Categoria: Salute

  • Scompenso cardiaco: con le nuove cure, 8 anni di vita in più

    Lo scompenso cardiaco colpisce 15 milioni di persone in Europa e oltre 1 milione nel nostro Paese. Se non adeguatamente trattato peggiora nel tempo, con esito fatale nel 50% dei pazienti, entro cinque anni dalla diagnosi. Secondi le anticipazioni diffuse dalla Convention Nazionale Centri Scompenso Cardiaco ANMCO 2023, in programma oggi e sabato a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, in Italia tale patologia dovuta all’incapacità del cuore di assolvere alla normale funzione contrattile di pompa, è la causa principale di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni, con un rilevante impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico. Vi è inoltre uno stretto legame con chi soffre di diabete: 4 persone colpite da scompenso hanno anche questa patologia.

    ‘Fortunatamente l’innovazione in campo medico sta cambiando lo scenario – spiega Fabrizio Oliva, Presidente ANMCO e Direttore Cardiologia 1 dell’Ospedale Niguarda di Milano-. Negli ultimi anni sono state implementate le terapie con miglioramento della prognosi. Se si inizia uno schema terapeutico che comprende i nuovi farmaci dopo i 55 anni si potrebbe garantire al paziente, rispetto alla terapia precedente, 8 anni di vita in più. Dopo i 65 anni, si potrebbe garantire una differenza di 6 anni di vita in più’.

    Tra i vari aspetti da implementare per permettere un’assistenza multidisciplinare vi è la telemedicina. ‘La tecnologia ci offre tante possibilità di cura e di assistenza a domicilio del paziente, ma dobbiamo costruire dei modelli organizzativi, affinché le informazioni raccolte vengano gestite al meglio’, sottolinea Alessandro Navazio – Vice Presidente ANMCO e Direttore Cardiologia Complessa dell’Ospedale Santa Maria Nuova – IRCCS di Reggio Emilia. Importante è mettere in atto dei modelli assistenziali innovativi che mettano il medico di famiglia, il cardiologo e tutte le altre figure professionali in contatto più stretto sul territorio per creare un link e u na risposta efficace e immediata.

  • Padova, tumore da 5 chili asportato a 16enne

    Padova, tumore da 5 chili asportato a 16enne

    Un cancro di 5 chilogrammi è stato asportato a Padova in un ragazzo di 16 anni. Al paziente, “proveniente dalla Bosnia Erzegovina”, ha comunicato oggi in conferenza stampa l’Azienda ospedale università della città veneta, è stato “asportato mediante sternotomia un voluminoso tumore maligno mediastinico a cellule germinali, che non è stato possibile ridurre con chemioterapia”. Il giovane è stato preso in carico dal Gruppo oncologico multidisciplinare Tumori solidi pediatrici e seguito dalle Unità operative complesse di Chirurgia pediatrica e Cardiochirurgia pediatrica.

    “L’intervento – hanno spiegato i sanitari – è stato possibile grazie all’impiego di apparecchi di supporto delle funzioni vitali (Ecmo) in stand by e grazie all’utilizzo di una ricostruzione in 3D. Sono stati necessari 5 giorni di terapia intensiva cardiochirurgica”. La dimissione è avvenuta “in 40 giorni”. Ora “il paziente prosegue il follow-up clinico e radiologico presso il centro di provenienza in Bosnia, e continua ad essere seguito con servizio di telemedicina a Padova”. “Ancora un traguardo importante della nostra sanità – commenta in una nota il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, congratulandosi con l’équipe operatoria – una conferma del livello di professionalità dei nostri operatori e la dimostrazione della capacità di tenersi al passo celle più moderne tecnologie a beneficio dei cittadini”.

  • Fondi per liste d’attesa in sanità, Bertolaso: ottima notizia, Lombardia sta già migliorando

    Fondi per liste d’attesa in sanità, Bertolaso: ottima notizia, Lombardia sta già migliorando

    “Sono molto lieto dell’annuncio della conferma dell’aumento per medici e infermieri e personale del comparto del Servizio sanitario nazionale per le prestazioni aggiuntive destinate a ridurre le liste d’attesa e a frenare il fenomeno delle esternalizzazioni. Un intervento che, come Regione Lombardia, avevamo richiesto con forza al Governo”.

