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  • Cina, progressi nella conservazione delle risorse genetiche forestali

    Cina, progressi nella conservazione delle risorse genetiche forestali

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    PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Secondo i dati ufficiali, la Cina ha compiuto progressi significativi nella conservazione delle risorse di germoplasma forestale e delle praterie durante il periodo del 14esimo Piano quinquennale (2021-2025).

    Negli ultimi cinque anni, il Paese ha raccolto circa 147.400 campioni di questo germoplasma, con un aumento del 180% rispetto al livello registrato alla fine del 2020, secondo l’Amministrazione nazionale delle foreste e delle praterie.

    Le risorse genetiche chiave di importanti specie arboree ed erbacee autoctone, così come quelle rare e a rischio di estinzione, sono state conservate in modo efficace. Il tasso di utilizzo delle varietà migliorate per le principali specie arboree da riforestazione è salito al 76%, in aumento rispetto al 65% di fine 2020.

    Nel corso degli ultimi cinque anni, la Cina ha varato una serie di misure, tra cui un piano d’azione triennale, per rafforzare la protezione e l’utilizzo delle risorse di germoplasma forestale e delle praterie, potenziare le capacità di coltivazione e innovazione, e migliorare la supervisione del mercato.

    Ad oggi, il Paese ha istituito una rete di sette strutture nazionali per le risorse di germoplasma, insieme a 209 strutture di conservazione in situ ed ex situ su tutto il territorio nazionale.
    (ITALPRESS).
    -Foto Xinhua-

  • Cento anni di musica, il futuro comincia ora: la Banda di Capolago verso il 101° anno nel 2026

    Cento anni di musica, il futuro comincia ora: la Banda di Capolago verso il 101° anno nel 2026

    Il 2025 è stato un anno speciale, intenso e carico di significato per la Banda Musicale Giuseppe Verdi di Capolago, che ha celebrato il traguardo straordinario dei cento anni di attività. Un secolo di musica, impegno e passione che ha attraversato generazioni diverse, accompagnando la vita delle comunità con il linguaggio universale delle note e trasformando piazze, chiese e teatri in luoghi di incontro, emozione e identità condivisa. Arrivati a fine anno, alle soglie del 101esimo anno di vita il presidente, Marco Ambrosetti, ne fa un bilancio.

    Oggi come ieri, la Banda Musicale “Giuseppe Verdi” di Capolago continua a essere un punto di riferimento culturale per il territorio, mantenendo viva una tradizione centenaria con uno sguardo fiducioso rivolto al domani.

    Fondata il 15 marzo 1925, in un contesto sociale allora prevalentemente agricolo e artigianale, la banda nacque con l’intento di offrire momenti di svago e cultura alla comunità locale. Da allora, il suo cammino non si è mai interrotto, consolidandosi come una realtà profondamente radicata nel territorio. Le tappe che ne hanno segnato la storia raccontano un percorso fatto di dedizione e apertura: dal concerto a Verona organizzato dall’Anbima nel 1972, all’inizio della collaborazione con il Gruppo Alpini “A. Rodili” di Capolago nel 1980, dalla prima partecipazione a un Raduno Alpino a Bologna nel 1982 fino all’ingresso, nel 2005, nell’elenco ufficiale dei cori e fanfare dell’ANA.

    Il Centenario è stato celebrato con un calendario ricco di appuntamenti che hanno saputo valorizzare la versatilità della banda e il forte legame con il pubblico. Dal concerto del 15 marzo a quello del 5 luglio, dal gemellaggio con Castions di Strada ospitato a Villa Cagnola, fino al concerto dedicato alle musiche della Disney, senza dimenticare i due tradizionali concerti di Natale che hanno chiuso l’anno in un clima di grande partecipazione. Ogni evento ha rappresentato un tassello importante di un racconto collettivo, fatto di musica ma anche di relazioni e memoria condivisa.

    Un ruolo fondamentale è stato svolto dalle istituzioni e dai sostenitori che hanno accompagnato la banda in questo lungo percorso. Il presidente ha voluto sottolinearlo con parole di gratitudine: «Questo Centenario è il risultato del lavoro e della passione di tanti musicisti che nel tempo hanno fatto parte della nostra banda. A loro va il nostro grazie più grande, così come alle istituzioni che ci hanno sempre sostenuto e sopportato. Dal Comune fino alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che ci ha fornito le nuove divise della banda, benedette e poi indossate negli ultimi concerti di fine anno: un segno concreto di vicinanza che porteremo con orgoglio anche negli anni futuri».

