non sapere dove si andava. Sul corridoio ci sono delle pietre ordinate su tre file. Le pietre sulla fila esterna indicano il trasporto dei deportati ebrei, quelle in mezzo gli oppositori politici e quelle vicine alle colonne erano convogli misti di ebrei, e oppositori politici. Per oppositori politici si intendono diverse categorie di persone. Tra gli oppositori c’erano anche i soldati dell’esercito italiano che dopo la caduta del fascismo nel ‘43 si rifiutarono di continuare a essere fedeli a Mussolini. Erano oltre 600mila persone. I treni hanno varie destinazioni. Verso Auschwitz, Mauthausen, Bergen Belsen. Molti si fermano però in Italia, a Verona e Bolzano, ma la maggior parte facevano tappa a Fossoli, una frazione di Carpi, provincia di Modena. A Fossoli c’è il campo di concentramento principale italiano.

    Significativo, durante la visita al memoriale, il muro con i nomi dei deportati; sono evidenziati coloro che riuscirono a tornare a casa. “La perdita del nome faceva parte del processo di degradazione della persone. – continua la guida – Era il numero a identificare la persona e non rispondere prontamente al proprio numero poteva fare la differenza tra arrivare o non arrivare al giorno successivo. Tanti vennero inviati alla morte perché non risposero all’appello”.

    Spesso un cognome si ripete più volte sul muro, segno che venne deportata un’intera famiglia. Il percorso al memoriale passa dalla luce al buio e dal buio alla luce. Il luogo è scuro, ma filtra la luce che va nella direzione di Gerusalemme, la città verso la quale gli ebrei si volgono in preghiera e città sacra per le religioni monoteiste. Luogo di speranza dove sorge il Giardino dei Giusti dove è stato piantato un albero per ogni storia documentata di una persona che ha agito per salvare delle vite. Non ci sono stati solo gli indifferenti, ma anche chi ha fatto il contrario salvando delle vite. Oggi più che mai è importante ricordare e raccontare perché i testimoni diretti stanno scomparendo. Di quei nomi evidenziati solo Liliana Segre è ancora in vita. Siamo le ultime persone che hanno il privilegio di apprendere la storia da chi l’ha vissuta, ma le testimonianze dirette sono destinate a scomparire. Chi è tornato e ha raccontato ha avuto coraggio. E lo ha trovato dopo anni e anni.

  • Anziano morto nel Pavese, badante arrestata per omicidio: ora è in carcere a Vigevano

    Anziano morto nel Pavese, badante arrestata per omicidio: ora è in carcere a Vigevano

    Svolta nell’indagine per la morte di Carlo Gatti, l’anziano di 89 anni che ieri mattina è stato trovato morto nella sua abitazione nella frazione Ruino del comune Colli Verdi, in provincia di Pavia.

    I carabinieri hanno arrestato Liliana Barone, 45 anni, la badante del pensionato, già interrogata ieri. La donna, spiegano i carabinieri in una nota, “è gravemente indiziata per il reato di omicidio”.

    La 45enne, ex moglie del nipote della vittima, era stata accompagnata in caserma a Voghera (Pavia) già domenica mattina, poco dopo il ritrovamento nella camera da letto del corpo dell’anziano con una ferita alla nuca, ed era stata interrogata per diverse ore.

    “Liliana Barone, in stato confusionale – spiegano i carabinieri – ha riferito ai paramedici di aver provocato la morte di Gatti, senza spiegarne modalità e ragioni”.

    Sul posto i militari del Nucleo Investigativo di Pavia hanno eseguito i rilievi (vedi foto Ansa allegata*). La donna, che non ha risposto alle domande del pm, è stata portata in carcere a Vigevano.

  • Intelligenza artificiale: secondo il Telefono Azzurro, piace ai ragazzi ma il 31% teme il furto d’identità

    Intelligenza artificiale: secondo il Telefono Azzurro, piace ai ragazzi ma il 31% teme il furto d’identità

    Giudizio positivo sull’intelligenza artificiale da parte di 6 ragazzi su 10 anche se il 31% teme un furto d’identita’: e’ quanto emerge dalla ricerca ‘Intelligenza artificiale’ di Telefono Azzurro e BVA-Doxa presentata oggi presso il Politecnico di Milano su un campione di 806 giovanissimi, di eta’ compresa tra i 12 e i 18 anni.

    All’evento ‘Ci arriva anche un bambino’ la sfida che Telefono Azzurro lancia in occasione del Safer Internet Day 2024 per richiamare l’urgenza di affrontare complesse sfide economiche, etiche, di sicurezza e di benessere legate al coinvolgimento dei bambini nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.

