Silvio Berlusconi rimane al San Raffaele: nessun bollettino medico

MILANO Terzo giorno di ricovero, quello di ieri per Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia da venerdì si trova di nuovo al San Raffaele di Milano, per anticipare dei già controlli programmati legati alla tipologia di leucemia cronica di cui soffre da tempo, come hanno spiegato nell’unico bollettino uscito sempre l’altro ieri i due primari che lo hanno in cura, Alberto Zangrillo e Fabio Ciceri.

Un ritorno in ospedale, a sole tre settimane dall’ultimo ricovero durato ben 45 giorni, dovuto a valori del sangue sopra la norma emersi durante gli esami di routine. Difficile, al momento, prevedere quando l’ex presidente del Consiglio potrà essere dimesso. Oggi Berlusconi ha ricevuto la visita della figlia primogenita, Marina, e del fratello Paolo: entrambi sono rimasti in ospedale da metà mattina fino alle 15 del pomeriggio.

La famiglia e i medici di Berlusconi fanno sapere che l’ottantaseienne imprenditore milanese sta rispondendo alle cure ed è in fase di miglioramento. “La leucemia mielomonocitica cronica ha un andamento silente”, osserva il dottor Marco Vignetti. “Anche quando gli esami clinici ne abbiano confermato la presenza, può accadere che il paziente continui a stare bene per mesi, o addirittura per anni. Questa fase cronica può essere prolungata mediante la somministrazione di una chemioterapia che aiuti a tenere sotto controllo la progressione della malattia. A un certo punto, però, può succedere che il midollo inizi a non funzionare bene, facendo prevalere la parte leucemica”. Infatti, in molti casi la leucemia mielomonocitica cronica evolve in leucemia acuta, anche se è impossibile stabilire con esattezza il momento in cui ciò possa accadere, poiché la durata della fase iniziale di autocontrollo della malattia è individuale. “Quando il midollo osseo perde la capacità di svolgere le sue funzioni – aggiunge Vignetti – si può instaurare un’anemia, o un calo di piastrine che incrementa il rischio di emorragie, oppure un abbassamento del numero dei globuli bianchi che fa subentrare la possibilità di complicanze infettive difficili da gestire, specialmente nei pazienti anziani, in cui il sistema immunitario non è in grado di reagire come normalmente dovrebbe”. Infatti, il Cavaliere si trova in terapie intensiva proprio per le conseguenze di un’infezione polmonare.