    Così commenta l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso la notizia della conferma prevista in un articolo della bozza della manovra finanziaria che autorizza gli incrementi della tariffa oraria fino a 60 euro lordi per gli infermieri e personale del comparto sanità e fino a 100 euro per i medici del Servizio sanitario nazionale che svolgono prestazioni aggiuntive.

    “È chiaro che questo è un primo passo importante – aggiunge Bertolaso -, ma certo non risolverà completamente il problema delle liste d’attesa in quanto non possiamo chiedere al nostro personale sanitario di effettuare turni di 24 ore. Per coprire la carenza di organico che purtroppo si è consolidata negli ultimi 20 anni a causa di cattive programmazioni nazionali, ci vorrà del tempo, nel frattempo è apprezzata ogni iniziativa che premi chi ora si trova in trincea”.

    “Anche gli ultimi dati forniti da Agenas sul rispetto dei tempi di attesa per interventi chirurgici sia in Area Oncologica che nell’Area Cardio Vascolare – fa sapere l’assessore – dimostrano il grande sforzo compiuto dalle nostre strutture pubbliche e private convenzionate. Infatti, mentre in quasi tutte le regioni i tempi si allungano rispetto al 2021, la Lombardia risulta la più virtuosa con un miglioramento del 12,20 per cento in area oncologica e un 3,6 in area cardio-vascolare, classificandosi rispettivamente al primo e terzo posto”.

    “Per questo motivo – conclude Bertolaso – oltre ai forti investimenti che abbiamo già stanziato come Regione per ridurre le liste d’attesa, con il presidente Fontana abbiamo intenzione di destinare tutto ciò che possiamo per incentivare il personale di comparto e i medici”.

  • Solo il 20% dei Lombardi è informato sul vaccino anti Herpes Zoster

    Solo il 20% dei Lombardi è informato sul vaccino anti Herpes Zoster

    Il problema, però, è comune a tutte le regioni, e la strategia di diversificazione dei canali di somministrazione vaccinale messa in campo da Regione Lombardia può rappresentare una soluzione per ampliare la popolazione vaccinale.

    Questo quello che è emerso da un evento a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio Regionale della Lombardia, e patrocinato dalla Regione, dal titolo “Il valore della prevenzione vaccinale per il sistema economico e di welfare in Lombardia- Le prospettive per la vaccinazione anti-Herpes Zoster”, realizzato da The European House-Ambrosetti con il contributo non condizionante di GSK.

    A quasi 3 mesi dall’approvazione del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2023-2025, infatti, l’evento è stato l’occasione per fare il punto sul suo recepimento in Lombardia e sulle azioni e strategie che a livello regionale si stanno implementando per promuovere la prevenzione vaccinale soprattutto nell’età adulta, con un focus sulla vaccinazione anti-Herpes Zoster. Sono stati inoltre presentati i risultati di una ricerca elaborata da The European House-Ambrosetti in collaborazione con Swg sulla conoscenza del tema da parte dei cittadini lombardi.

    Dalla ricerca, spiega Daniela Bianco, Partner e Responsabile Area Healthcare di The European House-Ambrosetti, “è emerso che i cittadini lombardi hanno sentito parlare di questa vaccinazione, ma solo il 20% si dichiara ben informato. Quindi emerge l’esigenza di rafforzare la comunicazione sulla malattia, ma anche sui benefici della vaccinazione”.

    La vaccinazione anti-Herpes Zoster, precisa Bianco, “ha una delle coperture più basse in tutte le regioni italiane. Parliamo tra il 10 e il 15%, difficile anche da quantificare perché non ci sono dati, ma si sa che sono tassi veramente bassissimi, molto lontani dai target. Il problema non è solo di regione Lombardia ma di tutte le regioni italiane.

    La Lombardia però ci ha anticipato e, anche grazie a una delibera di qualche giorno fa, sta mettendo in campo un’attività di rafforzamento e utilizzo di più canali, come i medici di medicina generale, i centri vaccinali e le Rsa, per creare un’azione congiunta che può aumentare le coperture vaccinali”.

