Categoria: Cronaca

  • Nuovi treni sulla MI-MO: parlano Garavaglia, Villani (Fdi) e Silvia Scurati (Lega)

    Nuovi treni sulla MI-MO: parlano Garavaglia, Villani (Fdi) e Silvia Scurati (Lega)

    “Regione Lombardia ha sostituito, tramite Trenord, due nuovi treni sulla linea ferroviaria Milano-Mortara, riscontrando così le richieste dell’utenza e fornendo nuovi strumenti su questa linea altamente utilizzata dai pendolari” – ha commentato Guglielmo Villani, presidente provinciale milanese della Federazione Fratelli d’Italia.

    “Gli investimenti di Regione Lombardia sulle infrastrutture e sulla mobilità continuano, a dimostrazione del fatto di come sia ferma la volontà di sviluppare la rete trasportistica anche nelle zone più periferiche. – ha precisato Christian Garavaglia, capo gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale – Sulla linea Milano–Mortara la sostituzione di un terzo dei convogli è fondamentale per gli stessi pendolari”.

    Ha concluso Villani: “Entro giugno Regione promette l’arrivo di un terzo nuovo treno. Un ulteriore passo per lo sviluppo delle nostre infrastrutture, sempre più moderne e funzionali. Restiamo ugualmente consapevoli che il lavoro sulla linea non si conclude qui, ma Regione, di concerto con il Ministero, è al lavoro affinché anche l’attesissimo raddoppio da Albairate fino a Vigevano possa trovare concreta realizzazione”.

    SCURATI
    È stato inaugurato lunedì pomeriggio alla stazione di Porta Genova a Milano uno dei due nuovi treni ‘Caravaggio’ entrati in funzione sulla tratta Milano-Mortara. Presenti all’evento, oltre all’Assessore regionale ai Trasporti i Consiglieri della Lega Silvia Scurati, vicepresidente della Commissione ‘ Attività produttive’, e Andrea Sala membro della Commissione ‘Trasporti, infrastrutture e mobilità’ di Regione Lombardia.

    “Finalmente anche su questa importante linea che collega il sud ovest della Lombardia con Milano correranno i nuovi treni ‘Caravaggio’ per garantire un servizio più efficiente e moderno ai pendolari del Vigevanese, della Lomellina e dell’Abbiatense, in attesa del raddoppio dei binari della tratta da parte di Rfi. È doveroso però ricordare che l’entrata in servizio di questi nuovi convogli fa seguito allo stanziamento di oltre 1,7 miliardi di euro voluto dall’ex governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni, iniziativa portata avanti anche da Attilio Fontana e, sempre nella precedente legislatura, dall’ex Assessore leghista ai Trasporti Claudia Terzi. Impegno che grazie ai fondi regionali garantirà la circolazione di 214 treni nuovi entro il 2025, una promessa mantenuta per migliorare e potenziare il trasporto pubblico su ferro di tutta la Lombardia specialmente su questa tratta, con buona pace di chi diceva che non sarebbero mai arrivati” concludono Scurati e Sala.

  • Milano Mortara, ecco i nuovi ‘Caravaggio’. Lucente: primo passo, avanti per migliorare

    Milano Mortara, ecco i nuovi ‘Caravaggio’. Lucente: primo passo, avanti per migliorare

    “Un primo passo concreto per il potenziamento di una linea che da troppo tempo crea disagi ai viaggiatori”. Così Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, intervenuto alla stazione di Porta Genova alla presentazione dei 2 nuovi treni Caravaggio che proprio a partire da ieri, lunedì 5 febbraio, sono operativi sulla tratta Milano Mortara Alessandria.

    “L’immissione dei treni Caravaggio dimostra l’impegno di Regione Lombardia nel migliorare la qualità del servizio offerto, specialmente su una tratta che presenta forti criticità. I nuovi convogli, che effettuano un terzo delle corse previste sulla tratta, permetteranno di viaggiare in maniera confortevole e più comoda. L’obiettivo è aumentare l’indice di puntualità su tutta la linea. Ora però, per rendere la Milano Mortara davvero competitiva, è necessario quanto prima dare il via agli interventi infrastrutturali previsti da tempo: solo così potremo fornire ai pendolari un servizio eccellente”.

