“Questo spettacolo si chiama Perle ai Porci, dove io ci metto le perle e il pubblico…”
Inizia così, in un modo abbastanza irriverente, il monologo di Paolo Faroni, che accoglie un pubblico intimo e decisamente interagente con la scena al Teatro della Contraddizione, uno spazio sorprendente in una bellissima traversa di via Orti, non molto lontano dalla Rotonda della Besana di Milano.
Due file di gradoni, qualche sedia e una scenografia nuda, con un tavolino, una sedia, un microfono e poco più, dal fondale nero e il parquet nero.
E lui, Paolo, che, con l’aiuto di un campanello da reception tocca diversi temi, dalla politica, agli alieni, la morte ed il teatro stesso, che cattura quanto più è tragico nel senso più greco del termine.
Un racconto sarcastico di piccoli spezzoni di vita privata e professionale che si relazionano alla società e al comune sentire, con riferimenti alti e altissimi, senza però nessuna leziosità.
Il pubblico ride, riflette, è parte di questo confronto: non ne prende atto, ma si esprime.
Paolo percorre la scena, avvicina la sedia, si allontana usa il microfono per altre voci e altri toni. E’ un’ora che scorre veloce e finisce con un lungo applauso sincero di chi sa di aver assistito a qualcosa di nuovo, di fresco. Come lo stile Blusclint vuole: in dialetto definisce proprio il cielo limpido.
Da vedere!
Un piccolo assaggio
https://www.youtube.com/watch?v=XCwWDet4ANE
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Sabrina Carrozza