    MONTI (COMMISSIONE WELFARE): COLLABORAZIONE DI TUTTI PER AMPLIARE PLATEA
    Per allargare la copertura del vaccino anti-Herpes Zoster “è fondamentale una campagna vaccinale in collaborazione con i tanti stakeholders, enti del territorio, distretti della salute che guidano questo lavoro insieme a Regione Lombardia, e i medici di medicina generale, le farmacie e tutta la rete di servizi del territorio che lavora insieme mettendo al centro la prevenzione e la vaccinazione”. A dirlo è Emanuele Monti, presidente della commissione Welfare di Regione Lombardia, a margine dell’evento “Il valore della prevenzione vaccinale per il sistema economico e di welfare in Lombardia – Le prospettive per la vaccinazione anti-Herpes Zoster”.

    Per allargare la platea dei vaccinati secondo Monti è “fondamentale fare comunicazione, un aggancio attivo della popolazione. Si è parlato tantissimo di vaccini per il periodo post pandemico e chiaramente dobbiamo ritornare a spiegare alle persone e dare un ruolo alle case di comunità. Tante, infatti, hanno iniziato a creare serate e momenti formativi in collaborazione con gli enti locali”. Questo perché, aggiunge ancora il presidente della commissione Welfare del Pirellone, “noi abbiamo una coorte importante come target sulla campagna vaccinale, molte persone a chiamata attiva per milioni di Lombardi e, dall’altra parte, una rete che si è già attivata prontamente”.

    Al momento in Lombardia la vaccinazione anti-Herpes Zoster è offerta gratuitamente ai soggetti di età superiore ai 18 anni con diabete mellito complicato, patologia cardiovascolare severa, BPCO e Asma severa, immunodeficienza congenita o acquisita o destinate a terapie immunosoppressive, con storia di Herpes Zoster recidivante o con pregressa forma grave di Herpes Zoster, ai soggetti di età superiore ai 50 anni affette da diabete, BPCO, cardiopatie o candidate a terapie immunosoppressive, e a soggetti di 65 anni di età (nel 2023 l’offerta è estesa a partire dai nati nel 1952 fino ai nati nel 1958). Si tratta di una vaccinazione che può essere offerta in co-somministrazione con il vaccino antinfluenzale e che a differenza di quest’ultimo può essere effettuata in qualsiasi momento dell’anno.

    SIGNORELLI (NITAG): “ADESIONE VACCINO HERPES ZOSTER INSODDISFACENTE”
    “Noi oggi abbiamo un piano nazionale di prevenzione vaccinale nuovo, ma i problemi non sono ancora risolti. Ci sono alcune vaccinazioni di provata efficacia e sicurezza come quello contro l’Herpes Zoster, che non hanno ancora raggiunto le percentuali che noi spereremmo di avere”. A dirlo, parlando con la ‘Dire’, Carlo Signorelli, Ordinario di Igiene all’Università Vita Salute San Raffaele e Presidente del NITAG (National Immunization Technical Advisor Group), a margine dell’evento tenutosi questo pomeriggio a palazzo Pirelli.

    “Nel fare questo vaccino- spiega Signorelli- ci sono vantaggi di natura sanitaria, come quello di evitare quello che tutti chiamano ‘fuoco di Sant’Antonio‘, vantaggi di natura economica e sociale e noi non riusciamo a capire quali siano le ragioni” delle basse coperture. Per questo “dobbiamo concentrarci su modelli di offerta che possano alzare queste coperture, che oggi sono in quasi tutte le regioni molto basse”. Signorelli aggiunge quindi che, “come è noto, il piano vaccinale è nazionale, ma le organizzazioni delle campagne vaccinali sono gestite dalle regioni. Quindi non c’è in assoluto un modello migliore, occorre che ciascuna regione trovi le migliori soluzioni per le singole realtà e misurino la ricaduta per le campagne vaccinali”.