    IN TUTTO 570 POSTI A SEDERE E 18 PER BICICLETTE – I nuovi treni circolano tra le stazioni di Milano Porta Genova e Alessandria in composizioni di cinque carrozze doppio piano, con 570 posti a sedere. Sono dotati di 18 posti per il deposito di biciclette; presso ogni sedile ci sono prese USB ed elettriche, per la ricarica di smartphone e tablet. I due nuovi treni Caravaggio effettuano 16 delle 48 complessive sulla tratta.

    “Prosegue il piano di rinnovamento della flotta – aggiunge Lucente -. Con le due ultime immissioni, sale a 146 il numero dei nuovi treni in servizio sulle linee lombarde. Un terzo ‘Caravaggio’ sarà in servizio entro giugno. Saranno 214 entro il 2025, a fronte di un investimento di 1,7 miliardi di euro di Regione Lombardia. Uno sforzo notevole che coinvolge anche le linee del Pavese. Sulla linea Milano-Pavia-Voghera-Alessandria il 100% del servizio è effettuato da Caravaggio; sulla Milano-Pavia-Stradella l’intera offerta è garantita dai nuovi monopiano Donizetti. I treni a motore diesel-elettrico Colleoni circolano sulle linee non elettrificate Pavia-Codogno, Pavia-Vercelli, Pavia-Alessandria”.

    GLI ORARI
    Da Alessandria/Mortara/Vigevano

    10018 (Alessandria 5:11-Milano Porta Genova 6:41)

    10026 (Alessandria 6:50-Milano Porta Genova 8:22)

    10098 (Vigevano 8:35-Milano Porta Genova 9:11)

    10036 (Mortara 10:33-Milano Porta Genova 11.18)

    10048 (Mortara 13:33-Milano Porta Genova 14:18)

    10052 (Mortara 14:33-Milano Porta Genova 15:18)

    10058 (Mortara 16:01-Milano Porta Genova 16:57)

    10066 (Mortara 17:33-Milano Porta Genova 18:23)

    Da Milano Porta Genova

    10029 (Milano Porta Genova 8:45-Mortara 9:30)

    10041 (Milano Porta Genova 11:42-Mortara 12:27)

    10047 (Milano Porta Genova 13:08-Mortara 13:59)

    10053 (Milano Porta Genova 14:42-Mortara 15:27)

    10057 (Milano Porta Genova 15:42-Mortara 16:27)

    10095 (Milano Porta Genova 17:52-Mortara 18:32)

    10071 (Milano Porta Genova 19:08-Alessandria 20:48)

    10075 (Milano Porta Genova 20:08-Alessandria 21:48)

  • San Biagio: Isabella Tovaglieri a Magenta al fianco degli agricoltori

    San Biagio: Isabella Tovaglieri a Magenta al fianco degli agricoltori

    “La visita alla Fiera di San Biagio, Festa patronale di Magenta, è stata un’occasione per ascoltare in prima persona i pensieri degli agricoltori presenti.

    Sono emerse le preoccupazioni di un intero settore, minacciato dalle sconsiderate politiche “green” di Bruxelles che vedono negli agricoltori nient’altro che degli “inquinatori” da colpire, tramite provvedimenti ideologici come la Nature Restoration Law, e da sostituire attraverso l’immissione sul mercato di altri prodotti “meno inquinanti”, ovviamente artificiali, standardizzati e senza alcun legame con la terra.

    Questo evento così partecipato, invece, ha mostrato l’attaccamento degli agricoltori alla terra che lavorano quotidianamente, alle loro antichissime tradizioni e alle identità e peculiarità locali.

    È un patrimonio ricchissimo che l’Europa deve difendere e sostenere, invece che danneggiare con politiche ideologiche”, così l’eurodeputata della Lega, Isabella Tovaglieri.

    Presente anche il Carroccio magentino, rappresentato dal Segretario Kevin Bonetti: “Come da tradizione anche quest’anno si è tenuta la nostra Fiera in occasione della celebrazione di San Biagio. Abbiamo voluto invitare un nostro rappresentante al Parlamento europeo affinché agricoltori ed allevatori, ma non solo, anche commercianti e cittadini potessero interloquire con lei, nella nostra piena coerenza che come movimento politico ci vede sempre vicino e tra la gente. Ringraziamo l’On. Tovaglieri per la sua disponibilità ed anche tutti coloro che hanno voluto confrontarsi con lei”

  • Regione Lombardia: il Governatore Fontana, ok alla riapertura del presidio Polfer a Saronno

    Regione Lombardia: il Governatore Fontana, ok alla riapertura del presidio Polfer a Saronno

    “Ovunque si creino situazioni di potenziale pericolo è necessario un intervento. La presenza della Polizia rassicura tutti ed è un elemento di garanzia per tutti. Presto saranno realizzati interventi di ristrutturazione importanti, credo che rendere di nuovo fruibile e sicura quella zona sia fondamentale”.

    Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia questa mattina a margine del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica convocato stamani dal prefetto di Varese Salvatore Pasquariello.

    Quella di oggi è stata l’occasione per fare il punto sulla proposta di riapertura del posto di Polizia alla stazione di Saronno (Varese) nei mesi diventata teatro di spaccio e di episodi di rapina ad opera di baby gang.

    “Grazie al prefetto perché quando si parla di sicurezza l’argomento è da valutare con grande precisione – ha proseguito Fontana – Sicuramente lo snodo di Saronno ha bisogno di un’ulteriore presenza di polizia che può dare maggior sicurezza a chi utilizza questo snodo importante. Gli interventi che stanno per essere realizzati col progetto Fili coinvolgono tutta la linea ferroviaria da Milano a Malpensa compresa Saronno. Sarà importante avere una stazione più sicura, quindi da parte della Regione c’è plauso per questa iniziativa e l’auspicio che il Ministero possa accogliere questa richiesta per posizionare un presidio Polfer”.

    Gli fa eco Augusto Airoldi, sindaco di Saronno: “Una delle più importanti stazioni in Lombardia, sarebbe davvero incredibile se dal punto di vista della sicurezza non fosse all’altezza del suo ruolo per il trasporto ferroviario e per la stessa città di Saronno. Siamo grati per questa iniziativa. Dalla stazione passano più di 600 treni al giorno con quasi 30mila passeggeri quotidiani. Un presidio – ha concluso – fisso sarebbe di grande aiuto sia per i saronnesi che per chi frequenta la stazione”

  • Incendio in Case Aler a Bià. Negri (Pd): Degrado insostenibile, necessario l’intervento coordinato di Aler, Regione e Comune

    Incendio in Case Aler a Bià. Negri (Pd): Degrado insostenibile, necessario l’intervento coordinato di Aler, Regione e Comune

    Questa notte, intorno alle due e mezza, ad Abbiategrasso, nello stabile Aler di via Vivaldi 8, si è sviluppato un incendio doloso nell’ascensore. Una signora si è sentita male, l’ascensore è andato distrutto, i vetri del vano scala sono stati rotti e i locali della portineria sono anneriti.

    “Come avevo già segnalato il 1 febbraio- afferma il consigliere regionale del Pd Simone Negri– e ancor prima il 13 gennaio, in seguito a un sopralluogo, la condizione di Via Vivaldi/Boccherini, come quella di via Fusé/Cervi, ha raggiunto un grado di degrado e mancanza di sicurezza insostenibili. Ricordo che quello di questa notte non è il primo caso di incendio. Ce n’era stato uno in via Boccherini 6, in novembre, a meno di 50 metri dallo stabile di via Vivaldi, e gli effetti sono ancora visibili”.

    “Il nuovo episodio- sottolinea Negri- desta una grande preoccupazione in tutti noi. La situazione è veramente insostenibile, sia per le tensioni sociali che per il degrado strutturale e richiede un pronto intervento coordinato delle istituzioni ad ogni livello, Aler, Regione e Comune.

    E’ necessario mettere in sicurezza gli immobili e ripristinare condizioni dignitose, a partire da un’immediata chiusura delle portinerie e dei cancelli”.

  • Manutenzione straordinaria in corso alle Dighe del Panperduto

    Manutenzione straordinaria in corso alle Dighe del Panperduto

    E’ in fase di svolgimento un intervento di manutenzione straordinaria alla diga di Panperduto tra Somma Lombardo (VA) e Varallo Pombia (NO).

    Le attività previste riguardano la sostituzione dei tre gommoni installati lungo lo sbarramento, ormai logori, pianificate su tre annualità: quest’anno è oggetto d’intervento il manufatto sul lato sinistro in territorio lombardo, nel 2025 il gommone centrale e l’anno successivo quello sul lato destro in Piemonte.