    Roberto Scazzosi presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate spiega: «La Banda Musicale Giuseppe Verdi di Capolago rappresenta molto più di una realtà musicale: è una vera istituzione storica, un presidio culturale che da cento anni accompagna la vita della comunità, ne scandisce i momenti più significativi e ne custodisce l’identità. In un secolo di storia ha saputo unire generazioni diverse, trasmettendo valori fondamentali come la passione, l’impegno, il senso di appartenenza, oltre, naturalmente la musica. Hanno investono nelle persone, nella cultura e nel futuro del territorio, mantenendo vive tradizioni che sono patrimonio di tutti, le stesse tradizioni e valori che sono anche alla base del nostro fare banca».

    Nel corso degli anni la Banda di Capolago ha conosciuto una crescita costante e un continuo rinnovamento. Nei primi anni Duemila ha raggiunto un organico di 75 elementi, mentre oggi conta circa 50 musicisti di tutte le età, con una presenza femminile significativa che testimonia l’evoluzione dell’associazione. Attualmente è diretta dal maestro Giuliano Guarino e propone un repertorio che spazia dai brani classici a quelli moderni, mantenendo sempre alta la qualità musicale e la capacità di parlare a pubblici diversi.

    Fondamentali sono stati anche i gemellaggi e le collaborazioni, che hanno portato la Banda “Verdi” oltre i confini locali. Dal lungo rapporto con il Corpo Bandistico “G. Rossini” di Castions di Strada, avviato nel 1999 e proseguito fino al 2025, culminato anche con una sfilata a Villach in Austria, al gemellaggio con la Musikverein Seckach in Germania tra il 2007 e il 2008, fino agli scambi più recenti con la Banda S. Cecilia di Semogo e con la Banda Città di Aosta nell’ambito della Rassegna di Villa Cagnola. A tutto questo si affianca la collaborazione trentennale con la Pro Loco di Gazzada Schianno per la Rassegna Bandistica, oggi alla 29ª edizione, e il legame con il Gruppo Alpini di Capolago, attivo fin dal 1982.

    Le celebrazioni del Centenario si inseriscono in un solco già tracciato. Nel 2015, per i novant’anni, era stato pubblicato il volume “90 anni di storia della Banda Musicale Giuseppe Verdi di Capolago”. Nel 2025, oltre ai concerti speciali, è stato promosso il concorso fotografico “Cent’anni… ma giovin siamo ancora”, realizzato in collaborazione con il Circolo Fotografico La Focale, a testimonianza di una banda capace di raccontarsi anche attraverso immagini e memoria visiva.

    Lo sguardo ora è rivolto al futuro. «Ci auguriamo che il 2026 sia il naturale proseguimento di questo anno così importante – ha concluso il presidente della Banda Marco Ambrosetti – sarà il 101° anno di vita della banda. Non sarà impegnativo come il Centenario, ma cercheremo comunque di trovare idee nuove, capaci di avvicinare sempre di più le persone alla nostra musica e alla nostra realtà».

  • Buoni propositi per la mente: come distinguere quelli che ti mettono pressione da quelli che ti fanno stare bene

    Buoni propositi per la mente: come distinguere quelli che ti mettono pressione da quelli che ti fanno stare bene

    Un cambiamento funziona quando non chiede di essere continuamente sostenuto, ma quando è lui a sostenere chi lo fa.

    È da questa prospettiva che Alessandra Bitelli guarda ai buoni propositi per il 2026, proponendo di metterne a confronto due approcci molto diversi tra loro. Da qui prende forma una riflessione che sposta lo sguardo dai buoni propositi in sé al loro impatto nel tempo, a ciò che lasciano nelle giornate, nelle relazioni e nel modo in cui stiamo con noi stessi.

    “Siamo cresciuti con l’idea che cambiare significhi stringere i denti e che un proposito valido debba richiedere disciplina costante, controllo e sacrificio. Questo modello però – specifica Alessandra Bitelli, coach e autrice de “Il primo romanzo utile del coaching” – produce cambiamenti fragili. Quando una scelta ha bisogno di essere continuamente sorvegliata, ricordata e difesa, consuma energia invece di generarne. L’effetto duraturo nasce quando il cambiamento diventa una forma di sostegno, non una fonte di ulteriore fatica”.