    In Italia si stima che oltre 150.000 persone l’anno si ammalino di Herpes Zoster e che circa 1 adulto su 3 sia a rischio di sviluppare l’infezione, la cui severità aumenta con l’età a causa dell’immunosenescenza, l’invecchiamento biologico del sistema immunitario.
    Il rischio di sviluppare l’infezione, e la gravità dell’infezione stessa, aumentano inoltre nei soggetti fragili, colpiti da diabete, malattie cardiovascolari, respiratorie, Hiv e patologie oncologiche.

    In Italia, la vaccinazione anti-Herpes Zoster ha sempre registrato bassi livelli di copertura, a causa di una molteplicità di fattori, tra cui una malattia poco nota e spesso sottovalutata, una scarsa conoscenza della vaccinazione tra gli operatori sanitari e non da ultimo approcci diversificati tra le Regioni in termini di fasce d’età, recuperi, co-somministrazioni, modalità di offerta.

  • Vaccini: al via campagna comunicazione contro covid e influenza

    Vaccini: al via campagna comunicazione contro covid e influenza

    Al via la campagna di comunicazione del MInistero della Salute, per i vaccini contro il covid e contro l’influenza stagionale. Obiettivo della campagna è promuovere la vaccinazione contro il Covid-19 e l’influenza stagionale soprattutto nelle persone fragili e negli anziani.Tutti i destinatari dell’offerta vaccinale contro l’influenza stagionale e contro il Covid-19 e, in particolare, le persone la cui salute è più a rischio, vale a dire i fragili e gli anziani. I messaggi sono rivolti ad evidenziare alla popolazione come i vaccini contro il Covid-19 e l’influenza siano sicuri ed efficaci. Viene anche sottolineata la possibilità che siano effettuati in un’unica seduta.

    Completa lo spot l’invito esplicito ad approfondire le informazioni rivolgendosi direttamente al proprio medico di famiglia.Strumenti e mezzi: la campagna prevede uno spot televisivo della durata di 30” e uno spot radiofonico di pari durata che saranno diffusi – attraverso la collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento informazione e editoria – principalmente sulle reti televisive e radiofoniche nazionali del servizio pubblico (RAI) negli spazi riservati alle pubbliche amministrazioni. È prevista, inoltre, la diffusione della campagna sugli profili social del Ministero della Salute e sui media tradizionali.La programmazione è prevista dalla fine del mese di ottobre, in linea con l’anticipazione della campagna vaccinale avviata sul territorio nazionale.

  • L’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri ha premiato gli iscritti a 50, 60 e 70 anni dalla laurea

    L’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri ha premiato gli iscritti a 50, 60 e 70 anni dalla laurea

    Circa trecento i medici della provincia di Milano che a Palazzo Castiglioni in Corso Venezia hanno ricevuto l’attestazione, tra i quali undici per i settant’anni di laurea. Tanti hanno i capelli bianchi, altri d’argento; alcuni per andare a ricevere il premio si sono aiutati con un bastone. In tutti l’emozione è forte, perché qualcuno ha rivisto un collega dopo anni, qualcun altro un compagno di studi dopo tanti decenni.
    In questa speciale atmosfera si è svolta la consegna di targhe ed attestati dalle mani del Presidente dell’Ordine, dott. Roberto Carlo Rossi, il quale nel ringraziare gli anziani colleghi per la dedizione, ha ricordato che alcuni sono stati insegnanti suoi e di altri colleghi.

    Diversi anche i medici del nostro territorio tra cui Alberto Garbini, specialista in Chirurgia Generale e in Chirurgia Pediatrica negli ospedali di Magenta e Abbiategrasso.
    E Oscar Pinaroli, medico condotto di Cassinetta di Lugagnano e odontoiatra (nella foto con la moglie), una passione per la medicina ricevuta dal padre Abelardo veterinario durante la guerra e tramandata al figlio Matteo radiologo all’Ospedale Fornaroli di Magenta.

