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  • Contro la violenza sulle donne Magenta propone incontri con gli esperti. Collaborano i ragazzi di Enac Canossa

    Contro la violenza sulle donne Magenta propone incontri con gli esperti. Collaborano i ragazzi di Enac Canossa

    Numerose le iniziative a Magenta per la giornata contro la violenza sulle donne.

    Sono state presentate quest’oggi in conferenza stampa presso Casa Giacobbe dall’assessore Mariarosa Cuciniello, da Sara Di Giovanni, dottorando in Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Milano e e Laura Pizzotti, direttrice di Enac Canossa. “Ci siamo concentrati su due filoni. – ha detto l’assessore Cuciniello – Anzitutto rafforzare la rete antiviolenza, perché Magenta è sede del centro anti violenza. Da gennaio a ottobre abbiamo avuto 84 accessi, i tre quarti delle donne che si sono rivolte al centro hanno figli”.

    Le violenze avvengono, soprattutto, in famiglia e si parla nella maggior parte dei casi di violenza psicologica. 106 sono i femminicidi commessi in Italia dall’inizio dell’anno. “Il femminicidio è la fine di un lungo processo, di un rapporto squilibrato dove l’uomo pensa che la donna sia un oggetto da possedere”, ha affermato l’assessore. Gli obiettivi portati avanti dall’Amministrazione sono di rafforzare la rete, ma anche lavorare con le scuole.

    “E’ l’istituzione con la quale possiamo far passare dei messaggi”, dice. Sono tragedie che lasciano senza fiato quelle proposte dalla cronaca. Come il caso di Giulia di questi giorni. “Dietro a un femminicidio, dietro a una donna che denuncia ci sono dietro spesso dei minori – aggiunge – che possono diventare orfani. Per questo l’attenzione delle istituzioni deve sempre essere massima”. Rafforzare la rete, farla dialogare e farla conoscere.

    Questi sono i principi cardine. Veniamo agli eventi. Venerdì 24 novembre alle 21 in Casa Giacobbe si terrà un incontro con Telefono Donna e Asst Ovest Milanese nel quale si parlerà del territorio protagonista nel contrasto alla violenza sulle donne. Ci sarà Massimo dello Russo, direttore del Pronto Soccorso, spesso il primo punto con il quale la donna entra in contatto, Roberto Fogliani, direttore di Ostetricia e Ginecologia, Alessandra Barone operatrice di Telefono donna, Carolina Pellegrini, consigliera di parità di Regione Lombardia, e consigliera della Fondazione asilo Mariuccia. Oltre a rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.

    Lunedì 27 novembre alle 21 nella sala consigliare, si terrà ‘Dalla parte di lei’, storie di discriminazioni e violenze di genere. Sara di Giovanni sarà una delle relatrici insieme all’insegnante Carmen Arecchia, Irene Pellizzone, prof. associata di Diritto Costituzionale e fondatrice dell’Osservatorio violenza sulle donne dell’Università degli Studi di Milano.

    Paolo Gambatesa dottorando in Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Milano e Greta Amore e Adriana Basso studentesse dell’osservatorio. Sara di Giovanni ha detto: “Come osservatorio vogliamo fornire strumenti per guardare al fenomeno violenza anche da altri punti di vista. Parliamo di discriminazioni che hanno un’origine antichissima. Parleremo di come la violenza è definita dai mass media. Ci saranno altri due rappresentanti dell’osservatorio e due studentesse che porteranno la loro testimonianza dall’interno. L’osservatorio si riunisce una volta alla settimana con 40 studenti”. Ci sono poi le iniziative con le scuole. Giovedì 30 novembre dalle 17 alle 19 si terrà un incontro per le insegnanti. Con Telefono Donna verranno organizzato work shop sul lavoro di genere. Infine si è dato spazio alla creatività.

