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  • Estate 2024, i Pooh tornano in tour

    Estate 2024, i Pooh tornano in tour

    Dopo il grande successo del tour che li ha visti protagonisti nel 2023 tra stadi, Arene di Verona, arene estive e palasport, i Pooh sono pronti a tornare live a grande richiesta anche nel 2024 con Pooh – Amici x sempre estate 2024, oltre 20 date nelle location più suggestive d’Italia.

    “È tempo di ripartire e ci aspetta un’estate di rinnovati abbracci con tutti voi che, da sempre, amate la nostra musica e ci avete stimolato a proseguire il tour AmicixSempre – dichiarano i Pooh -. Per ringraziare la vostra passione e onorare la nostra musica abbiamo scelto una serie di location esclusive, dove tutto prende un senso e diventa magia.Vi aspettiamo per cantare e condividere una storia che oramai appartiene a tutti voi”. Un vero e proprio viaggio nella grande bellezza italiana attraverso la musica di una delle band più longeve e amate dal pubblico.

    Grande partenza per questo tour che vedrà i Pooh esibirsi nelle location più suggestive del Bel Paese: il via l’11 e 12 giugno alle Terme di Caracalla di Roma mentre il 5 e 6 luglio due serate speciali in Piazza San Marco a Venezia.Una serie di concerti imperdibili per rivivere ancora una volta la storia dei Pooh attraverso i loro più grandi successi, da Amici per sempre a Tanta voglia di lei, da Parsifal (capolavoro della band uscito nel 2023 in una speciale versione per il 50esimo anniversario) a Dammi solo un minuto, solo per citarne alcuni.Rtl 102.5 è la radio partner degli eventi live Pooh – Amici x sempre estate 2024.Nati da un’idea di Valerio Negrini, in oltre 50 anni di carriera i Pooh hanno superato i 100 milioni di dischi venduti, hanno ottenuto un elenco spropositato di premi e riconoscimenti e si sono dimostrati dei pionieri per le rivoluzioni introdotte nei loro live, i temi trattati nei loro brani, l’uso della tecnologia moderna e la multimedialità e tanto ancora.I biglietti per le date sono disponibili in prevendita su Ticketone e punti vendita e prevendite abituali.

  • La quercia più resistente? E’ nel Parco del Ticino, a Motta Visconti

    La quercia più resistente? E’ nel Parco del Ticino, a Motta Visconti

    Questa scoperta apre nuovi scenari e indica strategie innovative per contrastare efficacemente il deperimento dei querceti attraverso la raccolta di semi e la messa a dimora di individui resistenti. La quercia con caratteristiche genetiche più resistenti è nel Parco del Ticino, ai Geraci di Motta Visconti. E’ quanto emerge dai risultati del progetto ResQ , “Deperimento della quercia nei boschi planiziali: studio multidisciplinare per la selezione di risorse genetiche resistenti”, finanziato da Regione Lombardia – Direzione Generale Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, e giunto al termine.

    Dopo tre anni di studi, il gruppo di ricerca multidisciplinare di ResQ ha individuato farnie che presentano combinazioni di geni potenzialmente legate a forme di resistenza al deperimento, un primo nucleo di alberi con cui sarà possibile arricchire le raccolte semi finalizzate a interventi di rimboschimento.
    Si è trattato di uno studio di alto livello scientifico, ma anche un esempio di come la ricerca possa generare elementi di conoscenza con ricadute applicative dirette per la gestione delle nostre foreste. “Siamo felici – dice il Responsabile del Settore Vegetazione e Boschi del Parco Fulvio Caronni -, come Parco del Ticino di poter mettere a disposizione del mondo scientifico i nostri ecosistemi meglio conservati, per capire come funzionano la natura ed i suoi equilibri. In questo caso: La Fagiana di Magenta, i Geraci di Motta Visconti, il Turbigaccio di Lonate Pozzolo”.