    A spiccare per la sua esperienza nazionale ed internazionale il professor Giuseppe Scotti, primario di Neuroradiologia, già Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia e poi Rettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

    Nel giorno della celebrazione di San Luca Evangelista, Patrono dei Medici, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano ha organizzato poi per le 18 presso la Chiesa di Santa Maria degli Angeli in piazza Sant’Angelo, 2 una cerimonia per l’assegnazione del Premio Anzalone (figura prestigiosa del mondo medico e sindacale milanese e vittima del terrorismo negli anni Settanta), un riconoscimento a Medici Chirurghi, Odontoiatri e Istituzioni medico sanitarie che nell’ambito della propria attività professionale abbiano dato lustro alla comunità medica e odontoiatrica ambrosiana.
    Ricerca di qualità e impegno per i ‘fragili’, ecco i medici premiati dall’Ordine di Milano. Rossi: “Facciamo emergere il lavoro silenzioso”. Migliori interpetri dei valori promulgati da Anzalone sono stati quest’anno tre medici: Andrea Abate e Ludovico Furlan, premiati per l’importante contributo allo sviluppo della ricerca con studi scientifici, innovativi e originali, pubblicati su riviste internazionali prestigiose, e Laura Rancilio, cui è stato riconosciuto l’impegno sociale e civile a favore dei più vulnerabili, tenuti a margine dalla collettività.

  • Un nuovo farmaco contro la sclerosi multipla

    Un nuovo farmaco contro la sclerosi multipla

    Dopo otto anni di follow-up, il 76% dei pazienti trattati con il farmaco immunomodulatore ozanimod per la sclerosi multipla recidivante risulta libero da progressione della disabilità confermata a sei mesi. Lo evidenziano alcuni dati diffusi dall’azienda Bristol Myers Squibbl. I risultati aggiornati di due studi denominati Daybreak e Radiance, entrambi di fase 3, presentati al meeting Joint Ectrims-Actrims tenutosi a Milano mostrano, inoltre, che il trattamento con ozanimod ha comportato tassi contenuti di progressione indipendente dall’attività recidivante e di peggioramento associato alle recidive, indicatori principali di progressione di malattia e di disabilità permanente della sclerosi multipla.

    La prima lettura intermedia dello studio di fase 3 Enlighten evidenzia che almeno la metà dei pazienti con sclerosi multipla recidivante precoce mostra un miglioramento clinicamente significativo delle funzioni cognitive rispetto al livello basale dopo un anno di trattamento con ozanimod. “La disponibilità di dati clinici a medio e lungo termine su ampie casistiche di pazienti ci ha permesso di ottenere nuove informazioni sull’azione di ozanimod”, sottolinea Massimo Filippi, direttore dell’unità di Neurologia, servizio di neurofisiologia e unità di Neuroriabilitazione dell’ Irccs ospedale San Raffaele di Milano.

    “Abbiamo nuovi dati – aggiunge – che evidenziano come chi è sempre stato trattato con ozanimod presenti migliori risultati. Il farmaco, infatti, conferma di poter svolgere un’importante azione preventiva contro l’atrofia cerebrale. Sempre partendo dagli studi Radiance e Daybreak, sono ora disponibili anche dati a otto anni che evidenziano come il paziente, trattato in modo continuo con la terapia orale, presenti un accumulo di disabilità minore. Si stanno perciò aprendo nuove ed interessanti prospettive per una più efficace gestione della patologia e dei suoi principali sintomi”.

  • Long Covid: ipertensione, ictus e infarto. Rischi sempre più elevati

    Long Covid: ipertensione, ictus e infarto. Rischi sempre più elevati

    Su questo tema è stata pubblicata ieri nella sezione Clinical Insights della rivista European Journal of Internal Medicine una nuova analisi del gruppo di studio dell’Università dell’Insubria.

    Questo team è coordinato dal professor Fabio Angeli, docente di Malattie dell’apparato cardiovascolare del Dipartimento di Medicina e innovazione tecnologica e direttore della Medicina e della Cardiologia Riabilitativa dell’Irccs Maugeri di Tradate, che ha firmato l’articolo con Martina Zappa, biotecnologa dell’Insubria, e Paolo Verdecchia, ricercatore cardiovascolare di Perugia.

    Lo studio dell’Università dell’Insubria ha spiegato le dimensioni del problema e i meccanismi responsabili.