    I PROPOSITI CHE METTONO PRESSIONE
    Molti buoni propositi nascono da un’idea di correzione, per fare di più, controllarsi meglio, eliminare ciò che “non va”. Un approccio spesso guidato dal confronto con modelli ideali e irraggiungibili.
    “Quando il cambiamento parte dal giudizio verso sè stessi si attiva una tensione continua. Anche i risultati ottenuti faticano a generare soddisfazione, perché l’asticella viene subito spostata più in alto. Questo meccanismo – osserva Bitelli – non costruisce benessere, ma una forma di insoddisfazione che logora nel tempo e rende ogni proposito una prova da superare”.

    LE SCELTE CHE PRODUCONO UN EFFETTO DURATURO
    Esiste però un altro modo di intendere il cambiamento, meno legato alla performance e più alla coerenza interna.
    “Le scelte che funzionano davvero sono quelle che migliorano la vita senza chiederci di diventare una versione ideale di noi stessi. Un cambiamento è duraturo quando si integra nella quotidianità, quando rispetta i nostri tempi, i nostri limiti e le nostre risorse. In quel momento – continua Bitelli – smette di essere un obiettivo da raggiungere e diventa un modo naturale di stare al mondo”.

    LA GRATIFICAZIONE COME BUSSOLA DEL CAMBIAMENTO
    Un cambiamento che dura lascia segnali riconoscibili, non sotto forma di entusiasmo iniziale, ma come una sensazione di maggiore equilibrio, di minore attrito con la vita quotidiana. Diventa una gratificazione meno evidente, ma più stabile, che diventa una bussola per orientare le scelte.
    “La gratificazione è spesso sottovalutata perché non coincide con il risultato immediato o con il riconoscimento esterno. In realtà è uno dei segnali più affidabili che un cambiamento sta funzionando. Quando una scelta ci fa sentire più allineati, meno in lotta con noi stessi, più capaci di abitare la nostra vita senza sforzo costante – sottolinea Bitelli –, allora sta producendo un effetto duraturo. Non è euforia, è coerenza. Ed è proprio questo che rende naturale continuare”.

    DAL BENESSERE VISIBILE A QUELLO PROFONDO
    Prendersi cura del corpo, dell’organizzazione o delle abitudini è importante, ma non sufficiente se non è accompagnato da un equilibrio interiore.
    “Il rischio è confondere il benessere con il controllo. L’effetto duraturo nasce quando una scelta ci fa sentire più centrati, più coerenti, più in pace con noi stessi – prosegue Bitelli – perché è una sensazione meno appariscente dei risultati immediati, ma molto più stabile. Quando il cambiamento rafforza l’identità, non ha bisogno di essere difeso, perché resta”.

    LE 4 DOMANDE PER CAPIRE SE STAI SCEGLIENDO I PROPOSITI GIUSTI PER TE
    Per capire se un buon proposito è destinato a durare (più che chiedersi quanto impegno richiede) è utile fermarsi su poche domande chiave. Sono queste a fare la differenza tra un cambiamento che logora e uno che sostiene nel tempo.

    “Il vero confronto non è con ciò che eravamo l’anno scorso, ma con come vogliamo sentirci nel tempo. Un proposito che pesa richiede controllo continuo, forza di volontà e una lotta quotidiana per essere mantenuto, mentre una scelta che funziona – conclude Bitelli – si integra nella vita di tutti i giorni e non chiede di essere continuamente riaffermata. Questo approccio può essere tradotto in alcune domande semplici, utili per capire se un proposito sostiene davvero nel tempo.

    Alla fine della giornata, questo proposito mi toglie energia o me ne restituisce?

    Segnale di pressione: arrivi stanco e irritato, con la sensazione di aver “tenuto duro” tutto il giorno solo per rispettare il proposito;

    Segnale di benessere: ti senti magari stanco, ma non svuotato e hai la percezione di aver fatto qualcosa che ti ha sostenuto, non prosciugato;

    Per mantenerlo devo sempre controllarmi oppure con il tempo diventa naturale?

    Segnale di pressione: devi ricordartelo di continuo, controllarti, riprenderti se “sgarri”, con la paura costante di mollare;

    Segnale di benessere: dopo un po’ smetti di pensarci perché il comportamento entra nella routine senza richiedere vigilanza continua;

    Sta in piedi anche quando le giornate sono piene o complicate?

    Segnale di pressione: appena la giornata si complica, il proposito salta e ti senti subito in colpa;

    Segnale di benessere: anche nei giorni storti riesci ad adattarlo, ridimensionarlo o sospenderlo senza sentirti fallito;

    Seguendolo mi sento più allineato a me stesso, o più spesso in difetto?