    Con il Cfpe Canossa è stato avviato un progetto che si chiama ‘in piazza con rispetto’ curato dai ragazzi delle classi grafiche dell’istituto. La professoressa Pizzotti, è la direttrice dell’Enac: “E’ una tematica che va affrontata da diversi punti di vista. La prima cosa da insegnare ai ragazzi è il rispetto. La piazza, dall’antichità, è il luogo di ritrovo per eccellenza dove le persone si fermano a parlare”. Verranno posizionati alcuni adesivi calpestabili che riportano frasi e immagini pensate dai ragazzi. Possiamo vederle nel video in anteprima.

  • Robecchetto con Induno: in biblioteca il 24 novembre  “Ferite a morte”

    Robecchetto con Induno: in biblioteca il 24 novembre “Ferite a morte”

    IN BIBLIOTECA IL 24 NOVEMBRE “FERITE A MORTE”

    “Ferite a morte”. È questo il titolo dello spettacolo della “Compagnia dei Gelosi” che si terrà ad ingresso libero, venerdì 24 novembre alle ore 21.00, nella biblioteca comunale “Alda Merini” di Robecchetto con Induno, in via Novara. È un’iniziativa di alta valenza culturale organizzata dall’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato alle Pari opportunità, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le donne che si tiene il 25 novembre per testimoniare l’impegno per contrastare ogni violenza. “Ferite a morte” è un testo ispirato al lavoro di Serena Dandini. L’evento è finanziato dal Centro per il Libro e la Lettura, grazie al Bando Città che Legge.

    Per informazioni: 0331/876476 oppure 3346097681

  • Galleria Magenta: conto alla rovescia per la mostra dedicata alla Pietra Vede

    Galleria Magenta: conto alla rovescia per la mostra dedicata alla Pietra Vede

    Con La pietra vede, lo spazio della galleria si plasma per accogliere un inedito percorso di 20 sculture dell’autore lombardo: opere tridimensionali a grandezza naturale disseminate su tutta la superficie della storica sede di Via Roma 45.

    L’arte scultorea di Gatti “invade” così lo spazio espositivo, instaurando con gli spettatori un rapporto vis-à-vis, alimentato da una materia palpitante, le cui vibrazioni si irradiano attraverso occhi di vetro che scrutano e oltrepassano il confine del finito.

    La ricerca multi-materica di Gatti abbraccia materiali eterogenei e contaminati, fra i quali principalmente la terracotta, il marmo, la pietra e la resina. Un’indagine paziente e raffinata che porta alla realizzazione di composizioni armoniche ed essenziali, figure ieratiche e rigorose, capaci però, d’improvviso, di accondiscendere a dettagli preziosi, quali monili sibillini, merletti, bordure e orli.
    Come fossero cerimoniere di un rito lontano, quasi misterico, le sculture accolgono il visitatore raccontando la parte più intima di loro, svelandosi in uno scambio di sguardi e fremiti ammalianti.

    La fissità delle pose viene scardinata dai volti sculture dalla parvenza “familiare”, in grado di accendersi di vita nelle vivide pupille; lo spettatore vede e a sua volta è visto dalla pietra, in un flusso di sensazioni che, come suggerisce il titolo della mostra, conducono a una dimensione complementare alla materia, sorprendentemente vicina e amica.

    Luigi Gatti, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, conosce bene sia i maestri della storia dell’arte antica sia quelli moderni: dagli autori classici delle culture mediterranee recupera l’armonia della forma, da quelli contemporanei la vitalità dell’espressione, permeando tutto con un tocco di realismo, dal carattere fortemente personale, attraverso cui le sue sculture parlano un linguaggio confidenziale e quotidiano.

    Il percorso site-specific tra le sculture di Luigi Gatti è accompagnato alle pareti da una selezione di opere di grandi maestri del Novecento, appartenenti alla collezione della galleria: Renato Guttuso, Ennio Morlotti, Massimo Campigli, Giancarlo Cazzaniga e altri autori “indimenticabili”. Una sala sarà dedicata a una raffinata selezione di grafica originale di Giorgio De Chirico, con opere pubblicate sul catalogo generale dell’autore, del quale ricorre il 20 novembre l’anniversario della morte.