    Il progetto ha coinvolto i gruppi di ricerca della Prof. Paola Nola, coordinatore (Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente, Università degli Studi di Pavia), del Prof. Francesco Ripullone (Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, Università della Basilicata) e del Dott. Andrea Piotti (Istituto di Bioscienze e BioRisorse, CNR di Firenze).

    Il progetto ResQ ha indagato le cause del deperimento della farnia, specie emblematica dei boschi di pianura che caratterizza gli ecosistemi forestali del bacino padano-veneto, per cercare di trovare soluzioni efficaci per arginarlo.
    La ricerca ha concentrato le sue indagini in cinque siti di studio in due importanti parchi lombardi (Parco Lombardo della Valle del Ticino e Parco delle Groane), e ha indagato 125 coppie di individui sani e deperienti, vicini e in condizioni ecologiche apparentemente simili, registrando tantissime caratteristiche degli alberi e dell’ambiente che li circonda. Ed è proprio ai Geraci che si trova la quercia con caratteristiche genetiche più resistenti.

    L’obiettivo principale del progetto si riferisce alla creazione di una banca del germoplasma in situ e alla selezione di materiale propagativo utile alla gestione e conservazione dei querceti regionali.

    A tal fine, i 250 individui esaminati, 50 per sito, sono stati ordinati gerarchicamente in una lista basandosi sul punteggio ottenuto dall’indice di deperimento, ovvero una formula matematica capace di quantificare la resistenza genetica al deperimento del singolo individuo

    Cosa è stato scoperto?
    Le piante deperienti e quelle sane pur crescendo in aree con parametri microambientali simili, mostrano notevoli differenze nel ritmo di accrescimento. L’osservazione del ritmo di accrescimento permette di fare una diagnosi precoce del livello di deperimento di ogni pianta

    Ma c’è di più: esplorando il genoma di ogni pianta indagata in ResQ, abbiamo appreso che numerosi geni sono legati a vari livelli alla capacità di resistere al deperimento. Questa scoperta apre nuovi scenari per la comprensione del fenomeno e indica strategie innovative per contrastarlo efficacemente tramite la raccolta di semi e la messa a dimora di individui resistenti.

    Lo studio continua
    Ma ResQ è solo il punto di partenza: ci attende un lungo percorso che può portare a massimizzare le possibilità dei boschi di farnia di persistere in un ambiente fortemente antropizzato e minacciato dai cambiamenti climatici, come la pianura Padana. A tal proposito, mentre sono in preparazione le pubblicazioni scientifiche che sottoporranno alla valutazione della comunità scientifica internazionale i risultati principali di ResQ, il gruppo di ricerca è coinvolto nel nuovo progetto PRIN 2022 “ResItFor”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dal Ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato da Giovanni G. Vendramin dell’Istituto di Bioscienze e BioRisorse del CNR. Ciò consentirà di estendere lo studio del deperimento delle querce in altre aree geografiche d’Italia e a numeri maggiori di piante per valutare la possibilità di generalizzare i risultati ottenuti, e renderli più solidi ed applicabili ad ampio raggio.

    Sito di progetto
    https://resq.unipv.it/

  • Incendio in villetta nel Comasco: muore 92enne

    Incendio in villetta nel Comasco: muore 92enne

    Un anziano e’ morto nell’incendio della villetta in cui viveva a Carimate, nel Comasco. Lo riferiscono i vigili del fuoco di Como dai quali si apprende che la figlia dell’uomo e’ stata invece salvata grazie al loro intervento stamattina poco prima delle 7 nella strada privata del Cavalluccio. Le fiamme sono state domate e la casa messa in sicurezza.

    Da quanto è stato possibile ricostruire finora però nell’incendio ha perso la vita un anziano di 92 anni, residente nell’abitazione; l’uomo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Cantù ma per lui nulla hanno potuto i sanitari. E’ stata salvata invece, come detto, la figlia: grazie all’intervo di sanitari e vigili del fuoco è stata trasportata in ospedale a Saronno in codice verde.