    Segnale di pressione: hai spesso la sensazione di non fare mai abbastanza, anche quando ti impegni;

    Segnale di benessere: ti senti più coerente con ciò che sei e con ciò che conta per te, anche senza risultati eclatanti.

  • Faccia da Signorino e Signorine … di Max Moletti

    Faccia da Signorino e Signorine … di Max Moletti

    RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, Il caso Signorini & co. mi ha fatto capire una cosa semplice: nel mondo dello spettacolo, io non conto proprio nulla.

    Ricordo ancora il giorno dell’orale di maturità: dichiarai ai professori che volevo fare l’attore. Un membro della commissione rispose con una battuta da caserma. Sono passati trent’anni – tre decenni, sei lustri – e nessuno, neppure un portinaio di produzione, mi ha mai fatto una proposta. Nemmeno per chiedermi soldi, perché forse avevo già la faccia di uno che non ne aveva.

    In questi anni avrò fatto mille provini, mille set, mille tentativi. Ma mai una richiesta, mai un’occasione vera.

    Forse aver capito subito che i casting “oceanici” non erano per me mi ha salvato.
    Forse aver messo il budget prima dell’immagine ha allontanato molti farabolani.
    Forse aver lasciato la TV, che non era più nelle mie corde, ha fatto il resto.

    Una cosa però l’ho imparata: se qualcuno vende, è perché qualcun altro compra. E spesso si vuole comprare senza pagare nemmeno il sale.

    Negli ultimi anni il numero di persone che vuole “fare immagine” o diventare famoso è esploso. Ricchi e famosi? Bravi, c’è tempo.

    Il mondo dello spettacolo è pieno di personaggi di ogni tipo:

    l’agente che non paga mai, o paga alle calende greche;

    quello che “conosce tutti”;

    quello che ha sempre un provino più di te, ma non lavora mai;

    quello che ha fatto mille cose, ma non l’hai visto da nessuna parte;

    quello che non ti paga perché “la produzione non paga”;

    quello che ti chiede il profilo e poi non lo guarda;

    quello che ti riempie di complimenti per toglierti i talenti;

    quello che ti propone un lavoro a Ferragosto, senza diritti;

    l’agente che vuole il 60%;

    il regista del “grande film” girato col telefonino;

    Un mondo variegato, sì, ma tre cose non cambieranno mai:

    – ci sarà sempre chi compra e chi vende,
    – ci saranno sempre i personaggi da baraccone pronti a rifilarti il “paccone”,
    – e ci saranno sempre quelli come me, che non fila nessuno – nel bene e nel male.

    Cambiano i nomi, cambiano i fatti, ma il risultato è sempre lo stesso: prima o poi vengono fuori tutti.
    E parlano tutti, anche quelli che non capiscono un baffo.

    Il mondo non è tutto d’oro né tutto marcio. Ma spesso a sporcarlo sono proprio quelli che dovrebbero avere voglia di pulirlo”.

    Massimo Moletti

  • Cina-Italia, cooperazione rafforzata nel 55esimo anniversario delle relazioni

    Cina-Italia, cooperazione rafforzata nel 55esimo anniversario delle relazioni

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – Nel segnare il 55esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, il 2025 ha visto prosperare le interazioni tra le due antiche civiltà nei settori politico, economico e culturale.

    Una serie di scambi in questi ambiti ha favorito la comprensione reciproca e ha segnato una nuova fase di cooperazione tra i due Paesi.

    GLI SCAMBI AD ALTO LIVELLO TRAINANO LA COOPERAZIONE BILATERALE

    Cina e Italia hanno mantenuto quest’anno stretti contatti ad alto livello, con i leader di entrambe le parti che hanno indicato progressi costanti nei rapporti bilaterali.

    A novembre, il premier cinese Li Qiang ha incontrato la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni a margine del 20esimo Vertice del G20 in Sudafrica. Li ha affermato che la Cina è pronta a rafforzare l’allineamento delle strategie di sviluppo con l’Italia e a costruire una partnership strategica più stabile e fruttuosa tra i due Paesi.

    Da parte sua, Meloni ha dichiarato che le relazioni Italia-Cina godono di un buono slancio nello sviluppo, con continui scambi bilaterali a tutti i livelli e progressi positivi nella cooperazione pratica.