    Lo sbarramento di Panperduto è stato realizzato a fine ‘800 a scarico libero; solo in un secondo momento l’opera è stata rialzata con la sovrapposizione di una traversa flessibile, gonfiata con acqua in pressione e costituita appunto dai tre gommoni. Questi ultimi sono separati da pile in cemento e acciaio che ospitano pozzetti piezometrici, dotati di sonde di livello.

    Il gonfiaggio dei tre manufatti è funzionale al mantenimento di un livello di invaso necessario al soddisfacimento delle esigenze idriche delle varie utenze, tra le quali quelle (irrigue ed idroelettriche) di ETVilloresi.

    Il sistema di riempimento ad acqua di ciascun gommone è reso possibile dal funzionamento di due pompe e da una valvola a comando pneumatico per lo svuotamento. Tutti i lavori sono in capo ad Enel Green Power Italia ai sensi della convenzione, tuttora in vigore, siglata nel 1998 dal Consorzio e dalla società, allora Enel SpA.

    Attraverso l’accordo in questione si è, infatti, convenuta una ripartizione dei costi di gestione e di manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere idrauliche di Panperduto, in base alla quale gli interventi sui gommoni sono stati interamente ricondotti alla competenza di Enel SpA.

  • Progetto Magenta al Memoriale della Shoah alla stazione Centrale di Milano: “Non dovremo mai perdere memoria di quello che è successo”

    Progetto Magenta al Memoriale della Shoah alla stazione Centrale di Milano: “Non dovremo mai perdere memoria di quello che è successo”

    Una mattinata di riflessione al memoriale della Shoah di Milano. Luogo che tutti dovrebbero visitare almeno una volta. Una visita organizzata da Progetto Magenta che ha portato alla stazione Centrale oltre 40 magentini insieme a Giorgio Molho. Una visita che ripercorre la storia di tutto quello che è accaduto. Silvia la guida al memoriale della shoah alla stazione centrale di Milano.

    “Bisogna venire a visitare questo posto perché è un luogo importante della nostra città – ha spiegato Silvia, la guida – che ci fa capire molti aspetti della storia italiana. Spesso pensiamo che la storia della Shoah abbia toccato l’Italia solo in modo accidentale, un qualcosa che concretamente è successo fuori dai nostri confini. Invece ci fa capire quanto questa storia ci riguarda e quanto prima di conoscere i posti più noti come i campi di sterminio sia importante capire l’importanza di quelli italiani”.

    “Quando abbiamo pensato a questa iniziativa, tra l’altro nel giorno di San Biagio, – aggiunge Silvia Minardi di Progetto Magenta – pensavamo non venisse nessuno e invece non è stato così. Come Progetto Magenta abbiamo sempre organizzato momenti di incontro e sempre mi chiedevo come fosse possibile che fossero accadute simili atrocità. La decisione questa volta è stata di andare direttamente sui luoghi. Oggi, confesso, ho avuto i brividi perché queste cose sono successe, possono succedere ancora e, per certi versi, stanno accadendo ancora”. Giorgio Molho ha aggiunto: “Ringrazio i partecipanti che hanno dimostrato grande sensibilità all’argomento.

    La cosa mi tocca perché su questi treni avrebbe potuto esserci anche mio papà se non ci fossero stati sei giusti di Magenta a salvarlo. Mio padre ha raccontato questa storia soltanto dopo il 1990, l’ha tirata fuori dopo 50 anni. Fortunatamente non tutti hanno tradito, ma sei persone a rischio della loro vita hanno salvato quella della mia famiglia”. Silvia racconta la storia del binario 21. All’inizio del ‘900 Milano conosce uno sviluppo notevole e cresce il bisogno di sviluppare le infrastrutture. L’esposizione dell’epoca da modo di pensare ad una stazione centrale adeguata allo sviluppo che sta accadendo. La stazione principale all’epoca era quella di piazza della Repubblica, troppo piccola per le esigenze di Milano. Emerge così un progetto su tutti capace di risparmiare spazio con la costruzione di due stazioni. Una per i viaggiatori e un’altra per i treni merci, parallele e in verticale.

    Ma cos’è accaduto dopo l’inaugurazione di quella stazione? “Da quel luogo – spiega Silvia – non partirono solo merci, ma vennero deportate delle persone trattate come merci. Sopra c’erano le persone, sotto le cose. I deportati vennero ridotti a oggetto. Fuori c’è la normalità, dentro la normalità sparisce”. Per entrare si passa dal muro dell’Indifferenza.