    Che ai ragazzi piaccia la tecnologia e sperimentare nuove applicazioni o strumenti in grado di semplificare la loro vita e’ assodato. La ricerca conferma questa tendenza: tra i ragazzi la percezione di conoscere come funziona l’IA e’ elevata. Il 94% ne ha sentito parlare e ne conosce la definizione, mentre il 9% ritiene di possedere una conoscenza molto buona. Per 6 ragazzi su 10 e’ positiva l’opinione su questo strumento, tanto da sentirsi pronti a consigliarne l’utilizzo ad amici e parenti (46%).

    Per il 13% dei ragazzi l’intelligenza artificiale e’ anche utile a distrarsi dai problemi della vita quotidiana e a ricevere supporto nell’affrontare difficolta’ emotive e psicologiche. I ragazzi si trovano ad essere sempre piu’ fruitori e consumatori di servizi Internet e questo permette a chi li fornisce di raccogliere dati di ogni genere. Ed e’ proprio questo, come evidenzia l’indagine, a preoccupare di piu’ i giovani.

    Il 31% degli intervistati vede tra i maggiori rischi dell’intelligenza artificiale un possibile furto d’identita’, il 28% si preoccupa per la privacy e per la scarsa sicurezza dei propri dati personali. Come altri elementi di rischio gli intervistati hanno evidenziato una scarsa protezione da situazioni dannose e violente: per il 21% vi e’ il timore che le immagini da parte dell’IA possano danneggiare la propria reputazione e quella altrui.

  • Marcallo con Casone: venerdì sera la storia del grande Ferenc Puskás

    Marcallo con Casone: venerdì sera la storia del grande Ferenc Puskás

    Venerdì a Marcallo con Casone, una serata all’insegna della storia e dello sport in sala San Marco!

    Claudio Minoliti, giornalista sportivo e autore televisivo, racconterà la storia di uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi: Ferenc Puskás.

    La storia di uomo che ha vissuto sulla sua pelle il peso della guerra fredda, delle squalifiche e dell’esilio, sapendo trovare poi la via del riscatto prima in Italia e poi in Spagna al Real Madrid.

    Una avvincente storia, tutta da scoprire. Ingresso libero sino ad esaurimento posti.

  • Giornata spreco alimentare: entro 2040 stop a confezioni monouso. C’è chi ha già cominciato

    Giornata spreco alimentare: entro 2040 stop a confezioni monouso. C’è chi ha già cominciato

    Riciclo o riuso? Nell’epoca della sostenibilità ambientale e del non spreco questo è il nuovo dilemma amletico.

    Il regolamento sul packaging approvato in autunno dal Parlamento europeo pone per tutti gli operatori che fanno asporto di cibo o bevande l’obbligo di un 20% di riuso entro il 2030 per arrivare all’80% entro il 2040.

    I produttori di materiali riciclabili hanno alzato gli scudi contro questo nuovo approccio, e uno studio della società di consulenza McKinsey stima che il passaggio a imballaggi riutilizzabili, nel takeaway alimentare e nell’e-commerce, possa generare emissioni e costi collettivi superiori a quelli dell’attuale sistema basato sul riciclo di packaging monouso.

    Tutto il contrario crede invece Nicola Lamberti, laureato in Fisica, imprenditore e fondatore e ceo di Planeat, società benefit e piattaforma di delivery per la spesa online che da inizio 2020 sta rivoluzionando il concetto di spesa e di pausa pranzo combattendo lo spreco alimentare attraverso una serie di prassi virtuose come il porzionamento dei cibi, la logistica ravvicinata, la programmazione delle consegne, e a breve il riuso degli imballaggi.

    Da marzo 2024, infatti, Planeat intende sostituire progressivamente i contenitori riciclabili utilizzati (attualmente in mater b e facilmente smaltibili nell’umido o nell’indifferenziato), con recipienti in plastica lavabili. “L’impatto sull’ambiente in termini di spreco di acqua e di suolo è sicuramente inferiore se utilizziamo contenitori lavabili – spiega il fisico e founder di Planeat – Per produrre 30 grammi di Mater-Bi, che è fatto di amido di mais e oli vegetali, ci vuole una enorme quantità di acqua.

    Ci vuole acqua per coltivare il mais, e per produrre gli oli, e altra acqua per il processo di lavorazione. Ovviamente un contenitore in Mater-Bi è infinitamente meglio di uno di plastica, ma comunque ha un water footprint di 100 litri. Al contrario, con quelli lavabili, l’acqua che utilizzeremo nel ciclo di lavaggio per un migliaio di recipienti sarà meno di un litro. Inoltre, eliminiamo alla base il problema dello smaltimento, evitando di intasare le discariche, occupare troppa terra, e consumare suolo e acqua”.