    In precedenza, durante una visita a Roma in ottobre, il ministro cinese degli Esteri Wang Yi ha affermato che per oltre mezzo secolo i due Paesi hanno portato avanti una cooperazione pragmatica di alto livello, promosso scambi culturali e tra popoli di alta qualità, e costruito un proficuo partenariato strategico globale.

    LE IMPRESE ITALIANE HANNO FIDUCIA NELL’ECONOMIA CINESE

    Con un volume di scambi bilaterali superiore a 70 miliardi di dollari per diversi anni consecutivi, l’Italia considera la Cina un mercato vasto e dinamico in cui le imprese possono crescere e innovare.

    Giuseppe Accogli, amministratore delegato del Gruppo Chiesi, azienda farmaceutica con sede a Parma, ha osservato che il numero dei loro dipendenti in Cina è aumentato del 30% rispetto a due anni fa e che l’azienda sta portando più innovazione nel Paese.

    Alla China International Import Expo di quest’anno, il Gruppo Chiesi ha firmato un accordo di collaborazione con Haisco Pharmaceutical Group per lo sviluppo di un nuovo farmaco contro una malattia chiamata bronchiectasia.

    “La Cina sta diventando un enorme polo di innovazione”, ha affermato Accogli, aggiungendo che l’azienda prevede di favorire gli scambi farmaceutici e sanitari bilaterali e multilaterali, e di introdurre in Cina più prodotti innovativi.

    Una fiducia analoga è stata espressa da Stefano Petrilli, responsabile globale delle operazioni di Marelli Propulsion.

    Da quando è entrata nel mercato cinese nel 1999, Marelli ha costruito una solida base commerciale in vari settori, tra cui l’illuminazione automobilistica, l’elettronica, la propulsione e le tecnologie verdi, istituendo otto centri di ricerca e sviluppo e 17 stabilimenti in tutta la Cina.

    “La Cina non è solo il più grande mercato automobilistico al mondo, ma anche uno dei mercati più strategici e dinamici per Marelli”, ha affermato Petrilli. “Questo ci consente di fornire soluzioni personalizzate e rapide da portare sul mercato per i clienti locali, sfruttando al contempo i punti di forza della Cina in termini di innovazione e manifattura per sostenere progetti globali”.

    Petrilli ha aggiunto che la trasformazione della Cina da “fabbrica del mondo” a “polo globale dell’innovazione” ha creato opportunità senza precedenti per le imprese a investimento estero come Marelli.

    GLI SCAMBI CULTURALI CONTINUANO A PROSPERARE

    A giugno si è aperta a Shanghai la 27ma edizione dello Shanghai International Film Festival, con una giuria presieduta dal rinomato regista italiano Giuseppe Tornatore. Tornatore ha affermato di apprezzare i film cinesi, osservando che offrono una prospettiva diversa attraverso cui comprendere meglio la storia e la cultura del Paese.

    A luglio, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea (GNAMC) ha ospitato una speciale mostra intitolata “Oriente e Occidente 2025: mostra sul dialogo internazionale – Da Shanghai a Roma”, con opere di 49 artisti cinesi e italiani, comprendendo dipinti, sculture e altre opere mediatiche.

    Renata Cristina Mazzantini, direttrice generale della GNAMC, ha sottolineato la crescente influenza della Cina sul palcoscenico culturale globale e ha affermato che stabilire scambi artistici a lungo termine è di grande importanza per l’Italia.

    “Dobbiamo rimanere aperti al mondo, soprattutto alla Cina”, ha affermato la donna, aggiungendo che le mostre congiunte aiutano gli artisti più giovani a comprendere meglio la Cina contemporanea e la sua vivace scena artistica.

    Marta Leonori, responsabile degli affari istituzionali presso l’Istituto dell’Enciclopedia Treccani, ha affermato che Cina e Italia ispirano da tempo la creatività attraverso il rispetto e la curiosità reciproci, citando il viaggio di Marco Polo come simbolo duraturo dello scambio tra civiltà.

    “La storia di Marco Polo è iniziata secoli fa, ma si proietta nel futuro e spetta a noi continuare a scriverla”, ha detto.
    (ITALPRESS).
    -Foto Xinhua-

  • Terrorismo. Scurati: “Manifestazioni e raccolte fondi pro-Pal a Milano hanno finanziato Hamas”.

    Terrorismo. Scurati: “Manifestazioni e raccolte fondi pro-Pal a Milano hanno finanziato Hamas”.

