Altro che Libertà di pensiero. Chi tocca il Gay Pride ecco che fine fa… lo sfogo del Presidente di Pro Vita

Antonio Brandi racconta l’attacco alla sede di Pro Vita & Famiglia di Roma. La loro colpa? Avere chiesto alla Regione di togliere il patrocinio al Gay Pride…

ROMA RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – Sapevamo che sarebbe successo! Ma non mi aspettavo qualcosa di così vergognoso…. Siamo vittime di un crescendo di violenze e attacchi che l’opinione pubblica deve conoscere.

L’altro ieri Pro Vita & Famiglia è intervenuta denunciando il patrocinio concesso dalla Regione Lazio al Gay Pride di Roma, che si è svolto sabato scorso.

Abbiamo chiesto alla Regione di ritirare immediatamente il patrocinio, soprattutto alla luce del fatto che il “Roma Pride” chiede chiaramente la legalizzazione dell’utero in affitto, nonché trascrizioni anagrafiche per i “figli” delle coppie gay. Poche ore dopo la nostra denuncia, il Presidente della Regione ha ritirato il patrocinio.

Evidente che i responsabili del Gay Pride avevano il “dente avvelenato” contro Pro Vita & Famiglia. Cercavano VENDETTA…

L’occasione gli è stata servita su un piatto d’argento quando il Gay Pride è sfilato proprio davanti alla sede di Pro Vita & Famiglia. Una drag queen al microfono ha incitato migliaia di manifestanti ad insultare Pro Vita & Famiglia.

Molti partecipanti al Pride portavano manifesti e striscioni offensivi del tipo: “Abortiamo Pro Vita!” “Ho un rigurgito anti Pro Vita” “Gesù è nato grazie alla gestazione per altri (cioè l’utero in affitto)”.

Lo stesso portavoce del Pride, Mario Colamarino, ha dichiarato alla stampa: “Sono senza voce perché ho urlato davanti la sede di quei bastardi dei Pro Vita… La destra in questa regione è in mano ai Pro Vita. Loro ordinano e la politica esegue”.

La presenza delle forze dell’ordine schierate davanti alla nostra sede ha impedito (ma solo momentaneamente) che qualcuno attaccasse fisicamente la nostra sede.
Gli insulti e la violenza verbale dei partecipanti al Gay Pride di Roma e le dichiarazioni del portavoce della manifestazione, hanno generato un clima di odio nei nostri confronti: così – quella stessa sera, quando la polizia non c’era più – la nostra sede è stata vandalizzata e imbrattata con le scritte “Vendetta transfemminista”, “aborto libero”, “fasci appesi” e il lancio di uova.

Ennesimo episodio dell’intolleranza Lgbtqia che vuole tapparci la bocca!

Loro non possono tollerare che qualcuno smascheri e denunci la loro intenzione di legalizzare l’utero in affitto per quello che è, cioè la legalizzazione della compravendita di bambini mediante lo sfruttamento del corpo di donne indigenti.

Per questo subiamo la diffamazione, gli atti vandalici e la censura politica…

Questi vergognosi attacchi arrivano poco tempo dopo la gravissima censura del Comune di Roma (guidato dal Sindaco Arcobaleno Roberto Gualtieri), che ha ordinato l’immediata rimozione delle nostre affissioni stradali contro l’utero in affitto e il mercato dei figli!

L’Amministrazione capitolina ha censurato la nostra campagna contro l’utero in affitto perché – sembra incredibile ma è così! – avrebbe violato “la libertà di scelta delle famiglie sul tema della procreazione”.

Le censure politiche, gli attacchi vandalici, le intimidazioni…

Dobbiamo alzare bandiera bianca? Ma non è questa la questione più importante: non si tratta di Pro Vita & Famiglia…

La vera preoccupazione sono le centinaia di bambini che ogni anno vengono strappati dal seno delle loro mamme per essere consegnati – mentre piangono disperatamente – a una coppia di ricchi committenti italiani sconosciuti. La nostra vera preoccupazione sono le migliaia di donne sfruttate da un business disumano che mercifica il loro ventre per affittarlo al miglior offerente.

È per loro che lo facciamo. Possono attaccare, censurare e intimidirci quanto vogliono. Non indietreggeremo di un solo millimetro. Anzi: AVANTI TUTTA!”