    Analizzando i dati da grandi database per un totale di quasi un milione di individui, i ricercatori hanno evidenziato che l’insorgenza di valori pressori superiori alla norma interessa il 9% dei soggetti colpiti da Covid-19 (quasi il doppio dell’incidenza osservata nella popolazione non colpita dall’infezione).

    In altre parole, 9 soggetti su 100 con Covid-19 svilupperanno nei mesi successivi alla fase acuta dell’infezione abnormi livelli di pressione arteriosa.

  • Vaccini, i numeri della Lombardia: quasi  100mila ‘antinfluenzali’

    Vaccini, i numeri della Lombardia: quasi 100mila ‘antinfluenzali’

    In Lombardia si era aperta con il ‘vax-day’ dell’1 ottobre la campagna vaccinale contro l’influenza e contro Covid. A 15 giorni di distanza da quella giornata inaugurale, sono 97.361 i lombardi che hanno scelto di immunizzarsi contro i virus stagionali e 6.698 quelli che hanno fatto il richiamo per Covid-19: 14 volte meno rispetto a chi si è fatto somministrare l’antinfluenzale. Addirittura nella fascia dai 60 anni in su, per la quale per esempio sarebbe raccomandata la doppia vaccinazione, sono 58.846 quelli che hanno fatto l’antinfluenzale e solo 2.507 quelli che hanno fatto l’anti-Covid.

    I dati mostrano un andamento in crescita per il vaccino contro l’influenza e numeri superiori rispetto al 2022. Considerando infatti un primo bilancio aggiornato al 16 ottobre, le persone che hanno fatto l’iniezione-scudo contro i virus stagionali sono 10.669 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando erano 86.692). Mentre per il richiamo anti-Covid la situazione è inversa: il dato è molto più basso, e l’andamento molto più piatto. Alla stessa data del 2022 le persone coperte erano infatti 102.663, quindi quest’anno se ne contano quasi 96mila in meno (95.965)

  • Cimici dei letti: i consigli di Ats Città Metropolitana Milano

    Cimici dei letti: i consigli di Ats Città Metropolitana Milano

    La cimice dei letti è un parassita “infestante molto invasivo e difficile da debellare”. Il suo posto del cuore per viaggiare sulle lunghe distanze? Le valigie. E’ così che molto spesso si torna a casa con a bordo intere famiglie di piccoli ospiti clandestini. Come difendersi dall’invasione? Gli esperti dell’Ats di Milano Città metropolitana offrono qualche consiglio per ridurre i rischi e prevenire il peggio: cioè che l’ematofago si installi in casa.

    Perché “a quel punto – precisano all’Adnkronos Salute Maira Bonini, direttore Struttura complessa di Igiene e Sanità pubblica, e Vincenzo Celeste, operatore tecnico della stessa struttura – c’è bisogno di personale altamente specializzato che intervenga con delle metodologie specifiche per l’eliminazione e la risoluzione della problematica”. Prima precauzione suggerita da Celeste è imbustare le valigie.

    “Quando si arriva in aeroporto, per esempio, ci sono dei servizi ad hoc e si può provvedere ad avvolgerle bene nel cellophane”, spiega. Poi, una volta arrivati alla meta – viaggiando ben coperti, indicano gli esperti – l’invito è a tenere gli occhi aperti. “Se si va in vacanza in città con infestazioni in corso o comunque frequenti è bene stare in allerta – raccomanda Bonini – e controllare”, a cominciare dall’hotel o dalla struttura ricettiva in cui si soggiorna. “Un consiglio – prosegue – è di lasciare i vestiti in una busta di plastica quando li si ripone in armadi e cassetti”, scegliendo di collocarli, aggiunge Celeste, “su ripiani alti e ben distanziati dal pavimento. Prima di andare via, è bene controllare sempre se ci sono tracce dell’infestante”.

    Se si presta attenzione, infatti, “è un fenomeno ben visibile – evidenzia Celeste – Si può rilevare la presenza dell’infestante adulto, ma le valigie possono essere vettori anche con la presenza di uova che poi si schiudono” nei luoghi dove è stata depositata la valigia. La cimice dei letti adulta misura “intorno ai 5 millimetri, mentre le uova circa 1 o 1,5 millimetri”