    “Un muro che serve per fare una riflessione sui motivi per cui la Shoah è stata possibile. – continua – Come l’azione dei cosiddetti passivi che hanno sostenuto e dato man forte ai persecutori. I testimoni di quel periodo dicono che il ricordo che fa più male non è stato tanto la violenza, ma vedere amici, colleghi di lavoro, vicini di casa che di fronte alla progressione della discriminazione sono rimaste indifferenti”. Silvia ripercorre la storia, i tentativi di fuga in Svizzera, la confluenza nel carcere di San Vittore a Milano dove venne creato uno spazio per gli ebrei. E poi i vagoni merci. La partenza avveniva in un luogo comodo e nascosto che non dava nell’occhio. Perché non era usato dal pubblico che utilizzava la stazione al punto superiore. I vagoni non sono certo di quelli per i viaggiatori. Erano quelli usati per il trasporto dei cavalli. Vi entravano anche settanta persone in un vagone.

    “La logica di caricare tante persone in uno spazio piccolo – aggiunge Silvia – è quella dell’ottimizzazione dello spazio. I vagoni erano organizzati come se si trattasse di un normale trasporto di merci. Mancava la luce, l’aria, lo spazio. Era la preselezione della selezione. Per un viaggio di una settimana, molti non arrivavano alla fine del percorso”. Umiliazione e degradazione per la persona. Un secchio unico per tutti per fare i bisogni, la paura di non sapere dove si andava. Sul corridoio ci sono delle pietre ordinate su tre file. Le pietre sulla fila esterna indicano il trasporto dei deportati ebrei, quelle in mezzo gli oppositori politici e quelle vicine alle colonne erano convogli misti di ebrei, e oppositori politici. Per oppositori politici si intendono diverse categorie di persone. Tra gli oppositori c’erano anche i soldati dell’esercito italiano che dopo la caduta del fascismo nel ‘43 si rifiutarono di continuare a essere fedeli a Mussolini. Erano oltre 600mila persone. I treni hanno varie destinazioni. Verso Auschwitz, Mauthausen, Bergen Belsen. Molti si fermano però in Italia, a Verona e Bolzano, ma la maggior parte facevano tappa a Fossoli, una frazione di Carpi, provincia di Modena. A Fossoli c’è il campo di concentramento principale italiano.

    Significativo, durante la visita al memoriale, il muro con i nomi dei deportati; sono evidenziati coloro che riuscirono a tornare a casa. “La perdita del nome faceva parte del processo di degradazione della persone. – continua la guida – Era il numero a identificare la persona e non rispondere prontamente al proprio numero poteva fare la differenza tra arrivare o non arrivare al giorno successivo. Tanti vennero inviati alla morte perché non risposero all’appello”.

    Spesso un cognome si ripete più volte sul muro, segno che venne deportata un’intera famiglia. Il percorso al memoriale passa dalla luce al buio e dal buio alla luce. Il luogo è scuro, ma filtra la luce che va nella direzione di Gerusalemme, la città verso la quale gli ebrei si volgono in preghiera e città sacra per le religioni monoteiste. Luogo di speranza dove sorge il Giardino dei Giusti dove è stato piantato un albero per ogni storia documentata di una persona che ha agito per salvare delle vite. Non ci sono stati solo gli indifferenti, ma anche chi ha fatto il contrario salvando delle vite. Oggi più che mai è importante ricordare e raccontare perché i testimoni diretti stanno scomparendo. Di quei nomi evidenziati solo Liliana Segre è ancora in vita. Siamo le ultime persone che hanno il privilegio di apprendere la storia da chi l’ha vissuta, ma le testimonianze dirette sono destinate a scomparire. Chi è tornato e ha raccontato ha avuto coraggio. E lo ha trovato dopo anni e anni.

  • Anziano morto nel Pavese, badante arrestata per omicidio: ora è in carcere a Vigevano

    Anziano morto nel Pavese, badante arrestata per omicidio: ora è in carcere a Vigevano

    Svolta nell’indagine per la morte di Carlo Gatti, l’anziano di 89 anni che ieri mattina è stato trovato morto nella sua abitazione nella frazione Ruino del comune Colli Verdi, in provincia di Pavia.