    “I fatti emersi in questi giorni confermano ciò che la Lega denuncia da tempo: dietro alcune manifestazioni e raccolte fondi pro-Palestina svoltesi anche a Milano non c’era la richiesta di pace, ma il sostegno ad Hamas e al terrorismo islamico. Davanti a tutto questo, Sala e Majorino non possono tacere”.

    Lo dichiara Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega in Lombardia.

    “Per mesi la sinistra ha minimizzato e attaccato chi sollevava dubbi. Oggi è chiaro che quelle iniziative erano tutt’altro che innocue. È necessario fare piena chiarezza su dove siano finite le risorse raccolte. Così come è doveroso che tutte le istituzioni e le organizzazioni che hanno promosso o sostenuto iniziative e raccolte fondi chiariscano in quali mani siano finite quelle risorse”.

    “Piena solidarietà a Silvia Sardone – conclude Scurati – che ha avuto il coraggio di opporsi e dire la verità. La Lega non accetta ambiguità: chi ha sostenuto certi personaggi e certe manifestazioni si dissoci senza se e senza ma”.

  • Russia, Lavrov “Attacco ucraino contro la residenza di Putin”. Zelensky: “Una menzogna”

    Russia, Lavrov “Attacco ucraino contro la residenza di Putin”. Zelensky: “Una menzogna”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) – L‘Ucraina “ha lanciato un attacco” contro la residenza presidenziale russa situata nella regione di Novgorod. Lo ha dichiarato il ministro russo degli Esteri, Sergej Lavrov, secondo quanto rilancia l’agenzia Tass.

    “Nella notte del 29 dicembre 2025, il regime di Kiev ha lanciato un attacco terroristico con 91 droni da attacco a lungo raggio contro la residenza presidenziale russa nella regione di Novgorod. Tutti i droni sono stati distrutti dai sistemi di difesa aerea delle Forze Armate russe”, ha dichiarato Lavrov.

    La Russia ha identificato gli obiettivi e l’orario di “un attacco di rappresaglia” in seguito a quello effettuato per mezzo di droni alla residenza di Stato del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod. Lo ha annunciato ai giornalisti il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. “Sono stati determinati gli obiettivi degli attacchi di rappresaglia e i tempi per la loro attuazione da parte delle Forze armate russe”, ha affermato il capo del ministero degli Esteri russo secondo quanto riferisce la Tass.

    ZELENSKY “E’ UNA MENZOGNA”

    La notizia di un attacco ucraino alla residenza del presidente russo, Vladimir Putin, è “una completa invenzione” e fa parte delle “tipiche menzogne russe”. Sono le parole del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che su X ha replicato alle accuse mosse dal ministro russo degli Esteri, Sergej Lavrov. Il ministro russo aveva dichiarato che un attacco sferrato da Kiev con 91 droni aveva tentato di colpire la residenza di Putin situata nella regione di Novgorod. “La Russia ci riprova, usando dichiarazioni pericolose per minare tutti i risultati dei nostri sforzi diplomatici condivisi con la squadra del presidente Trump. Continuiamo a lavorare insieme per avvicinare la pace”, ha scritto Zelensky. “E’ una completa invenzione volta a giustificare ulteriori attacchi contro l’Ucraina, inclusa Kiev, nonché il rifiuto della Russia stessa di adottare le misure necessarie per porre fine alla guerra”, ha proseguito aggiungendo che si tratta di “tipiche bugie russe”.

    -Foto IPA Agency-
    (ITALPRESS).

  • Legnano: già tutto pronto per la Befana con l’ANPI

    Legnano: già tutto pronto per la Befana con l’ANPI

    La tradizione continua. Anche quest’anno la sezione ANPI di Legnano invita tutti i bambini a festeggiare insieme l’arrivo della Befana con un momento di gioia e condivisione.

    In programma:

    Proiezione di un film di animazione

    Distribuzione della tradizionale calza della Befana

    📅 Martedì 6 gennaio
    🕙 Ore 10.00

    Un appuntamento ormai atteso da tante famiglie, pensato per regalare ai più piccoli un sorriso e un ricordo speciale delle feste.

  • A salvare i Cristiani in Africa ci pensa Trump!

    A salvare i Cristiani in Africa ci pensa Trump!

    Il quotidiano Libero dedica ampio spazio all’offensiva di Natale dell’esercito statunitense contro l’Isis in Nigeria. Nel silenzio generale, dopo anni di stragi di fedeli in Africa per mano di fanatici islamici, ai cristiani ci pensa Trump. (L’ultima Crociata. A salvare i cristiani ci va Trump, 27.12.25, Libero) Il presidente americano ha ordinato il raid aereo dopo una serie di avvertimenti lanciati nel corso delle ultime settimane, il Pentagono e il governo nigeriano hanno confermato di aver agito in coordinamento, i dati di intelligence sono stati forniti dai partner africani.