    La pietra vede resterà aperta al pubblico fino al 2 Febbraio 2024, con i seguenti orari di apertura:
    da martedì a sabato 9.30-12.30 / 15.30-19.00.

    Per materiali stampa aggiuntivi, informazioni e visite contattare:
    Galleria Magenta
    Tel. 02/9791451 r.a.
    info@galleriamagenta.it

  • Vigevano: dopo la tentata evasione di un detenuto straniero dall’Ospedale, scatta la protesta del SAPPE

    Vigevano: dopo la tentata evasione di un detenuto straniero dall’Ospedale, scatta la protesta del SAPPE

    Alfonso Greco, segretario regionale per la Lombardia del SAPPE, ricostruisce l’evento: “Un detenuto marocchino, che era ricoverato per ingestione di pile e tentato impiccamento, negli ultimi dieci giorni aveva già tentato di togliersi la vita e, con quello di sabato, è giunto al quarto tentativo.

    Ieri mattina, l’uomo si è lanciato dalla finestra della stanza dell’ospedale dove era in osservazione. I poliziotti penitenziaria che lo piantonavano si sono subito lanciati e l’hanno preso, tenuto conto che la finestra era a neanche un metro dal suolo, fortunatamente”.

    Greco esterna il “pubblico plauso del SAPPE al personale di Polizia Penitenziaria addetto alla scorta che ha evitato il compimento di un grave evento critico con estrema professionalità.

    Oramai anche i tentativi di fuga dei detenuti, sia che avvengano dagli ospedali, dai tribunali o dagli istituti di pena stanno diventando una mera statistica” ed evidenzia che “l’evento è stato particolarmente critico perché posto in essere in un ospedale alla presenza di altri ricoverati, personale medico e sanitario, ma è stato gestito al meglio dalla Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici.

    Aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, così come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine del giorno. E’ per noi importante e urgente prevedere un nuovo modello custodiale”.

    “Stiamo parlando di poliziotti che fanno servizio in sezioni al limite (e oltre…) le condizioni minime di salubrità, che sono costretti a fare ore e ore di straordinario ogni giorno per far fronte ai compiti istituzionali, che non hanno neppure gli strumenti utili a garantire la loro stessa incolumità fisica, come può essere il taser”, prosegue il leader del SAPPE. Capece sollecita “provvedimenti urgenti” e ricorda che giovedì scorso ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni: “nessuna indulgenza verso chi aggredisce i nostri poliziotti.

    In questo senso va nella giusta direzione il nuovo Decreto Sicurezza del Governo, là dove prevede proprio un inasprimento di pena per i detenuti che aggrediscono il personale di Polizia Penitenziaria durante la permanenza e l’espiazione di pena in carcere”.

    Capece ricorda di avere espresso nei giorni scorsi “apprezzamento anche per l’impegno assunto dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio e dal suo omologo albanese Ulsi Manja che consentirà il trasferimento, presso gli istituti di pena del Paese d’origine, dei 1.940 detenuti albanesi ad oggi ristretti nelle carceri italiane”.

  • Faccia di ragazzi festosi: una lasagna in compagnia per la cinquina della Virtus

    Faccia di ragazzi festosi: una lasagna in compagnia per la cinquina della Virtus

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, ricordo ancora il profumo delle lasagne fumanti del giorno della Festa di San Clemente e la gioia nell’affondare i denti in una esplosione di sapori..
    Calde e croccanti con la besciamella filante e coinvolgente.

    Sembrava fosse l’anima della festa questo piatto tipico del nostro Paese. Una grande cucina la nostra che anche l’invasione dei fast food e del cibo etnico non riescono a cancellare.
    Abbiamo la cucina più ricca e variegata del mondo. La più vasta come immensa è la nostra tradizione ai fornelli.

    Lasagne o cannelloni? Questo è il dilemma ma la festa era per le lasagne. Anche se il buon piatto storico; la sua ricetta si perde nei tempi e anni mi è sempre stato piatto gradito.
    Avrei dovuto scrivere della bella vittoria della squadra del Borgo del Beato Pacifico ma la notizia è … una vera notizia!!! Puoi essere felice anche a un metro da casa perché è l’animo che deve avere il cuore gioioso.