    I carabinieri hanno arrestato Liliana Barone, 45 anni, la badante del pensionato, già interrogata ieri. La donna, spiegano i carabinieri in una nota, “è gravemente indiziata per il reato di omicidio”.

    La 45enne, ex moglie del nipote della vittima, era stata accompagnata in caserma a Voghera (Pavia) già domenica mattina, poco dopo il ritrovamento nella camera da letto del corpo dell’anziano con una ferita alla nuca, ed era stata interrogata per diverse ore.

    “Liliana Barone, in stato confusionale – spiegano i carabinieri – ha riferito ai paramedici di aver provocato la morte di Gatti, senza spiegarne modalità e ragioni”.

    Sul posto i militari del Nucleo Investigativo di Pavia hanno eseguito i rilievi (vedi foto Ansa allegata*). La donna, che non ha risposto alle domande del pm, è stata portata in carcere a Vigevano.

  • Intelligenza artificiale: secondo il Telefono Azzurro, piace ai ragazzi ma il 31% teme il furto d’identità

    Intelligenza artificiale: secondo il Telefono Azzurro, piace ai ragazzi ma il 31% teme il furto d’identità

    Giudizio positivo sull’intelligenza artificiale da parte di 6 ragazzi su 10 anche se il 31% teme un furto d’identita’: e’ quanto emerge dalla ricerca ‘Intelligenza artificiale’ di Telefono Azzurro e BVA-Doxa presentata oggi presso il Politecnico di Milano su un campione di 806 giovanissimi, di eta’ compresa tra i 12 e i 18 anni.

    All’evento ‘Ci arriva anche un bambino’ la sfida che Telefono Azzurro lancia in occasione del Safer Internet Day 2024 per richiamare l’urgenza di affrontare complesse sfide economiche, etiche, di sicurezza e di benessere legate al coinvolgimento dei bambini nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.

    Che ai ragazzi piaccia la tecnologia e sperimentare nuove applicazioni o strumenti in grado di semplificare la loro vita e’ assodato. La ricerca conferma questa tendenza: tra i ragazzi la percezione di conoscere come funziona l’IA e’ elevata. Il 94% ne ha sentito parlare e ne conosce la definizione, mentre il 9% ritiene di possedere una conoscenza molto buona. Per 6 ragazzi su 10 e’ positiva l’opinione su questo strumento, tanto da sentirsi pronti a consigliarne l’utilizzo ad amici e parenti (46%).

    Per il 13% dei ragazzi l’intelligenza artificiale e’ anche utile a distrarsi dai problemi della vita quotidiana e a ricevere supporto nell’affrontare difficolta’ emotive e psicologiche. I ragazzi si trovano ad essere sempre piu’ fruitori e consumatori di servizi Internet e questo permette a chi li fornisce di raccogliere dati di ogni genere. Ed e’ proprio questo, come evidenzia l’indagine, a preoccupare di piu’ i giovani.

    Il 31% degli intervistati vede tra i maggiori rischi dell’intelligenza artificiale un possibile furto d’identita’, il 28% si preoccupa per la privacy e per la scarsa sicurezza dei propri dati personali. Come altri elementi di rischio gli intervistati hanno evidenziato una scarsa protezione da situazioni dannose e violente: per il 21% vi e’ il timore che le immagini da parte dell’IA possano danneggiare la propria reputazione e quella altrui.

  • Magenta, villetta occupata dalla famiglia rom, Maria Federico di Forza Nuova: “Il nostro presidio sarà pacifico”

    Magenta, villetta occupata dalla famiglia rom, Maria Federico di Forza Nuova: “Il nostro presidio sarà pacifico”

    “La manifestazione di domani, martedì 6 febbraio, si farà. Sarà un presidio del tutto pacifico volto solo a sensibilizzare le autorità preposte ad intervenire su una situazione di illegalità”. Maria Federico, coordinatrice di Milano di Forza Nuova, tranquillizza tutti in merito all’evento che si terrà a Magenta in via Del Carso, davanti alla villetta occupata abusivamente da una famiglia rom da circa tre settimane.

    “Non è il primo caso e non sarà nemmeno l’ultimo in Italia – continua – con questa nostra protesta intendiamo coinvolgere quante più persone sarà possibile con l’unico fine di risolvere il problema della proprietaria e fare in modo che situazioni del genere non debbano più accadere. Se domenica sera abbiamo alzato la voce era semplicemente in risposta alle offese della famiglia che occupava quella villetta”.