    L’editoriale in prima pagina del direttore Mario Sechi sottolinea come l’Europa non è pervenuta. L’obiettivo sono i terroristi islamici di Isis; lo scopo è quello di fermare i massacri dei cristiani. “Reazioni da Bruxelles? Neppure uno spiffero. Silenzio e buon Natale. Nessuna sorpresa. L’Europa non si commuove per le stragi di ebrei e cristiani, i cuori sono tutti rivolti a Gaza e ai tagliagole di Hamas, i sentimenti anti-americani e anti-occidentali sono pane quotidiano”.

    Ormai è arcinoto da tempo, l’Europa ha troncato da tempo le sue radici cristiane la sua storia, la sua cultura, per farsi stritolare dall’idea che bastasse la moneta a farne un gigante. Eppure, all’Europa sarebbe comunque dovuto interessare il dossier della Nigeria, scrive Sechi, per ragioni di geopolitica. Basta dare uno sguardo al Cia World Factbook. La Nigeria non è uno Stato marginale dell’Africa, è un gigante affacciato sul Golfo di Guinea, con circa 236 milioni di abitanti e un’età media di 19 anni, è il primo produttore di petrolio del continente africano, la lingua ufficiale è l’inglese (più altri 500 dialetti locali), la metà della popolazione è musulmana, ma il 45% è cristiana, è l’economia di mercato più grande dell’Africa, ha aziende ben posizionate nelle telecomunicazioni e nella finanza, è il leader regionale nelle infrastrutture critiche, i primi 5 partner commerciali sono gli Stati Uniti, la Spagna, la Francia, l’Olanda e l’India.

    Più una nazione potenzialmente ricca che resta povera, con un sistema democratico da consolidare, uno sviluppo da costruire, elezioni regolari, un partner che gli Stati Uniti vogliono tutelare. E l’Europa? “Per contare, devi anche sparare, – scrive Sechi – colpire i terroristi, fare una politica di difesa e sicurezza che l’Europa non vuol fare, perché significa assumersi dei rischi, scegliere e renderne conto all’opinione pubblica. Quando si dice che agli Stati Uniti non importa niente dei cristiani in Nigeria e che l’unico interesse è il petrolio, si commette un grave errore. Chi lo afferma non conosce la politica americana”. Sechi informa i lettori che il peso degli elettori cristiani negli Stati Uniti è crescente, non è solo una questione di evangelici, i cattolici hanno ripreso vigore, da anni sono una comunità che mostra un’energia sconosciuta alla Chiesa in Europa. L’Europa è muta. Per i cristiani perseguitati in Africa, ha parlato Trump.

    Sull’argomento è intervenuto pure Andrea Morigi, (Gli auguri di Natale. Trump attacca l’Isis per difendere i cristiani. Raid aerei americani, sui terroristi in Nigeria 27.12.25, Libero) “Invece della stella cometa, la notte di Natale, sui terroristi islamici della Nigeria sono arrivati i raid aerei americani”. Scrive Morigi. Su richiesta dell’autorità nigeriane è intervenuto l’esercito americano, uccidendo diversi terroristi dell’Isis.

    Il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti documenta i «numerosi attacchi perfetti», con un video di dieci secondi che riprende il lancio notturno di un missile dal ponte di una nave da guerra battente bandiera a stelle e strisce. Donald Trump lo ha comunicato al mondo: «Stasera, sotto la mia direzione in qualità di comandante in capo, gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco potente e mortale contro la feccia terroristica dell’Isis nel nord-ovest della Nigeria, che ha preso di mira e ucciso brutalmente, principalmente cristiani innocenti, a livelli mai visti da molti anni, e persino secoli».

    Aveva già avvertito i gruppi jihadisti che avreb- bero «pagato l’inferno» se non avessero fermato il massacro dei cristiani. Secondo Morigi il governo nigeriano probabilmente colto di sorpresa ha dovuto accettare l’intervento militare di Trump, fornendo le informazioni d’intelligence necessarie e il supporto logistico per dare il via al coordinamento strategico. Il presidente Bola Tinubu, “sulle prime aveva tentato un sussulto di orgoglio nazionale e tendeva a ridimensionare la natura religiosa della violenza, attribuendola al banditismo o a conflitti legati alle risorse e al cambiamento climatico”, tuttavia la Nigeria era già finita nella lista del Dipartimento di Stato Usa come Paese di particolare preoccupazione per la libertà religiosa.