    Un ambiente non ha bisogno di molte parole e riflessioni perché se vai via contento; e con stomaco pieno
    Ti sei divertito e rilassato in compagnia… Ridere fa bene al cuore e all’anima ; in compagnia ancora di più. Festeggiare insieme è sempre positivo. I segnali dello stare bene sono sempre evidenti e chiari.

    La squadra è un insieme di ragazzi che si mischiano coi tifosi e si può festeggiare con semplicità
    Davanti a un bel piatto di lasagne; beh io ho esagerato e fatto il tris.
    Una cena anticipata perché in compagnia la pancia non va via ma si riempie anche di allegria.
    La semplicità molto spesso è un dono e pregio e oltre al risultato e al piatto pieno c’è un ambiente simpatico.

    Perdere è brutto e vincere è bello, ma oltre al risultato si può vedere il buon ambiente sano…
    Com’è facile capire quando un ambiente è positivo, basta capire tre cose: sto bene, mi diverto, sono allegro.

    Questi semplici concetti devono essere basati anche al brutto per evitare cattive situazioni come purtroppo la cronaca insegna.

    Meglio mangiare delle belle lasagne fumanti e avere la gioia intorno….basta poco. Mai darsi colpa per non essere felici mai dare la colpa per non essere allegro.

    Ah la partita è finita 5 a 0 per la Virtus Mulino ma la lezione di lasagne vale come e più del risultato!”.

  • Magenta: “Un colore nel mondo e in tanti mondi”. Di Franca Galeazzi

    Magenta: “Un colore nel mondo e in tanti mondi”. Di Franca Galeazzi

    Il magenta colora il mondo, dando fama alla nostra città più della Battaglia perché, mentre la Storia del Risorgimento italiano non è nota ovunque, il colore che di Magenta porta il nome ha raggiunto tutte, o quasi, le latitudini.

    “Tinta elettrizzante e senza confini che vuole dare un messaggio di spicco … vibra con vigore, sfoggia segnali di forza, è pulsante, incoraggia …”, attingiamo da una pagina web di Pantone, l’azienda statunitense che ha eletto il Viva Magenta colore dell’anno. La qualcosa è motivo di iniziative dedicate a promuovere una città che, pur vicina a Milano, intende mantenere salda la propria identità. A contribuire allo scopo la proposta “Multiverso Magenta. Come Magenta ha colorato il mondo” a cura di Urbanamente e dell’Amministrazione Comunale in collaborazione con il Museo della Scienza e della Tecnologia, Pro Loco e Federchimica AISPEC.

    Per prima cosa, va riconosciuto a Daniela Parmigiani, presidente dell’associazione culturale, il merito di avere dato alle stampe nel dicembre 2022, in tempi non sospetti, insieme a un gruppo di studenti del ‘Quasimodo’ guidati dal compianto professor Sergio Chiodini, il libro ‘Cremisi 1859.

    Il rosso magenta tra mito, storia e realtà’. Per seconda cosa quello di aver raccontato in sintesi attenta e chiara l’origine, la storia, la natura del colore in oggetto a oltre 200 studenti di alcune classi dei licei Artistico ‘Einaudi’, ‘Bramante’, ‘Quasimodo’ e dell’Istituto di grafica CFP Canossa, presenti lo scorso martedì al CinemaTeatroNuovo.

    L’incontro intendeva andare oltre la mera esposizione di notizie e di interessanti, magari curiose, informazioni. “Vorremmo trasmettervi un’importante eredità, siete qui per questo”, ha sottolineato Daniela Parmigiani rivolgendosi alla platea perché, come si legge nel libro citato, “la mia identità non deriva solo dal passato, dall’appartenenza a un gruppo, a un luogo, a una storia condivisa, ma è determinata soprattutto da ciò che farò di questo passato … da come saprò trasformare una lezione della storia in energia creativa per tradurla in forme nuove, appropriate al mio tempo”.