  • Controlli anti spaccio tra Boffalora Ticino e Bernate, con PL e Carabinieri

    Controlli anti spaccio tra Boffalora Ticino e Bernate, con PL e Carabinieri

    Continuano a ritmo serrato i controlli anti spaccio delle forze dell’ordine in un’area isolata tra Boffalora sopra Ticino e Bernate. Una zona dove la Polizia locale boffalorese è riuscita a far intervenire Rete Ferroviaria Italiana che ha fatto installare delle grate metalliche in maniera tale da rendere la vita difficile ai pusher, soliti a usare gli scolmatori situati nei pressi dell’alta velocità come nascondiglio. Quando arrivava il cliente il pusher usciva allo scoperto e consegnava lo stupefacente in cambio dei soldi, per poi tornare a nascondersi.

    Le segnalazioni avvengono, soprattutto, al confine tra i due comuni. In fondo a via Mesero c’è il cavalcavia della strada provinciale 117 dove l’attività di spaccio è diminuita proprio grazie ai ripetuti interventi delle Polizie locali e dei Carabinieri. A far insospettire è il via vai di persone in una zona scarsamente frequentata, se non da coloro che si stanno recando in una ditta. Le possibilità di fuga per i pusher sono molteplici. Più volte la Polizia locale ha intercettato i clienti mentre fuggivano verso via Circonvallazione o verso via Garibaldi a Boffalora sopra Ticino. Soltanto in due occasioni, a causa di una loro reazione violenta, sono state sequestrate le modiche quantità di stupefacente che avevano appena acquistato.

    Nella maggior parte dei casi, trattandosi di acquisto di piccoli quantitativi soltanto per uso personale, le forze dell’ordine hanno preferito agire in via preventiva. Inducendo i consumatori a non tornare più in quel posto per acquistare droga. Strategia che ha portato a dei buoni risultati, anche se la zona continuerà ad essere monitorata.

  • Fagnano Olona: trovata la donna che a novembre investì 18enne

    Fagnano Olona: trovata la donna che a novembre investì 18enne

    E’ stato trovato il pirata della strada che lo scorso novembre in via Moro a Fagnano Olona (Varese) aveva investito un ragazzo di 18 anni rompendogli una gamba e un piede prima di fuggire. Si tratta di una donna e, non senza sorpresa dei carabinieri della stazione cittadina che l’hanno rintracciata e denunciata, è un’operatrice del soccorso volontaria.

    E’ stata la madre del giovane investito ad aver reso nota la vicenda con un post pubblicato su un gruppo social dei cittadini di Fagnano: “Ringrazio tantissimo i carabinieri di Fagnano per la minuziosa indagine che ha chiarito e confermato che mio figlio è stato vittima di un pirata della strada – ha scritto la donna -. Detto questo voglio ringraziare la gentile signora che, nonostante si sia accorta dell’urto, incurante ha proseguito la sua corsa senza prestare soccorso! Il paradosso? È una volontaria di primo soccorso. Per fortuna mio figlio adesso sta meglio”.

    “Per fortuna al giorno d’oggi siamo spiati – prosegue – perchè grazie alle telecamere adesso la cara signora, nonché mamma, ha una bella gatta da pelare…Per fortuna mio figlio adesso sta meglio!”

  • Milano, moto rubate nel campo nomadi di via Bonfadini

    Milano, moto rubate nel campo nomadi di via Bonfadini

    Nel corso dell’attività di aggiornamento del censimento nel campo nomadi di via Bonfadini, da parte degli agenti del Nucleo Problemi del Territorio e del Nucleo Antiabusivismo Goac della Polizia locale di Milano, nel corso della mattinata di sabato 17 febbraio, è stata individuata una baracca adibita ad officina per il deposito e lo smontaggio di veicoli rubati.

