Sin dal Medioevo, nell’attuale territorio lombardo, si è avuto un importante sviluppo delle reti irrigue grazie anche al contributo delle istituzioni religiose, tra cui l’ordine cistercense, insediatosi nel 1135 nell’abbazia di Chiaravalle, alle porte di Milano.
Grazie alle marcite i cistercensi resero fertili e floride campagne acquitrinose, bonificando le paludi che occupavano buona parte della pianura. Nel tempo è poi venuta una fitta rete irrigua, che si completerà con la realizzazione dei Navigli.
I sistemi irrigui lombardi hanno garantito un adeguato approvvigionamento idrico, consentendo produzioni agricole di pregio grazie allo sfruttamento della forza di gravità e all’erogazione, in virtù della capillare circolazione idrica, di una ricca varietà di servizi ecosistemici originati dalla rete dei canali.
La ricarica della falda, essenziale per il proliferare delle numerose risorgive, che formano la fascia dei fontanili, è sempre stata così assicurata; le risaie in sommersione e i prati stabili irrigati a scorrimento hanno creato inoltre habitat ideali per la biodiversità.
Per tutelare i sistemi irrigui a gravità, tipici dell’area subalpina e parte preponderante del proprio comprensorio, ETVilloresi (in qualità di capofila) e il Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali dell’Università degli Studi di Milano (partner) hanno definito insieme il progetto CSIS – Certificazione dei sistemi irrigui a scorrimento finalizzato alla conservazione della risorsa idrica e degli ecosistemi correlati, cofinanziato extra bando da Fondazione Cariplo.
Venerdì 14 giugno, a partire dalle ore 11.00, avrà luogo a Cornaredo (MI), presso Cascina Baciocca, l’avvio ufficiale del progetto nel corso di un evento riservato al mondo agricolo. Vi sono 40 posti disponibili; accrediti entro il 10 giugno 2024, scrivendo all’indirizzo mail irene.caruso@etvilloresi.it.