    Ecco lo’ studente’ inglese William Perkin che, impegnato nel laboratorio di casa a ottenere dal catrame il chinino naturale, scopre una molecola “che risulterà poi di grande interesse … una polvere rossastra adatta a tingere i tessuti. La sperimentazione, dunque – ha affermato la relatrice – è fondamentale”. Ecco lo stesso giovane avviare insieme al padre la sua prima startup e chiamare il colore ‘porpora fenicia’, poi ‘malva’. Siamo nel 1856.

    Qualche anno dopo, nel 1859, in Francia, Emmanuel Verguin, direttore di una fabbrica di colori di Lione, grazie a un dipendente che “aveva ficcato il naso nella Perkin&Sons”, produce “un intenso rosso che chiamò fucsina … noto poi col nome di magenta”. Con quel colore si erano tinte bandiere e uniformi militari.

    Nell’incontro di Urbanamente alla più nota definizione del magenta tratta dalla Treccani – “rosso cremisi carico che fa riferimento al colore dei pantaloni degli zuavi francesi che parteciparono alla battaglia”- si sono aggiunte quelle tratte dall’Enciclopedia Britannica, “dove si cita la Battaglia, ma pure il fucsina, il rosa anilina e un rosso scuro”. Questione di sfumature di uno stesso colore, questione di nomi. Una complessità cromatica ‘catalogata’ nel corso del tempo.

    Un altro passaggio interessante dell’intervento della presidente, argomentato anche da Alberto Conti di Ferderchimica Aispec, ha riguardato quanto è derivato dalla produzione dei colori e qui veramente si è aperto un mondo incredibile, ma vero. Grazie agli studi, alla ricerca, all’innovazione, “parole da tenere presente, ragazzi”, si sono compiuti progressi nel campo dell’arte, della fotografia, della farmaceutica, della medicina, si sono prodotti materiali, fibre sintetiche e altro ancora.

    Ad arricchire la mattinata il saluto e l’intervento del sindaco Luca Del Gobbo e dei rappresentati delle realtà che hanno contribuito alla realizzazione e alla riuscita dell’iniziativa che ha colmato di significati un segno grafico, trasformandolo in simbolo, come è appunto quel sole dai raggi vibranti, logo di ‘magenta internationalcolor’, ideato dallo studio di grafica e pubblicità di Gianluigi Recalcati.

  • Robecco Futura: “Martedì 21 Novembre la Giornata Mondiale degli Alberi, la Giunta batta un colpo…”

    Robecco Futura: “Martedì 21 Novembre la Giornata Mondiale degli Alberi, la Giunta batta un colpo…”

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Fondata con una legge del 2013 dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, la Festa degli Alberi trova già la sua istituzione in un Decreto Regio del 1923 con le medesime finalità.
    Iniziativa non solo italiana ma internazionale, la Festa degli Alberi altro non è che l’eredità di alcune culture del passato, in particolare dei popoli Greci, Romani, Celtici e Orientali che attribuivano agli alberi e ai boschi un’importanza fondamentale e sacra nella vita degli uomini.

    Nel 2019, vari Enti, tra cui la nostra Città Metropolitana, hanno promosso il progetto FORESTAMI con l’intento di mettere a dimora, entro il 2030, ben tre milioni di alberi nell’area metropolitana.

    Un progetto che va sicuramente incontro alle esigenze di salvaguardia della salute e del benessere collettivo della vita urbana, soprattutto quella prevalentemente cementificata ma non solo. Basti pensare all’impatto delle ondate di calore sulle fasce più fragili della popolazione come anziani, bambini, persone fragili ecc., che il cambiamento climatico in atto rende sempre più evidente.

    Abbiamo sempre pensato che Robecco, per la sua posizione territoriale (campagna, boschi, paesaggio), fosse messo al riparo da queste nuove tipologie di calamità naturali, o per lo meno che riguardassero prevalentemente le grosse città. Ci accorgiamo che ciò è relativamente vero. Quando andiamo ,ad esempio, a leggere i valori di inquinamento dell’aria a Robecco, rileviamo che non sono significativamente diversi da quelli della città.