    Gli agenti hanno rinvenuto quattro motoveicoli di grossa cilindrata del valore commerciale complessivo di circa 110.000 euro, ancora integri ma già privati delle targhe e pronti per essere smontati.Uno dei quattro veicoli, tutti rubati a inizio settimana, è stato restituito immediatamente al legittimo proprietario mentre gli altri sono stati depositati in via Messina 50, in attesa di essere a loro volta restituiti.Sono stati trovati anche quattro telai con le ruote già staccate, parti integranti di motoveicoli di grossa cilindrata, rubati sempre nelle scorse settimane, e parti di un’autovettura Volkswagen.Sequestrate 30 carte di circolazione, numerose targhe lasciate al suolo e attrezzi professionali utilizzati per lo smontaggio dei veicoli rubati, infine diverse biciclette elettriche le cui fotografie saranno pubblicate nei prossimi giorni sulla pagina Facebook della Polizia locale “Bici rubate e ritrovate” per essere riconosciute e restituite ai proprietari.

    Nel corso del sopralluogo la Polizia locale ha contestato il reato di ubriachezza molesta (ai sensi dell’articolo 688 del C.P.) a un abitante del campo trovato anche privo di documenti.L’insediamento di via Bonfadini ovest è un campo rom istituito dal Comune di Milano con delibera di giunta del 10/07/1985.Da allora e fino al 2012 il Comune ha continuato a gestire questo ed altri 6 campi rom autorizzati e a tollerare campi non autorizzati ad esempio, in Municipio 4, Bonfadini – via Zama, Porto di Mare, via Forlanini e via Dione Cassio.”Le ultime giunte con una delibera del novembre del 2012 hanno deciso di chiudere i campi rom autorizzati e non – dichiara Marco Granelli assessore alla sicurezza -. Ne sono stati chiusi 23, tra i quali quello di via Forlanini nel 2014, quello di via San Dionigi – Porto di Mare nel 2014, via Dione Cassio nel 2014, via Idro nel 2016, via Martirano nel 2019, via Bonfadini-Zama nel 2021, via Vaiano Valle nel 2022 e quello di via Cascia nel 2023.La chiusura dei campi ha portato anche al recupero e alla restituzione alla città delle aree, come è avvenuto per Porto di Mare con il parco, e vanno in attuazione di questo piano anche i controlli della Polizia locale di sabato.Tutte attività che coinvolgono direzioni e assessorati come il Welfare per attivare un percorso di tutela delle famiglie con minori”.

  • Milano, otto migranti irregolari occupano villetta: arrestati

    Milano, otto migranti irregolari occupano villetta: arrestati

    Otto persone, migranti irregolari senza un posto in cui andare, a Milano, si sono introdotti in una villetta, disabitata perché oggetto di ristrutturazione, al momento in pausa, barricandosi dentro e accampandosi con sacchi a pelo e generi alimentari. A scoprirlo è stata la stessa proprietaria, che passava ogni tanto a prendersi cura del giardino. Gli stranieri sono stati arrestati per occupazione abusiva.

    La vicenda è cominciata alcuni giorni fa, quando la proprietaria, passando in auto in via Taramelli, nel residenziale quartiere Maggiolina, aveva notato una finestra socchiusa, pensando però a una dimenticanza degli operai. Poi però si è accorta della presenza di persone, e ha chiamato la Polizia. Gli agenti hanno in effetti trovato barricata con assi di legno una porta finestra della camera da letto al primo piano da cui erano entrati in casa utilizzando una scala.

    Si tratta di otto marocchini, tutti irregolarmente in Italia, due di 24 anni, due di 20, due di 19, uno di 21 e uno di 33 anni, tre dei quali con precedenti. All’interno sarebbero stati anche danneggiati alcuni infissi e il mobilio. L’unità immobiliare a più riprese era in ristrutturazione dal giugno 2023.