    E alla Casa Bianca già si parlava di un genocidio dei cristiani, una minaccia esistenziale più che una semplice persecuzione: senza calcolare le vittime delle stragi degli anni precedenti, di cui è diventato un simbolo don David Tanko, morto martire due anni fa nello Stato di Taraba, nel solo 2025 in Nigeria risulta che siano stati uccisi più di 7mila cristiani.

    Il 13 giugno scorso, nello Stato di Benue, circa 200 cristiani sono stati trucidati nella piazza del mercato di Yelwata. Un vero e proprio sterminio avvenuto nell’indifferenza generale, mentre gli attacchi al grido di “Allahu Akh-bar” contro le chiese, il clero e le istituzioni ecclesiali sono ormai all’ordine del giorno. Morigi conclude il servizio descrivendo le varie milizie armate protagoniste del massacro dei cristiani nei vari blitz nei territori del Nord Nigeria. Infine, Mauro Zanon, offre un interessante intervento polemico nei confronti delle comunità internazionali. (La Comunità internazionale tace. All’Onu tutti in silenzio perché davanti alle stragi non si sono mai mossi, 27.12.25, Libero) Un genocidio negato e dimenticato in Africa, il grido d’allarme inascoltato e raccolto soltanto dagli Usa. Ora che non sono coinvolti i palestinesi, le istituzioni sempre pronte a mobilitarsi per tutte le cause sono assenti.

    È “Un silenzio assordante. È quello della comunità internazionale, Onu e Unione europea, sugli attacchi del 25 dicembre condotti dagli Stati Uniti contro l’Isis nel nord-ovest della Nigeria, nello Stato di Sokoto”.

    Un silenzio non solo imbarazzante, ma rivelatore di un’ipocrisia profonda, di una cecità ideologica che dimostra come, per una certa élite occidentale, esistano vittime di serie A e vittime di serie B, i cristiani. Zanon, sottolinea come l’inquilino della Casa Bianca, “non ha mai avuto paura di chiamare il problema con il suo nome: terrorismo islamico. Una definizione che, per ideologia e politicamente corretto, sembra diventata impronunciabile in Europa.

    Meglio parlare di “instabilità”, di “conflitti locali”, di “tensioni intercomunitarie”, tutto pur di non riconoscere che in Nigeria è in corso una vera e propria campagna di violenza jihadista, con una chiara matrice ideologica e religiosa”.

    Anche il servizio di Zanon sviluppa un resoconto dei continui attacchi terroristici islamisti nei confronti dei cristiani, finora quasi sempre ignorati. Infatti, anche Zanon evidenzia come su questi massacri c’è un silenzio profondo, soprattutto da parte dell’Europa e delle sinistre occidentali, sempre pronte a mobilitarsi per ogni causa, a partire da quella palestinese per odio anti-Israele, tranne quando la persecuzione colpisce i cristiani.

    Anche questo attacco avrebbe dovuto suscitare reazioni, prese di posizione, sostegno. Invece nulla. Nessuna mobilitazione europea, nessuna voce indignata dei grandi organismi internazionali, nessuna attenzione mediatica paragonabile ad altri scenari di crisi. Come se la Nigeria non esistesse. O, peggio, come se le sue vittime non contassero.

  • Fondi ad Hamas. De Corato: ‘Bene le preoccupazioni delle comunità palestinesi nel nostro Paese’

    Fondi ad Hamas. De Corato: ‘Bene le preoccupazioni delle comunità palestinesi nel nostro Paese’

    «Leggo che le comunità palestinesi in Italia sono molto preoccupate di quanto sta accadendo nel nostro paese. L’operazione antiterrorismo avvenuta ieri, mi riferisco in particolare all’arresto del Presidente dell’Associazione dei Palestinesi d’Italia Mohammad Hannoun, andava fatta perché lo stesso è stato uno degli artefici dei finanziamenti ad Hamas. La Questura, la Prefettura, le Forze dell’Ordine quali Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza stanno svolgendo il proprio dovere e continueranno a farlo, io li ringrazio molto dal profondo del mio cuore. L’Italia, e Milano in particolare, non sono e non potranno mai essere un covo di terroristi palestinesi che, come abbiamo visto, hanno compiuto numerose azioni illecite e criminali».

    Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.