    Ebbene, la nostra amministrazione aveva partecipato al progetto Forestami ma per ora non abbiamo visto nessun albero messo a dimora, mentre comuni a noi limitrofi (Cassinetta, Albairate, Gaggiano e altri) hanno già sfruttato quest’opportunità. Per non parlare dell’obbligo di legge che prevede la piantumazione di un albero per ogni bimbo nato, o mettere un albero per ogni parcheggio esistente. Anzi, abbiamo visto sradicare, giustamente perché pericolosi e non autoctoni, diversi pini marittimi limitrofi ai parcheggi e mai sostituiti.

    Auspichiamo che la nostra amministrazione dia una svolta a questo importante processo di riforestazione urbana, necessaria e urgente, per noi e per le future generazioni. A questo proposito proponiamo all’amministrazione di adottare, nel prossimo piano di diritto allo studio per le scuole, la lettura del libro di Mancusa Stefano, dedicato ai più piccoli: ”Le Piante, supereroi capaci di imprese pazzesche” “.

  • Aggressione a colpi di machete fuori da un bar nel Milanese: 2 arresti a Sesto San Giovanni

    Aggressione a colpi di machete fuori da un bar nel Milanese: 2 arresti a Sesto San Giovanni

    I fatti risalgono allo scorso 9 luglio quando alle 5 del mattino, fuori dal locale a Sesto San Giovanni andò in scena l’episodio criminoso.

    Le indagini, coordinate dalla Procura di Monza e condotte dagli agenti della squadra investigativa del commissariato di Sesto San Giovanni, diretto dalla funzionaria Anna Bruno, hanno ricostruito che gli arrestati avrebbero usato una mannaia per l’aggressione, tanto che una delle vittime per le lesioni al torace e alle spalle aveva avuto una prognosi di 90 giorni.

    Un altro giovane, amico della vittima intervenuto in suo aiuto, dopo essere stato colpito violentemente con calci e pugni al volto, ha riportato contusioni e lesioni guaribili in 14 giorni, venendo, contestualmente, rapinato del telefono cellulare.

    Un terzo amico delle vittime ha subito un tentativo di aggressione con il machete, riuscendo a schivarne i colpi inferti. A seguito dell’episodio il questore di Milano, Giuseppe Petronzi, ha adottato il provvedimento di chiusura del locale per 10 giorni, dal 24 agosto.

    Farebbero parte dei Latin Kings i due ventenni arrestati dalla Polizia per l’aggressione a colpi di machete.
    E’ quanto hanno sostenuto le vittime ascoltate dalla squadra investigativa del commissariato di zona. Una versione ritenuta verosimile, su cui sono ancora in corso riscontri.

    Tuttavia, l’episodio non viene inquadrato in uno scontro tra esponenti di pandillas rivali, ma come una lite per futili motivi degenerata in un agguato. Sia i presunti aggressori e le tre vittime, tutti di origini sudamericane, avevano preso parte alla serata nella locale e all’interno avrebbe avuto un diverbio, alimentato anche dall’uso eccessivo di alcol.

    La discussione ha avuto come epilogo l’aggressione in strada quando la discoteca aveva gia’ chiuso i battenti. Il machete utilizzato – da quanto appreso – non e’ stato ancora recuperato.

  • L’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 verso il derby d’Italia: perché quella coi ‘Gobbi’ non sarà mai una partita qualunque

    L’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 verso il derby d’Italia: perché quella coi ‘Gobbi’ non sarà mai una partita qualunque

    Da sempre il derby d’Italia è una partita speciale. Di fronte le due squadre più titolate d’Italia con una delle due (l’Inter) che non è mai stata in serie B.