  • Conte “Con il Pd serve progetto serio per mandare a casa Meloni”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “A me interessa mandare a casa Meloni e la Sardegna può essere un primo passo. Non mi piace parlare di laboratorio perchè penso sia irrispettoso verso gli elettori sardi, però è chiaro che qui con il Pd abbiamo messo in campo una proposta forte, incarnata da una candidata credibile, competente e onesta. Dobbiamo farlo anche a livello nazionale, io chiedo solo che ci sia un progetto serio e autentico e non un cartello elettorale dettato dalla necessità e dall’ansia di potere degli apparati”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in un’intervista a la Repubblica. Cosa non c’è di serio allo stato attuale? “Non ho detto che non ci sia serietà, ma bisogna sedersi a un tavolo e affrontare le questioni per arrivare a una sintesi là dove partiamo da posizioni più distanti”, precisa.
    Comunque, sottolinea il leader M5S, “il mio obiettivo non è mai stato attaccare il Pd, è dare agli italiani un altro governo. Sui provvedimenti più scandalosi, come sull’autonomia differenziata, Meloni dice sempre che lei ci mette la faccia. Peccato che sia una faccia di bronzo. Ecco, occorre lavorare per risparmiare agli italiani questo spettacolo”.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • La proposta: un museo d’arte per Abbiategrasso

    La proposta: un museo d’arte per Abbiategrasso

    Ogni mattina mi ritrovo, per motivi di lavoro, a prendere il treno suburbano S9 ed ormai l’appuntamento con il grandissimo cantiere per il futuro villaggio olimpico in prossimità della fermata di Milano Porta Romana è pura routine. Questo passaggio è fondamentale all’idea che ha portato all’elaborazione di questa proposta per la città di Abbiategrasso, perché in prossimità del cantiere c’è l’immenso spazio occupato (e valorizzato) dalla Fondazione Prada, diventata uno dei punti di riferimento della scena artistica e culturale milanese, con mostre permanenti e temporanee. Stiamo parlando di una superficie di circa 20mila mq.

    Fondazione Prada ed Abbiategrasso, quale il nesso?
    Ebbene, la fondazione milanese nasce come una grande riqualificazione urbana dell’area un tempo occupata dalla distilleria “Società Italiana Spiriti”, mentre la città di Abbiategrasso ha alcune ex aree industriali dismesse che necessitano di essere rigenerate.
    Per andare sul piano concreto, si può pensare all’area ex-Siltal come ad un polo culturale, con un museo d’arte al suo centro.

    Un luogo dove l’arte possa essere il motore del processo di rilancio di una zona cittadina che ancora oggi non ha trovato una propria strada, con il convento dell’Annunciata che fatica ad ingranare in un contesto dove spesso risulta una stella sbiadita.
    In linea con articoli scritti precedentemente, rilancio il principio secondo cui le realtà provinciali debbano ricercare le proprie radici per rigenerarsi ed evitare di diventare città-dormitorio. Pertanto, ho apprezzato particolarmente la proposta emersa sulla stampa locale di dedicare una via al grande stilista Moschino.

    Una via, però, è solo l’inizio per arrivare ad un vero percorso di recupero della sua figura e ri-costruire il legame con la città. Dunque, perché non mettere in dialogo l’arte con le creazioni di Moschino? Perché non concepire uno spazio poliedrico dove l’arte sia libera di manifestarsi in dialoghi, forme e suoni che prima non abbiamo sperimentato?
    Il miglior modo per esprimere un passo avanti ed un cambio di direzione rispetto a qualcosa che precede è la congiunzione “ma”. E’ proprio il nome che è presente nel titolo di questa proposta, seppur allungato per dare un’intonazione accattivante e di stupore. L’Arte non è forse in primis stupore? Non è forse una reazione che ci spinge ad uscire dai nostri schemi?
    MAA sarà il Museo d’Arte Abbiatense che si potrebbe nutrire sia di contributi da collezioni private sia di quell’immenso patrimonio nascosto dai grandi musei per mancanza di spazio. Costruire ponti di collaborazione e sinergia tra istituzioni è fondamentale per creare nuove frontiere di cultura, come far entrare il Museo nel circuito dell’Abbonamento Musei Lombardia.

    Il MAA sarà anche un immenso riflettore per illuminare e ridare risalto anche al Convento dell’Annunciata.