    Oggi, giornata nazionale prevenzione dello spreco alimentare – 5 febbraio 2024

    La proposta di Planeat si inserisce all’interno delle azioni virtuose che le aziende possono compiere per ridurre lo spreco alimentare e in generale per essere più sostenibili nei confronti dell’ambiente. La prima settimana di febbraio è dedicata proprio a questi temi e in Italia culmina con l’evento di lunedì 5 febbraio in cui si celebra l’11esima Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: un’occasione per politica, aziende e società civile per fare il bilancio sui progressi fatti finora e su quanto resta da fare.

    Gli obiettivi, come indicato dall’Agenda 2030, sono quelli di moltiplicare le buone pratiche quotidiane a partire dalla prevenzione e riduzione dello spreco nelle case, nella filiera di produzione, distribuzione e commercio del cibo, nella ristorazione, nelle mense, nei comportamenti e nelle abitudini di acquisto, gestione e conservazione.

    Quest’anno, in particolare, il focus della giornata si concentrerà sugli effetti della crisi economica, ambientale e sociale globale sullo spreco e sulle abitudini di acquisto. La crescente inflazione alimentare, i salari stagnanti, l’aumento dei costi della vita e degli affitti, uniti alle instabilità geopolitiche causate dalle guerre in zone chiave per la produzione di materie prime, determinano un contesto assai complesso e rischiano di minare anche i percorsi di sostenibilità.

    Ad oggi, in Italia, i comportamenti dei consumatori sono ancora poco virtuosi: ogni anno si butta in pattumiera una media di oltre 50 kg di cibo per abitante (67 Kg secondo Coldiretti, 65 Kg secondo Food Sustainability Index di Fondazione Barilla e 31 Kg secondo IPSOS), per una spesa di oltre 10 miliardi di euro l’anno.

    Il dato posiziona il Belpaese tra i meno virtuosi in Europa; gli italiani, sembra siano più inclini a sprecare frutta, verdura e pane fresco, al Sud più che al Nord, nei comuni più piccoli rispetto alle grandi città e in famiglie senza figli.

  • Corsico, esplode appartamento: pareti sventrate

    Corsico, esplode appartamento: pareti sventrate

    Un boato ha scosso la giornata nella popolosa città di Corsico. Un’esplosione ha sventrato stamani un appartamento al sesto piano di una palazzina in via Montello. Al momento della deflagrazione, che ha abbattuto i muri perimetrali dell’abitazione, in casa erano presenti due persone, rimaste illese. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco di Milano. L’edificio è stato evacuato per consentire ai soccorritori di mettere in sicurezza l’area e di verificare la stabilità degli altri appartamenti. Sulle cause dell’accaduto i vigili del fuoco stanno facendo accertamenti.

    In base alla prima ricostruzione dei fatti riportata da ‘La Repubblica’, a provocare l’esplosione in un appartamento a Corsico sarebbe stata una fuga di gas.
    Sul luogo dell’esplosione sono intervenuti il personale del 118, la Polizia locale e i Vigili del Fuoco. In base a una primissima ricognizione di quest’ultimi, sembrerebbe che l’appartamento, al momento dell’esplosione, fosse vuoto. La pioggia di detriti causata dall’esplosione ha invaso la strada colpendo anche le auto parcheggiate.

  • Varese: docente accoltellata da studente 17enne

    Varese: docente accoltellata da studente 17enne

    Uno studente di 17 questa mattina, attorno alle 8, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver accoltellato alla schiena una docente dell’istituto professionale Enaip (Ente nazionale Acli istruzione professionale).

    La docente non sarebbe in pericolo di vita. L’autore dell’aggressione, uno studente minorenne dell’Istituto, è stato prontamente disarmato e arrestato dalle forze dell’ordine, in particolare dalla squadra Volanti della Polizia di Stato, intervenuta con urgenza sul posto. Il giovane è stato condotto in custodia per gli accertamenti del caso, mentre l’istituto si è ritrovato al centro di una vicenda che ha generato sconcerto e preoccupazione nell’intera comunità scolastica. Arrivata cosciente al pronto soccorso, la donna presentava tre ferite alla schiena e è stata subito trasferita in sala chirurgica. I medici, operando in codice giallo, hanno rassicurato sulle condizioni non critiche della vittima.

    “L’episodio di questa mattina a Varese, che fa seguito a quello di Taranto, mostra un preoccupante aumento degli episodi di violenza che toccano le scuole e il loro personale- ha commentato in una nota Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda degli Insegnanti- È necessario che si ponga, a questo punto, il problema di garantire la sicurezza nell’accesso alle scuole”.