    Sale l’adrenalina tra il popolo nerazzurro magentino per quella che per alcuni – si parla ovviamente in termini ironici avviso per i lettori troppo seriosi – è una sorta di ‘guerra etnica’ tra le ‘forze del bene’ e quelle del ‘male’ come dimostrato con l’inchiesta di Calciopoli e relative penalizzazioni.

    Quest’anno poi Juventus Inter allo ‘Stadium’ è una gara che per molti potrà dire già tanto per chi si aggiudicherà lo scudetto.
    Con il Milan in crisi d’identità e con il povero Pioli che rischia di essere messo sotto tutela con Ibra a far da supervisore, i nerazzurri di Milano e i bianconeri guidati da una figura esperta e quanto mai pragmatica come Max Allegri, sono i due team più quotati per il prossimo tricolore.

    L’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’ ha deciso così di far le cose in grande.

    Gli interisti magentini capitanati da Luciano Cuccco e dal suo capitano sul campo Oscar Fresina si sono dati appuntamento al ‘Five’ la tana dei nerazzurri grazie alla disponibilità di altri nerazzurri doc come Daniele Tosi e il ‘Principe’ Enzo Battistella.

    Ritrovo fissato per le 19,30 di domenica prossima, così da vivere insieme l’attesa della grande sfida. Perché quella con i ‘gobbi’ non è una partita mai banale. Per alcuni vale più di una stracittadina.

    C’è voglia di rivalsa dopo i due KO in campionato della passata stagione compensati però dal gusto di eliminarli dalla semifinale di Coppa Italia, anche grazie a quel rigore di Lukaku a Torino praticamente allo scadere e rissa connessa con Samir Handanovic sugli scudi nella tenzone finale.

    Nella locandina che alleghiamo trovate tutti i dettagli per la partecipazione alla serata con prenotazione obbligatoria.

    Intanto, anche in casa Inter Club, si comincia a guardare al Natale. E per cominciare un regalo per tutti i Soci che crescono in modo cospicuo in queste ultime stagioni di ritrovata passione ed entusiasmo.

    Presentando, infatti, la card come socio Inter Club si avrà diritto al 10% di sconto in una serie di partner selezionati che trovate in locandina.

    Un regalo sempre gradito per i soci interisti. Che però come ogni anno stanno pensando a fare del bene con un’iniziativa importante a livello sociale. Ma di questo non vi diciamo di più… ci sarà tempo e modo.

    Un po’ di attesa in vista di domenica 17 dicembre quando l’Inter Club Magenta dimostrerà, ancora una volta, che l’attenzione per le realtà locali e l’inserimento nel contesto cittadino vuole essere un tratto fondamentale di questo sodalizio che nonostante le 45 primavere sulle spalle è più vivo che mai.

  • Fatture per operazioni inesistenti: la GDF  di Varese sequestra 249 mila euro

    Fatture per operazioni inesistenti: la GDF di Varese sequestra 249 mila euro

    La società di trasporti era attiva nel settore dei servizi ecologici di smaltimento e trasporto merci pericolose e rifiuti, è stata accusata di aver indebitamente compensato l’Iva a credito avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti emesse da diversi fornitori.

    Le indagini, svolte dalla compagnia di Saronno con il coordinamento della procura della Repubblica di Busto Arsizio, hanno permesso di ricostruire le illecite operazioni finanziarie.

    Lo spunto operativo dell’attività investigativa è stata una relazione depositata dall’amministratore giudiziario della società dalla quale, secondo quanto ricostruito dai finanzieri, sono emersi “molteplici illeciti compiuti dal rappresentante legale della società tra il 2015 e il 2019″.

    Quest’ultimo è indagato per annotazione di fatture per operazioni inesistenti, emesse anche da una associazione sportiva di basket per finte sponsorizzazioni.

    Il titolare, come emerso dalle indagini, retrocedeva il pagamento ricevuto dall’indagato, trattenendo una percentuale (15%) a titolo di pagamento per il ”servizio” offerto. La procura della Repubblica di Busto Arsizio ha richiesto ed ottenuto il provvedimento cautelare reale pari all’importo indebitamente sottratto alle casse dello Stato.