    Ovviamente l’Area ex-Siltal non avrebbe solo un semplice museo, ma potrebbe benissimo avere un piccolo spazio per musica dal vivo, piccole attività. Non si può pensare che tutto s’inabissi allo spegnimento delle luci nel museo.

    Il MAA avrebbe un effetto rigenerante richiamando in città turismo, eventi, capitali e talenti. Nessuno mi toglie dalla testa che Abbiategrasso avrà finalmente ridato il giusto valore a Moschino solo quando avrà creato uno spazio per i futuri stilisti e sarà riuscita ad entrare nel circuito della settimana della moda di Milano, ospitandone una sfilata.
    Non vorrei divagare troppo in un eccessivo quantitativo di proposte, per cui chiudo con una domanda diretta a tutta la cittadinanza: MAA un museo d’arte ad Abbiategrasso lo vogliamo?

  • Busto Garolfo: 20 febbraio, giornata di prevenzione del cancro della pelle con visite gratuite

    Busto Garolfo: 20 febbraio, giornata di prevenzione del cancro della pelle con visite gratuite

    Per martedì 20 febbraio, a Busto Garolfo, è stata organizzata una giornata di prevenzione del cancro alla pelle con analisi dei nevi (nei): un esame del tutto indolore e non invasivo che può salvare delle vite. Le visite si terranno presso l’ambulatorio medico del centro polifunzionale Francesco Morvillo, in via Falcone a Olcella di Busto Garolfo, dalle 9 alle 12 e dalle 13 alle 16,30. Le visite sono riservate ai soli residenti nel comune.

    L’iniziativa è stata resa possibile dalla collaborazione tra amministrazione comunale, Ccr Insieme Ets della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e l’associazione Salute Donna di Magenta, che da anni fa prevenzione oncologica sul territorio. «Dallo scorso anno collaboriamo con la banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate -ha spiegato Mariella Berra, referente dell’associazione-. È stato ed è un percorso veramente importante per il territorio, perché nelle località in cui l’istituto di credito ha delle filiali, grazie proprio al supporto della banca locale si sono potute avviare delle collaborazioni con le amministrazioni comunali per ampliare il numero di ambulatori in cui effettuare attività di prevenzione».

    Queste iniziative per la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate sono uno dei modi concreti di redistribuire parte dei propri utili sul territorio. «Perché per il credito cooperativo anche questo significa fare banca -commenta Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate-. Contribuire alla prevenzione oncologica delle persone che vivono nel nostro territorio mi rende molto orgoglioso. Quando attraverso l’attività delle associazioni, il contributo della banca e la collaborazione delle amministrazioni si contribuisce a salvare delle vite umane si mette in campo un’attività dal valore davvero inestimabile».

    «Ringrazio la Bcc e Ccr Insieme Ets per l’opportunità che assieme siamo riuscita a dare ai nostri cittadini -dice il sindaco di Busto Garolfo, Susanna Biondi-. Quando ci hanno presentato questo progetto di prevenzione, l’abbiamo immediatamente ritenuto ben più che importante e abbiamo aderito con convinzione. Queste sono attività che consentono di intervenire su un bene prezioso, quello della salute della nostra cittadinanza, integrando, e in molti casi sopperendo, quanto messo in campo dal servizio sanitario nazionale. Penso proprio che sia un progetto da portare avanti e da sviluppare anche negli anni futuri. A giugno scade il mandato della mia amministrazione, per cui non posso prendere impegni per gli anni futuri, ma mi auguro proprio che questo percorso e questa collaborazione vengano mantenuti per il bene dei nostri cittadini».

    «Il nostro programma di screening è continuativo e le giornate di prevenzione nei singoli paesi vengono ripetute più volte durante l’anno, così da offrire l’opportunità di prendervi parte a tutti coloro che ne fanno richiesta -conclude Maria Carla Ceriotti, presidente di Ccr Insieme Ets, che è la mutua di comunità della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate-. Perché questa è la logica della prevenzione: deve essere continua».

    Per prenotare telefonate al 320 6887338 il martedì, mercoledì e giovedì dalle 18,30 alle 19,30.